Ore 3.20: il blitz contro i No-Tav. La lunga notte della Val di Susa


A sorpresa le forze dell’ordine irrompono nel presidio di Venaus
Sorpresi nel sonno i manifestanti. Decine di feriti. La Valle si sveglia bloccata

Ore 3.20: il blitz contro i No-Tav
La lunga notte della Val di Susa

di DANIELE SEMERARO

VENAUS (Torino) – È stato un blitz, un attacco improvviso e inaspettato. Almeno un migliaio di agenti di polizia e carabinieri, attorno alle 3.20 di questa notte, hanno accerchiato il presidio di Venaus, 70km dal capoluogo piemontese, istituito dai cittadini della Val di Susa per protestare contro la costruzione della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione e hanno caricato i manifestantanti, molti dei quali dormivano nelle tende. Durante l’operazione sono rimaste ferite diverse persone tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

Alle 3.20 il presidente della Comunità montana Bassa Valle di Susa, Antonio Ferrentino lancia l’allarme: è partita l’offensiva delle forze dell’ordine per sgomberare il presidio di Venaus. Il fotografo Alessandro Contaldo racconta: “Sono arrivati circa trenta automezzi che hanno scaricato un migliaio tra agenti e carabinieri in assetto antisommossa. È iniziata subito una carica e anch’io sono stato colpito da alcune manganellate”.

Durante l’operazione, raccontano i manifestanti, le ruspe travolgono tutto ciò che incontrano sul loro passaggio: tende, barricate e anche una cucina da campo. I contusi sono più di venti tra i manifestanti, 12 tra le forze dell’ordine. Le ambulanze del 118 iniziano a fare la spola tra Venaus e Susa anche se, fanno sapere dalla sala operativa, “nessuna delle persone portate al pronto soccorso ha riportato gravi lesioni”.

All’alba la questura di Torino conferma: l’operazione è stata compiuta “per prendere possesso degli 82 lotti di terreno su cui la società Cnc, per conto della Ltf, dovrà compiere i lavori per la costruzione di un tunnel al servizio della futura linea Torino-Lione”.

Televisioni, radio e siti Internet dalle prime ore della mattina rilanciano la notizia degli scontri e inizia uno scambio frenetico di sms sui telefoni cellulari. Partono, così, blocchi spontanei di strade statali e stazioni ferroviarie ad opera dei manifestanti: moltissimi gli studenti, gli operai e i lavoratori che questa mattina non si sono recati sul posto di lavoro.

(6 dicembre 2005)

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