Provenzano in carcere studia le carte processuali

Il boss è rinchiuso dall’11 aprile. Gli agenti di Polizia: “Sta bene
e fino a questo momento si sta comportando correttamente”

Terni, Provenzano in carcere
studia le carte processuali

di DANIELE SEMERARO

TERNI – Bernardo Provenzano sta trascorrendo gran parte del tempo in carcere esaminando i fascicoli che lo riguardano. Il boss, rinchiuso nel carcere di Terni dal momento del suo arresto, a quanto riferiscono le autorità carcerarie appare tranquillo, sereno e in buona salute.

A far avere i fascicoli a Provenzano è stato proprio il suo difensore, l’avvocato Franco Marasà. Il boss, sempre secondo le stesse fonti carcerarie, non ha mai fatto richieste particolari. Anzi, agli agenti della Polizia penitenziaria che si occupano di lui nel settore riservato ai detenuti sottoposti al regime di carcere duro ha chiesto quali siano, nello specifico, le regole dell’istituto di reclusione, per potersi adeguare. Fino ad ora, infatti, Provenzano ho sempre seguito con correttezza le regole.

I controlli sulla sua salute, inoltre, vengono svolti con regolarità. Provenzano si sarebbe anche risentito delle preoccupazioni espresse da un suo presunto parente: avrebbe affermato di non conoscere quella persona, di stare bene e di essere sempre stato trattato correttamente.

Intanto ieri a Firenze il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso è tornato sulla cattura del super-boss, affermando che l’arresto “apre una nuova fase che ci darà molto da lavorare nei prossimi anni. Per quello che riguarda l’organizzazione – ha aggiunto – è un grosso colpo, perché toglie il capo della struttura che garantiva l’equilibrio” dell’organizzazione stessa, e “non sarà facile sostituirlo”.

(13 maggio 2006)

(Nella foto: Bernardo Provenzano nel giorno della cattura, l’11 aprile scorso)

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