"Sospesa" la nuova pagella, congelata la riforma Moratti


Accettato il ricorso dei Cobas al Tar del Lazio: sospesi, per adesso, il nuovo documento di valutazione e il faldone con le competenze dei ragazzi

Stop a nuova pagella e portfolio
il Tar frena la riforma Moratti

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Stop al portfolio delle competenze e al documento di valutazione degli alunni (emanati tra mille polemiche, lo scorso novembre, dal ministero dell’Istruzione e punti cardine della riforma Moratti). Il Tar del Lazio, infatti, ha accolto parzialmente la richiesta di sospensiva presentata ieri, in sede di udienza, dai Cobas della scuola.

In particolare, si legge nel documento, “il ricorso non pare ‘prima facie’ manifestamente infondato con riferimento al terzo profilo di gravame, concernente le biografie dell’alunno, e al quarto profilo di gravame, relativo all’insegnamento della religione cattolica nell’ambito delle materie curriculari”.

Il portfolio delle competenze. Nato, l’abbiamo detto, come una delle principali innovazioni della riforma Moratti, il “portfolio delle competenze” era configurato come un faldone all’interno del quale sarebbero state registrate tutte le competenze acquisite, dalla scuola materna alle superiori, dallo studente. Il portfolio, in realtà, potrebbe non avere alcuna ragione di esistere, secondo l’accusa, perché non è stato mai menzionato all’interno delle leggi approvate in Parlamento (né nella Legge di riforma 53/03 né dal decreto legislativo applicativo 59/04). L’unico documento nel quale si trova è l’Indicazione nazionale transitoria, allegata al decreto legislativo 59/04, che non è mai divenuto però un Regolamento. C’è da aggiungere che il portfolio aveva creato non pochi problemi anche all’interno delle scuole, dove fino a ieri gli insegnanti non sapevano come comportarsi: il carico di lavoro richiesto dalla compilazione dei moduli per tutti gli alunni, infatti, avrebbe gravato i docenti di un enorme carico di lavoro.

La religione nella “pagella”. Altra questione, sollevata dai sindacati ma anche da molti genitori, è quella dell’inserimento del voto di religione cattolica all’interno del “Documento di valutazione”, il documento, cioè, consegnato alle famiglie che va a sostituire la “pagella”. L’anomalia, secondo i Cobas, è che “la valutazione dell’insegnamento della religione cattolica venga inserita in un unico documento unitamente agli altri curriculi, nonostante sia una materia facoltativa”. E questo, secondo i coordinamenti dei genitori, avrebbe potuto portare a discriminazioni. La religione infatti, attualmente viene valutata in un documento a parte (come deciso anche dal Concordato Stato-Chiesa).
“La nuova scheda di valutazione, inoltre – continua l’accusa – non ha fondamenti giuridici perché non è stato mai emanato il relativo decreto”.

La soddisfazione dei Cobas. “Un pezzo decisivo della riforma Moratti va in pezzi: i Cobas la stanno abrogando concretamente”. Così il portavoce Piero Bernocchi dopo l’annuncio del Tar del Lazio dell’accoglienza del ricorso. “Il Tar ha dato ragione ai Cobas e ai coordinamenti genitori-insegnanti che in questi mesi avevano già impedito nella maggioranza delle scuole l’applicazione della ‘riforma’, ha cancellato l’illegalità morattiana intimando al ministro di revocare la circolare 84 del 10 novembre e di emanare nuove circolari conformi alla normativa pre-esistente. D’ora in poi quindi – conclude Bernocchi – gli organi collegiali possono deliberare l’adozione della scheda di valutazione con i curriculi previsti dai programmi dell’85 per le elementari e del ’79 per la media”.

(2 febbraio 2006)

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