Un cartoon contro il bullismo: il concorso di Telefono Azzurro


Telefono Azzurro e Giffoni Film Festival lanciano una sfida agli studenti di elementari e medie: “Costruite un cartone animato che combatta la violenza”

“Contro il bullismo con un cartoon”
al via un concorso per ragazzi

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Un cartone animato da far realizzare agli studenti per metterli in guardia dai rischi del bullismo. La sfida arriva da Telefono Azzurro in collaborazione con Giffoni Film Festival, che ha promosso una campagna di sensibilizzazione rivolta alle scoule secondarie di primo grado sul tema del bullismo. Per stimolare gli studenti, ma anche insegnanti e genitori, a riflettere sulle caratteristiche e sui rischi che porta con sé questo fenomeno.

L’Associazione, insieme al popolare Festival di cinema per ragazzi, ha così ideato un concorso per la creazione di un cartone animato pensato e realizzato interamente dai ragazzi: “Bulli di cartone”. Per combattere i piccoli drammi che vanno in scena ogni giorno, soprattutto a scuola: dalle offese verbali alle dferisioni, dalle prepotenze alle violenze fisiche.

Così, con il supporto di una guida che li aiuterà alla comprensione del fenomeno, alla scrittura del copione e alla stesura dello storyboard, i ragazzi dovranno illustrare e scrivere i dialoghi di una “storia” di bullismo. Grazie al contributo della casa di produzione Neo Network e dello studio di animazione Movimenti, poi, la sceneggiatura vincitrice diventerà un vero e proprio cartoon che sarà presentato a luglio durante la trentaseiesima edizione del Giffoni Film Festival.

Gli episodi di bullismo, dimostrano i dati del “VI Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza” di Telefono Azzurro ed Eurispes, sono diffusi soprattutto nell’età delle scuole elementari e dei primi anni delle scuole medie, e nella maggior parte dei casi non c’è consapevolezza rispetto al comportamento corretto da tenere. Malgrado circa l’80% dei bambini dichiari di utilizzare strategie attive contro il bullismo, infatti, solo nel 27,5% dei casi i bambini chiedono aiuto ad un adulto; i bambini che aiutano la vittima ad uscire dalla situazione, inoltre, sono solo il 23,7%.

Questi dati rappresentano sicuramente un segnale d’allarme, anche se le reali dimensioni del fenomeno sono ancora incerte: gli atti del bullo, infatti, restano per lo più avvolti nel silenzio delle vittime che spesso si vergognano o hanno paura.

(2 marzo 2006)

(Nella foto: La locandina dell’iniziativa)

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