Wilmut confessa a sorpresa: "Non clonai la pecora Dolly"


Il “padre” dell’ovino più famoso del mondo parla in tribunale
“La verità? Il merito è tutto del mio collega Keith Campbell”

Wilmut, confessione a sorpresa
“Non ho clonato la pecora Dolly”

di DANIELE SEMERARO

LONDRA – Ian Wilmut, il “padre” della pecora Dolly, il primo clone di un animale adulto prodotto da una cellula singola, ha confessato di non essere lui il vero artefice della rivoluzionaria tecnica di clonazione. Il vero inventore è, invece, il suo collega e co-autore dello studio, Keith Campbell.

La dichiarazione di Wilmut, davanti ai giudici del tribunale del lavoro di Edimburgo, è arrivata durante un dibattimento per una causa di discriminazione razziale. Wilmut, così, citato in giudizio da Prim Singh, un suo collega asiatico, ha rivelato di avere avuto solo un ruolo di “supervisione” del progetto, sia pure “non irrilevante”. Lo scienziato, all’epoca al Roslin Institute, ha sottolineato inoltre che nei documenti che descrivevano lo storico evento lui era risultato come il direttore della ricerca perché così si era accordato con Campbell. A quest’ultimo, però, spetta di fatto “il 66% del merito” per lo studio della pecora Dolly.

Fu Campbell – rivela Wilmut – che ebbe l’idea di congelare le cellule per la clonazione, mentre altri vitali esperimenti per sviluppare il progetto fuono svolti da un terzo collega, Bill Ritchie. Alla domanda di Lawrence Davies – legale del biologo che ha fatto causa a Wilmut – se fosse esatta l’affermazione “non creai Dolly”, lo scienziato ha risposto “sì”.

(8 marzo 2006)

(Nella foto: Ian Wilmut insieme alla pecora Dolly)

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