"Aiuto papà, mi vuole portare via". E il rapitore rischia il linciaggio

da REPUBBLICA BARI – pag. V

Un rumeno di 52 anni è stato bloccato, un altro è riuscito a fuggire. Rabbia e paura nel Foggiano

di DANIELE SEMERARO

FOGGIA – «Siamo esasperati, temo una reazione della città». A lanciare l´allarme è Alcide Di Pumpo, sindaco di Torremaggiore, paese di 17mila abitanti a pochi chilometri da San Severo, nel Foggiano. Domenica sera l´ultima di una lunga serie d´aggressioni da parte di cittadini extracomunitari. Questa volta a farne le spese è stata una bambina di sei anni, inabile per certi aspetti perché da piccolina aveva subito una delicata operazione. Due uomini, un ragazzo giovane (che si è dato alla fuga) e un rumeno di 52 anni, Ion Nita, hanno cercato di rapirla molto probabilmente per abusarne sessualmente. Solo l´intervento del padre della bimba e di un carabiniere hanno evitato il peggio, mentre già amici e parenti, attirati dalle urla, erano scesi in strada per farsi giustizia da soli.

C´è dunque preoccupazione in città, la cui maggiore attività economica è la produzione di vino, olio e pomodori e dove ogni estate le campagne si riempiono di cittadini stranieri in cerca di lavoro. «Ne arrivano circa quattromila ogni anno – racconta il sindaco – e credo che noi siamo persone ospitali, che cerchiamo di integrarli nella nostra società e gli offriamo un´occupazione. Loro però devono rispettare le regole e sapersi integrare. Se non le rispettano che vadano via. La cittadinanza – continua – non può più subire il perdurare di situazioni di questo genere, perché l´episodio di domenica è solo l´ultimo di una lunga serie. La situazione è grave, ci sentiamo abbandonati dalle forze dell´ordine». Poi conclude: «Sono mortificato e lancio un appello: aiutateci a tenere sotto controllo la situazione».

La preoccupazione maggiore arriva soprattutto, e anche questo caso lo dimostra, dalla grande quantità di birra e superalcolici che gira tra gli stranieri, e che li porta a compiere, in stato di ebbrezza, atti che vanno dal furto all´aggressione personale. «Abbiamo paura – racconta un ragazzo – anche perché agiscono sempre in gruppo, e fronteggiarli non è facile».

Una persona che ha sempre cercato di aiutare gli stranieri presenti nella zona è il parroco di San Nicola e della Chiesa dello Spirito Santo, don Giuseppe Ciavarella: «Il tentato rapimento fa riflettere parecchio, in una realtà, come quella di Torremaggiore, che purtroppo non è nuova a episodi incresciosi di questo genere. La presenza del “diverso” è molto sentita all´interno della comunità, ma come ripeto sempre non è una presenza negativa, c´è anche e soprattutto del positivo. Purtroppo gli episodi negativi come questo – continua – esistono dappertutto, e sono compiuti sia da extracomunitari che da italiani che dagli abitanti di Torremaggiore».

Una convivenza, però, che come conferma il parroco non è sempre pacifica, e a volte può portare anche all´esasperazione: «C´è chi stima e rispetta queste persone – aggiunge – ma c´è anche chi non le vede di buon occhio perché ha subito furti o reati più gravi. L´anno scorso, solo per fare un esempio, proprio nella mia parrocchia c´è stato un omicidio, conseguenza proprio di un´esagerazione nel bere».

Sul tentato rapimento è intervenuto ieri anche il presidente dell´Osservatorio per i diritti dei Minori, Antonio Marziale, che ha lodato il lavoro svolto dai carabinieri e dalle forze di polizia in genere, ma ha accusato la legislazione europea di «lacune nell´attività di controllo dei fenomeni criminali che la libertà di circolazione comporta». «Per questo – aggiunge – sarebbe auspicabile ripristinare i controlli doganali, che non significa impedire lo sviluppo della democrazia europea, bensì favorirlo nel pieno rispetto delle regole e delle norme di sicurezza».

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