Allarme per l'invasione di meduse. "Ma l'alga killer qui non arriverà"

da REPUBBLICA BARI – pag. VIII

Segnalazioni dalle Tremiti a Torre dell´Orso. E molti bagnanti devono ricorrere alle cure
Goletta verde: nel nostro viaggio in Puglia ne abbiamo avvistate molte
L´esperto: colpa della pesca selvaggia ai danni dei predatori

di DANIELE SEMERARO

Non si può ancora parlare di emergenza, ma certamente di allerta sì. La costa adriatica sta registrando in questi ultimi giorni una vera e propria invasione di meduse e ad accorgersene sono i numerosi bagnanti e turisti, che in molti casi lamentano di aver paura a farsi il bagno.

Tra le zone in cui maggiormente è segnalata la loro presenza, da nord a sud, le isole Tremiti, Bisceglie, Torre a Mare, Polignano a Mare, Monopoli, Brindisi, Torre Chianca e Torre dell´Orso. In queste località in molti hanno dovuto fare i conti con le punture delle meduse; per loro, comunque, sono stati necessari solamente interventi di medicamento, come impacchi di ammoniaca.

«Eravamo in una delle tante terrazze che affacciano sul mare – raccontano alcuni turisti di ritorno da Polignano – e dall´alto le meduse si vedevano davvero bene. Erano abbastanza grandi, a occhio nudo se ne contavano più di dieci. A un certo punto abbiamo notato un ragazzo che, ignaro del pericolo, nuotava tranquillamente, schivando con un po´ di fortuna alcune meduse. A quel punto ci siamo messi a gridare e finalmente il nuotatore è stato avvicinato da uno yacht che lo ha tratto in salvo».
«Durante il nostro viaggio lungo le coste della Puglia – racconta Giorgio Zampetti di Goletta Verde – numerosi cittadini hanno segnalato la presenza di meduse.

Nell´Adriatico in effetti ce ne sono davvero molte, e spesso e volentieri capita che si concentrino solo in determinati punti. Si tratta – continua – di organismi che viaggiano con le correnti ed è da sfatare la diceria popolare che afferma che arrivino quando le acque sono pulite».

Quello che è chiaro a tutti e che inizia a preoccupare, però, è che si tratta di un´annata di grande concentrazione, soprattutto a causa della situazione climatica e dell´elevata temperatura delle acque, che dà alle meduse una condizione favorevole alla riproduzione. Le correnti marine, poi, le spingono verso la riva. «È un fenomeno attivo in tutto il Mediterraneo, che si ripete ciclicamente», spiega Ferdinando Boero, presidente della Stazione di biologia marina di Porto Cesareo.

«Attualmente c´è da segnalare una recrudescenza a livello globale. Uno dei motivi che porta a questa proliferazione potrebbe essere il fatto che stiamo sempre più depauperando le risorse ittiche a livello di predatori apicali: alcuni articoli usciti su autorevoli riviste come Science e Nature sottolineano che, statistiche di pesca alla mano, il numero di grossi pesci che si trovano nel mare sta diminuendo sempre di più. Venendo meno i grandi animali dell´oceano, c´è spazio per altri predatori. Le meduse, in questo caso, cibandosi di uova e larve di altri pesci, attraverso il successo degli eventi riproduttivi possono prendere il posto di questi predatori». Non ci troviamo, in ogni caso, ai livelli di vent´anni fa, quando in Adriatico ci fu una vera e propria emergenza: prima l´invasione di meduse, poi le maree rosse, una mortalità massiva sul fondo del mare e la presenza di mucillagini.
Nel nostro mare sono due le specie che possono creare qualche problema ai bagnanti: la Pelagia noctiluca, urticante e insidiosa a causa dei lunghi tentacoli, e la Carybdea marsupialis, una cubomedusa parente delle vespe di mare. Queste possono dare punture fastidiose e provocare molto dolore, ma non sono pericolose per la vita umana.

«Negli ultimi anni c´è una tendenza – continua Boero – all´aumento di meduse in tutto il mondo, soprattutto a causa delle attività dell´uomo, che riversa in mare la sua sporcizia». Il Giappone, ad esempio, è invaso da meduse giganti che possono pesare fino a 500 chili; nel Mediterraneo orientale, invece, questi animali intasano le condutture delle centrali atomiche, che prendono dal mare l´acqua per il raffreddamento». Situazioni che però da noi difficilmente dovrebbero verificarsi.
Al momento, rassicurano gli esperti, per il nostro mare non ci sono altri rischi. L´alga killer che sta preoccupando gli abitanti liguri da noi difficilmente potrebbe riprodursi, perché non abbiamo grandi fiumi che scaricano le acque inquinate nel mare.

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