Il ministro: "Esiste un problema Bari, lo esaminerà il governo"

da REPUBBLICA BARI – pag. II

Il responsabile della Solidarietà sociale affronta il nodo extracomunitari
“Occorre trovare un capitolo di spesa per affrontare l’ allarme”

di DANIELE SEMERARO

«Dobbiamo ripristinare la legalità e poi promuovere un progetto per l’ agricoltura nel Mezzogiorno». Mai come in questo momento, tra lavoratori stagionali e Centri di prima accoglienza, l’ allarme per la situazione degli immigrati in Puglia è alto. Lo sa bene il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, intervenuto all’ università alla terza giornata del Forum annuale di «Sbilanciamoci!».

Ministro Ferrero, in questi giorni, dopo l’ inchiesta dell’ Espresso, si parla molto dei braccianti agricoli stranieri schiavizzati in Capitanata, ma la situazione è la stessa da anni…
«Il problema è duplice: bisogna da un lato coinvolgere il più possibile le forze dell’ ordine, dall’ altro fare intervenire l’ ispettorato del lavoro. Non dico che ciò risolva il problema, ma all’ inizio cominciamo col contrastare la criminalità».

Il settore va riqualificato e bonificato. Ma come?
«Occorre un progetto per l’ agricoltura del Sud, che tenga conto di tutti questi problemi e del fatto che è in diretta concorrenza con i Paesi emergenti. La situazione va affrontata, e coinvolgeremo al più presto i ministeri del Lavoro e della Programmazione».

Il Cpa di Palese è sempre ai limiti del collasso. Come interverrete?
«Conosco la situazione, Bari è nella mia agenda e in quella del mio ministero. Ho già chiesto al ministro Amato di farci sapere cosa bisogna fare. Si tratta di una struttura emergenziale che opera quindi in situazioni e con strutture emergenziali».

Il sindaco Emiliano ha chiesto al Governo maggiore attenzione e fondi supplementari oppure la chiusura del centro. Cosa ne pensa?
«Bisogna tenere conto che gli enti locali non sono convinti del centro, ma la decisione finale spetterà al ministero. Sul problema degli immigrati che escono dal Cpa e si fermano a Bari perché non sanno dove andare, capisco il sindaco. Come Ministero però non abbiamo alcuna possibilità di presa diretta del problema non avendo disponibilità economiche tali da sostenere interventi mirati»

Più volte il Governo ha espresso l’ urgenza di rivedere la legge Bossi-Fini. Meglio una modifica o una cancellazione?
«La Bossi-Fini va certamente modificata, intanto per quanto riguarda le procedure d’ ingresso, nel senso che attualmente è quasi impossibile entrare legalmente in Italia. Abbiamo cominciato a lavorare, penso in modo positivo, col ministro Amato. L’ autunno sarà il tempo per mettere mano alla normativa e quindi arrivare a fare effettivamente una politica diversa».

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