Ilva, interviene la Regione: "Licenziamenti da ritirare"

da REPUBBLICA BARI – pag. IX

E la Cassazione reintegra il lavoratore che aveva reagito alle provocazioni di un collega
Losappio: “Metodo che non possiamo accettare L´azienda ne discuta con i sindacati”

di DANIELE SEMERARO

Non si placa la polemica agli stabilimenti di Ilva di Taranto, dopo il licenziamento di tre operai, mandati via perché avevano denunciato troppi infortuni. Lunedì per 24 ore gli operai incroceranno le braccia, mentre ieri si è fatta sentire anche la giunta Vendola, che tramite l´assessore all´Ambiente Michele Losappio ha chiesto di «ritirare i licenziamenti e aprire con le organizzazioni sindacali percorsi per verificare le posizioni dei lavoratori». Da quello che siamo riusciti a capire, aggiunge Losappio, l´azienda ritiene che ci troviamo di fronte a casi di assenteismo mascherato come infortunio. «Il metodo del licenziamento in tronco, però, ci sembra inaccettabile, soprattutto in un periodo come quello di agosto, con un tavolo di confronto delicatissimo che si aprirà con Regione dal 4 settembre, nel quale si parlerà del piano industriale, che annovera tra le altre cose migliorie per le tecnologie e l´ambiente e la costruzione della nuova centrale da 400 megawatt. Ora – conclude – ci attendiamo una risposta al più presto».

Tante le polemiche che arrivano dai sindacati. Rocco Palombella della Uilm di Taranto spiega che la posizione delle parti sociali rimane radicale e netta: «Siamo contrari e indignati per la forma che l´Ilva ha utilizzato, perché è fuori da qualsiasi regola contrattuale e normativa». Palombella ha parlato di un incontro, avvenuto ieri con il responsabile del personale, Italo Biagiotti, trasformatosi in un muro contro muro, «perché l´azienda ci ha chiesto di ritirare lo sciopero, e noi abbiamo chiesto di ritirare i licenziamenti». I legali di Fim, Fiom e Uilm, così, hanno depositato dinanzi al giudice del lavoro il ricorso d´urgenza con cui si impugna il licenziamento dei tre operai e si chiede di annullare il provvedimento.

Ma perché di punto in bianco sono avvenuti questi licenziamenti? «Loro – spiega ancora Palombella – hanno fatto una media degli infortuni verificatisi nel reparto negli ultimi dodici anni e hanno visto che c´erano tre lavoratori le cui statistiche superavano la media. Così hanno pensato di licenziarli. Ma questo è impensabile, in nessun´altra azienda d´Italia è mai successa una cosa simile».

Intanto la Cassazione ha confermato il reintegro in azienda di un operaio dell´Ilva di Taranto, Fernando A., licenziato perché una sera, stanco di sentirsi prendere in giro pesantemente da un collega, gli aveva tirato un pugno facendogli un occhio nero. L´Ilva lo aveva licenziato in tronco per “giusta causa”. Una decisione in parte condivisa dal Tribunale di Taranto che, pur condannando Fernando alla perdita del posto di lavoro, gli aveva tuttavia riconosciuto il diritto almeno alle mensilità di preavviso. In secondo grado, invece, i magistrati della Corte di Appello di Lecce ordinarono l´immediata reintegrazione di Fernando, con diritto al pagamento dello stipendio dal giorno del licenziamento a quello del reingresso, compresi i versamenti dei contributi assistenziali e previdenziali. Senza successo l´Ilva ha fatto ricorso in Cassazione.

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