Japigia, non vogliamo discariche

da REPUBBLICA BARI 16/07/2006 – pag. X

Una delibera del Comune prevede la struttura dove ora sorge il mercato dell’ usato. Ma la circoscrizione la boccia

di DANIELE SEMERARO

La costruzione di un centro raccolta rifiuti dell’ Amiu a Japigia, dove ora sorge il mercatino dell’ usato di via Troisi, ha messo in agitazione gli abitanti del quartiere. «C’ è una delibera del consiglio comunale – spiega il presidente della circoscrizione, Pasquale Leccese – che prevede l’ istituzione di questo spazio proprio dove ora sorge il mercatino». Questa locazione, però, raccontano i cittadini, è incompatibile con la situazione del territorio, perché si tratta di un luogo inserito nel cuore del quartiere, vicino a complessi edilizi di pregio e a due passi da dove sorgerà il Centro direzionale. Tra i timori degli abitanti, inoltre, anche il disturbo della quiete pubblica che avverrebbe nel momento di carico e scarico dei materiali. Per questo motivo la circoscrizione ha espresso al Comune parere negativo per la creazione dell’ ecocentro, auspicando che si apra al più presto un tavolo di trattative per cercare di spostare il luogo in cui avverrà la costruzione. Il consiglio comunale, dal canto suo, spiega l’ assessore alle Aziende municipalizzate Cinzia Capano, è disponibile all’ incontro con i cittadini: «Quello che deve essere chiaro a tutti – rassicura – è che non si tratta di una discarica, ma di un deposito previsto dal protocollo sulla raccolta differenziata, che non può essere completa senza i centri di raccolta per i materiali ingombranti». Ma in cosa consiste un ecocentro? Spiega il presidente dell’ Amiu, Giuseppe Savino, che si tratta semplicemente di un deposito in cui vengono posizionati dei grossi contenitori. Il cittadino, nel momento in cui vuole disfarsi di oggetti ingombranti, può recarsi nel centro e scaricare gratuitamente il materiale in maniera sicura e legale: «La paura degli abitanti di Japigia – aggiunge Savino – è ingiustificata, perché la costruzione di questo spazio andrà a migliorare la vita di tutti. I pericoli per l’ igiene o l’ inquinamento acustico – continua – non esistono, perché il processo di lavorazione avverrà dove avviene attualmente. Semplicemente, si tratta di un luogo che permetterà a tutti di eliminare facilmente vecchi divani, televisori, materassi e tutti quei rifiuti ingombranti che molto spesso, invece, vengono abbandonati per strada».

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