"Per mia nipote Chiara un risarcimento umiliante"

da REPUBBLICA BARI – pag. V

Atr, parla la nonna, domani l’anniversario
Lettera a Prodi sulle rogatorie da Vendola Emiliano e Divella “Il governo provveda”

di DANIELE SEMERARO

È un no secco al risarcimento dei danni quello che viene dai parenti di due vittime del naufragio dell´Atr 72 diretto da Bari a Djerba, precipitato il 6 agosto scorso. A causa della tragedia, di cui domani cade il primo anniversario, persero la vita 16 persone. «Mia nipote – racconta Annarosa Suppa, nonna di Chiara Aquaro, la più piccola delle vittime, morta insieme alla mamma Elisabetta – era senza giubbotto, non aveva la cintura e nessuno l´ha aiutata. Per lei è stata stabilita una cifra risarcitoria di 200mila euro. Mi chiedo: una bambina vale meno di un adulto?». Per la figlia Elisabetta sono stati offerti, infatti, 800mila euro. «Non è questione di soldi», ha spiegato Suppa, che devolverà la somma in beneficenza, ma c´è «sconcerto» per i metodi usati per definirla. Un no anche da Vito Albergo, zio di Barbara Baldacci, che ha annunciato di rifiutare «qualsivoglia eventuale proposta transattiva, onde poter essere presente al processo come parte civile costituita».

Intanto, il presidente della Regione Nichi Vendola, quello della provincia di Bari, Vincenzo Divella, e il sindaco del capoluogo, Michele Emiliano, scriveranno una lettera al presidente del Consiglio, Romano Prodi, «affinché faccia un passo ufficiale nei confronti del governo tunisino», con la speranza che «la questione delle rogatorie chieste dai pm di Palermo «non sia abbandonata a un aggrovigliatissimo iter burocratico. Vivi e morti – ha aggiunto Vendola – hanno diritto ad un impegno politico preciso per ottenere verità e giustizia».

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