Pirani cittadino di Barletta

da REPUBBLICA BARI – pag. XI

Stasera il riconoscimento durante la cerimonia per l´8 settembre

di DANIELE SEMERARO

Barletta ricorda l´8 settembre 1943 con una riunione straordinaria del Consiglio comunale. Questa sera alle 20 nella “Sala rossa” del Castello il giornalista di Repubblica Mario Pirani e lo storico Gerhard Schreiber riceveranno la cittadinanza onoraria. «Amici sinceri della città di Barletta nella difesa della verità – si legge nella motivazione – per il meritato riconoscimento del sacrificio dei civili e dell´esemplare comportamento dei soldati del locale presidio, contro l´aggressione nazista del settembre del ´43».

Pirani, una delle maggiori firme del giornalismo italiano, spiegano dal Consiglio comunale, ha intrapreso una sua personale battaglia per far uscire dal silenzio l´eccidio di Cefalonia ed altri episodi, tra cui quello di Barletta, che testimoniavano l´operato delle forze armate italiane. Schreiber, uno dei più importanti storici contemporanei, studioso dei rapporti tra Italia e Germania, ha reperito negli archivi tedeschi ed italiani documenti fondamentali sui crimini commessi in Italia. Attraverso questi documenti è riuscito a ricostruire la storia di eccidi ignobili, dando un contributo determinante alla concessione della medaglia d´oro al valor militare alla città di Barletta. Nel 1943 il locale presidio militare, comandato dal colonnello Francesco Grasso, si oppose con fermezza all´avanzata nazista che causò vittime anche tra la popolazione inerme.

Anche Bari ricorda la Resistenza con una cerimonia: questa mattina alle 9.30 al Porto, presso il Palazzo della Dogana Vecchia, il Comune, l´Associazione nazionale partigiani (Anpi) e l´Istituto pugliese per la storia dell´antifascismo e dell´Italia contemporanea (Ipsait) deporranno una corona di alloro alle lapidi che ricordano l´episodio e i caduti militari e civili. «All´indomani dell´8 settembre – racconta lo storico Vito Antonio Leuzzi, direttore dell´Ipsait – i tedeschi avevano un piano specifico di distruzione del porto di Bari. L´attacco fu però sventato dalla reazione di marinai, genieri ed esponenti delle diverse forze armate aiutati dall´intervento spontaneo della popolazione della città vecchia: dai vicoli, attirati dal frastuono, arrivarono centinaia di ragazzi e donne armate di ferri da calza. Proprio un quindicenne – continua Leuzzi – fece saltare in aria un mezzo blindato, bloccando una colonna tedesca».

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