Vietate le preghiere nelle classi. L'Udc attacca: "È terrorismo"

da REPUBBLICA BARI – pagg. I e IV

Il direttore Preneste Anzolin: nessuno ha protestato, questa è solo propaganda politica
Si trattava ormai di una consuetudine obsoleta e ai docenti ho chiesto solo di applicare la legge

di DANIELE SEMERARO

CROCIFISSO nelle aule scolastiche, è ancora polemica. Questa volta accade a Palagiano, in provincia di Taranto, dove il consigliere regionale dell´Udc Antonio Scalera ha denunciato il direttore della scuola materna e elementare “Giovanni XXIII” perché colpevole di aver tolto il simbolo cristiano dalle aule e aver cancellato la preghiera del mattino. Per Scalera si tratta di una «sopraffazione terroristica», lesiva dei diritti della maggioranza e del valore culturale e di vita della cristianità. Nella denuncia si legge anche che per protesta alcune famiglie avrebbero impedito ai figli di frequentare le lezioni.

«Macché polemiche», risponde infastidito il dirigente scolastico Preneste Anzolin. «Quella di Scalera è solo un´operazione per mettersi in mostra in vista delle prossime scadenze elettorali. La questione invece non sussiste, perché nella nostra scuola si applicano le leggi della Repubblica italiana. I crocifissi ci sono e sono rimasti nelle aule. L´unica cosa che è stata abolita – aggiunge – è la preghiera all´inizio delle lezioni, che qualche maestra ancora faceva».

«La mia opinione – prosegue il dirigente scolastico – è che in questo tipo di questioni bisogna sempre intervenire in punta di piedi, ma la pratica della preghiera prima di iniziare le lezioni è ormai obsoleta, si trattava di vera e propria stranezza. Per questo ho semplicemente cercato di far capire ai docenti che bisogna applicare la normativa: a prescindere dalla filosofia di vita di ognuno, nel lavoro bisogna attenersi alla legge».

«I crocifissi sono rimasti al loro posto e la preghiera è stata abolita: il direttore ha fatto bene, ha agito in base alla normativa». Così Nicola Colaianni, già magistrato della Corte di Cassazione e ordinario di diritto ecclesiastico all´università di Bari, commenta la vicenda. «Per quanto riguarda la preghiera del mattino – spiega – questa era prevista dalla Legge del 1955 sulla scuola elementare. Nel 1984, però, il ministero dell´Istruzione e la Conferenza episcopale hanno rivisto alcune norme del Concordato e hanno stabilito che le pratiche religiose non devono essere discriminanti. Per questo la preghiera prima delle lezioni non è più prevista».

Situazione diversa, invece, sul ruolo del crocifisso: «Un vecchio regolamento dell´epoca fascista sugli arredi scolastici – aggiunge Colaianni – prevede che questo venga esposto. Nel febbraio scorso, poi, il Consiglio di Stato aveva stabilito che il simbolo cristiano non deve essere rimosso dalle aule perché portatore di valori come tolleranza e rispetto reciproco, presenti anche nella nostra Costituzione. Una decisione che però è stata molto criticata in dottrina. A luglio, infine, la Cassazione ha stabilito che è competenza del Tar e del Consiglio di Stato fare piena luce sulla questione. Saranno i giudici amministrativi, dunque, a mettere la parola fine ai tanti processi in corso di genitori che vorrebbero il simbolo religioso fuori da scuole e licei. Per adesso, però, togliere il crocifisso è ancora contro la legge».

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