App di tracciamento contro il virus, arriva l’interoperabilità tra Paesi

Secondo quanto annunciato da Google in seguito ai feedback dei governi che utilizzano i sistemi di notifica delle esposizioni (in Italia c’è “Immuni”) adesso il tracciamento potrà funzionare anche dopo aver attraversato i confini nazionali

Nel maggio scorso Apple e Google si erano alleate per lanciare insieme un sistema di notifica delle esposizioni al coronavirus e renderlo disponibile alle autorità di tutto il mondo per combattere l’avanzata della pandemia. Il sistema, che consente alle autorità sanitarie di utilizzare app che aiutano a tracciare i contagi preservando allo stesso tempo la privacy dei cittadini (in Italia c’è “Immuni”), al momento è attivo in 16 paesi del mondo tra Africa, Asia, Europa, Nord e Sud America: da oggi funzionerà anche oltre i confini nazionali. Dunque si potrà venire a conoscenza di essere stati a contatto con una persona positiva al virus anche negli altri paesi dove il servizio è attivo.

Le altre novità introdotte nel sistema

Le modifiche introdotte, spiegano da Google, sono frutto del dialogo continuo tra ingegneri e autorità sanitarie. Tra le novità principali: da ora in poi quando viene rilevata un’esposizione le autorità sanitarie pubbliche avranno una maggiore flessibilità nel determinare il livello di rischio associato a tale esposizione: questo grazie anche ai valori di calibrazione del Bluetooth che sono stati aggiornati, per migliorare il rilevamento dei dispositivi vicini. Per aiutare le autorità a creare app in modo più efficiente sono stati aggiunti miglioramenti agli strumenti a disposizione degli sviluppatori. Ancora: è stata migliorata la chiarezza, la trasparenza e il controllo per gli utenti (tra gli esempi: le impostazioni delle notifiche di esposizione su Android ora includono un interruttore on/off nella parte superiore della pagina). 

Migliorie anche ai sistemi Android

Restando su Android, Google informa che i team di ingegneri hanno lavorato alla nuova versione del sistema operativo Android (Android 11) in modo che gli utenti possano utilizzare le app di notifica senza attivare la localizzazione del dispositivo. Questo vale, dunque, solo per le notifiche di esposizione, che sono state progettate in modo che né il sistema né le app che lo utilizzano possano interferire con la posizione del dispositivo utilizzando la scansione Bluetooth. Per tutte le altre applicazioni e servizi continuerà ad essere vietato eseguire la scansione Bluetooth, a meno che ovviamente la localizzazione non sia attiva. 

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