Emergenza virus e rischi online, ecco come difendersi dagli attacchi: intervista a Mark Risher

Abbiamo intervistato il senior director for account security, identity and abuse di Google, che spiega: con l’emergenza abbiamo identificato oltre 240 milioni di messaggi spam al giorno, target preferito sono gli operatori sanitari

Gli operatori sanitari, chi si trova in difficoltà economica e chi è meno esperto sui temi di sicurezza online è il candidato ideale ad essere “attaccato” dalle minacce online. È quanto emerge da una chiacchierata che abbiamo fatto con Mark Risher, senior director for account security, identity and abuse di Google. In un periodo in cui siamo stati costretti (e continueremo ad essere costretti ancora per diversi mesi) a rimanere il più possibile a casa sono moltissime, infatti, le persone che si sono accostate per la prima volta (o che si sono accostate in maniera più approfondita) ad app e strumenti di comunicazione per accedere alle informazioni, per lavoro, per studio o per restare connessi con i propri cari.

Quali sono i rischi che si corrono e quali sono le minacce più gravi che sono state identificate in questo periodo?

“In Italia e nel resto del mondo le minacce maggiori rientrano in alcune categorie ben precise. La prima è impersonare le organizzazioni sanitarie come l’Organizzazione Mondiale della Sanità o i ministeri della Salute. Questi attacchi sono particolarmente pericolosi e sgradevoli perché gli aggressori si approfittano del fatto che persone hanno paura e cercano notizie affidabili, e usano strategie per cercare di vendere merci pericolose o infettare il computer con malware o truffe di phishing. La seconda categoria sono i siti che vendono prodotti ingannevoli o che stanno cercando di sfruttare la pandemia a scopi commerciali. La terza categoria sono siti o messaggi falsi che provengono dal Governo o da istituzioni come l’Inps che le persone potrebbero cercare per ottenere assicurazioni o incentivi ma che invece sono usati per raggirare gli utenti”.

E per quanto riguarda l’”immancabile” spam?

“Abbiamo identificato oltre 240 milioni di messaggi di spam al giorno che tentano di compiere frodi o attacchi commerciali come pubblicità ingannevoli per dispositivi di protezione individuale o potenzialmente promuovere prodotti più pericolosi”.

A Google avete messo in campo numerose iniziative per combattere questi crimini informatici, e anche un sito specifico…

“Abbiamo messo in campo un sito specifico g.co/covidsecuritytips che offre la possibilità alle persone di capire i diversi tipi di minacce e consigli su come possono difendersi al meglio. Principalmente raccomandiamo agli utenti di usare i propri account e applicazioni di lavoro quando sono a casa a lavorare in smart working; raccomandiamo alle persone di controllare bene le applicazioni che usano per chat o videochiamate; raccomandiamo agli utenti di tenere i propri computer aggiornati; a Google raccomandiamo anche di visitare il nostro sito Security Checkup che dà consigli personalizzati su come proteggere al meglio prodotti e account Google  Infine, con le scuole chiuse e le persone che lavorano da casa raccomandiamo sempre di creare esperienze mirate per i più piccoli. E’ allettante passare semplicemente il telefono o il computer a un bambino, che potrebbe però non avere la supervisione adeguata”.

Ci sono dei rischi nuovi che sono emersi in questo periodo?

“Una cosa particolarmente problematica che sta accadendo durante questa pandemia è l’attacco agli operatori sanitari. Questo è tragico perché si tratta di persone in prima linea che stanno provando a salvarci e nel frattempo devono anche difendersi dagli attacchi informatici. A Google offriamo un prodotto chiamato Programma di Protezione Avanzata che raggruppa quanto di più forte c’è nel nostro know-how in termini di sicurezza

C’è una categoria che è quella degli anziani e dei meno esperti che rischiano di cadere nelle trappole del web. Che consigli può dare loro?

“Il consiglio è quello di prestare molta attenzione soprattutto a tutto ciò che è troppo bello per essere vero”.

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