IGOODI e QuestIT: ecco il nostro Catalogo del Metaverso

Avatar fotorealistici e intelligenti sono il futuro (anzi, ormai il presente). E sempre più aziende cercano modi innovativi per coinvolgere il pubblico. Ecco a chi si rivolge il Catalogo e com’è andata la nostra prova sul campo

Avatar e Metaverso sono sempre più sulla bocca di tutti. Ne abbiamo parlato recentemente qui spiegandone caratteristiche e potenzialità. Due aziende italiane, IGOODI e QuestIT hanno sviluppato un “Catalogo del Metaverso”, con 50 testimonial, 50 “gemelli digitali” che consentono ad aziende ed enti pubblici di approdare nei mondi virtuali e di creare personaggi virtuali dalle sembianze e dal comportamento sempre più umani in grado di conversare in maniera naturale con chi, in carne ed ossa, è dall’altra parte dello schermo. 

Come si crea un avatar

Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo visitato la sede milanese della società IGOODI, fondata da Billy Berlusconi: nostra vecchia conoscenza, perché ne avevamo parlato proprio all’inaugurazione. IGOODI attraverso “The Portal”, un body scanner di ultima generazione composto da 130 telecamere, effettua una scansione completa del corpo umano realizzando attraverso una tecnologia proprietaria un vero e proprio gemello virtuale del nostro corpo. Una volta digitalizzato il nostro corpo, con le nostre caratteristiche, le nostre forme e le nostre misure fedeli al 100%, entra in gioco la società senese QuestIT, che “prende in consegna” l’avatar e gli dà l’intelligenza. Ma cosa significa dare intelligenza a un avatar?

Che cosa sono gli avatar intelligenti

Ad accompagnarci nel nostro viaggio nel Metaverso anche il Ceo di QuestIT, Ernesto Di Iorio: “Per intelligenza di un avatar si intendono tante cose. Fino ad ora parlavamo di intelligenza conversazionale, riferendoci ad esempio agli assistenti vocali, ma un avatar ha come obiettivo quello di creare una relazione più forte con gli utenti, e quindi deve sapersi muovere in maniera coerente con il dialogo, deve saper creare espressioni facciali che siano in linea con lo stato emotivo dell’utente e soprattutto deve modificare il suo dialogo sulla base della percezione dello stato emotivo dell’utente e della sua attenzione durante la conversazione. Quindi – aggiunge – noi cerchiamo proprio di far sì che gli avatar possano partecipare a una conversazione ‘ricca’, basata non solo sulle parole ma anche sul non verbale”.

Un avatar che comprende le nostre emozioni e si comporta di conseguenza

Dunque grazie alla sinergia di queste due aziende viene creato un avatar fotorealistico ma anche intelligente e in grado di rispondere, muoversi e comportarsi in maniera coerente ed empatica con le domande dell’utente. Insieme a Billy Berlusconi e a Ernesto Di Iorio abbiamo fatto una serie di prove pratiche e siamo rimasti molto stupiti dal risultato. Gli avatar installati, ad esempio, su siti di e-commerce accolgono l’utente, lo guidano nell’acquisto, ricordano i gusti ma soprattutto sono in grado – attraverso la webcam, che viene attivata solo con l’ok del cliente – di riconoscere le espressioni facciali e capire se sta andando tutto bene, se siamo soddisfatti o, al contrario, se siamo contrariati. Addirittura alla stessa richiesta di reso, solo per fare un esempio, può corrispondere una risposta “normale e cortese” a cui si aggiunge però un’offerta di un buono sconto per un acquisto successivo se l’intelligenza artificiale “capisce” che siamo contrariati. 

Le applicazioni e gli sviluppi futuri

Il catalogo (“noi – ci confessano – speriamo possa diventare il più grande al mondo”) è dunque un sistema scalabile che permette a chiunque di scegliere oltre alle sembianze fisiche anche la voce e le conoscenze che l’avatar deve avere (ultime notizie, nozioni giuridiche, commerciali, ecc…). Il resto l’avatar lo apprenderà giorno dopo giorno, un po’ come se fosse un apprendista in un’azienda, migliorandosi in base alle interazioni con gli utenti. Il sistema offre una personalizzazione dell’avatar praticamente infinita e il valore aggiunto, ci spiega Billy Berlusconi, è che essendo fotorealistici si possono utilizzare i modelli presenti nel catalogo ma anche testimonial, amministratori delegati o dipendenti stessi delle società: “Chiunque può trasformarsi in bit e poter guadagnare dal proprio avatar, mettendolo a disposizione delle aziende come testimonial. Basta un’esperienza di scansione che dura meno di cinque minuti grazie alla nostra tecnologia fotogrammetrica. Le idee – conclude Berlusconi – sono potenzialmente infinite perché portando il corpo nel digitale grazie all’uso della tecnologia possiamo far sì che diventi un mezzo tecnologico a supporto della vita reale”.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.