Nextdoor: il “social di quartiere” compie un anno e ora punta alle pagine aziendali

Grande successo in Italia per il social che permette di costruire comunità e relazioni sociali nella propria zona. Le piccole attività commerciali adesso potranno farsi pubblicità tra gli abitanti

L’hanno ribattezzata l’”app per vicini di casa” o il “social di quartiere”. Nextdoor celebra un anno dal suo arrivo in Italia, e lo fa annunciando il raggiungimento di quota 2.500 quartieri attivi e l’introduzione delle pagine aziendali.

Com’è e come funziona

Il social network, attraverso un sito internet e un’app, permette con la geolocalizzazione di registrarsi e aderire al quartiere nel quale si risiede e iniziare subito a conversare con i propri vicini. Se il quartiere non è ancora stato creato si diventa membri fondatori. E così, ad esempio, è possibile segnalare problemi (strade chiuse, lavori in corso, manutenzioni da effettuare), iniziative (feste, eventi di beneficenza, club del libro, concerti all’aperto), fare sondaggi o richieste (“Qualcuno ha un decespugliatore da prestarmi?”).

Grande successo in Italia

Durante la festa per il primo anno, celebrata a Milano, Amedeo Galano, head of Community di Nextdoor in Italia, ha spiegato che nel nostro paese la comunità continua a crescere, in termini di qualità e quantità. Tra le città più attive Milano (con il 94% dei quartieri già presenti sul social), Torino (95%), Firenze (95%), Bologna (90%) e Roma (76%). Tra i quartieri più “frequentati”: Marconi a Bologna (850 membri), Gambara a Milano (650), Don Bosco a Roma (630), RIfredi a Firenze (490) e Vanchiglia a Torino (370 utenti). “I numeri – spiega – confermano come l’Italia abbia riscoperto il vicinato e le comunità di quartiere con una particolare attenzione alle relazioni umane, dimostrando che il buon utilizzo della tecnologia consente di mettere in contatto chi condivide la stessa zona e ravvivare la vita di quartiere”.

La privacy prima di tutto

“Il primo anno in Italia è stato fantastico”, spiega a Sky TG24 il fondatore Nirav Tolia. “Basti pensare che negli Stati Uniti nel primo anno abbiamo raggiunto ‘solo’ 175 quartieri, in Italia addirittura 2.500, quindi l’Italia cresce 20 volte più velocemente. “In un mondo pieno di tecnologia – aggiunge – stiamo diventando sempre più isolati e allora Nextdoor cambia tutto: i tuoi vicini, le persone che sono nella tua zona, tutti possono sentirsi sempre più connessi”. Con una grande attenzione alla privacy – spiega ancora – con le conversazioni che rimangono private e tutti i vicini che sono utenti verificati.

Le pagine aziendali

Tecnologia e globalizzazione, affermano da Nextdoor, hanno creato grande distanza tra le persone “spostando il baricentro dalla vita quotidiana al di fuori del quartiere”. Per supportare le attività locali (come il negozietto dell’angolo ma anche chi offre servizi di baby-sitting o pulizia) il “social di quartiere” ha così deciso di introdurre le pagine aziendali, che offriranno alle attività locali una soluzione per farsi conoscere e raggiungere nuovi clienti.

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