In Italia è boom per i gruppi d’acquisto online: “Si risparmia fino al 70%”

Gli utenti di siti come Groupon o Living Social, che permettono di ottenere forti sconti su beni e servizi, sono aumentati del 500% in un anno. Ma la sfida parte adesso, con l’ingresso nel mercato di Google e Microsoft

 

di DANIELE SEMERARO

19 euro invece che 100 per una seduta in una beauty farm, 10 euro al ristorante per una cena che ne vale 30, 9 euro invece che 49 per shampoo, taglio e messa in piega. Sono solo alcune delle offerte presenti ogni giorno su siti come Groupon e Living Social, leader nel settore del risparmio online che permettono di pagare beni e servizi anche fino al 70 per cento in meno. Ebbene, i risparmiatori più accorti e “tecnologicamente avanzati” – e tra questi figurano proprio gli italiani – saranno felici di sapere che si stanno affacciando sul mercato due grossi competitor con progetti differenti: Google e Microsoft.

“Big G” avrebbe deciso di mettersi in proprio dopo aver tentato inutilmente di acquistare Groupon per 4,4 miliardi di euro. Così nei prossimi mesi lancerà “Google Offers”, un sito che – secondo quanto riferito dal quotidiano online “Mashable” – “aiuterà clienti e fornitori di servizi ad incontrarsi” su internet sia tramite e-mail promozionali sia con contatti sui social network come Facebook, Twitter e Google Buzz.

Ma come funzionano questi siti? È molto semplice: gli utenti, dopo aver inserito in fase di registrazione i propri dati e compilato una scheda sui propri interessi, ricevono ogni giorno un’offerta in base alla città in cui vivono e alle categorie merceologiche per loro più rilevanti. Dopodiché hanno un arco di tempo di 24 ore per aderire ad ogni singola offerta, pagando il prezzo scontato: una volta raggiunto il numero minimo di partecipanti (deciso dall’attività commerciale), il coupon si trasforma in realtà e l’utente riceve tramite e-mail il buono sconto; se, invece, non si dovesse raggiungere il numero minimo, i soldi vengono immediatamente restituiti al cliente.

Oltre a Google, dicevamo, si affaccia sul mercato anche Microsoft, che ha lanciato “Bing Deals”, una sorta di “contenitore unico” per tutte le centinaia di offerte che arrivano quotidianamente dai diversi siti di coupon online. L’aggregatore, attivo in un primo momento negli Stati Uniti all’interno del servizio “Bing Maps”, raccoglie le proposte semplificandone l’accesso con la possibilità per gli utenti di avere a disposizione oltre 200mila offerte in più in 1.400 città.

Non è un caso che giganti del Web come Google e Microsoft abbiano deciso di investire nei “coupon online”: un po’ per la crisi, un po’ per la comodità di acquistare comodamente seduti alla scrivania, secondo gli ultimi dati forniti da comScore solo nel dicembre 2010 gli utenti di questi siti (tra cui possiamo citare anche TuangOn e Shoppy Group) sono aumentati del 500 per cento rispetto all’anno precedente, con un interesse soprattutto da parte delle donne, dei giovani e delle persone con un elevato tasso di istruzione.

In Europa al top nell’utilizzo di questi servizi ci sono proprio gli italiani, insieme a francesi e inglesi. Basti pensare che la navigazione su siti di questo tipo solo nel nostro paese è aumentata del 162 per cento: “Quello dei gruppi di acquisto – spiega Ombretta Capodaglio, marketing manager di Nielsen – è un sistema di offerta che in Italia sta riscuotendo molto successo: siti come Groupon e Grupalia hanno visto raddoppiare la propria clientela nell’ultimo anno, passando dai 3 milioni di utenti di fine 2009 agli 8,7 milioni nel dicembre 2010”.

Il leader delle offerte online Groupon al momento è valutato quasi un miliardo di euro, è attivo in 37 paesi del mondo (in Europa e in Italia opera con la controllata CityDeal) e conta più di 150 versioni cittadine negli Stati Uniti e 100 nel Vecchio Continente, con oltre 35 milioni di utenti.

Le reliquie di San Vincenzo, la spazzatura di Napoli e i vostri acquisti più “pazzi” su eBay

→ D@di per Geekissimo.com

Avete mai acquistato un oggetto particolarmente strano su eBay? La domanda potrebbe sembrare abbastanza banale, ma leggendo certe notizie probabilmente non lo è. L’Osservatorio di Telefono Antiplagio ha infatti denunciato al Vaticano il grosso commercio (illegale, ovviamente) di tutta una serie di reliquie dei santi (dalle ciocche di capelli di Santa Teresa di Gesù Bambino a un brandello della tunica di Santa Rita da Cascia, da un frammento osseo di Padre Pio al “Kit Sant’Ignazio”).

Non stiamo parlando di “falsi” (che pure ce ne sono tanti), ma di un vero giro d’affari illegale di reliquie trafugate da chiese sperdute, tombe o siti archeologici. I vertici di eBay assicurano di essere a conoscenza del problema e di aver allestito “una task-force di esperti per bloccare questo commercio”. Anche se, almeno questa mattina, scrivendo “reliquie” nel campo di ricerca si continua a trovare davvero di tutto.

Ovviamente non sono solo le reliquie ad essere oggetti molto gettonati su eBay. Che dire della spazzatura napoletana, messa in vendita da un “buontempone” per portare nel mondo intero (come se ce ne fosse bisogno) il problema rifiuti in Campania? E che dire – ancora – di quelli che vendono bottiglie con l’aria di Roma o di Venezia, o di quelli che scrivono su un foglietto di donare la propria anima in cambio di quache Euro?

Tutti oggetti che apparentemente nessuno comprerebbe. E invece vengono comprati, e come!. Per questo arrivo alla mia domanda: avete mai comprato oggetti molto particolari su eBay o su altri siti di compravendita online? E quali sono gli oggetti più strani nei quali vi siete imbattuti? Fatemi sapere nei commenti che poi stiliamo una bella classifica delle migliori stranezze. Intanto mi vado a ordinare un bel “Kit Sant’Ignazio”.

L’ho fatto: ho comprato “Trio”

Trio

Dopo aver letto questo post, un vero patito del Mac come me non poteva non procedere all’acquisto. E così ho comprato il set di tre spillette (che attaccherò molto presto sul fidato Eastpak) rossa-gialla-verde del tutto simili ai comandi di gestione delle finestre in Mac Os X.

Il tutto, compresa la spedizione, per soli 4 euro. Un interessante progetto italiano da sostenere.