In vino veritas, in cu… un ananas

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

O almeno così diceva qualcuno. Lo Stivale si butta sul sociale e vi propone le peggiori figuracce (vere, ovviamente!) dettate dai fumi dell’alcol. E ora ubriacatevi!

“PRONTO POLIZIA? VORREI DENUNCIARMI, STO GUIDANDO UBRIACA”
La rubrica del Follini ma Vero di questo numero si occupa di alcol. E in particolare degli effetti che l’alcol può avere sulla psiche umana. Perché probabilmente basterebbe far leggere questa pagina ai tanti ragazzi che ogni sabato sera vanno a schiantarsi con la macchina dopo aver bevuto litri di drink… per far sì che il vizio dell’alcol venga debellato dal nostro Paese. Non ci credete? Allora sentite questa. Una ragazzina di 17 anni di Bismarck, nel North Dakota, la notte di Capodanno ha chiamato la polizia per denunciare che lei stessa – avete sentito bene – stava guidando ubriaca da un’ora e mezza. “Ne ho viste e sentite di tutti i colori – ha dichiarato alla stampa il tenente Randy Ziegler – ma una cosa del genere non era mai davvero successa”. Il bello è che la ragazza non solo si è auto-denunciata, ma ha anche detto agli agenti il luogo esatto in cui si trovava. E così, una volta raggiunta dai poliziotti, è stata sottoposta al test del pallonicino, e ovviamente è stata arrestata.

UBRIACO, SI MASTURBA MENTRE CORRE A TUTTA VELOCITÀ
Continuiamo a parlare di alcol e alta velocità, ma questa volta trasferendoci a Darwin, in Australia. Lì un uomo ha vinto, pur essendo ancora a gennaio, il primato dell’illegalità del 2009. Perché è stato fermato dalla polizia mentre, guidando a tutta velocità, senza patente, armato di fucile a pompa e con il bagagliaio carico di droga, si masturbava e si filmava. Avete capito bene. L’uomo, Brendon il suo nome, si trovava in autostrada mentre tornava da un paesino dove aveva usato l’eredità della madre morta per comprare un’auto usata e cinque chili di marijuana. L’uomo, per discolparsi, ha spiegato di aver superato “inavvertitamente” il limite di velocità “solo perché si stava masturbando e contemporaneamente filmando, e quindi non aveva la possibilità di guardare il tachimetro“. Brendon, 38 anni, è stato condannato a (soli) due anni di carcere e duemila dollari australiani (l’equivalente di mille euro circa) di multa.

“SCUSATE, MA NON SONO ADDESTRATO PER FAR ATTERRARE L’AEREO”, DISSE IL PILOTA IN VOLO
La storia incredibile arriva da Parigi ed è stata portata agli onori della cronaca dall’agenzia parigina France-Presse. Un aereo passeggeri britannico ha dovuto compiere una pericolosa manovra di inversione di rotta quando si trovava a pochi chilometri dall’aeroporto parigino di Charles de Gaulle perché… il pilota, in trent’anni di esperienza, non era stato mai addestrato ad atterrare con la nebbia. Per questo aereo, pilota e oltre cento persone a bordo se ne sono tornati a Cardiff, in Inghilterra, località da dove il velivolo era partito. “Non ho le qualifiche adeguate per far atterrare quest’aereo”, si sono sentiti dire i passeggeri mentre già avevano allacciato le cinture. Ed è scoppiata la rabbia – immaginiamo – tra businessmen che hanno perso riunioni di lavoro, giovinette che hanno perso colloqui di lavoro e nonnine che hanno perso il compleanno dei loro nipotini. “La compagnia di bandiera – si legge in un comunicato – approva al cento per cento il comportamento del pilota, che ha riportato a casa in salvo tutti i passeggeri. Particolari condizioni climatiche come la nebbia richiedono un determinato livello di addestramento; se il pilota non l’ha ricevuto – o non si sente in grado di effettuare la manovra – è completamente legittimato ad atterrare in qualsiasi altro punto“. Ecco, appunto. Ma non a ritornare indietro.

UBRIACO AL LAVORO? IMPOSSIBILE IL LICENZIAMENTO
Concludiamo la nostra carrellata di notizie pazze dal mondo e relative all’alcol parlando di una decisione della Corte di Cassazione peruviana, secondo cui i dipendenti di un’azienda non possono essere licenziati semplicemente perché ubriachi. La decisione, resa nota mercoledì scorso, ha scatenato un vespaio di polemiche. Secondo i giudici, infatti, Pablo Cayo, licenziato perché ubriaco sul posto di lavoro, dovrà dunque essere reintegrato al municipio di Chorrillos. Il licenziamento, si legge nelle carte processuali, “è stato eccessivo perché, seppur ebbro, il dipendente non ha causato problemi né offeso nessuno“. Il problema è che il lavoro di Pablo era (è, a questo punto) autista di autobus pubblico. Appena l’uomo rientrerà in servizio, prevediamo, all’interno degli autobus della città di Chorrillos si troverà parecchio, parecchio posto a sedere.

Il cane e la Regina

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

In esclusiva per lo Stivale Bucato una notizia che riguarda un vizietto scoperto a corte della Regina Elisabetta. Ma parliamo anche di cani, lottatori di sumo e lavastoviglie che salvano un rapporto

IL CANE COSTRETTO A FARE ALL’AMORE
Premettiamo che per scrivere questo articolo nessun animale è stato maltrattato. Purtroppo, però, il protagonista di quest’assurda storia è proprio un animale maltrattato: un cane, pastore belga di cinque anni. Che veniva offerto dalla propria padrona per prestazioni sessuali a pagamento in un appartamento di via Tonale a Milano. Prestazioni che, oltre a coinvolgere il povero quadrupede, prevedevano a volte anche il diretto coinvolgimento della padrona, una brasiliana di 29 anni. La donna è stata denunciata e successivamente arrestata grazie a una segnalazione anonima. Ma cosa faceva esattamente la padrona? Semplice: pubblicava annunci a pagamento sotto copertura di centro massaggi; in realtà, per una clientela molto selezionata, la brasiliana offriva anche prestazioni di altra natura, tra cui i rapporti sessuali con la presenza attiva del proprio cane, e su richiesta, anche con la presenza attiva di lei stessa. Il cane era stato appositamente addestrato per prestazioni di carattere sessuale, e ogni “seduta” variava dai 150 ai 300 euro. Ma non era meglio se quel povero cane lo facevano accoppiare con una bella&sexy cagnetta?

COME FINIRE IN PRIGIONE PER MANCANZA DI LAVASTOVIGLIE
C’è chi dice la lavastoviglie può salvare un matrimonio. Apparentemente è proprio così. Trasferiamoci a Fort Worth, in Texas, dove una ragazza ventenne è stata arrestata con l’accusa di violenza aggravata. Cosa ha fatto? Semplice: ha morso il suo fidanzato, gli ha rotto una cornice di vetro in testa e lo ha colpito in faccia con un mattarello. Tutto perché lui non voleva lavare i piatti. L’uomo, interrogato in ospedale, ha riferito che tutto è iniziato perché la donna ha ha dato in escandescenza quando, tornata a casa dopo il lavoro, ha scoperto che il ragazzo non aveva lavato i piatti, come promesso. Così gli ha chiesto di andarsene di casa e lì è iniziata la colluttazione. Lui cercava di spiegare le sue ragioni, lei lo picchiava con ogni arnese che le capitava a tiro. La donna, che ora si trova in carcere, con ogni probabilità sarà rilasciata dopo il pagamento di diecimila dollari di cauzione. Probabilmente, se si rimetteranno insieme, la prima spesa grossa sarà l’acquisto di una lavastoviglie.

IL PICCOLO SEGRETO DELLA REGINA ELISABETTA
Avete mai notato, guardando il telegiornale la sera, quante notizie “stupide” arrivano dall’Inghilterra? Sondaggi sugli argomenti più disparati, stranezze ai limiti del reale, gente che fa cose curiosissime… e poi ci sono loro: la regina, Carlo, Camilla, e chi più ne ha più ne metta. Poteva lo Stivale Bucato essere da meno? Decisamente no, considerato che proprio sulla Regina Elisabetta ha avuto una soffiata in esclusiva direttamente da Londra. Ebbene, pare che Sua Maestà abbia ricevuto, prima dell’inizio del match di calcio Croazia-Inghilterra, la fornitura di mille litri di birra. Alla faccia del lusso e della sfrenatezza… nemmeno un ubriacone doc riuscirebbe a smaltire tutto quell’alcol. In realtà, spiega l’ufficio stampa della Corona inglese, la birra non era destinata alla sovrana, bensì a un pub (chiamato “Windsor Castle”, che però è anche il nome della residenza ufficiale della regina) che si trova a poca distanza dal castello reale. A trarre in inganno la ditta incaricata dell’eccezionale trasporto, dunque, l’omonimia. Il pub aveva ordinato la maxi-fornitura di birra prevedendo gran folla per la partita di qualificazione ai mondiali del 2010. “In passato è successo il contrario – ha commentato il proprietario del locale Misko Coric – e cio che ci hanno recapitato per errore delle merci che erano state richieste dal palazzo reale. È la prima volta che noi ordiniamo e loro ricevono”. Ecco dunque spiegata la ragione di quel carico così particolare. Ma siamo davvero sicuri che il pub “Windsor Castle” non sia tutta una montatura per nascondere un vizietto segreto dei cortigiani e della regina?

GIAPPONE, LOTTATORI DI SUMO “FUMATI” DI MARIJUANA
In Giappone i lottatori di sumo sono famosi per essere sempre rispettati e apprezzati, in quanto il sumo è uno sport che vanta oltre duemila anni di tradizione e rappresenta quasi uno stile di vita per la società giapponese. Addirittura, i lottatori sono tenuti a condurre una vita rigorosa, ispirata ad alti valori e legata ad antichi rituali. Perciò ha fatto molto scandalo, questa settimana, la notizia proveniente da Tokyo secondo cui alcuni sportivi sono stati scoperti mentre facevano uso di droghe leggere. I lottatori sono stati subito allontanati ed espulsi dall’associazione che li rappresenta; lo scandalo, però, ha colpito così profondamente l’opinione pubblica che addirittura il capo dell’associazione (uno sportivo molto famoso in Giappone, vincitore di numerosissimi riconoscimenti negli anni Ottanta) è stato costretto a rassegnare le proprie dimissioni. Lo scandalo, infatti, arriva solo un mese dopo un episodio del tutto simile, che aveva riguardato un lottatore russo. Una carriera in fumo, è proprio il caso di dirlo.

In Spagna Robin e il Messenger aiutano i giovani a parlare di sesso, droga e alcol

→ D@di per Geekissimo.com

In Spagna è stata lanciata un’interessante iniziativa congiunta governo-Microsoft per parlare ai ragazzi più giovani e ascoltare le loro problematiche in tema di sesso, alcol e droga. L’iniziativa è rivolta proprio a parlare la stessa lingua di ragazzi e ragazze, senza pregiudizi né vergogne, attraverso l’uso della chat, e in particolare di Msn Messenger. Dall’altra parte della chat, un robot, chiamato Robin, che riconosce le domande dei ragazzi (o almeno ci prova) e fornisce loro delle risposte.

Utilizzare il servizio è molto semplice (ma, ovviamente, bisogna conoscere lo spagnolo): basta inserire tra i propri contatti l’indirizzo di Robin (robin@msc.es) e subito si potrà iniziare a interagire con lui. Il robot è stato programmato per parlare di diversi argomenti delicati, dalla contraccezione alla prevenzione dell’Aids, dall’interruzione di gravidanza alla “pillola del giorno dopo” fino all’assunzione di alcol e droghe.

Purtroppo alcune prove effettuate da giornalisti e blogger denotano ancora una certa difficoltà di Robin a rispondere a delle domande che normalmente potrebbero essere poste da ragazzi tra i 12 e i 17 anni, tra cui quelle sulla masturbazione, sull’omosessualità, sulla “prima volta”, sul sesso anale. Ma probabilmente è solo questione di tempo, e il robot (e, ovviamente, il team di esperti tecnici-psicologi che gli stanno dietro) imparerà presto a rispondere anche a queste domande.

Cosa ve ne sembra dell’iniziativa? Sicuramente, se messa in funzione come si deve, si tratta di un ottimo strumento per riuscire a parlare con i ragazzi di problemi che li riguardano molto da vicino, senza ovviamente metterli in imbarazzo e con la riservatezza che la rete e la chat offrono. Mi rivolgo ai genitori: voi incoraggereste i vostri figli a utilizzare questo servizio? Oppure non vi fidereste delle risposte che potrebbero ottenere?

Usa, tutti i lunedì mattina test anti-alcol nelle scuole

L’iniziativa del distretto scolastico del New Jersey: stanziati 120mila dollari
“Ogni anno muoiono più ragazzi per problemi legati all’alcol che soldati in Iraq”

Test delle urine il lunedì mattina
Scuole Usa contro l’alcolismo

Ma le associazioni per i diritti civili protestano: “Così si vìola la privacy”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Il lunedì mattina, per tutti gli studenti del mondo, è il giorno più odiato della settimana. I ragazzi del distretto scolastico del New Jersey, negli Stati Uniti, però, potrebbero temere il lunedì mattina anche per un altro motivo. Nelle scuole di tutto lo stato, Stato infatti, il lunedì verranno effettuati esami delle urine a campione per verificare se i ragazzi hanno fatto uso esagerato di bevande alcoliche (oltre i due bicchieri) durante il week-end.

La prima scuola che inizierà, già da lunedì prossimo, ad effettuare i test sarà la Pequannock Township High, 800 studenti. Poi seguiranno la Middletown High e tutte le altre. “Quello dell’alcolismo in età giovanile è un grosso problema negli Stati Uniti”, spiega il sovrintendente scolastico Larrie Reynolds, uno degli artefici della singolare iniziativa. “Basti pensare – continua – che ogni anno muoiono più ragazzi per problemi legati all’alcol che soldati in Iraq”. La stima, più che sconvolgente, basta a far capire la gravità della situazione.

Il test andrà a caccia dell’etil-glucuronide (EtG), che compare nel sangue e si ritrova nelle urine man mano che l’alcol bevuto scompare. Il costo di ogni controllo è di 20 dollari (l’equivalente di circa 15 euro), e per i prossimi tre anni le autorità locali hanno stanziato 120mila dollari, pari a seimila test. Niente paura, però: se le analisi dimostrassero la positività dell’allievo, questi non sarà sospeso o cacciato dalla scuola, anzi. “L’unica cosa che accadrà – spiega il sovrintendente – è che i genitori saranno informati e il ragazzo riceverà sostegno da parte di psicologi e medici”.

L’iniziativa potrebbe essere un importante deterrente per le migliaia ragazzi che spesso durante i party del sabato sera si ubriacano con birra e superalcolici. Non tutti, però, sono d’accordo con il test delle urine a scuola. In primis le associazioni che difendono i diritti civili, che parlano di palese violazione della privacy: “Quando si entra nella sfera della salute e delle cure mediche – spiega Deborah Jacobs, direttore esecutivo dell’American Civil Liberties Union – le autorità scolastiche non devono intervenire: la cosa deve rimanere tra genitori e figli”.

Non è la prima volta che il distretto scolastico del New Jersey adotta leggi così singolari. Già dal 2005, infatti, i ragazzi che hanno la patente e vanno a scuola in auto e coloro che partecipano agli sport o ad altre attività extracurriculari si sottopongono costantemente a test antidroga. La decisione venne presa, due anni fa, dopo la morte di un ragazzo per overdose.

(1 febbraio 2007)

Allarme per alcol e sigarette: i giovani italiani primi in Europa


Dalla ricerca dati allarmanti anche per il consumo di sigarette: alta la percentuale di chi le compra. E, rispetto all’Europa, si fa poco sport

L’Oms: allarme fumo e alcol
per gli adolescenti italiani

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Alcolismo e vizio del fumo tra i giovani: è allarme. Lo rivela un’autorevole ricerca (commissionata, fra gli altri, dall’Oms) che ha scandagliato tutti gli ambiti della vita dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, età delicatissima per la loro crescita e la loro formazione.

L’indagine, intitolata “I determinanti sociali che influenzano le abitudini alimentari e l’attività fisica degli adolescenti”, è stata condotta su un campione di 4386 ragazzi e ragazze di 11, 13 e 15 anni ed è stata presentata al primo Forum internazionale organizzato dall’Organizzazoine Mondiale della Sanità e dalla rete Hbsc (Health behaviour in school-aged children), in collaborazione con la Regione Toscana (la ricerca è stata presentata a Firenze).

Fumo. La notizia più allarmante è certamente che sono pochissimi i giovani che fumano tra gli undici e i tredici anni, ma la loro percentuale cresce vertiginosamente quando ci si avvicina ai quindici anni: il 16% del totale compra regolarmente le “bionde”. La quota dei fumatori cosiddetti “pesanti”, inoltre, raggiunge il 7,6%, una delle più alte rilevate a livello internazionale. Per quanto riguarda la localizzazione nelle aree geografiche, ci sono più giovani maschi fumatori al sud e più femmine fumatrici nel centro Italia, mentre al nord le due parti si equivalgono.

Alcolismo. A 11 anni già il 12% dei ragazzi beve alcolici almeno una volta alla settimana, mentre a 15 anni la quota arriva addirittura al 37%: si tratta delle percentuali più alte d’Europa. I maschi, inoltre, in ogni età e in ogni area geografica, bevono alcolici più frequentemente delle coetanee.

Stupefacenti. A 15 anni il 27% dei ragazzi e il 18% delle ragazze hanno già sperimentato almeno una volta una sostanza stupefacente. Il 2% è arrivato oltre, fino ad arrivare alle droghe pesanti; la cocaina, invece, l’hanno provata il 2,6%.

Scuola. Il rapporto con la scuola peggiora, ma questa non è una novità, col passare del tempo: i quindicenni a cui la scuola piace “abbastanza” sono il 50%, mentre il “molto” raggiunge solo il 9%. A 15 anni inizia a diventare problematico anche il rapporto con gli insegnanti, che, a quanto dicono i ragazzi, trattano gli allievi “in modo giusto” solo nel 48 dei casi.

Sesso. Un quinto degli adolescenti quindicenni dichiara di aver avuto rapporti sessuali completi. Al sud i maschi sfiorano addirittura il 40%. Per quanto riguarda il rapporto con il proprio corpo, inoltre, le ragazze di quindici anni sono insoddisfatte (37%) molto più dei ragazzi (13,5%). Quando ai problemi “reali”, a undici anni il 25,6% dei maschi e il 13,5% delle femmine sono sovrappeso. I numeri tendono, comunque, a diminuire con l’età.

Sport. I nostri ragazzi sono più pigri della media europea, sia per numero medio di giorni in cui praticano almeno un’ora di attività fisica, sia per numero di ragazzi che affermano di praticarla almeno cinque giorni ogni settimana.

(9 marzo 2006)