Scandalo del latte contaminato in Cina, allarme in tutto il mondo

Il mio servizio di oggi su Sky Tg24.

Si è dimesso, con il consenso del governo di Pechino, il responsabile incaricato del controllo di qualità alimentare, Li Changjiang. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Sanità cinese, oltre 53mila bambini sarebbero stati sottoposti a cure mediche dopo aver consumato latte in polvere contaminato da melamina. Di questi, quattro hanno perso la vita, 13mila si sono intossicati e sono ricoverati in ospedale, di cui 104 in gravi condizioni. In Europa non ci sarebbe nulla da temere perché le frontiere sono chiuse dal 2002 alle importazioni di latte e prodotti lattiero-caseari cinesi.

FoodFeed: di’ al mondo cosa mangi

→ D@di per Downloadblog.it

“Theuer” ha mangiato cornflakes, “Fabian” la pizza mentre “zillionzilchzen” ha bevuto dieci minuti fa un succo di frutta. Di che stiamo parlando? Di FoodFeed, ovviamente: il nuovo social network stile Twitter che permette di informare i propri amici di quello che si è mangiato e di condividere le proprie abitudini alimentari.

Per aprire un proprio account bisognerà avere già un account di Twitter; poi bisognerà aggiungere l’utente “having” ai propri amici; dopodiché per aggiornare il proprio FoodFeed basterà, da Twitter, scrivere “@having pizza” (per esempio).

Oltre alla ricerca per nick, il servizio offre anche la possibilità di ricercare tutti gli utenti che hanno mangiato ultimamente un cibo particolare. Il servizio è gratuito e in beta, e presto – assicurano i creatori – verranno aggiunte nuove funzioni.

Di certo non si tratta, come molti suoi simili, di un servizio utile: è semplicemente un servizio “divertente” da condividere con gli amici. FoodFeed è stato creato da un ragazzo di vent’anni, Vitor Lourenço, di Rio de Janeiro, Brasile.

Dagli Usa un videogame per imparare a mangiare

Quando la tecnologia e internet si mettono a servizio delle persone e dei loro problemi è sempre una bella notizia da raccontare. Negli Stati Uniti il problema dell’obesità infantile sta raggiungendo livelli record (circa il 20 per cento di tutti i ragazzi) e così la principale agenzia sanitaria del Paese ha deciso di lanciare un gioco online che possa insegnare ai bambini come nutrirsi correttamente.

Il gioco, “The Incredible Adventures of the Amazing Food Detective” (trad: le avventure incredibili del sorprendente detective del cibo) è stato progettato appositamente per i bambini tra i 9 e i 10 anni e li fa esercitare, in modo da istruirli, sulle buone regole di alimentazione. La vera novità è che invece di tenere incollati i bambini davanti al Pc per ore, però, dopo 20 minuti di tempo il gioco si disattiva, e il bambino non può più accenderlo a meno che non sia passata un’ora.

“I bambini negli Stati Uniti passano moltissimo tempo davanti alla Tv, e i messaggi che ricevono sulle abitudini alimentari sono tutti sbagliati”, ha spiegato un esperto, che ha assicurato che il gioco, scaricabile da qui e disponibile in inglese e spagnolo, ha molta più probabilità di “entrare nella testa” dei bambini che invece una lezione tradizionale.

Davvero una bella idea, a mio parere. Insegnare ai bambini (e ai ragazzi) parlando il loro stesso linguaggio è sicuramente il modo migliore per suscitare il loro interesse. E se il loro linguaggio passa da internet, computer e videogames, allora ben vengano, anche a scuola, metodi innovativi per spiegare argomenti importanti. E così, per una volta, saranno gli stessi genitori a dire: “Bambini, basta con i compiti, andate a giocare al Pc”.

L'eBay degli amanti del vino

“I migliori vini del mondo? Non si trovano nelle enoteche, ma nelle cantine dei collezionisti”. Con questo spirito è stato aperto Vinfolio, un sito molto simile a eBay specializzato nello scambio di bottiglie pregiate. “Migliore è la qualità del vino – continuano i fondatori – più difficile è trovarlo. Per questo le cantine private hanno molti più vini da collezione che non i venditori specializzati”.

Il sito funziona più o meno così: i collezionisti fanno una lista delle proprie bottiglie, che potranno poi mettere in vendita o scambiare con altri vini. Ovviamente, Vinfolio offre l’infrastruttura ma si prende una percentuale sulle vendite. Il sito offre anche informazioni sul mondo dell’enologia e quotazioni in tempo reale.

Alla fine del 2007 si aspetta un giro d’affari di 17 milioni di dollari.

I nostri figli? "Vivono mangiando davanti alla tv"

Presentati a Roma i risultati di un’indagine Swg-Moige sulle abitudini dei ragazzi
Le aziende alimentari: disponibili a bloccare le merendine nelle scuole

E i genitori confessarono
“I figli passano il tempo mangiando”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “I ragazzi? Sono pigri e mangiano male”. Parola di genitore. È quanto emerge da una ricerca Swg per Moige (il Movimento italiano genitori) presentata oggi a Roma. Un’indagine che ha coinvolto oltre cinquemila tra mamme e papà di tutta Italia che hanno risposto a domande a tutto campo sulle abitudini alimentari e motorie dei propri figli. Una ricerca che rivela come i ragazzi siano pigri e mangino male, passino i pomeriggi “spizzicando” e si facciano tenere compagnia dal computer e dalla “tv-babysitter”. E a sorpresa l’Aidi, l’Associazione che raggruppa le industrie dolciarie italiane, annuncia: “Toglieremo i dolci dai distributori automatici presenti nelle scuole”.

Cattive abitudini. Molti tra bambini e ragazzi dimenticano di fare la prima colazione, mangiano fuori pasto e sono sempre più sedentari. Sono queste le principali “cattive abitudini” che andrebbero estirpate dai ragazzi. Non è tutto. Dall’indagine emerge anche una “geografia degli stili di vita”: molte abitudini, infatti, variano da regione a regione. La totalità dei bambini calabresi, ad esempio, fa la prima colazione mentre nel Lazio solo la fa solo il 76 per cento. Ancora, le verdure sono preferite dai bambini di Toscana, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, mentre sono maggiormente detestate nelle Marche, nel Molise e in Piemonte. “La ricerca – spiega Giuseppe Morino, pediatra nutrizionista del reparto di Dietologia clinica dell’Ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma – evidenzia abitudini alimentari caratterizzate da alimentazioni non eccessive in calorie, ma squilibrate in nutrienti e nella distribuzione dei pasti, in ragazzi in cui la sedentarietà rappresenta la caratteristica principale dello stile di vita”. L’unico dato forse confortante è il fatto che stia aumentando, anche se lentamente, il consumo di frutta e verdura.

Obesità e sedentarietà. Il problema dell’obesità e del cattivo rapporto con il cibo dei ragazzi è stato ultimamente molto dibattuto, tanto che sempre più scuole stanno installando al proprio interno distributori automatici di frutta al fianco (o al posto) di quelli di salatini e merendine. “Se i bimbi sono sempre più sedentari non è solo colpa loro – spiega Maria Rita Munizzi, presidente del Moige – perché devono fare i conti con la mancanza di spazi e di coetanei. Il tempo che dedicano alla tv sta diminuendo, ma l’attrattiva che un tempo era rappresentata da film e cartoon ora si è spostata sul web e sui videogiochi, non sul gioco di movimento”. I bambini, dunque, evitano sempre più spesso di fare sport (al quale, in media, dedicano un’ora a settimana) e la metà di loro non esce mai a giocare con i coetanei e ammette di trascorrere il pomeriggio in casa “seduto” a fare i compiti ma soprattutto a giocare al computer e ai videogiochi. Dalla ricerca emerge poi un dato positivo, il fatto che, pur essendo molto pigri, i bambini sono sempre più collaborativi: oltre 9 su 10 aiutano nelle faccende domestiche, e addirittura qualcuno cucina. Solo il sei per cento dei genitori ammette di non ricevere nessun aiuto.

“Alimentazione squilibrata e poco movimento – spiega ancora Morino – vanno a sommarsi, favorendo l’obesità. Il percorso d’intervento preventivo e o terapeutico ha ormai abbandonato l’impronta esclusivamente dietetica a favore di un intervento volto a motivare i soggetti ad acquisire un corretto e diverso stile alimentare e di vita. E per il buon esito il ruolo della famiglia è fondamentale”.

Stop ai dolci. L’annuncio, a sorpresa, dell’Aidi, l’Associazione che racchiude le industrie che producono merendine e dolciumi e che fa parte della Federalimentare, viene incontro alle richieste di numerosi tra medici e nutrizionisti: le aziende produttrici s’impegneranno a non rendere disponibili i prodotti dolciari nei distributori automatici installati nelle scuole elementari e medie inferiori. Si tratta certamente di una decisione molto importante e coraggiosa: “L’industria dolciaria – spiega Mario Piccialuti, direttore dell’Aidi – ha preso liberamente questa decisione perché è convinta che i genitori debbano poter controllare cosa mangiano i propri figli, compresa quindi la merenda consumata a scuola”.

“Giochi di sempre”. Per l’occasione il Moige ha presentato anche un progetto sperimentale, “Giochi di sempre”, che sarà svolto all’interno di venti scuole in tutta Italia per diffondere consigli di buona salute e alimentazione utilizzando la chiave dello spettacolo teatrale. “Il progetto, che si articola in due anni – spiega Susie Calvi, sceneggiatrice e attrice teatrale – prevede anche la realizzazione di una recita di fine anno così che i ragazzi possano apprendere corretti stili di vita e provino a metterli in scena per i propri genitori con l’aiuto degli insegnanti”.

Quando la genuinità è DOC

da REPUBBLICA BARI – pag. XVI

di DANIELE SEMERARO

Ogni tanto una buona notizia. In Puglia si mangia in modo sicuro e sono da escludere i danni alla salute dovuti alla presenza di pesticidi nei prodotti agricoli. A rivelarlo è un´inchiesta condotta da Coldiretti, Adoc e Agrofarma contemporaneamente in 12 città italiane. Il 4 luglio scorso numerosi consumatori baresi hanno volontariamente ceduto al Centro di ricerca e sperimentazione in agricoltura “Basile Caramia” di Locorotondo 24 campioni di frutta e verdura. Tra questi pesche, albicocche, susine, melanzane, pomodori e zucchine. Il Centro ha compiuto analisi per la rilevazione di 169 sostanze attive, per un totale di quattromila 65 determinazioni.

Dalle rilevazioni è emerso che i campioni donati dai pugliesi erano tutti regolari. In particolare, l´85 per cento era privo di residui dannosi per l´organismo e il 12,5 per cento ne conteneva in piccola quantità: una concentrazione nettamente inferiore (circa 14 volte) ai limiti fissati dalla legge. Si tratta di un risultato importante, che se da un lato ci rende tranquilli quando ci rechiamo a fare la spesa o ci sediamo a tavola, dall´altro deve impegnare gli enti a vigilare in maniera sempre attenta. Esistono ancora margini di miglioramento, soprattutto nel campo dell´uso della chimica in agricoltura e sul rispetto delle normative in vigore.

Cozze inquinate e grano tossico: ecco le frodi consumate a tavola

da REPUBBLICA BARI 14/07/2006 – pag. VI

Il rapporto del Movimento difesa del cittadino: in Puglia allarme per le sofisticazioni

di DANIELE SEMERARO

A Manfredonia un caseificio vendeva formaggi che venivano stagionati nel water. A Bari vecchia nel deposito di un ristorante sono stati trovati più topi che alimenti. Senza dimenticare lo scandalo del grano contaminato da ocratossina sequestrato nel capoluogo pugliese. Sono solo alcune delle situazioni più gravi scoperte, nell´ultimo anno, dalle forze dell´ordine nella nostra regione, dove le frodi alimentari incidono per l´8,3 per cento sul totale nazionale.
Secondo le ricerche dei carabinieri del Nas, tra i prodotti più a rischio figurano i molluschi (cozze, vongole, ostriche, noci di mare), anche se da parte del consumatore si registra una maggiore predisposizione alla cautela. «Succede spesso – spiega il maresciallo Giovanni Galetta – che il consumatore si faccia condizionare dal prezzo: soprattutto nelle province di Bari e Taranto, ad esempio, agli angoli delle strade si trovano venditori ambulanti che spacciano per pesce fresco prodotti pescati in acque inquinate e non transitati in adeguati centri di depurazione: di questi alimenti, attaccati dallo smog ed esposti senza refrigerazione, bisognerebbe sempre diffidare».
Attenzione anche agli insaccati prodotti artigianalmente: in provincia di Bari è stata scoperta carne avariata e ricoperta di muffa che veniva utilizzata per produrre la zampina, la salsiccia tipica di Sammichele. Tra i sequestri più rilevanti dell´ultimo anno figurano anche 250 tonnellate di olive in cattivo stato di conservazione in provincia di Brindisi; migliaia di uova (per un valore di circa 150mila euro) sequestrate in provincia di Foggia, a Trinitapoli, perché contenute in confezioni con false etichette circa qualità, provenienza e data di confezionamento. Per non parlare dei vermi trovati ad Andria in alcuni piatti di riso destinati ai bambini di una scuola dell´infanzia. Infine, il maxi sequestro, avvenuto lo scorso 23 settembre, di 58mila tonnellate di grano duro proveniente dal Canada contaminato da ocratossina, una sostanza nefrotossica e cancerogena prodotta dai funghi.
Situazioni molto pericolose che, come spiega Roberto Gagliano Candela, docente di tossicologia forense all´università di Bari, di solito si risolvono nell´arco di pochi giorni ma che a volte possono portare a problemi ben più gravi: «Si passa dall´intossicazione classica, i cui sintomi sono nausea, vomito, diarrea e dolori addominali, fino a tumori e malattie renali».
Come possiamo, allora, difenderci? «Molto spesso con semplici gesti- conclude Gagliano Candela – Attenzione, quando si compra il pesce, all´odore, alla colorazione della pelle e allo stato dell´occhio. E dubitare sempre, al ristorante, dei piatti serviti troppo velocemente».