Un pranzo molto particolare alla Casa Bianca: gli ex-presidenti danno il benvenuto a Obama. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Per la prima volta in ventisette anni tutti i presidenti statunitensi in vita si sono riuniti alla Casa Bianca per dare il benvenuto al neo-eletto Barack Obama e per dargli tutti i consigli utili ad affrontare i primi mesi del suo mandato alla presidenza. Obama si è dapprima incontrato con Bush, con il quale ha affrontato anche i temi della crisi in Medio Oriente. Poi, dopo la foto di rito nello studio ovale, il pranzo insieme agli ex-presidenti Clinton, Bush senior e Carter. George Bush, ancora per poco padrone di casa, ha augurato a Obama, a nome di tutto il paese, di avere successo.

Leatherheads: in amore niente regole


(Qui il trailer in italiano)

Ieri ho visto un film molto carino: “In amore niente regole” (titolo originale: “Leatherheads”), diretto e interpretato da George Clooney, con Renée Zellweger. Un film molto molto interessante che come sempre consiglio ai miei lettori, soprattutto – a mio giudizio – per i costumi, la fotografia, le scene e la musica (bellissima!). La recensione.

South Carolina, 1925. Dodge Connolly è un esuberante giocatore di football americano e un’adorabile canaglia. Irriverente delle regole e sfrontato con l’avversario, Dodge è capitano dei Duluth Bulldogs, una squadra di avvinazzati attaccabrighe che perde in una sola partita sponsor e ingaggio. Dopo aver sciolto a malincuore il proprio team, il capitano Connolly convince un agente maneggione a rilanciarli sul campo, reclutando il giovane e aitante Carter Rutherford. Eroe di guerra per caso e fuoriclasse del football per inclinazione, il ragazzo aiuta Doodge ad educare la squadra e a riempire gli stadi. Se una folla persuasa accorre a celebrare il giocatore combattente, una giornalista del Chicago Tribune non sembra credere all’avventura eroica di Carter nelle trincee delle Argonne. Indagando finirà per innamorare l’esordiente e il veterano. Soltanto uno conquisterà il territorio, avanzando sulle linee delle yards e nel cuore della bionda Lexie Littleton.

Può sembrare incredibile ma è credibile che un regista racconti sempre la stessa storia, una storia importante che esalta i valori della democrazia americana, senza ignorare il pericolo sempre in agguato di una sua involuzione e di un suo ripiegamento. Ancora più sorprendente è se riesce a esprimere una riconoscibilità e una poetica operando dentro un sistema complesso come quello hollywoodiano. È il caso di George Clooney, l’attore-autore (anche) indipendente. C’è pertanto un modello autoriale, un sistema di segni, temi o motivi, che ricorre in due opere apparentemente lontane. Se al centro del popolare programma televisivo di Good Night, and Good Luck c’era la vicenda di un pilota della Marina, che avviava una lotta ideologica e dialettica tra un giornalista della Cbs e il senatore repubblicano Joseph McCarthy, è ancora un soldato a muovere le indagini di una cronista sportiva contro la limitazione della libertà di espressione.

Spostandosi indietro nel tempo, dagli anni Cinquanta agli anni Venti, e passando dal dramma in bianco e nero alla commedia sofisticata a colori, Clooney si pone nuovamente il problema della verità. L’America non si stanca di rimpiazzare la realtà con l’inganno fabbricando eroi come Carter Rutherford, atleta e soldato costretto a perpetuare il ricordo eroico di un gesto mai compiuto. Il percorso della retorica creato dai media è neutralizzato da una donna, la Lexie Littleton di Renée Zellweger, la buona coscienza dell’America e la “strega” cacciata dalla Cbs o dal Chicago Tribune.

In amore niente regole ha uno dei suoi punti di forza nella ricostruzione scenografica degli ambienti abitati dal (good) bad boy di Clooney e dalla (good) bad girl della Zellweger, abilissimi a sottolineare un desiderio che in quegli anni non veniva soddisfatto prima del matrimonio. Infine ma soprattutto c’è il football, prima delle regole, dei cachet illimitati e del primato commerciale su quello tecnico e sportivo. Il football visto come una guerra e i giocatori come soldati che combattono schierati di fronte a una linea di nemici da sfondare per guadagnare un centimetro in più di territorio, per arrivare “vivi” dall’altra parte del campo, scivolando sui corpi accatastati.

Clooney, dentro una fotografia seppiata e nostalgica, costruisce un perfetto meccanismo visivo e narrativo, che resta fedele all’ineluttabile battaglia per una causa sentita.

Usa, da domani indiani Navajo senza internet

→ D@di per Downloadblog.it

Il mondo moderno sta per chiudere la porta in faccia, letteralmente, a migliaia di nativi americani Navajo che vivono nelle riserve del nord dell’Arizona. Da domani, se nessuno interverrà, migliaia di indiani resteranno infatti senza conessione a internet.

I nativi americani, si sa, vivono ben saldi nelle loro tradizioni, ma ultimamente avevano imparato ad aprirsi al progresso e alle innovazioni, utilizzando il computer e la rete per lavorare, informarsi e studiare.

I Navajo hanno iniziato a utilizzare internet nel 2000 grazie all’impegno della fondazione Bill Gates, che aveva investito ingenti somme di denaro per l’alfabetizzazione informatica delle minoranze etniche, creando una soluzione di internet via satellite a causa dell’assenza di una rete telefonica nei territori della riserva.

Sembra, però, che da un’indagine fiscale sulla tribù siano emersi pagamenti eccessivi alla società internet provider OnSat Network Communications; di qui la decisione di un ente federale che amministra i fondi per gli accessi a internet degli indiani d’America di trattenere 2,1 milioni di dollari dai fondi della OnSat.

Di conseguenza, quest’ultima (ritenendo inesatti i controlli fiscali) ha deciso di rivalersi proprio sugli utenti finali, annunciando di voler loro staccare la spina, a partire da domani lunedì 7 aprile, se la situazione non sarà sbloccata.

“Per i bambini e per la gente della nazione Navajo sarà un giorno triste”, ha commentato il presidente dei Navajo, Joe Shirley Jr.