Brunetta l’isolano

Un solo paese al mondo riesce a sopportare il nostro ministro. Questa e tutte le altre notizie incredibili (ma vere) dal mondo

 

IL BRUNETTA DI VANUATU
Brunetta doveva nascere a Vanuatu, stato insulare dell’Oceano Pacifico meridionale. Senz’ombra di dubbio. E probabilmente, dopo aver sentito cos’è successo al primo ministro Edward Natapei, il ministro più simpatico del governo Berlusconi potrebbe anche decidere di espatriare. Perché nell’isola, di sicuro, c’è lavoro per lui. Il premier Natapei, alcuni giorni fa, è sbarcato a Trinidad e Tobago, nei Caraibi, per partecipare al meeting dei capi di stato del Commonwealth (Chogm), organizzato quest’anno a Port of Spain e aperto addirittura dalla Regina Elisaetta II. Lasciando, così, per qualche giorno il paese e non partecipando alle riunioni del Parlamento. Il presidente, però, preso dalla fretta di prendere parte al vertice, si è dimenticato di avvisare il presidente del Parlamento. E così, avendo collezionato tre assenze ingiustificate di seguito, è stato “letteralmente” licenziato. Lo speaker del Parlamento, Maxime Carlot Korman, freddo peggio di una giornata d’inverno in Alaska, si è limitato a convocare d’urgenza l’Aula per indire le nuove elezioni presidenziali, secondo il rigidissimo regolamento. Non è tutto: solo pochi giorni prima il Brunetta di Vanuatu aveva addirittura cacciato dal Parlamento isolano i rappresentanti di due partiti perché “il livello e gli standard di lavoro svolti non erano soddisfacenti”.

 

IL MARITO NON LE FA VEDERE SOAP OPERAS, LEI CHIEDE IL DIVORZIO
“Fammi vedere ‘Centovetrine’ altrimenti chiedo il divorzio!“. Quante volte, mariti italici che avete malauguratamente dovuto trascorrere le ore del pranzo a casa, avete sentito queste parole dalle vostre mogli assuefatte dalla Tv? Un tempo era “Beautiful”, poi è arrivato “Vivere”, ora c’è Centovetrine (e chissà quante altre soap seguiranno grazie all’avvento del digitale terrestre!). In Italia forse non sarà ancora successo, ma cari maritini state attenti e non criticate le scelte televisive delle vostre compagne: potreste ritrovarvi a vivere sotto un ponte entro pochi mesi. Com’è successo in India a un pover’uomo, abbandonato dalla moglie solo perché rifiutava – giustamente, aggiungeremmo noi – di permettere alla sua dolce metà di guardare soap operas in televisione. Secondo quanto riportato dal “Daily News and Analysis di Mumbai”, la donna si sarebbe rivolta a un tribunale perché, per quattro anni di fila, tutti i santi giorni “litigava col marito che non voleva che lei perdesse tempo appresso alle soap-opera”. In realtà l’avvocato ha fatto passare il litigio come una vera e propria questione di libertà: il marito non permetteva alla donna di essere libera, e in più lei doveva subire i soprusi dell’uomo. E così, dopo alcuni mesi di processo, è arrivata la sentenza: divorzio concesso, custodia dei due bambini alla donna e una cospicua rata mensile che l’ormai ex-marito dovrà versarle per mantenerla e per risarcirle i danni morali. Chissà che la storia non diventi una sceneggiatura per una futura soap-opera…!

 

QUANDO L’AMORE NON HA ETÀ
Quante volte abbiamo sentito dire che l’amore “non ha età”, soprattutto riferito a un uomo e una donna che, fidanzati o sposati, si passano diverse primavere? C’è chi a volte grida allo scandalo, chi scommette che l’unione non funzionerà, chi si fa quattro risate. Nella storia – come sempre vera – che vi raccontiamo in questo numero de lo Stivale Bucato non c’è purtroppo niente da ridere. In un villaggio della Somalia, nella regione di Galguduud, una ragazzina di diciassette anni è stata data in sposa ad un arzillo vecchietto di 112 anni. Anzi, ha accettato di sposarsi con un ultracentenario, come tutti continuano ad assicurare. L’uomo, Ahmed Muhamed Dore, che ha già tredici figli ed è stato sposato con cinque donne, ha detto di desiderare altri figli (ci chiediamo come possa averli!) dalla nuova moglie. “Oggi – ha aggiunto parlando con la stampa – Dio mi ha aiutato a reliazzare il mio sogno”. La ragazzina non ha, come spesso accade in questi casi, avuto modo di potersi scegliere il marito, ma la sua famiglia ha assicurato tutti che lei si era detta “felice” della nuova avventura. I genitori hanno inoltre assicurato che la ragazza non è stata assolutamente forzata, ma anzi l’uomo ha usato “tutta la sua esperienza e galanteria” per convincerla. Al matrimonio hanno partecipato oltre quattrocento persone. Tra questi, in molti hanno riferito al reporter della Bbc che ha partecipato al matrimonio che il tutto è permesso dalla legge islamica; pochi, invece, si sono domandati se la differenza d’età peserà sul futuro del matrimonio.

 

SI SPOSA E SCAPPA CON L’AMICO CHE GUIDA L’AUTO NUZIALE
Si sposa ma poi ci ripensa e, con l’amico del marito che guida l’auto nuziale, scappa per una folle fuga d’amore. Lasciando, tra l’altro, sposo e invitati ad attendarla invano al banchetto delle nozze. Non è l’ultimo fillm strappalacrime americano, ma è quello che è successo a Trieste. Protagonista una trentenne impiegata in una finanziaria di Monfalcone. Lo sposo, Andrea, 34 anni e impiegato di banca, l’aveva conosciuta circa dieci mesi fa. E ora vuole rivolgersi a un avvocato per il risarcimento dei danni materiali e morali. Secondo quanto riferito dall’Ansa, il loro matrimonio è stato celebrato in municipio, nella centrale Piazza Unità. Una trentina di invitati, le foto di rito e, al termine della cerimonia civile, la richiesta della sposa di andare a cambiarsi d’abito per il banchetto. Ad accompagnarla, un amico della coppia, che fungeva anche da autista dell’auto nuziale, che da qualche mese gioca a calcio con lo sposo. Andrea e gli invitati si sono avviati al ristorante, ma dopo un po’, considerato il ritardo della sposa, hanno cominciato a preoccuparsi e a chiamare i due al cellulare. Per circa un’ora e mezzo nessuno ha risposto. Dopodiché la donna ha inviato un sms al marito scrivendo solamente questo: “Ho capito solo ora di aver fatto un errore. Mi dispiace, il mio cuore di porta da un’altra parte”. In Grecia, per la precisione. E sì, perché i due, mentre gli altri invitati erano a tavola ad attenderli, avevano già attraversato il confine con la Slovenia.

 

SE LO SPERMA LE FA FARE I LAVORI DOMESTICI PER OTTO GIORNI
Lo diciamo subito a scanso di equivoci: non stiamo parlando di uomini e donne, bensì di moscerini della frutta. La straordinaria scoperta è stata pubblicata dall’equipe del professor Elwyn Isaac della facoltà di Scienze biologiche all’università di Leeds, in Inghilterra. I moscerini della frutta (quelli della specie drosophila melanogaster, per intenderci), secondo quanto si legge, sono molto attivi nelle ore dell’alba e del tramonto, mentre dormono quasi sempre durante l’arco della giornata e della notte. La scoperta è questa: dopo essersi accoppiate, le moscerine (o i moscerini donna, che dir si voglia) rinunciano al riposo per lavorare otto giorni di fila. La scoperta è stata annunciata dopo numerosi test su centinaia di moscerini diversi. Prima dell’accoppiamento sia l’uomo che la donna dormono per gran parte della giornata; dopo l’accoppiamento e per circa otto giorni, invece, l’uomo ricomincia a dormire mentre la donna svolge un’attività extra. Spesso per la gente comune è difficile capire l’importanza di questa scoperta, e così il simpatico professor Isaac ha così spiegato risultati ottenuti alla stampa di tutto il mondo: “Abbiamo messo sullo stesso piano i moscerini della frutta e gli uomini, e siamo arrivati alla conclusione che è come se, dopo aver fatto sesso, le donne avessero voglia di fare lavori domestici extra per otto giorni”. L’uomo vincerà il Nobel.

Le più strane leggi sul sesso /volume2

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Se avete gradito le leggi sul sesso in Usa, non potete perdere la carrellata delle assurde norme che provengono da tutto il mondo. Ci rimane solo il sesso virtuale!

Il sesso, si sa, è una strana materia da trattare. Se si lascia agli uomini completa libertà succedono fatti inenarrabili. Ma se si prova a regolare con la legge quest’importante sfera della vita umana allora si viene accusati di essere bigotti e di cadere nell’esagerazione. Perché diciamo questo? Provate a leggere, insieme a noi, le leggi più strane che riguardano la vita sessuale delle persone… provenienti da ogni parte del mondo. Si tratta di leggi che, per la maggior parte, non vengono rispettate, ma che sono ancora in vigore dall’antichità e che non sono ancora state abrogate ufficialmente. Se quelle degli Stati Uniti vi hanno fatto ridere e sbalordire, queste vi faranno passare la voglia. Di fare l’amore, direte voi? No: di rispettare la legge.

1) Partiamo da Alessandria d’Egitto, dove a nessun uomo che abbia l’alito di cipolla, aglio o sardine è permesso fare l’amore con la propria donna. E l’uomo è obbligato, su richiesta della donna, a lavarsi i denti.

2) Ad Arles, in Francia, l’uomo non può fare più di tre ruttini durante il rapporto sessuale.

3) Nella Nuova Caledonia non è possibile fare sesso all’aperto o nel giardino di casa se si è completamente nudi (ma una sentenza della locale corte di Cassazione ha scagionato una coppia che lo faceva solamente con i calzini).

4) A Vlist, in Olanda, non è possibile fare all’amore in macchina durante la pausa pranzo dall’ufficio, a meno che la macchina non abbia le tendine parasole.

5) A Parachilna, in Australia, è proibito masturbarsi in pubblico guardando due persone che fanno l’amore.

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La Littizzetto cita un mio articolo

Per andare direttamente al “momento incriminato”, vola al minuto 8.40

 

Avete visto la puntata di domenica scorsa di “Che Tempo che Fa” su Rai Tre? L’immensa Luciana Littizzetto ha parlato di un argomento di cui avevo scritto su lo Stivale Bucato: le fratture del pene. Il bello è che ha citato, utilizzando proprio gli stessi dati e le stesse parole, proprio tutta la ricerca che noi avevo portato alla luce nel settembre scorso. Ovviamente sono lieto che la grande comica italiana abbia parlato di un argomento promosso dallo Stivale. Cara Luciana: la prossima volta non è che ci citeresti? Quando Fabio Fazio ti ha chiesto di citare la fonte, infatti hai semplicemente detto: “L’ho letto su internet”… mannaggia!!

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Morire per un gioco erotico

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Non fa ridere, fa riflettere. Un uomo nel Bolognese ha perso la vita durante un assurdo gioco erotico. Secondo l’esperto, fatti simili sono in continuo aumento

Morire facendo l’amore. È incredibile, ma accade anche questo, e sempre più di frequente. L’ultimo spiacevole fatto è avvenuto nel Bolognese, e purtroppo siamo costretti a riportarvelo e a parlare (anche con l’aiuto di un esperto) dell’argomento… che da troppe persone e testate giornalistiche è considerato un tabù, e che invece potrebbe trasformarsi entro pochi anni in un vero e proprio allarme sociale.

Partiamo dai fatti: un uomo di trentuno anni è deceduto durante una pratica di “bondage”. La parola bondage, per chi non lo sapesse, in inglese significa “schiavitù” o “soggezione”, e sta ad indicare quelle particolari pratiche sessuali basate sulle costrizioni fisiche e realizzate con legature, corsetti, cappucci, bavagli, o più in generale sull’impedimento consenziente alla libertà fisica, di muoversi, di vedere, di parlare, di sentire.

Sembrerebbe qualcosa di assolutamente assurdo, ci sono invece persone a cui queste pratiche piacciono e che attraverso di esse provano piacere. Il problema, ovviamente, è quando il piacere si trasforma in una sofferenza estrema, e quindi anche nella morte. Il trentunenne in questione, infatti, è morto a causa delle lacerazioni provocategli alla gola (e quindi del conseguente soffocamento) dalla catena con cui un “amico” lo aveva legato a un albero. Gli accertamenti disposti dal Pm hanno escluso che sul corpo dell’uomo ci fosse la presenza di fratture o percosse indipendenti dalle lesioni provocate dalla catena; l’autopsia, inoltre, sembra escludere che il decesso sia avvenuto in seguito a un’azione violenta.

Per questo, tutte le piste degli investigatori portano alla versione del gioco erotico andato a finire male. Versione, tra l’altra, confermata anche dal medico legale. Per il decesso è stato arrestato un amico della vittima (sì, avete capito bene: un uomo morto e un altro arrestato “semplicemente” per un gioco erotico) con l’accusa di omicidio preterintenzionale. A far “crollare” l’indagato due versioni dei fatti completamente diverse date alle forze dell’ordine al momento dell’arresto e qualche giorno più tardi.

Abbiamo chiesto al sessuologo Willy Pasini di darci una mano a capire meglio questo strano fenomeno del bondage e della perversione sempre più estrema, che si starebbe espandendo a macchia d’olio. “Un uomo adulto su cinque ha comportamenti sessuali perversi”, spiega l’esperto. “C’è chi nega e non ammetterà mai – continua – di avere perversioni per paura di ledere la propria immagine, e c’è chi lo afferma a gran voce per creare proseliti”. Ma dove finisce il gioco erotico, e dove inizia la patologia?

“Gli uomini che hanno comportamenti devianti sono solitamente adulti, ma è molto difficile identificarli: “Non appartengono a nessuna classe sociale in particolare e a nessuna classe di età definita, possono anche essere anziani”. Fin quando si resta entro perversioni soft, i comportamenti non fanno male agli altri (come il fenomeno del “travestitismo”); il problema, invece, entra in gioco quando si tratta di “perversioni obbligate”, ossia necessarie per arrivare al piacere: “Il sesso si separa dalla procreazione e dal cuore, e si diventa schiavi delle proprie perversioni, che da soft diventano hard e scatta la patologia”.

Ultimamente è innegabile che, grazie anche al Web, le perversioni e gli incontri stiano aumentando a dismisura: basti considerare che anche la coppia bolognese si era conosciuta inizialmente in una chat su internet: “Il Web – conclude Pasini – ha sicuramente incrementato l’incontro tra chi ha in comune certi tipi di perversione, e permette di riunire chi ha tendenze hard e preferenze speciali. Tra l’altro c’è da aggiungere che il mondo virtuale e quello televisivo hanno esorcizzato certi comportamenti perversi, e li hanno utilizzati come messaggi commerciali, aiutando così le perversioni ad allargarsi a dismisura”.

Per concludere, e per citare un vecchio adagio: fate l’amore, non fate la guerra.

Il cane e la Regina

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

In esclusiva per lo Stivale Bucato una notizia che riguarda un vizietto scoperto a corte della Regina Elisabetta. Ma parliamo anche di cani, lottatori di sumo e lavastoviglie che salvano un rapporto

IL CANE COSTRETTO A FARE ALL’AMORE
Premettiamo che per scrivere questo articolo nessun animale è stato maltrattato. Purtroppo, però, il protagonista di quest’assurda storia è proprio un animale maltrattato: un cane, pastore belga di cinque anni. Che veniva offerto dalla propria padrona per prestazioni sessuali a pagamento in un appartamento di via Tonale a Milano. Prestazioni che, oltre a coinvolgere il povero quadrupede, prevedevano a volte anche il diretto coinvolgimento della padrona, una brasiliana di 29 anni. La donna è stata denunciata e successivamente arrestata grazie a una segnalazione anonima. Ma cosa faceva esattamente la padrona? Semplice: pubblicava annunci a pagamento sotto copertura di centro massaggi; in realtà, per una clientela molto selezionata, la brasiliana offriva anche prestazioni di altra natura, tra cui i rapporti sessuali con la presenza attiva del proprio cane, e su richiesta, anche con la presenza attiva di lei stessa. Il cane era stato appositamente addestrato per prestazioni di carattere sessuale, e ogni “seduta” variava dai 150 ai 300 euro. Ma non era meglio se quel povero cane lo facevano accoppiare con una bella&sexy cagnetta?

COME FINIRE IN PRIGIONE PER MANCANZA DI LAVASTOVIGLIE
C’è chi dice la lavastoviglie può salvare un matrimonio. Apparentemente è proprio così. Trasferiamoci a Fort Worth, in Texas, dove una ragazza ventenne è stata arrestata con l’accusa di violenza aggravata. Cosa ha fatto? Semplice: ha morso il suo fidanzato, gli ha rotto una cornice di vetro in testa e lo ha colpito in faccia con un mattarello. Tutto perché lui non voleva lavare i piatti. L’uomo, interrogato in ospedale, ha riferito che tutto è iniziato perché la donna ha ha dato in escandescenza quando, tornata a casa dopo il lavoro, ha scoperto che il ragazzo non aveva lavato i piatti, come promesso. Così gli ha chiesto di andarsene di casa e lì è iniziata la colluttazione. Lui cercava di spiegare le sue ragioni, lei lo picchiava con ogni arnese che le capitava a tiro. La donna, che ora si trova in carcere, con ogni probabilità sarà rilasciata dopo il pagamento di diecimila dollari di cauzione. Probabilmente, se si rimetteranno insieme, la prima spesa grossa sarà l’acquisto di una lavastoviglie.

IL PICCOLO SEGRETO DELLA REGINA ELISABETTA
Avete mai notato, guardando il telegiornale la sera, quante notizie “stupide” arrivano dall’Inghilterra? Sondaggi sugli argomenti più disparati, stranezze ai limiti del reale, gente che fa cose curiosissime… e poi ci sono loro: la regina, Carlo, Camilla, e chi più ne ha più ne metta. Poteva lo Stivale Bucato essere da meno? Decisamente no, considerato che proprio sulla Regina Elisabetta ha avuto una soffiata in esclusiva direttamente da Londra. Ebbene, pare che Sua Maestà abbia ricevuto, prima dell’inizio del match di calcio Croazia-Inghilterra, la fornitura di mille litri di birra. Alla faccia del lusso e della sfrenatezza… nemmeno un ubriacone doc riuscirebbe a smaltire tutto quell’alcol. In realtà, spiega l’ufficio stampa della Corona inglese, la birra non era destinata alla sovrana, bensì a un pub (chiamato “Windsor Castle”, che però è anche il nome della residenza ufficiale della regina) che si trova a poca distanza dal castello reale. A trarre in inganno la ditta incaricata dell’eccezionale trasporto, dunque, l’omonimia. Il pub aveva ordinato la maxi-fornitura di birra prevedendo gran folla per la partita di qualificazione ai mondiali del 2010. “In passato è successo il contrario – ha commentato il proprietario del locale Misko Coric – e cio che ci hanno recapitato per errore delle merci che erano state richieste dal palazzo reale. È la prima volta che noi ordiniamo e loro ricevono”. Ecco dunque spiegata la ragione di quel carico così particolare. Ma siamo davvero sicuri che il pub “Windsor Castle” non sia tutta una montatura per nascondere un vizietto segreto dei cortigiani e della regina?

GIAPPONE, LOTTATORI DI SUMO “FUMATI” DI MARIJUANA
In Giappone i lottatori di sumo sono famosi per essere sempre rispettati e apprezzati, in quanto il sumo è uno sport che vanta oltre duemila anni di tradizione e rappresenta quasi uno stile di vita per la società giapponese. Addirittura, i lottatori sono tenuti a condurre una vita rigorosa, ispirata ad alti valori e legata ad antichi rituali. Perciò ha fatto molto scandalo, questa settimana, la notizia proveniente da Tokyo secondo cui alcuni sportivi sono stati scoperti mentre facevano uso di droghe leggere. I lottatori sono stati subito allontanati ed espulsi dall’associazione che li rappresenta; lo scandalo, però, ha colpito così profondamente l’opinione pubblica che addirittura il capo dell’associazione (uno sportivo molto famoso in Giappone, vincitore di numerosissimi riconoscimenti negli anni Ottanta) è stato costretto a rassegnare le proprie dimissioni. Lo scandalo, infatti, arriva solo un mese dopo un episodio del tutto simile, che aveva riguardato un lottatore russo. Una carriera in fumo, è proprio il caso di dirlo.

Sesso e peti di fine estate

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Questa volta, tra le altre, le storie di un cinese che voleva fare l’amore con una panchina e quella di un ragazzo che, in una “gara di peti”, rischiava di incendiare casa con le proprie flatulenze…

L’AMORE IN PANCHINA
No, questa settimana non vogliamo affrontare il tema dei calciatori che amano stare in panchina. Semmai vogliamo raccontarvi la storia, surreale, di un uomo cinese che è rimasto incastrato con il pene in una panchina. Polizia e personale medico sono stati chiamati nel parco Lan Tian di Hong Kong per liberare un uomo, così si legge su tutti i giornali, “che era rimasto incastrato col pene in una panchina mentre provava a masturbarsi”. Le Xing, 41 anni, decritto dalla polizia come “solitario e disturbato”, si era recato di notte al parco. Preso da un’insana passione – spiegano dal commissariato locale – “ha infilato il membro in un buco della panchina. Ma una volta in preda all’eccitazione è rimasto incastrato”. Quando i soccorritori sono giunti sul posto hanno perfino cercato di prelevargli del sangue per ridurre i bollenti spiriti, ma inutilmente. Fino a quando non hanno preso la decisione: portare in ospedale (ma perché non da un fabbro, dico io?) l’uomo e la panchina, “stretti in un tragicomico abbraccio”. La “strana coppia” è stata separata solo dopo ben quattro ore. Non è la prima volta che uomini cinesi (anche attempati) vengono colti da strani raptus di follia: pochi mesi fa un ragazzo è stato sorpreso mentre tentava un disperato approccio con una bicicletta, mentre alcuni anni fa un altro è stato ricoverato dopo aver provato a fare l’amore con il tubo di scappamento di un’automobile.

LADRO RUBA ORECCHINO FALSO E TRE POST IT
La nostra rubrica del “Follini ma vero” ospita spesso e volentieri storie di ladri inesperti e malcapitati. Sono le storie che spesso più ci fanno ridere, ma anche riflettere: molti, infatti, si improvvisano criminali perché disoccupati o perché il lavoro permette non loro di andare avanti mese dopo mese. È il caso di un uomo americano che nel Nebraska, alcuni giorni fa, ha malmenato un ragazzo ventunenne fuori da un motel sull’autostrada principale del paese, rubandogli un pacchetto di sigarette, un orecchino con un diamante finto incastonato e ben tre post-it, i famosi fogliettini gialli che si usano a casa e in ufficio. Secondo la testimonianza fornita dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe avvicinato al ragazzo urlandogli “Tu hai ciò che mi serve” e spintonandolo più volte. Chissà, forse era un collezionista di post-it.

L’ISPETTORE DEL PORNO
Cosa non si fa per poter vedere gratuitamente un filmino erotico. Certo, ormai chi vuole guardare un programma vietato ai minori può rivolgersi a internet (che permette di mantenere l’assoluto anonimato). Ma non tutti hanno la competenza per scaricare un film e non tutti, soprattutto, hanno una carta di credito. Meglio, allora, la cara e vecchia videoteca. Ma anche lì ci sono tanti problemi: spesso conosciamo il commesso, che è un ragazzo del quartiere… e così anche questo metodo risulta poco fattibile. Allora non ci resta che comportarci come uno strano soggetto che a Longmont, in Colorado, si è presentato in alcune videoteche tirando fuori un buffo distintivo e qualificandosi come “ispettore del porno”. “Sono dell’unità che verifica l’età degli attori – ha detto agli increduli commessi – e per favore vi chiedo di darmi in prestito alcuni dvd perché devo verificare se, all’interno, hanno recitato uomini o donne minorenni. Ovviamente nessun cassiere c’è cascato; anzi, il responsabile di un negozio ha dato alla polizia (quella vera) la registrazione video dell’episodio. Le indagini sono in corso.

GARA DI PETI FINITA IN OSPEDALE
Mai scherzare con il fuoco. Quante volte ve l’avranno detto i vostri genitori? E apparentemente non bisognerebbe scherzare nemmeno con le proprie flatulenze. Molti di voi sapranno che il “gas intestinale” è altamente infiammabile, e spesso e volentieri in rete si trovano persone che, mettendo un accendino sotto il proprio sedere, provano a “lasciarsi andare” e si divertono a vedere la fiammata che viene prodotta (e che, solitamente dura pochi secondi). Nel video che vi mostriamo, ad esempio, un ragazzo riesce facilmente ad accendere una candela (un vero prodigio!). Non sempre, però, le cose vanno per il verso giusto: a Tipton, in Inghilterra, un ragazzo di 12 anni è stato infatti ricoverato in ospedale con ustioni sul 18 per cento della superficie posteriore di gambe e pollice. Il tutto perché, in una gara di peti col cugino, aveva provato a incendiare le proprie flatulenze. Purtroppo, però, non aveva fatto i conti con una tanica di benzina (che forse perdeva liquido) che si trovava a poca distanza: la stessa tanica che il padre utilizzava per riempire la falciatrice del prato e che, ovviamente, ha preso immediatamente fuoco subito dopo il simpatico giochino. Intervenuti prontamente, i vigili del fuoco hanno subto spento il piccolo incendio e accompagnato il ragazzo in ospedale. La prima cosa che ha detto quando è uscito? “Caro cugino, ho vinto di gran lunga io!”.

ECCESSO DI VELOCITÀ PER IL TRENINO DEI BAMBINI
Dopo cotanta violenza e sofferenza concludiamo la rubrica del “Follini ma vero” di questa settimana con una simpatica notizia estiva che arriva da Sestri Levante in provincia di Genova. Qui un trenino per bambini è stato multato per eccesso di velocità. Ovviamente per errore della Polizia stradale. Un autovelox piazzato sull’A14 all’altezza di Ortona, infatti, ha rilevato un automezzo con la stessa targa del trenino che procedeva a oltre 169 chilometri orari. Pronta la multa e anche la decurtazione dei cinque punti per il proprietario del mezzo. Il trenino, però, non supera i 25 chilometri orari, non può percorrere l’autostrada e ovviamente non è mai stato in servizio a Ortona. Le forze dell’ordine indagano su un presunto caso di clonazione di targa.

Siti porno e guerra nucleare

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un marito geloso ha messo all’asta la moglie, mentre un uomo ha viaggiato in aereo seduto sul water. E in questo numero ci occupiamo anche di storia del Novecento

TRE ORE DI PORNO AL GIORNO DAL COMPUTER DELL’UFFICIO: SOSPESO
Un cinquantasettentte dipendente comunale di Kinokawa, nel Giappone occidentale, è stato sospeso dal lavoro dopo che alcuni responsabili della sicurezza del suo ufficio hanno scoperto che l’uomo usava navigare su siti porno, dall’ufficio, per circa tre ore al giorno. La navigazione erotica avveniva praticamente ogni giorno da almeno otto mesi, e gli addetti alla sicurezza se ne sono accorti perché, navigando in questi siti di dubbia provenienza, la rete cittadina era stata infettata con numerosi virus informatici. L’uomo non ha potuto far altro che scusarsi pubblicamente. Addirittura, quando si è sparsa la notizia molti cittadini hanno spiegato che la sospensione dal lavoro era stata una punizione eccessivamente elastica per l’uomo, che avrebbe meritato il licenziamento e la denuncia.

IN CASO DI ATTACCO NUCLEARE IL TÈ POTREBBE SCARSEGGIARE
Lo Stivale Bucato si occupa anche di storia. E così oggi vi riportiamo un’interessante scoperta. Secondo alcuni documenti del governo inglese da qualche giorno non più considerati segreti, subito dopo la seconda guerra mondiale i politici e gli strateghi militari erano molto preoccupati per un eventuale attacco nucleare. Non per le radiazioni, ma per il fatto che il tè potesse scarseggiare. Si legge in un documento riservato stilato tra il 1954 e il 1956, infatti, che in caso di attacco con bombe all’idrogeno “si perderebbe all’istante il 75 per cento del tè del paese. Con i sostanziali ritardi nelle importazioni che ne deriverebbero e senza un sistema di razionamento, non potrebbero essere assicurati nemmeno 28 grammi di tè a settimana a persona. Al momento non è stata trovata alcuna soluzione soddisfacente”. La mancanza di tè, insomma, era vista dagli inglesi
come un vero e proprio problema, equiparabile a quello delle radiazioni.

MARITO GELOSO METTE ALL’ASTA MOGLIE SU EBAY
Mai fare arrabbiare un marito tecnologico! Un uomo inglese molto geloso si è vendicato in un modo piuttosto originale della moglie, che riteneva intrattenesse una relazione extraconiugale: ha messo in vendita la consorte su eBay, il popolare sito di aste online. Paul Osborn, 44 anni, ha buttato la moglie Sharon fuori di casa, e ha messo una sua foto, con tanto di annuncio, sul sito internet. Risultato: dopo qualche giorno l’asta era arrivata a oltre 630mila euro. Titolo dell’asta: “Offro un rifiuto di moglie traditrice e adultera”; troppo difficile, soprattutto per scapoloni e “sfigati”, non partecipare all’asta, che avrebbe dato loro la possibilità di acquistare una donna. Realizzato però a fronte di una grossa somma di denaro avrebbe davvero potuto perdere la moglie, l’uomo ha deciso dopo qualche giorno di togliere l’annuncio. “L’ho messo in un momento di rabbia, ma poi l’ho tolto perché ho capito che non era una cosa giusta da fare”, ha dichiarato.

UN VIAGGIO IN AEREO MOLTO… COMODO
Un newyorkese ha denunciato la compagnia aerea jetBlue, chiedendo un risarcimento danni di due milioni di dollari, per avergli negato il posto che in teoria gli spettava a bordo di un volo tra San Diego e New York, facendolo invece accomodare per tutto il tempo sul water. L’uomo, Gokhan Mutlu, era riuscito a imbarcarsi anche se il volo era in overbooking. Una volta salito sull’aeromobile, un’assistente di volo, realizzato che sull’aereo non c’erano più posti, gli ha ceduto il suo strapuntino (si tratta di una sedia “volante” al fianco del portellone dell’aeromobile, solitamente destinata esclusivamente alle hostess). Poco dopo l’inizio del volo, però, l’assistente di volo si è sentita poco bene, e il pilota ha obbligato l’uomo ad alzarsi e ad “accomodarsi” nella toilette per tutto il resto del viaggio. Tra l’altro sembra anche che il pilota si sia parecchio innervosito alla riluttanza di Mutlu. L’uomo ha dichiarato che durante il volo ci sono state diverse turbolenze, e che stare seduto su un water senza cinture di sicurezza non era il massimo del comfort.

UOMO CHIEDE DI CAMBIARE NOME IN “IN GOD WE TRUST”
A volte sarebbe interessante intervistare gli addetti all’anagrafe dei vari comuni italiani: potrebbero raccontare davvero delle belle curiosità. La notizia di cui parliamo oggi arriva dall’Illinois, dove un uomo di 57 anni, Steve Kreuscher, ha chiesto a un giudice il permesso per cambiare nome in “In God we trust”, “Noi crediamo in Dio”. La decisione, ha spiegato l’uomo, starebbe a simboleggiare l’aiuto che Dio gli ha dato durante un periodo molto difficile della sua vita. Una frase che, tra l’altro, è presente sopra alcune banconote americane, e che l’uomo vorrebbe inserire nel proprio nome “per paura che gli atei la cancellino dalla tradizione comune, proprio come accaduto allo stemma cittadino, dove è stata cancellata la frase ‘Dio regna’”. La corte non si è ancora espressa in merito.

Mandare messaggi d’amore via MySpace non è una molestia

→ D@di per Geekissimo.com

Già, avete letto bene il titolo. Da quando ci sono internet e i messaggini soprattutto tra gli adolescenti questi strumenti, in cui ci si cela spesso dietro a un nick o perlomeno dietro a uno schermo di computer, sono diventati strumenti privilegiati per dimostrare i propri sentimenti. E così capita sempre più spesso che si mandino messaggi istantanei per dimostrare il proprio amore verso una persona.

Col fatto che con internet i messaggi sono gratuiti, a volte capita di perdere il lume della ragione. E così spesso si scade nell’esagerazione e, a volte, nelle molestie vere e proprie. Anche se di molestie proprio non si tratta, almeno secondo un tribunale di secondo grado di New York, che ha giudicato non colpevole un ragazzo di 18 anni che ha sommerso di messaggi istantanei su MySpace la ragazza che le piaceva, 14 anni, e che l’aveva appunto denunciato per molestie.

Tra l’altro nei messaggi non si dicevano cose oscene, ma solo “ti amo”, “noi due dobbiamo stare per sempre insieme” “non smetterò mai di pensarti” e altre “sdolcinerie” del genere. In realtà, aggiungiamo noi, più che denunciare l’innamorato diciottenne la ragazza avrebbe fatto bene a girare un po’ per MySpace e avrebbe trovato subito la possibilità di bloccare i messaggi provenienti da quel contatto.

Decisamente difficile, dunque, parlare di molestie, anche se addirittura in primo grado un tribunale aveva condannato il ragazzo per “molestie aggravate” fatte con “l’intento di provocare disturbo, minacciando l’altra persona”. Certo che se questa ragazzina avesse bloccato il contatto e avesse parlato con l’innamorato, facendogli capire che doveva andarci un po’ più piano… magari sarebbe riuscita a evitare una gran perdita di tempo e di carte bollate!

Odio e amore su Wikipedia e eBay. Una storia vera

→ D@di per Geekissimo.com

Quella che vi racconto oggi è una storia (vera) che ha come protagonisti Rachel Marsden, commentatrice e blogger canadese, e Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia. La loro storia d’amore è finita proprio su internet con due colpi di scena che né l’uno né l’altra si aspettavano. A scatenare la polemica è stato Jimmy, che qualche giorno fa ha “editato” la propria voce su Wikipedia aggiungendo una postilla: “Non sono più legato a miss Marsden”.

Peccato, però, che lei abbia dovuto scoprire che la loro storia d’amore era finita… proprio su Wikipedia. E così, per vendicarsi, ha deciso di mettere in vendita online su eBay la maglietta e il maglione che l’uomo indossava durante la loro ultima notte d’amore. “Ciao, il mio nome è Rachel – si legge nella descrizione degli oggetti in vedita su eBay – e il mio ex-ragazzo, il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, mi ha appena lasciato con un annuncio sulla sua enciclopedia. Si è trattato di una mossa talmente classista che ho voluto fare anch’io qualcosa di simile, per questo vendo alcuni dei vestiti che ha lasciato nel mio appartamento di New York”.

“Entrambi questi vestiti – continua – sono stati lavati due volte con un sapone molto forte. Altrimenti non sarebbero stati in condizione di poter essere venduti”. Ma Rachel non si è fermata: ha mandato una trascrizione delle loro appassionate conversazioni ad alcuni blog specializzati in nuove tecnologie, chiedendo, tra l’altro, se Wales non avesse violato i principi di Wikipedia, secondo cui i contenuti devono essere scritti da un punto di vista neutrale e non possono contenere elementi che costituiscono narrativa romanzata o interpretazione storica.

Tra l’altro la signorina Rachel ha voluto aggiungere anche un tocco di “pepe” in più al proprio annuncio su eBay, specificando di non essere riuscita a togliere dalla maglietta “due macchie bianche, una sulla manica e un’altra sul retro”… Non sappiamo come andrà a finire la questione, sappiamo solo che il loro breve rapporto è finito dov’era iniziato: sulla rete. E sappiamo anche che, al momento in cui scriviamo, la maglietta è arrivata, all’asta, a una cifra di 2.125 dollari, mentre il maglione è quasi a 900. Una storia, dunque, incredibile, tanto più che riguarda una tra le figure più celebri del Web 2.0.

Nasce lo "YouTube" dell'amore

Un gruppo di studenti romani ha creato Lucchettiamo, un sito completamente made in Italy che prende il nome da una delle mode del momento (quella dei lucchetti dell’amore) e che si basa su un’idea molto semplice: così come su YouTube, anche qui vengono pubblicati gratuitamente i propri video. L’importante, però, è che si tratti di video d’amore.

“La nostra – spiegano i creatori del sito – è anche una risposta all’appello del sindaco Veltroni, che alcuni mesi fa aveva invitato i giovani a creare uno ‘YouTube’ italiano. Noi l’abbiamo fatto, ma abbiamo deciso di dedicarlo al più nobile dei sentimenti, l’amore”.

Due le categorie a disposizione degli utenti: quella delle video-dichiarazioni d’amore e quella delle video-richieste d’amore. “Finalmente – continuano i fondatori – in maniera semplice e spiritosa i ragazzi, anche i più timidi nell’approccio, potranno parlare di sé e proporsi. Il tutto rispettando le regole di comportamento del sito”.

L’idea mi sembra molto buona, e finalmente arriva da un gruppo di studenti italiani. In bocca al lupo per la loro iniziativa!

Sfortunata in amore? Prova con un sito internet

Una ragazza inglese ha aperto una pagina web per trovare un uomo alla sorella: raggiunti così tanti contatti che anche la mamma ne ha voluto uno

AAA cercasi fidanzato online
“Chi vuole uscire con mia sorella?”

di DANIELE SEMERARO

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ROMA – Gli “sfigati” in amore di tutto il mondo da oggi, grazie a internet, hanno un’opportunità in più per trovare una compagna o un compagno. Ma non si tratta dei soliti siti a pagamento per cuori solitari. Questa volta basta seguire i semplici consigli di una ragazza inglese, Georgia Edmunds, stanca di sentire la propria sorella Care lamentarsi di non trovare mai il fidanzato giusto.

Così, un giorno, quasi per scherzo, ha creato un sito dalla grafica molto semplice, “datemysister.co.uk”, che in italiano suona più o meno come “esciconmiasorella.it”. In pochi giorni la pagina web è stata raggiunta da migliaia di contatti tra Gran Bretagna e Stati Uniti.

Una volta entrati nel sito, oltre a diverse foto della ragazza appare subito una breve descrizione del suo carattere: “Mia sorella Corrie, ma se volete potete chiamarla Coco – si legge – ha 27 anni. Io sono la sua sorella più piccola, e ho costruito questo sito perché mia sorella è sfortunata in amore. Lei è una ragazza fantastica con un gran cuore, e si merita molto di più di quello che le è capitato fino ad ora. Così mi sono presa la responsabilità di trovarle un uomo. Se sei una persona genuina, per bene, continua a navigare nel sito. Se invece sei qui solo per farti una risata, allora lascia subito perdere. So come sono fatti gli uomini…”.

Le pagine seguenti sono dedicate al carattere della ragazza: le piace viaggiare, socializzare, frequentare festival, cinema, mangiare fuori, guardare film e ascoltare musica. Poi appaiono anche le preferenze di Corrie: in un uomo cerca, tra le altre cose, l’onestà, la spontaneità e la pazienza. Infine, dopo una breve descrizione della famiglia si passa alla pagina dei contatti, dove chi vuole può lasciare un messaggio e sperare di essere richiamato.

“Spero che questo sito – spiega la diretta interessata – mi dia la possibilità di conoscere qualche potenziale fidanzato, perché ho avuto un’eccessiva dose di ‘disastri’ sentimentali che mi bastano per tutta la vita”.

E il sistema evidentemente ha funzionato, considerato che ora Corrie ha un’ampia lista di ragazzi tra cui poter scegliere. Tanto che anche la mamma delle ragazze, Viky, ha chiesto alle figlie di aprire per lei un sito dello stesso tipo: “Mio marito è morto cinque anni fa – spiega – ed è ora di divertirsi un po’. Quando ho visto che il sito per Corrie funzionava, ho pensato: perché non può funzionare con me?”

E così, collegandosi all’indirizzo “datemymother.co.uk” si trova una pagina del tutto simile, con le foto, gli interessi e le aspirazioni della donna.

Ora bisognerà vedere se tutti coloro che si sono messi in contatto con le due “aspiranti fidanzate” fanno sul serio. Solo il tempo potrà dirlo. Intanto, chissà che questo stesso sistema non possa funzionare anche in Italia.

(1 giugno 2006)

Nella foto: Georgia, la creatrice dei siti (al centro), insieme alla madre Vicky (sinistra) e alla sorella Corrie (destra)