Da Sarahah a Thiscrush, l’estate dei social anonimi

Sono sempre più le applicazioni per cellulare che permettono di inviare messaggi in maniera del tutto anonima. E, come spesso accade, servizi nati per giocare e divertire finiscono per destare molta preoccupazione

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Navigare anonimi con il browser xB

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Se avete il pallino dell’anonimato e volete un modo semplice e veloce per navigare gratuitamente e anonimi su internet, provate xB Browser. Si tratta di un nuovo browser, gratuito, portatile e per Windows, che anonimizza il traffico di rete attraverso la rete gratuita Tor o attraverso la rete più veloce del suo distributore (XeroBank), anche se quest’ultima opzione è a pagamento.

Ovviamente non si tratta di un browser costruito da zero ex-novo, ma di una versione di Firefox (non la 3, ovviamente) appositamente modificata in modo da permettere la navigazione anonima.

Al momento è disponibile solo una versione per Windows, ma entro agosto – così assicurano gli sviluppatori – dovrebbe arrivare anche una versione per Mac Os X e Linux.

E se volete essere sicuri al cento per cento anche quando inviate e ricevete le e-mail, all’interno del pacchetto software è presente anche xB Mail, che crittografa tutte le e-mail in uscita automaticamente attraverso il protocollo Gpg.

Usa, un disegno di legge per rendere illegale il posting anonimo in internet

Non preoccupatevi: per il momento, almeno in Italia, l’anonimato di chi utilizza internet non è a rischio. Ma forse negli Stati Uniti un pochino lo è. Un politico del Kentucky ha infatti depositato una proposta di legge per rendere il posting anonimo su internet illegale.

Secondo quanto si legge nella proposta, chiunque voglia scrivere le proprie opinioni su un sito o un blog, deve registrare, su quel sito, il proprio vero nome, cognome, indirizzo fisico e indirizzo e-mail. Non è tutto: quando scriverà un articolo o commenterà un post di qualcun’altro dovrà sempre firmarsi col vero nome e cognome!

Se questa procedura viene infranta, il proprietario del sito dovrà pagare una multa di cinquecento dollari (per la prima volta che si commette il reato) e mille dollari (per ogni altra volta). La proposta di legge arriva dopo numerosi episodi di “bullismo digitale” avvenuti negli scorsi mesi nella parte orientale dello stato Usa.

Difficilmente, a mio parere, una legge simile entrerà in vigore (vi terremo informati sull’iter legislativo), anche perché internet è una rete talmente vasta e globale che la legge finirebbe per essere applicata solamente per i siti i cui server risiedono in Kentucky. In ogni caso mi sembra davvero il modo più sbagliato per risolvere il problema del bullismo. L’anonimato è infatti una delle garanzie-chiave della Rete, che è ormai uno dei pochi posti in cui non siamo ancora obbligati a dover essere per forza identificati attraverso le nostre vere generalità. Siete d’accordo?