Svolta della Apple: dal 2007 l'iPod-cellulare per telefonare e scaricare musica

L’annuncio oggi a Tokyo. Il telefonino arriverà prima in Giappone
La casa di Cupertino con la Softbank, un partner della Vodafone

Nel 2007 il primo cellulare Apple
per telefonare e scaricare musica

di DANIELE SEMERARO

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TOKYO – Dopo tante voci, le prime autorevoli conferme. Dal prossimo anno la Apple si lancerà con un prodotto tutto suo sul mercato dei telefoni cellulari. E non si tratterà di una sfida da poco. L’annuncio è stato dato oggi a Tokyo da fonti specializzate, secondo cui per produrre questi telefonini la casa di Cupertino ha deciso di collaborare con la giapponese Softbank, partner nell’arcipelago del marchio Vodafone.

La decisione è stata presa dopo che Softbank si è vista sopravanzare dalle sue principali concorrenti nipponiche, la Kdd e la Ntt DoCoMo nella fornitura di file-sharing su telefonini. La concorrenza fra le tre aziende si è ultimamente inasprita in vista dell’introduzione in Giappone a novembre del “servizio di portabilità”, che consentirà agli utenti di cambiare operatore mantenendo sempre il medesimo numero.

Secondo le indiscrezioni che negli ultimi mesi si sono susseguite in rete, tra blog e siti specializzati, l'”iPhone”, così è stato soprannominato, dovrebbe essere un cellulare di terza generazione in grado di connettersi all’iTunes Music Store per scaricare musica e film. Oltre che a fare il suo lavoro di telefonino. Sempre secondo le indiscrezioni sarà marchiato Apple/Softbank. In rete, inoltre, numerosi appassionati si sono divertiti a immaginare come sarà il nuovo oggetto “cult” del futuro, creando foto e video che rappresentano il nuovo cellulare.

Nel 2005 la Motorola ha lanciato un telefono che può scaricare i brani dal negozio di musica digitale della Apple iTunes, il “Rokr”, che però ha ricevuto non poche critiche a causa del suo design – decisamente lontano daagli standard dell’azienda si Steve Jobs – e anche per il limitato numero di brani muscali che può contenere. Adesso si prefigura una svolta di 360 gradi, per altro anticipata da molti analisti finanziari come naturale sviluppo della strategia Apple.

(13 maggio 2006)

(Nella foto: Gli appassionati si sono scatenati a immaginare come sarà l’oggetto “cult”)

Microsoft Xplayer: Bill Gates prepara la sfida all'iPod


Xplayer, il nuovo gadget, sarà disponibile nel 2007
Riprodurrà audio mp3 e video, ma sarà targato Xbox

Microsoft prepara la sfida all’iPod
e la vera novità saranno i giochi

Solo poche settimane fa Bill Gates aveva lanciato Origami

di DANIELE SEMERARO

NEW YORK – L’indiscrezione è ghiotta: la Microsoft sta progettando un nuovo gadget elettronico portatile, tutto rivolto alla fascia più giovane dei consumatori, che andrà a competere direttamente con la PlayStation portatile di Sony, l’iPod della Apple e il Game Boy Advanced della Nintendo. Sembra, a questo punto, che il progetto Origami non sia l’unica grande novità hardware alla quale sta lavorando la multinazionale di Bill Gates.

Il nuovo dispositivo, nome in codice “Xplayer”, ha un obiettivo ambizioso: combinare in un unico prodotto video, musica e giochi. Ma, a differenza di Origami, non sarà un vero e proprio computer. Sarà piuttosto quella che per adesso possiamo immaginare come un’evoluzione dell’iPod. Con un’unica differenza: il marchio Xbox avrà un peso molto importante, con un occhio di riguardo per i giochi elettronici. In una recente intervista, infatti, Peter Moore, vice presidente della divisione Xbox della Microsoft, ha dichiarato che Xplayer “punterà molto sul fattore del gioco, e proprio per questo il prodotto avrà il marchio dell’Xbox”.

Il nuovo gadget, ribattezzato dagli esperti del settore “iPod killer”, comunque, è ancora in fase embrionale di progettazione: sarà disponibile, infatti, nel 2007. Una data forse un po’ troppo lontana, che potrebbe dare la possibilità anche ai diretti avversari Sony, Nintendo e Apple di contrattaccare a questa iniziativa a colpi di prodotti elettronici sempre più sofisticati.

Microsoft, inoltre, starebbe pensando di creare un servizio di scaricamento brani musicali e video i8n grado di fare concorrenza all’attuale leader del mercato, iTunes della Apple. Il nome in codice del progetto, per adesso, è “Alexandria”.

(21 marzo 2006)

(Nella foto: Bill Gates)

"Liberi i brani di iTunes". Francia apripista per l'Ue?


Con una legge Parigi chiederà di “aprire” il formato Apple
che al momento può essere letto soltanto sugli iPod

“Liberiamo i brani di iTunes”
Francia apripista per l’Europa?

Il Music Store della Apple è il sistema di download più utilizzato
La società di Cupertino potrebbe decidere di lasciare la Francia

di DANIELE SEMERARO

PARIGI – La Francia sta analizzando un provvedimento in tema di brani scaricati legalmente da internet che, se adottato, potrebbe fare da apripista al resto d’Europa. Martedì prossimo, infatti, il parlamento voterà una proposta di legge sul copyright per aprire lo sterminato patrimonio musicale di canzoni di iTunes (il negozio di musica e video online della Apple) ai dispositivi diversi dall’iPod, che al momento è l’unico in grado di leggere il formato di Apple. Se approvata, questa legge permetterebbe anche agli altri operatori di aggirare il software a protezione del materiale coperto da copyright (Drm, Digital rights management) consentendo, così, la conversione del contenuto digitale da un formato a un altro.

Attualmente, infatti, i brani scaricati da iTunes Music Store (il negozio online più fornito e utilizzato al mondo) possono essere riprodotti solo su un computer munito di software iTunes (scaricabile gratuitamente dal sito della Apple) oppure sull’iPod e sui telefonini Motorola dotati di software apposito. I brani, così, non possono essere esportati su altri computer né su altri tipi di lettori mp3. La Apple ha sempre rifiutato di cambiare la propria politica, e se i legislatori di Parigi approvassero la nuova legge, potrebbe addirittura arrivare alla soluzione drastica: lasciare il mercato francese.

La Apple dal 2003 distribuisce, tramite la piattaforma iTunes, musica online in un formato tutto proprio. Poche settimane fa la società di Steve Jobs ha annunciato che il proprio servizio ha passato il traguardo di un miliardo di download. Ma la società della mela morsicata non è la sola ad aver creato un proprio standard: anche la Microsoft (attraverso il formato “Windows Media”) ha “costretto” i propri utenti ad utilizzare un diverso sistema di scaricamento antipirateria.

“Chiunque controlli l’accesso all’informazione digitale controlla anche l’accesso ai consumatori”, ha affermato Willms Buhse, dirigente del settore prodotti e marketing della società tedesca CoreMedia, che realizza sistemi di gestione dei diritti digitali utilizzati per la protezione dalle copiature. “Per gli operatori di rete, il Drm ha il potenziale di diventare il sistema universale per imporre un pagamento su internet”.

La possibilità che i proprietari di uno o due standard Usa dominino il mercato non è solo una preoccupazione della Francia. Sono tante, infatti, le società che vendono o distribuiscono contenuti che poi si ritrovano a dover fare i conti con un’interoperatività “bloccata”. Klaus Pitz, capo del progetto di tv sui telefonini di Swisscom Broadcast, ad esempio, ha deciso di bloccare sul nascere il commercio dei propri prodotti fin quando la situazione non sarà ben definita: “I sistemi di protezione – ha detto – devono essere interoperativi. Dovremmo investire in questo pasticcio tecnologico? No”.

Todd Chanko, analista specializzato in gestione dei diritti tecnologici della società di ricerche di mercato Jupiter a New York ha affermato che i suoi sondaggi tra i provider mostrano che l’interoperatività dei sistemi di protezione anticopiatura sarebbe cruciale per convincere le aziende di telecomunicazioni ad investire in sistemi che distribuiscono contenuti come canzoni e video. I consumatori, dal canto loro, secondo un recente studio Ue sarebbero pronti a pagare il doppio per una canzone ascoltabile con apparecchi diversi.

(20 marzo 2006)

(Nella foto: L’iTunes Music Store)

Creare un sito in pochi minuti? Ora è possibile. Con iWeb '06


Il programma, di semplice utilizzo, è dedicato a utenti inesperti
Permette la costruzione di pagine, gallerie fotografiche e blog

Creare un sito in pochi minuti?
Ora è possibile. Con iWeb ’06

L’applicazione è la novità della suite iLife ’06 della Apple

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Costruire un sito web in pochi minuti? Creare un blog con una grafica accattivante? Da ora è possibile anche per l’utente meno esperto. Come? Utilizzando iWeb ’06, la nuova applicazione comparsa nell’ultima versione della suite iLife, la ’06, che offre strumenti multimediali per completare il sistema operativo della Apple Mac Osx.

Appena aperto, il programma chiede se si vuole pubblicare il proprio sito sul sistema .Mac (il portale della Apple che, tra le altre cose, offre un indirizzo di posta elettronica, permette di avere un hard-disk consultabile da ogni parte del mondo e un proprio spazio web dove pubblicare le proprie pagine) o se si preferisce utilizzare un altro server o pubblicare il sito in una cartella.

L’interfaccia, semplicissima e molto intuitiva, è divisa in due colonne: una, quella di sinistra, molto piccola, offre una visualizzazione ad albero, in cui si può vedere graficamente la struttura delle pagine principali e delle sottopagine del sito che vogliamo creare. La colonna di destra, invece, permette l’inserimento del testo, delle foto e quindi la vera e propria personalizzazione del sito.

Creare le pagine è un’operazione davvero semplice: prima si sceglie il template (di default il sistema ne offre 12, tra cui “formale”, “viaggio”, “freestyle”, “vita notturna”, “bambini”, “acquerello”, ma su internet si stanno creando alcune community che offrono, più o meno gratuitamente, la possibilità di scaricare infiniti temi da utilizzare). Poi si sceglie quante e quali tipologie di pagine inserire nel proprio sito. La prima cosa da fare, ovviamente, è inserire una pagina di benvenuto. Si potranno aggiungere, in modo completamente automatico, pagine personali, gallerie fotografiche, gallerie audio e video, un servizio di podcast e anche un blog.

Appena creata la pagina, automaticamente viene aggiornato anche tutto il menu del sito web, e aggiungere informazioni è un gioco da ragazzi: si possono inserire testi, foto (che vengono automaticamente ridimensionate), audio e video (per ogni clip inserito viene creato un piccolo player che sfrutta Quicktime). Interessante la possibilità di creare un blog e un archivio di podcast, anche se, per adesso, non è ancora possibile permettere ai visitatori di lasciare commenti.

Anche la pubblicazione (su .Mac) è immediata e molto semplice, mentre per quanto riguarda la pubblicazione su un server diverso, il programma si limita a creare una cartella con dentro tutto l’occorrente necessario. Sarà cura dell’utente, poi, scegliere il sistema di trasferimento dei file. Se si utilizza .Mac, inoltre, iLife ’06 offre anche la possibilità di inserire un contatore di accessi e di creare automaticamente feed Rss.

Ampia la compatibilità, era prevedibile, di iWeb ’06 con tutti gli altri prodotti della linea iLife: iPhoto invia direttamente le proprie foto a iWeb per creare gallerie fotografiche, stessa cosa per iMovie (per le gallerie video) e Garageband (per gallerie audio e podcast).

Qualche piccola pecca (dovuta molto probabilmente al fatto che questo programma nasce per soddisfare un pubblico inesperto): l’impossibilità innanzitutto di entrare nel codice html della pagina per inserire extra non previsti da iLife (come javascript, banner pubblicitari, applet java). Inoltre, una volta scelto il proprio template, questo non si può cambiare, pena dover rifare da capo tutta la pagina. Ma nelle prossime versioni ci si aspettano migliorie proprio in questa direzione.

iWeb ’06 è parte integrante della suite iLife ’06. Il suo prezzo, così come riporta il sito web della Apple, è di 79 euro.

(15 marzo 2006)