Il Duomo su Google, svelati online i segreti della cattedrale milanese

Svelato il nuovo progetto di Google, che ha digitalizzato completamente e a 360 gradi il Duomo, rivelando dettagli finora invisibili ad occhio nudo

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“Ecco come abbiamo reso più sicuro il Museo Hofburg”

Panasonic ha installato nel “tempio dell’arte di Bressanone”, che ospita importanti opere, oltre 80 telecamere di ultima generazione per sorvegliare le sale, le facciate, il cortile

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Behind the Canvas, svelata una delle più grandi opere d’arte digitali

Iniziativa dello storico marchio di gin Bombay Sapphire, l’opera è stata realizzata grazie ad artisti, designer e alla community di Instagram. Venduta all’asta online, si trova all’interno di un museo (digitale, ovviamente)

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Scalinata, marmi, opere d’arte: apre a Roma Apple Store via del Corso

L’annuncio ufficiale: il negozio operativo dalla mattina del 27 maggio. Sei mesi di restauri, tesori riscoperti, un soffitto ridecorato a mano e una terrazza ravvivata da alberi di ulivo

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Berlino e Dresda a -10°

A una settimana dal viaggio a Berlino e Dresda pubblichiamo una galleria fotografica insieme a qualche riflessione. Non bastano cinque giorni per visitare Berlino: si tratta di una città che va vissuta, va assaporata, va percorsa in lungo e in largo (cosa che durante il viaggio è stata molto difficile, considerati i 30 centimetri di neve caduti incessantemente per tutta la settimana).

Una città modernissima, che sta rinascendo dalle ceneri di due città, la Berlino Est e la Berlino Ovest di cui si è tanto parlato nei mesi scorsi, completamente diverse tra loro.

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Il sito del pittore Giuseppe Passarella

Oggi vi presento la mia ultima creazione. Si tratta del sito del pittore molisano Giuseppe Passarella. Di seguito il video di presentazione; dopo il “salto” qualche immagine e spiegazione.



Dopo aver premuto Play, attendete qualche istante per il completo caricamento del video

 

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Civita di Bagnoregio, il paese che muore

 

Ho visitato Civita di Bagnoregio, gioiello immerso nelle colline della Tuscia in provincia di Viterbo. Un paese molto particolare che tra qualche anno (decine, centinaia o migliaia, chi lo sa…!) potrebbe non esserci più. Di origine etrusca, è infatti costruito su una collina di tufo e rischia, con l’erosione di vento e pioggia, di scomparire. Vi si accede dal centro abitato di Bagnoregio attraverso un lungo ponte di pietra. E nonostante in paese non abiti praticamente più nessuno, non è insolito, nei giorni di festa, trovare decine di turisti e curiosi.

Una breve descrizione del paese:

Il colle tufaceo su cui sorge Civita è minato alla base dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti e dall’azione delle piogge e del vento: si sta dunque sgretolando, lentamente ma inesorabilmente. Il borgo, dove resistono a vivere poche famiglie, sta franando, evaporando – si sta smarrendo: domani non sarà che un miraggio, come i sogni più belli, come Venezia (anch’essa condannata dalle acque), come tutto ciò che rivela la fragilità, l’impotenza umana. La più bella definizione di Civita è del suo figlio Bonaventura Tecchi: “la città che muore”. Il destino quasi segnato del luogo, il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo, i loro colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo, fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare insieme, vivo o spettrale, a seconda dell’umore di chi la guarda dal precipizio del Belvedere, conclusione “aerea” – quasi – del centro storico di Bagnoregio che inizia dalla splendida porta Albana.

Miguel Angel Estrella

 

Ieri in Campidoglio ho assistito al concerto organizzato dall’Ambasciata d’Argentina in Italia per i sessant’anni della Dichiarazione dei Diritti Umani. Concerto tenuto dal celeberrimo pianista Miguel Angel Estrella. Devo ammettere che pur interessandomi parecchio di musica classica e pianoforte non l’avevo mai sentito. Sono rimasto sbalordito, anche leggendo la sua biografia: un uomo nato povero, che si è interessato quasi per caso alla musica e che ha sempre spinto – pur nella sua grandezza – per suonare in concerti gratuiti per i più bisognosi e per i popoli più martoriati. Complimenti dunque a Estrella, e anche all’Ambasciata argentina, che ha organizzato il concerto nell’esedra del Marc’Aurelio in Campidoglio, una cornice splendida.

La salma di Miriam Makeba rientra in Sudafrica. Il mio servizio per Sky Tg24

→ Daniele Semeraro per Sky Tg24

 

Numerosi i messaggi di cordoglio da ogni parte del mondo per Miriam Makeba. La cantante è morta a Castelvolturno durante il suo ultimo concerto dedicato a Saviano

Leatherheads: in amore niente regole


(Qui il trailer in italiano)

Ieri ho visto un film molto carino: “In amore niente regole” (titolo originale: “Leatherheads”), diretto e interpretato da George Clooney, con Renée Zellweger. Un film molto molto interessante che come sempre consiglio ai miei lettori, soprattutto – a mio giudizio – per i costumi, la fotografia, le scene e la musica (bellissima!). La recensione.

South Carolina, 1925. Dodge Connolly è un esuberante giocatore di football americano e un’adorabile canaglia. Irriverente delle regole e sfrontato con l’avversario, Dodge è capitano dei Duluth Bulldogs, una squadra di avvinazzati attaccabrighe che perde in una sola partita sponsor e ingaggio. Dopo aver sciolto a malincuore il proprio team, il capitano Connolly convince un agente maneggione a rilanciarli sul campo, reclutando il giovane e aitante Carter Rutherford. Eroe di guerra per caso e fuoriclasse del football per inclinazione, il ragazzo aiuta Doodge ad educare la squadra e a riempire gli stadi. Se una folla persuasa accorre a celebrare il giocatore combattente, una giornalista del Chicago Tribune non sembra credere all’avventura eroica di Carter nelle trincee delle Argonne. Indagando finirà per innamorare l’esordiente e il veterano. Soltanto uno conquisterà il territorio, avanzando sulle linee delle yards e nel cuore della bionda Lexie Littleton.

Può sembrare incredibile ma è credibile che un regista racconti sempre la stessa storia, una storia importante che esalta i valori della democrazia americana, senza ignorare il pericolo sempre in agguato di una sua involuzione e di un suo ripiegamento. Ancora più sorprendente è se riesce a esprimere una riconoscibilità e una poetica operando dentro un sistema complesso come quello hollywoodiano. È il caso di George Clooney, l’attore-autore (anche) indipendente. C’è pertanto un modello autoriale, un sistema di segni, temi o motivi, che ricorre in due opere apparentemente lontane. Se al centro del popolare programma televisivo di Good Night, and Good Luck c’era la vicenda di un pilota della Marina, che avviava una lotta ideologica e dialettica tra un giornalista della Cbs e il senatore repubblicano Joseph McCarthy, è ancora un soldato a muovere le indagini di una cronista sportiva contro la limitazione della libertà di espressione.

Spostandosi indietro nel tempo, dagli anni Cinquanta agli anni Venti, e passando dal dramma in bianco e nero alla commedia sofisticata a colori, Clooney si pone nuovamente il problema della verità. L’America non si stanca di rimpiazzare la realtà con l’inganno fabbricando eroi come Carter Rutherford, atleta e soldato costretto a perpetuare il ricordo eroico di un gesto mai compiuto. Il percorso della retorica creato dai media è neutralizzato da una donna, la Lexie Littleton di Renée Zellweger, la buona coscienza dell’America e la “strega” cacciata dalla Cbs o dal Chicago Tribune.

In amore niente regole ha uno dei suoi punti di forza nella ricostruzione scenografica degli ambienti abitati dal (good) bad boy di Clooney e dalla (good) bad girl della Zellweger, abilissimi a sottolineare un desiderio che in quegli anni non veniva soddisfatto prima del matrimonio. Infine ma soprattutto c’è il football, prima delle regole, dei cachet illimitati e del primato commerciale su quello tecnico e sportivo. Il football visto come una guerra e i giocatori come soldati che combattono schierati di fronte a una linea di nemici da sfondare per guadagnare un centimetro in più di territorio, per arrivare “vivi” dall’altra parte del campo, scivolando sui corpi accatastati.

Clooney, dentro una fotografia seppiata e nostalgica, costruisce un perfetto meccanismo visivo e narrativo, che resta fedele all’ineluttabile battaglia per una causa sentita.

In vendita su eBay due pezzi del tempio di Ercole di Agrigento

→ D@di per Downloadblog.it

Sindaci e amministratori del Parco Valle dei Templi di Agrigento sono in subbuglio per la notizia che su ieri su eBay sono apparsi, per la vendita all’asta, due pezzi del tempio di Ercole.

Inseriti da un utente registrato in California, i due pezzi (rispettivamente della grandezza di 9,3 x 6,4 cm e 6,4 x 6,3 cm) partivano da una base d’asta di 99 centesimi, più sette euro di spese di spedizione. I pezzi sarebbero stati trafugati dal sito archeologico nel 2000.

“Non credo si tratti di pezzi autentici staccati dal tempio di Ercole, penso piuttosto a una bufala”, ha spiegato, minimizzando, il direttore dell’ente Parco Valle dei Templi, Pietro Meli. “Abbiamo avviato una serie di accertamenti – ha aggiunto – per capire se possa esserci stato un atto di vandalismo, o se si tratta di sottrazione di beni archeologici. Controllare un’area vastissima come quella della Valle dei Templi è praticamente impossibile”.

In attesa che si risolva la questione, considerando le dimensioni dei pezzi in vendita mi viene un atroce dubbio: ma non è che si tratta solo di piccole pietre senza ormai alcun valore, prese nell’area del tempio e spacciate come originali?

L’ultima cena

D@di per Downloadblog.it

Un progetto tutto italiano sta facendo, in queste ore, il giro del mondo. Si tratta della possibilità di guardare uno dei più famoso dipinti al mondo, “L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci, parecchio “da vicino”.

Infatti, collegandosi al sito Haltadefinizione.com, è possibile guardarne ogni particolare: l’immagine ha una profondità di 16 miliardi (!) di pixel, circa 1.600 volte più potente, quindi, di un’immagine scattata con una normale macchina fotografica da 10 megapixel, come quelle attualmente in circolazione.

In questo modo, oltre a permettere agli appassionati di tutto il mondo di poter studiare da vicino l’opera, gli studiosi avranno la possibilità di esaminare dettagli sulla pittura murale del quindicesimo secolo fino ad ora sconosciuti.

L’Ultima Cena è uno dei dipinti che va per la maggiore sul Web: solo alcuni mesi fa vi avevamo riferito di un vero e proprio “tilt” per i siti che permettono di visualizzare e scaricare l’opera leonardiana.