Lezione di storia bizantina, il prof sbanca sul podcast

Ha iniziato, per fare una prova, con un’approfondimento sulla storia bizantinaOra, con il suo “12 Byzantine Rulers”, è al quinto posto su iTunes


Prof di storia diventa star del podcast
“Le mie lezioni scaricate ovunque”

di DANIELE SEMERARO

»ASCOLTA UN ESEMPIO (da Repubblica Multimedia)

ROMA – Di giorno insegna Storia americana alla Stony Brook, una scuola superiore di Long Island, a New York. Di notte, invece, registra lezioni di storia bizantina e le mette online sotto forma di podcast, una sorta di blog audio. E in pochi mesi le sue lezioni, pubblicate sul sito “12 Byzantine Rulers” diventano tra le più famose e scaricate dalla rete: oltre 175mila persone da ogni parte del mondo, tanto da essere stato citato dalla Apple e dalla rivista Wired come uno dei podcast più influenti della rete.

“È incredibile, ancora non riesco a crederci”, racconta Lars Brownworth, 31 anni, autore delle lezioni. “All’inizio dell’avventura pensavo che sarei stato io l’unico ascoltatore, e invece ora ci sono così tante persone che mi ascoltano ogni giorno da ogni parte del mondo… Credo che senza dubbio questa sia l’avventura più entusiasmante della mia vita professionale. Ci troviamo nel bel mezzo di una rivoluzione, e mi sembra incredibile che io sia uno degli artefici”.

Brownworth, 31 anni e una laurea in storia, ha iniziato a lavorare alla Stony Brook, una scuola privata, nel 1999. Inizialmente occupava la cattedra di Scienze; poi, grazie alla sua predilezione per l’antichità, ha iniziato a occuparsi a tempo pieno di Storia. La sua passione lo ha portato allo studio dei geroglifici e della lingua greca antica; poi è incappato in uno dei tanti saggi secondo cui tra la caduta dell’Impero romano e il Rinascimento c’erano solo barbarie e periodi bui. E così, piano piano, non credendo possibile che in un arco così lungo della storia umana non ci fosse stato niente d’importante, affascinato da un viaggio in Turchia, ha iniziato ad appassionarsi ai regnanti e ai misteri della storia bizantina.

La creazione del podcast avviene totalmente nell’appartamento di Brownworth. In effetti, non serve poi così tanto: un computer di media potenza, un microfono, un software di registrazione (in giro ce ne sono molti gratuiti e di qualità), una connessione a internet e un sito. Ultimamente sta lavorando alla stesura di un saggio su Alessio I Comneno, imperatore bizantino vissuto tra il 1081 e il 1118. Dopo l’ultima revisione, il documento sarà la base con la quale Brownworth registrerà la sua lezione, che dopo la messa online sarà disponibile, gratuitamente, a tutti gli ascoltatori, abbonati (cioè che ricevono un avviso ogni volta che una nuova lezione è disponibile) e non.

Ma com’è iniziata la sua avventura da podcaster? Incredibilmente, grazie al fratello Anders, esperto di nuove tecnologie per un’azienda del North Carolina. Affascinato dalle lezioni di Lars, Anders capì l’importanza e l’interesse che la gente avrebbe potuto avere per un argomento così poco trattato. E così lo convinse a scrivere e registrare una breve lezione introduttiva alla storia bizantina, che sarebbe stata pubblicata su un sito internet. All’inizio i contatti furono pochissimi, e nessuno gli diede adeguata attenzione. Poi, in un giorno di giugno del 2005, quando Apple cominciò a raccogliere tutti i podcast presenti nella rete all’interno di iTunes e mentre Lars si trovava in uno scavo archeologico in Giordania, Anders pubblicò il podcast su iTunes. Un mese dopo, 1.392 persone l’avevano scaricato sul proprio computer. Così il docente si convinse che bisognava continuare. A metà 2006 i fedeli ascoltatori erano oltre 41mila, e continuavano a crescere. Nel dicembre scorso, dopo essere stati citati dalla Apple e dalla rivista Wired come uno dei podcast più influenti della rete: oltre 175mila persone da ogni parte del mondo.

“Queste lezioni – spiega il docente – coprono la storia dell’Impero bizantino, ai più poco conosciuta, attraverso lo studio di dodici tra i più grandi sovrani”. “Brownworth – si legge nel sito – scrive e registra le lezioni nel suo tempo libero, e la distanza di pubblicazione tra le lezioni è di almeno 2 mesi. Possiamo immaginare che sia frustrante per i lettori dover attendere così tanto tempo, ma siate pazienti: le lezioni sono rilasciate solamente quando sono pronte in modo da tenere alti gli standard educativi. Aspettatevi dei ritardi, soprattutto all’inizio e alla fine dei semestri”.

Le lezioni sono gratuite, e si possono scaricare sia in formato mp3 che in formato podcast dall’iTunes Music Store (che li trasferisce direttamente sull’iPod, in modo da essere ascoltate ovunque). Chi vuole, si legge sul sito, può però fare una donazione tramite carta di credito. Nel momento in cui scriviamo, “12 bizantine rulers” è al quinto posto dei podcast nel settore “Education”.

Primavera dei monumenti con gli studenti "Ciceroni"


Sabato 25 e domenica 26 marzo la Giornata Fai di Primavera. E quest’anno i veri protagonisti sono i ragazzi, che guideranno i visitatori

Studenti-“Cicerone” per il Fai
dalle scuole oltre 7000 volontari

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Sabato 25 e domenica 26 marzo il Fai, Fondo per l’Ambiente italiano, organizza la quattordicesima Giornata di Primavera, che, come ogni anno, vede l’apertura straordinaria di splendidi monumenti, solitamente chiusi al pubblico durante tutto l’anno.

Quest’anno, in particolare, sarà possibile visitare, gratuitamente o versando una piccola offerta, 410 monumenti in 190 città italiane. Con una novità: oltre ai volontari (sono più di seimila, dislocati in tutte le delegazioni regionali del Fai) che rendono possibile l’apertura di così tanti luoghi, quest’anno i veri protagonisti saranno gli studenti.

Oltre 7600 ragazzi, infatti, grazie al “progetto scuole”, faranno da guida ai visitatori e saranno a loro disposizione per illustrare gli aspetti storici e artistici dei monumenti, precedentemente studiati sui banchi di scuola: “Il numero di ragazzi, quest’anno più alto che mai – spiega Vittoria Dal Verme del settore scuola-educazione del Fai – dimostra che l’iniziativa è valida e che la scuola ha un gran bisogno di progetti che aiutano a misurare sul campo i propri apprendimenti”.

I ragazzi, che provengono principalmente dalle scuole superiori, ma anche da elementari e medie, di tutta Italia, sotto il coordinamento delle delegazioni locali del Fai si sono preparati per diverso tempo. Prima sono stati abbinati a un luogo, poi hanno svolto una serie di ricerche, in classe o nelle biblioteche, sulla storia e sul patrimonio artistico del luogo prescelto. Infine, hanno svolto una visita sul campo, una specie di “prova generale” in cui il personale del Fai e i professori stessi si sono improvvisati curiosi visitatori e hanno posto agli studenti numerose domande.

“Ormai è il terzo anno che collaboro col Fai alla Giornata di Primavera – spiega Carolina, 18 anni, di Milano – e credo che sia un’occasione molto interessante e importante da cogliere. Ci viene offerta un’importante opportunità, quella di parlare davanti a un pubblico, è un ottimo esercizio”. “Domenica prossima io e i miei compagni – spiega ancora Carolina – saremo al Palazzo Visconti di Milano. Lì potremo guidare i visitatori attraverso tutto il percorso e spiegheremo loro gli affreschi, le pitture, la storia del palazzo, i vari passaggi di proprietà. La cosa più bella, forse, sono i complimenti che arrivano alla fine di ogni giro. Lasciano molto soddisfatti”.

Tra i monumenti e i palazzi più importanti, di solito inaccessibili, aperti quest’anno al pubblico figurano la Villa del Balbianello (Como), il monastero di Torba (Varese), l’abbazia di San Fruttuoso (Genova), il castello di Masino (Torino), il giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi (Agrigento), la baia di Ieranto (Napoli), la torre di Punta Pagana (Rapallo), il parco di Villa Gregoriana (Tivoli). I luoghi, lo dicevamo, sono oltre 400, e per avere la lista completa si può consultare il sito del Fai.

La Giornata Fai di Primavera, nata in collaborazione con “Repubblica” e patrocinata dalla Presidenza della Repubblica, ha coinvolto dal 1993 ad oggi oltre 3,5 milioni di visitatori. Solo l’anno scorso hanno partecipato 380mila persone.

Si tratta, spiega il Fondo per l’Ambiente, di “una manifestazione unica che, come ormai è tradizione, trasforma il nostro Paese in un immenso teatro aperto a tutti. Un teatro con centinaia di palcoscenici sparsi in ogni parte d’Italia, dove si rappresenta la bellezza, talvolta inattesa e sconosciuta, che ci circonda”.

(24 marzo 2006)

(Nella foto: “Ciceroni” al lavoro)