“Vendo la mia vita su eBay”

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un simpatico uomo australiano ha messo all’asta su internet tutta la propria vita, dalla casa alla moto al posto di lavoro, persino le mutande leopardate. Peccato che alla fine il prezzo dell’asta…

Era iniziata nel migliore dei modi l’avventura di Ian Usher, quarantaquattrenne australiano di Perth, che per la voglia di mollare tutto e di calarsi in toto nella vita di un’altra persona ha deciso di vendere in blocco al miglior offerente casa, automobile, moto, barca, vestiti, amici e persino il posto di lavoro in un negozio di tappeti. Dove? Su eBay. A partire da un dollaro.

La decisione era maturata già a marzo, quando Ian era stato improvvisamente piantato dalla moglie Laura (da lui definita “la migliore ragazza del mondo”): ecco perché questo taglio netto sul passato. “La mia vita qui a Perth – ha spiegato l’uomo – è fantastica, ma voglio chiudere e incominciare daccapo altrove. Per questo vendo tutto, dal contenuto del mio guardaroba al bollitore, dai coltelli all’automobile”. La decisione di vendere l’intero “set” della sua vita, ha detto ai tanti cronisti che lo hanno intervistato, gli sembrava più spedita e pratica della vendita a spizzichi e bocconi. Per la serie: se dobbiamo toglierci il dente, togliamocelo subito.

L’asta è stata decisamente molto conveniente: Usher, infatti, risiedeva in un’ariosa villetta con tre camere da letto a circa mezz’ora di treno da Perth (città sempre assolata e con un ottimo clima); aveva un’automobile Mazda, una potente moto Kawasaki, attrezzature per surfing e diving e un grande televisore a schermo piatto.

Le offerte sono arrivate per la maggior pare dell’Australia, ma anche dal resto del mondo, Gran Bretagna in testa. Purtroppo l’asta non è andata a finire come si sperava: degli almeno 320mila euro previsti, l’uomo ne ha guadagnati soltanto 241mila, prezzo che non va a coprire nemmeno il costo della sola casa.

“Sono abbastanza dispiaciuto di come sono andate le cose – ha ammesso Usher visibilmente provato per un affare che sicuramente non va a suo vantaggio – ma ho deciso comunque di partire, anche se mi aspettavo di avere in tasca molti più soldi”. L’uomo inizialmente si era dichiarato molto sorpreso dall’attenzione mediatica ricevuta.

eBay, gli italiani comprano sempre di più dagli Stati Uniti (ma sempre di più, dagli Stati Uniti non si spedisce in Italia)

→ D@di per Geekissimo.com

Sembra davvero un controsenso, ma c’è poco da scherzare. Gli italiani che frequentano eBay acquistano sempre di più da venditori presenti negli Stati Uniti, anche se i venditori d’oltreoceano si fidano sempre meno delle nostre Poste, tant’è che molti vendono i propri oggetti con la clausola “non inviamo in Italia”. Partiamo dai dati, innanzitutto. Secondo eBay, nei primi tre mesi dell’anno gli italiani hanno acquistato dagli Stati Uniti quasi 700mila oggetti, con una crescita del 18 per cento rispetto allo scorso anno.

Gli italiani dagli Usa acquistano soprattutto attrezzature sportive (+63 per cento), accessori e ricambi per autovetture (+56 per cento) seguiti da strumenti e forniture per ufficio e fotografia (+47 e +44 per cento). Va bene anche il settore degli strumenti musicali, con il 42 per cento in più. Per quanto riguarda la spesa, i quasi 150mila italiani che hanno acquistato tramite eBay oggetti dagli Stati Uniti, sempre tra gennaio e marzo del 2008, hanno speso in media 56 dollari (l’equivalente di circa 36 euro) per ogni acquisto. Ma andiamo a vedere, invece, le note negative.

Come ha dimostrato un’inchiesta di Repubblica la scorsa settimana, “siamo considerati la pecora nera mondiale del commercio elettronico” a causa del nostro sistema postale. La clausola “non spediamo in Italia” sarebbe presente su oltre 37mila inserzioni; tantissime, se comparate a quelle che non spediscono in Francia (3mila), Spagna (700) e Inghilterra (”quasi nessuna”). E addirittura, secondo alcuni utenti il tasso di insuccesso (cioè, il numero di oggetti che effettivamente non arrivano a destinazione) sarebbe quasi pari al cinquanta per cento.

Insomma: come sempre non ci facciamo una bella figura in campo internazionale, e ancora una volta per colpa del nostro carente sistema postale. E a fronte di migliaia di oggetti acquistati ogni mese, poi ci dobbiamo sentir dire che gli altri non si fidano di noi. Che ne pensate? Vi siete mai imbattuti in situazioni del genere? E come vi siete comportati? Avete cercato di convincere il venditore, o non c’è stato nulla da fare?

Il dominio America.com non trova alcun acquirente. Chi lo compra?

→ D@di per Downloadblog.it

Ricordate l’asta-record, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, per l’acquisto del dominio America.com? Secondo la società Internet Media Consultants SA (Imcsa), che si è occupata della gara, il dominio poteva valere tra i 3,5 e i 7,3 milioni di dollari (tra i 2,3 e i 4,7 milioni di euro).

E invece sembra che le cose non siano andate per niente bene: la settimana di trattative appena conclusasi ha fatto segnare un nulla di fatto: nessuna offerta, infatti, ha superato il prezzo di riserva. “La più forte offerta è stata di 1,710 milioni di dollari – ha spiegato il direttore dell’Imcsa Paolo Belcastro – mentre il prezzo riservato era di due milioni di dollari”.

E a chi gli ha chiesto il perché di una delusione tale, Belcastro ha risposto: “Non era il momento migliore per mettere il nome del dominio in vendita”, facendo poi un richiamo alla “congiuntura economica generale”. Secondo il direttore dell’Imcsa, comunque, “tre imprese hanno annunciato la loro intenzione di fare offerte all’infuori dell’asta”.

Germania, bimbo in vendita su eBay

→ D@di per Downloadblog.it

La storia che vi raccontiamo oggi ha decisamente dell’incredibile, e speriamo – una volta che arriverà ai grandi media – che non sia come al solito l’oportunità per parlare male di internet e delle sue potenzialità.

Una coppia di giovani genitori tedeschi è stata denunciata (e ha perso l’affidamento del proprio bambino, di sette mesi) per aver messo un annuncio su eBay, nel quale offrivano al miglior offerente il proprio bambino, appunto. Base d’asta, un euro.

Secondo quanto ha riferito il portavoce della polizia della città bavarese di Krumbach, una volta scoperta la terribile asta, il bambino è stato immediatamente affidato ai servizi sociali, anche se la mamma, 23 anni, continua a spiegare che si trattava “solo” di uno scherzo. Le autorità hanno anche aperto un’inchiesta, contro la madre e il padre (anche lui molto giovane, 24 anni), per capire se dietro ci fosse addirittura anche un traffico di neonati.

L’annuncio su eBay recitava più o meno così: “Offriamo in vendita il nostro nuovo bambino, perché è diventato troppo chiassoso. È un maschietto lungo 70 centimetri e può essere utilizzato in una culla o su un passeggino”.

Unica consolazione: nelle quasi tre ore in cui il bimbo è stato (virtualmente) all’asta, nessuno ha fatto offerte; anzi, alcuni utenti hanno dichiarato di aver avvertito le autorità.

America.com, a fine maggio un’asta da record

→ D@di per Downloadblog.it

Avete qualche soldino da parte? Allora dal 22 al 29 maggio c’è un importante investimento che potrebbe tornarvi utile. Si tratta dell’acquisto, all’asta, del dominio internet America.com.

Un dominio talmente importante e gettonato che secondo la società Internet Media Consultants SA di Nyon, in Svizzera, potrebbe stabilire un nuovo record assoluto negli acquisti di nomi di dominio: pensate che si stima che l’asta potrà oscillare tra i 3,5 e i 7,3 milioni di dollari (tra i 2,3 e i 4,7 milioni di euro!).

Ultimamente sembra che il mercato dei domini stia vivendo una “seconda primavera” dopo quella del 2000 (in cui, ricordiamo, ci fu l’acquisto di Business.com per 7,5 milioni di dollari); gli ultimi “acquisti pazzi” nel 2006, con Sex.com per 12 milioni di dollari e Games.com per 11 milioni di dollari.

eBay cambia la politica sui download digitali

→ D@di per Geekissimo.com

Cambia la politica di eBay nei confronti della vendita di beni digitali. Per beni digitali s’intendono tutti quei beni che possono essere scambiati da computer a computer e che non possiamo effettivamente toccare con mano (ad esempio, una licenza di uso di un software o un file musicale mp3, tanto per intenderci). Invece di scambiarsi questi beni tramite normali aste, da ora in poi bisognerà utilizzare la formula “30-day classified ads” (annunci pubblicitari di trenta giorni) dal costo di 9,95 dollari.

La novità, annunciata nel blog di eBay, è stata decisa per evitare che venditori aumentino artificialmente il proprio feedback vendendo migliaia di identici file musicali per magari pochi centesimi. In questo caso, invece, nella categoria degli annunci non è prevista alcuna sorta di feedback. In effetti, i download digitali non hanno costi di consegna, e una volta prodotti si possono rivendere infinite volte, dando quindi la possibilità al venditore di “fregare” il sistema dei feedback in un modo praticamente legale.

Attualmente, dunque, sarà possibile continuare a vendere beni digitali solamente se inseriti all’interno di un cd o di una pennetta Usb. Se, invece, si darà la possibilità all’acquirente di scaricare il bene che gli vogliamo vendere, allora si sarà fuori dalle nuove regole di eBay. Al momento ci sono ancora numerose aste di questo tipo in corso, e probabilmente ci vorrà qualche giorno affinché la nuova regola abbia effetto.

Probabilmente la sezione degli annunci economici non è la migliore per vendere i beni digitali, e magari eBay avrebbe dovuto pensare a una sezione apposita. Penso, inoltre, (ma – lo dico subito – non ho in mente alcuna soluzione) che non è nemmeno giusto che persone “per bene” che vogliano vendere beni digitali una sola volta non debbano ottenere alcun feedback per i loro sforzi. Che ne dite? A voi è mai capitato di comprare o vendere beni del genere? E come vi siete trovati?

eBay, arrestato un famoso truffatore italiano. E tu, come ti difendi?

→ D@di per Geekissimo.com

Come in tutte le “piazze” che si rispettino, anche su eBay iniziano a diffondersi i grandi truffatori. Coloro, cioè, che cercano di inflazionare il prezzo degli oggetti in vendita oppure, ancora peggio, mettono in piedi in pochi giorni vere e proprie “macchine mangia soldi” di oggetti, proposti a prezzi molto vantaggiosi, che vengono pagati dagli acquirenti ma non vengono – ovviamente – mai spediti dai venditori.

A volte la tecnica funziona; altre volte, come nel caso di cui vi parlo oggi, il truffatore viene invece identificato ed arrestato (anche perché, operando su internet, tutte le attività economiche lecite e illecite sono facilmente rintracciabili e tracciabili). La notizia di oggi, dicevo, riguarda un famoso Dj milanese di 37 anni (di cui non riveliamo, in ogni caso, né le iniziali del nome né il nick con cui è conosciuto su internet per ragioni di privacy), colpevole di offrire a prezzi molto vantaggiosi strumenti musicali, biglietti per spettacoli teatrali, per concerti di artisti famosi e partite di calcio.

Il Dj incassava i soldi ma la merce, ovviamente, non arrivava mai ai compratori. Il truffatore è stato arrestato ieri dalla Polizia postale. Le indagini erano iniziate dopo l’arrivo di un centinaio di querele presentate da acquirenti che non avevano ricevuto il prodotto pagato. Secondo gli investigatori, l’ammontare complessivo della truffa si aggirerebbe intorno ai 50mila euro. Le persone truffate sarebbero 73 a Milano e un centinaio nel resto d’Italia. Secondo la polizia, l’attività di truffa andava avanti da circa due anni.

In realtà su eBay e siti simili, pur essendo i movimenti degli utenti facilmente tracciabili, sono sempre di più coloro che tentano in pochi giorni di aprire un’attività illecita, ricevere soldi e poi sparire, sperando nel “delitto perfetto”. Allora, come comportarsi? I consigli sono sempre gli stessi: fare attenzione alle offerte eccessivamente convenienti e agli utenti con feedback negativo. E voi, quali altri accorgimenti mettete in atto prima di fare acquisti nei siti delle aste online?

In vendita su eBay due pezzi del tempio di Ercole di Agrigento

→ D@di per Downloadblog.it

Sindaci e amministratori del Parco Valle dei Templi di Agrigento sono in subbuglio per la notizia che su ieri su eBay sono apparsi, per la vendita all’asta, due pezzi del tempio di Ercole.

Inseriti da un utente registrato in California, i due pezzi (rispettivamente della grandezza di 9,3 x 6,4 cm e 6,4 x 6,3 cm) partivano da una base d’asta di 99 centesimi, più sette euro di spese di spedizione. I pezzi sarebbero stati trafugati dal sito archeologico nel 2000.

“Non credo si tratti di pezzi autentici staccati dal tempio di Ercole, penso piuttosto a una bufala”, ha spiegato, minimizzando, il direttore dell’ente Parco Valle dei Templi, Pietro Meli. “Abbiamo avviato una serie di accertamenti – ha aggiunto – per capire se possa esserci stato un atto di vandalismo, o se si tratta di sottrazione di beni archeologici. Controllare un’area vastissima come quella della Valle dei Templi è praticamente impossibile”.

In attesa che si risolva la questione, considerando le dimensioni dei pezzi in vendita mi viene un atroce dubbio: ma non è che si tratta solo di piccole pietre senza ormai alcun valore, prese nell’area del tempio e spacciate come originali?