Audioguide gratuite dei Monti Sibillini da scaricare per lettori mp3, cellulari e navigatori Gps

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Visto che l’estate è ormai pienamente arrivata da diversi giorni su tutto lo Stivale, vorrei parlarvi di un’interessante iniziativa intrapresa da qualche giorno nelle Marche chiamata “Audioguide e videoguide gratis per visitare i Monti Sibillini”. Si tratta di un’iniziativa promossa dai comuni di Comunanza, Montalto Marche, Montefalcone Appennino, Santa Vittoria in Matenano e Smerillo (in collaborazione con l’Associazione Culturale Freeaudioguide) che prevede la distribuzione gratuita di audioguide della zona da scaricare gratuitamente dal sito ufficiale.

Le guide, disponibili senza alcuna iscrizione, sono compatibili con cellulari, lettori mp3, lettori cd e palmari. Inoltre, sono disponibili anche file per navigatori satellitari Garmin, grazie ai quali una volta arrivati a un punto d’interesse partirà automaticamente la descrizione dello stesso.

Le audioguide coprono tutta una serie di informazioni pratico-turistiche, dalla descrizione delle città della zona (compreso il loro background storico) alle indicazioni su come arrivare fino ai consigli per le visite a monumenti, chiese e musei. Si tratta, tra l’altro, di un modo pratico ed economico (pratico perché basta un lettore mp3, economico perché si evita di acquistare costosi libri) per informarsi al meglio se si decide di passare qualche giorno di vacanza in quelle belle zone.

Il progetto gode del patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ascoli Piceno ed è stato realizzato in rete tra i comuni grazie alla legge Regionale 75/97.

Inserire un Mp3 in un’immagine su Flickr

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Inserire (nascondendolo) un file musicale Mp3 in un’immagine Jpeg caricata su Flickr? Si può fare tramite un simpatico trucchetto.

Prendiamo un’immagine Jpeg e un file Mp3 e mettiamoli nella stessa cartella. Apriamo, in Windows, il prompt dei comandi (tramite Avvio > Esegui > cmd) e digitiamo:
copy /b foto.jpg + canzone.mp3 nuovafoto.jpg (ovviamente dobbiamo sostituire a canzone.mp3 e a foto.jpg i nomi veri della canzone e della foto che vogliamo utilizzare). Questa stringa combinerà insieme il file fotografico e il file musicale.

Poi possiamo “uploadare” la nostra foto su Flickr. Per farla scaricare agli amici, basta che questi scarichino la versione originale della nostra foto e cambino l’estensione in .mp3. Per ascoltarla, basterà utilizzare WinAmp (file encodati in questo modo non sono leggibili da Windows Media Player e similari). Qui una prova.

Ovviamente abbiamo fatto un esempio con immagini che hanno al loro interno un file audio, ma possiamo inserire anche, seguendo la stessa procedura, file Pdf, Word, Excel e così via.

Vi abbiamo dato le informazioni per utilizzare il “trucchetto” su Windows, ma probabilmente qualche “smanettone”, nei commenti, ci aiuterà spiegandoci come fare lo stesso su terminali Unix (Mac Os X, Linux). Ovviamente non abusate della funzione: Flickr è un sito dove condividere esclusivamente immagini.

VolumeTouch, un controller di volume per Windows molto intuitivo

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Se utilizzate molto applicazioni musicali o avete (ad esempio in casa o in un’attività commerciale) un computer totalmente dedicato alla riproduzione continua di audio, potreste davvero aver bisogno di questa piccola applicazione freeware per Windows.

Si chiama VolumeTouch e permette di controllare il livello del volume del suono in uscita dal computer con la rotellina del mouse o con degli shortcut da tastiera. Inoltre, l’applicazione permette di vedere in tempo reale nella taskbar il livello del volume, espresso oltre che graficamente anche in percentuale.

Per quanto riguarda i controlli da tastiera, è possibile scegliere diverse combinazioni di tasti: Shift+Ctrl+freccia su o giù, Shift+Alt+freccia su o giù oppure Ctrl+Alt+freccia su o giù. Molto utile anche la combinazione Shift+Ctrl+0 per disattivare all’istante tutti i suoni.

SoundCloud, un ottimo tool per inviare/ricevere/condividere musica

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Qual è il modo migliore per inviare una canzone con un amico? L’e-mail è sempre un terno al lotto, perché non tutti hanno caselle con ampia capacità di memorizzazione, e spesso capita che dopo lunghi upload ci vediamo la mail tornare indietro dopo qualche ora. Inoltre, non tutti hanno un server Ftp sul quale caricare file. Io personalmente uso servizi come YouSendIt, che permettono di inviare gratuitamente via e-mail file grandi fino a 100 Megabyte.

C’è però un servizio, chiamato SoundCloud, il cui compito è quello di inviare e ricevere file musicali. Non solo, permette anche di far commentare ai nostri destinatari l’intero brano o anche un punto specifico della timeline della canzone.

È possibile inviare musica a una a mille persone in qualsiasi formato; tra l’altro, al momento dell’invio si può scegliere se il file potrà essere scaricabile, o se potrà essere solo ascoltato in streaming sul Web.

SoundCloud, infine, permette anche di ottenere un codice per inserire, tramite il tag “embed”, musica sul proprio sito o sul proprio social network.

Al momento SoundCloud è disponibile solo a invito, ma se siete dei professionisti della musica, cantanti o avete una band musicale probabilmente dovete dare un’occhiata a questo progetto. Come sempre, se conoscete altri metodi interessanti per condividere la vostra musica segnalateceli nei commenti.

Due università inglesi e una irlandese pubblicheranno gratuitamente le lezioni su iTunes

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Due università britanniche (lo University College London e l’Open University) e una irlandese (il Trinity College di Dublino) renderanno le loro lezioni scaricabili gratuitamente via podcast da iTunes, permettendo così agli studenti (ma non solo) di seguire gli studi comodamente da casa. Si tratta delle prime tre università europee che hanno deciso di sfruttare la piattaforma di Apple “iTunes U” per la distribuzione del materiale didattico (qui un video dimostrativo).

Prima di loro, molte università americane tra cui Yale, Stanford, il Mit, Harvard e Berkeley. La Ucl, in particolare, renderà inizialmente disponibili i materiali relativi ai corsi di neuroscienza.

Il Trinity College metterà invece online le lezioni del giornalista Seymour Hersh, dello scienziato Robert Winston, della scrittrice Anita Desai e del politico Alex Salmond. La Open University, infine, pubblicherà 300 file audio/video assortiti tra tutti i corsi dell’ateneo.

Non so come la pensiate, ma di certo mettere online le lezioni universitarie aiuterebbe non solo la condivisione della conoscenza (uno studente italiano, ad esempio, potrebbe approfondire una materia seguendo, oltre alle lezioni della propria università, anche quelle che si tengono in Inghilterra) ma anche la vita pratica di tutti i giorni degli studenti, che riuscirebbero a non saltare le lezioni quando sono malati o quando sono fuori città.

Per quanto riguarda, invece, gli atenei italiani, si attende la localizzazione di iTunes U in altre lingue diverse dall’inglese.

BlogAmp, una bella utility Web per creare e condividere comodamente podcast

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Avete un blog in cui pubblicate spesso podcast? O volete iniziare a creare dei podcast da zero? Vi può aiutare un’interessante applicazione chiamata BlogAmp, il cui scopo è quello di creare podcast e darvi la possibilità di inserirli nel vostro blog, prendendovi per mano dall’inizio alla fine del processo.

BlogAmp, infatti, carica su un server, offre il codice per inserirlo in un post e crea anche il Feed Rss. Unica limitazione: gli mp3 possono essere “pesanti” fino a 25 Mb, ma non è un problema visto che stiamo parlando di audio compresso.

Il sistema, oltre alla gestione dell’archivio dei podcast, provvede anche a personalizzare con logo e colori a propria scelta il player, di inserire immagini e descrizioni all’interno del brano ed è compatibile con praticamente tutte le piattaforme blog.

Con TinySong condividere una canzone diventa immediato

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Desiderato mai condividere una canzone con un/una vostro/a amico/a, per fargliela ascoltare o magari per mostrargli/le il vostro stato d’animo? Adesso moltissime canzoni sono presenti con i loro video su YouTube e quindi la condivisione è diventata semplice rispetto a qualche anno fa.

Esiste, però, un servizio ancora più immediato che si comporta un po’ come TinyUrl. Si chiama TinySong ed è di proprietà della GrooveShark (enorme archivio musicale sul Web), e permette di cercare un brano tra i milioni presenti nel database, appunto, di GrooveShark e di condividerlo, attraverso una brevissima Url, su un blog, una chat istantanea o un social network.

Utilizzare TinySong è semplicissimo: basta inserire il titolo del brano o dell’autore nel campo di ricerca, e una volta selezionato quello che c’interessa, il sistema ci fornirà gratuitamente un’Url per condividerlo. Questa url “http://tinysong.com/4vt“, ad esempio, riporta alla bella “Bohemian Rhapsody” dei Queen.

La battaglia di Emi contro i servizi di “online storage”

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Gli utenti di MP3Tunes.com, popolare sito di music backup e online storage, si sono visti recapitare in questi giorni, da parte dell’amministratore delegato Michael Robertson, un’e-mail con la quale si chiede di diffondere il più possibile la notizia che il sito è stato citato in giudizio dalla casa discografica Emi.

Motivo: la major non vuole che gli utenti conservino la musica online, accusando MP3Tunes di violare le regole sul copyright. Tra l’altro MP3Tunes è davvero un sito in cui conservare i propri files Mp3, e non è un servizio di file-sharing. “I file – spiega Robertson – non sono di proprietà di MP3Tunes, così come il contenuto delle cassette di sicurezza non è di proprietà della banca.

Il sito si limita a offrire dello spazio che poi gli utenti gestiscono come vogliono”, sottolineando tra l’altro che la società è molto attenta anche a garantire i massimi livelli di sicurezza.

Probabilmente, a mio avviso, Robertson ha ragione e la Emi, come tante case discografiche ultimamente, sta facendo di tutto – anche mosse apparentemente incomprensibili – per fermare la piaga della pirateria musicale. Unico dubbio: avrà fatto bene il Ceo di MP3Tunes a mandare questa lettera a tutti i propri utenti?

Registrare le telefonate di Skype è reato?

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Ultimamente si parla spesso di software (noi stessi ne abbiamo recensito alcuni, come l’ottimo Call Graph solo per fare un esempio) o plugin in grado di registrare sotto forma di Mp3 le telefonate effettuate con Skype. Software gratuiti e semplici da scaricare e anche molto utili, visto che ci permettono magari di salvare frasi importanti che contengono informazioni, indirizzi, numeri di telefono che ci siamo dimenticati di appuntare.

Ma adesso che le telefonate via Skype stanno diventando pressoché la normalità, come la mettiamo con la legge e la normativa sulla privacy? Già, perché registrare le conversazioni telefoniche è un reato. Secondo il Codice penale (art. 617 bis) e il Codice di Procedura penale (art. 266) “chiunque installa apparati, strumenti […] al fine di intercettare […] comunicazioni telefoniche […] è punito con la reclusione da uno a quattro anni”.

Secondo queste normative e anche la normativa sulla privacy, uno dei due interlocutori può certamente registrare la conversazione a patto che informi l’altro e che abbia il suo consenso verbale. Ma che succede se, per fare un esempio, installo un plugin nel software Skype della mia fidanzata (magari mascherandolo in modo che agisca totalmente in background) per registrare le sue conversazioni?

Ovviamente è un argomento ancora nuovo che i legislatori ancora non hanno avuto modo di affrontare. Forse l’unica soluzione sarebbe avere la possibilità, magari tramite un’iconcina, di vedere se il nostro interlocutore sta registrando o no la nostra telefonata. Che ne pensate? Vi siete mai trovati in situazioni del genere?

Mp3, ovvero la morte dell’alta fedeltà

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Alzi la mano chi non ha un lettore Mp3 o chi non ascolta mai musica in questo formato sul computer. Sono rimasti davvero in pochi (ovviamente nella fascia di età under-50) coloro che non utilizzano i “nuovi” formati audio. L’iPod (e così l’iPhone) è diventato un vero e proprio status-symbol; la posta elettronica, le chat, i social-network e i vari programmi di file-sharing hanno fatto il resto. Fatto sta che attualmente la musica Mp3 è in assoluto quella più ascoltata.

Ma avevate mai pensato a come funziona, “da dentro”, un Mp3? Cioè: com’è possibile comprimere in 3 o 4 Megabyte un brano musicale di quattro minuti? Tagliando numerose frequenze. Ed è proprio qui che i puristi della musica si stanno battendo: con il taglio di numerose frequenze (in teoria quasi impercettibili all’orecchio umano inesperto) la musica sta diventando tutta “piatta”, tutta uguale, e la cosiddettà “alta fedeltà”, hi-fi appunto, sta andando a farsi friggere.

La compressione Mp3, dicevamo, funziona eliminando frequenze molto alte e molto basse in modo che, però, la qualità rimanga il più possibile vicina all’originale per l’orecchio umano. Eliminando queste frequenze, però, vengono (e di molto) attutiti numerosi dettagli, come ad esempio il suono di alcuni tipi di percussioni, quello delle corde della chitarra che vengono pizzicate, e così via. Ma non è tutto. Siccome ultimamente la musica viene ascoltata sempre più tramite cuffiette o speaker del computer di dubbia qualità, è diventata prassi comune che i tecnici del suono che finalizzano i Cd musicali appiattiscano il suono e alzino il volume, così da tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore che, magari, nel frattempo sta anche navigando su internet e chattando con i propri amici.

E così, alla compressione, ci si aggiunge anche questo ulteriore fattore. È come se, in definitiva, più andiamo avanti con la tecnologia e peggio ascoltiamo la musica. E non sono solamente i più esperti o pignoli a dirlo: lo scorso anno Bob Dylan aveva detto alla rivista Rolling Stone che negli album moderni “è tutto suono ma niente è definito, le voci, la musica… appere tutto statico”. Mi rivolgo agli “esperti” del settore: siete d’accordo con queste dichiarazioni? E, invece, voi normali ascoltatori di brani Mp3: vi siete mai accorti che, rispetto a un Cd, la qualità dell’audio è più bassa? Io, sinceramente, un sacco di volte.

Pediafon, un servizio per ascoltare le pagine di Wikipedia

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Proprio una settimana fa vi avevo parlato di SpokenText, un utilissimo software in grado di trasformare qualsiasi testo (file di Word, file Html, e-mail, presentazioni Powerpoint, e così via) in file audio. Utilissimo sia per scaricarsi i testi su un lettore Mp3, sia per i portatori di handicap.

Ora vi segnalo un altro servizio, molto simile, chiamato Pediaphon e offerto dalla tedesca FernUniversität di Hagen. Disponibile (come al solito) solo in inglese, francese e tedesco, il servizio fa una cosa sola: converte pagine di Wikipedia in formato audio.

Il servizio offre la possibilità di generare un Mp3 o un Podcast da un articolo e salvarlo sul proprio hard-disk o sul proprio lettore Mp3, oppure quella di ascoltare la lettura di un termine direttamente all’interno del browser.

Utile anche se si vuole ripassare un argomento sull’autobus prima di andare a scuola/all’università, o durante i compiti in classe/gli esami…

SpokenText: e i documenti parlano (in inglese)

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Questo software probabilmente non sarà perfetto (così come tutti gli altri del suo genere), ma è sicuramente molto interessante e, per qualcuno, potrà risultare davvero utile. Si chiama SpokenText e permette di convertire file di Word, Pdf, Powerpoint, Txt, Rss, e-mail o Html in documenti audio; non solo, esiste anche un’estensione di Firefox che permette di selezionare porzioni di testo da qualunque sito, che poi vengono lette all’istante.

Il software, disponibile per le lingue inglese, francese e tedesco (in italiano non c’è, ma per chi si accosta a studiare queste lingue può essere davvero interessante) e permette di scegliere tra diverse voci (sia maschili che femminili), tradurre l’inglese verso il francese e il tedesco, scegliere la velocità della lettura e può salvare sia in Mp3 che in M4b.

Il software è completamente gratuito e rende semplicissima, tramite un Podcast, anche la possibilità di scaricare gli audio sull’iPod e similari.

Sul sito ufficiale del progetto, oltre alla possibilità di registrarvi e iniziare a usare il software, anche un bell’esempio di badge da inserire nelle pagine Web che legge le porzioni di testo che gli si propongono.

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