Tachimetri e lune

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Nella nostra vita ci sono degli “oggetti” con i quali abbiamo a che fare tutti i giorni, come il tachimetro della macchina o la Luna. Ma alcuni sembrano proprio non essersene mai accorti

GUARDARE OGNI TANTO IL TACHIMETRO… NO EH?
Il tachimetro è uno strumento (a lancette o digitale) presente nelle automobili, in grado di calcolare la velocità alla quale si procede. Lo sanno tutti, direte voi. Forse non tutti. Una donna del Nevada, negli Stati Uniti, è stata “pizzicata” per ben 22 volte in 45 giorni dall’autovelox fisso di un’autostrada per eccesso di velocità. La donna, 24 anni e da poco patentata, è stata tratta in arresto perché considerata recidiva, e la sua patente è stata sciolta in un barile pieno d’acido (come per dire: non l’avrai mai più nella tua vita). Delle 22 volte, la velocità maggiore è stata riscontrata all’altezza della cittadina di Scottsdale (tra l’altro un centro abitato!), dove la ragazza procedeva a 160 chilometri all’ora.

UN CAGNOLINO SOLO IN CASA CHIAMA LA PADRONA COL CELLULARE
È proprio vero che il cane è il migliore amico dell’uomo. Un bassotto di nome Burrito, di Lecco, è riuscito a inviare una elefonata ad uno degli amici con cui la donna era a cena, probabilmente per segnalare che si sentiva solo in casa e aveva bisogno di mangiare. Come? Semplicemente premendo sul cellulare, che la donna aveva lasciato a casa, il tasto Invio, dove era ancora memorizzata l’ultima chiamata. Quando l’amico ha riconosciuto il numero sul display, nella comitiva di amici è sceso il gelo, perché tutti hanno pensato che si trattasse di un ladro. Chi avrebbe potuto pensare che dall’altra parte della cornetta c’era… Burrito?

CONFONDE LA LUNA CON UN UFO E CHIAMA LA POLIZIA
Quante volte, durante le sere d’estate, ci capita di guardare il cielo e di osservare la Luna? Sì, la Luna: fonte di malinconia, di pensieri, di speranze. Amata dai poeti e scrutata dai bambini. Quante volte abbiamo osservato la Luna da quando siamo nati…? Tantissime. Ebbene: c’è qualcuno che forse non si era mai accorto che attorno al nostro pianeta ruota una luna… perché ha chiamato la polizia, spiegando di aver visto un Ufo, un oggetto volante non identificato. Ma invece – appunto – era solo la Luna. La telefonata dell’uomo alla polizia è stata registrata e poi diffusa in tutti i telegiornali americani, la scorsa settimana: “Devo informarvi – ha esordito l’uomo – che sulla montagna c’è un oggetto chiaro, fermo e sospeso nel cielo. Presto mandate subito qualcuno per fare un controllo”. Ogni giorno sono decine e decine le telefonate bizarre che arrivano ai centralini di emergenza delle polizie di tutto il mondo. Come quella della donna che ha chiamato il 113 per chiedere dove trovare una monetina da inserire nel carrello al supermercato.

IL CIMITERO DELLE “CANNE”
I cimiteri sono posti nei quali nessuno vorrebbe passare tanto tempo. Ecco perché i due guardiani del cimitero di Hanoi, in Vietnam, hanno pensato bene di destinare un piccolo appezzamento di terreno nel camposanto comunale alla coltivazione. Alla coltivazione della marijuana, però. I due, ovviamente, sono stati arrestati. I guardiani, interpellati dalla polizia, si sono difesi spiegando che la coltivazione era destinata ad un uso strettamente privato. Cosa abbastanza difficile da dimostrare, considerato che più che una piccola coltivazione, a prima vista sembrava un enorme campo coltivato. E poi dicono che non ci sono più posti nei cimiteri…

YouTube e la guida sicura in California (ma non solo)

D@di per Downloadblog.it

Chi l’ha detto che l’educazione stradale non si possa “ripassare” attraverso un canale YouTube? Il California Department of Motor Vehicles (l’equivalente della nostra Motorizzazione) ha infatti pubblicato fino ad ora oltre 55 video stra-visti su un canale YouTube appositamente creato, con la speranza che le strade possano diventare un luogo migliore.

Adatti soprattutto ai neopatentati o a coloro che si stanno accostando per la prima volta alla guida, ma utili anche per un ripasso che male non fa, i video affrontano diversi argomenti, dai consigli di guida ai quiz di teoria, dalle precedenze agli incroci fino a veri e propri “consigli di vita”.

Il video più visto in assoluto? Quello – ovviamente – che analizza le dieci ragioni principali per cui le persone vengono bocciate agli esami per la patente. Un’idea, a mio parere, molto intelligente per coinvolgere giovani e non con un linguaggio immediato – quello della rete – e che può aiutare a evitare tante stragi e a salvare vite umane. Siete d’accordo?

Automobilisti e trans

Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Rapina al videopoker
È successo, purtroppo, alcuni giorni fa a Faenza, in provincia di Parma. Un uomo di nazionalità marocchina di 35 anni aveva trascorso tutto il pomeriggio a giocare a un videopoker, spendendo una grossa cifra e, purtroppo, non effettuando mai alcuna vincita. Vicino a lui un immigrato cinese che, quando il magrebino si è alzato per andare in bagno, lo ha sostituito. Al primo colpo ha cominciato a vincere, con decine e decine di monete che cadevano per terra. Una volta tornato, il marocchino, “indispettitosi”, ha picchiato il cinese e, dopo una lunga colluttazione, è sparito con il “suo” denaro. Ma i videopoker d’azzardo non erano illegali?

Quando si dice uno scherzo da prete
Solo che questa volta, al prete, lo scherzo gliel’hanno giocato due trans. Vestiti da suore, si sono mischiati tra coloro che stavano per fare la comunione, ricevendo anch’essi il sacramento. Solo che i due, presenti alla celebrazione solamente per una provocazione e non certo per fede, non erano vestiti da suore qualunque: portavano dei vistosissimi baffi e una ghirlanda di fiori sulla testa. Il sacerdote che celebrava, il vescovo George Niederaurer, ha detto di non essersi accorto di nulla. E forse è stato meglio così.

Denunciato perché, alla guida, guardava un film porno
Stare alla guida di un’automobile comporta delle responsabilità, verso se stesso e verso gli altri. Per questo è obbligatorio tenere sempre entrambe le mani sul volante con gli occhi sempre ben aperti e fissi sulla strada. La storia, assurda, arriva dal Texas, dove un agente di polizia ha fermato e denunciato un automobilista che, mentre guidava, guardava “tranquillamente” un film porno. Il poliziotto aveva notato, già prima di fermarlo, uno schermo al plasma collegato all’autoradio “nel quale si vedevano chiaramente dei corpi nudi, aggrovigliati e impegnati in rapporti sessuali”. L’uomo, che evidentemente non teneva entrambe le mani sul volante, aveva sul sedile del passeggero anche una bella bottiglia di birra aperta. Denunciato, dovrà rispondere di guida in stato di ebbrezza e di “proiezione di immagini oscene in luogo pubblico”.

“Vi pago, ma non fatemi il test del palloncino”. Sobrio denunciato
Altro che l’Italia. Ci sono paesi al mondo in cui le norme del codice della strada sono molto restrittive e chi viene “beccato” ad andare troppo veloce o con troppo alcol nel sangue viene incarcerato e perde la patente a vita. In Malesia un uomo, fermato dalla polizia per un normale conrollo, si è fatto prendere dal panico e ha iniziato a implorare gli agenti di non effettuare il test del palloncino. Per convincerli avrebbe offerto anche delle banconote come tangente. Gli agenti, insospettiti, hanno a quel punto tirato fuori dalla propria auto il macchinario per il test e hanno costretto l’uomo a sottoporvisi. Risultato? L’uomo era completamente sobrio. Ora è stato denunciato per “tentata e inutile corruzione di pubblico ufficiale” e sarà costretto a pagare una pesante multa.

Le monoposto costruite dagli studenti: in pista il mondiale degli atenei

Il progetto dell’Università di Lecce dove è stata costruita la monoposto che gareggia nella Formula “Sae”
Una sfida che coinvolge molte facoltà europee alle prese con la realizzazione delle vetture da corsa

Studenti di Ingegneria ai box
“In pista corre l’auto fai-da-te”

di DANIELE SEMERARO

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LECCE – È di colore rosso fiammante e gareggia in importanti competizioni europee. Non è il nuovo modello di Ferrari, ma un’automobile progettata e costruita interamente dagli studenti della facoltà d’Ingegneria dell’università di Lecce. “SRT06” (Salento Racing Team ’06), questo il nome in codice, è l’ultima nata in Italia di una serie di auto da corsa create integralmente dagli studenti delle facoltà d’Ingegneria di tutto il mondo che si sfidano nella Formula Sae. Nel Belpaese, oltre a quello salentino, molti altri atenei già da qualche tempo sono impegnati nel progetto, dal Politecnico di Torino a quello di Milano, dall’università di Modena e Reggio Emilia a quelle di Padova e di Catania, solo per citarne alcuni. Scopo del gioco, la possibilità di arricchire, divertendosi, la propria formazione accademica.

“Non ci sogniamo certamente di gareggiare in Formula Uno”, racconta Paolo Carlucci, ricercatore e capo del team dei costruttori della SRT06. “Si tratta, invece, di una formula pensata appositamente per gli studenti, che permette loro di seguire passo passo la costruzione dell’automobile, dalla progettazione iniziale fino alla messa su pista. All’interno dell’ateneo si costituisce un team di lavoro il cui compito è realizzare la vettura a partire da un progetto ben preciso, mettendo a frutto gli anni di studio. I tempi – prosegue – sono ben scanditi, bisogna saper prendere decisioni e fare gioco di squadra, e lo scopo non è tanto la competizione finale, che sicuramente è affascinante, quanto la possibilità di poter toccare un proprio progetto e di poter iniziare a interagire con le aziende”.

Creare un’automobile da zero, però, non è cosa facile. Così, tra le regole della competizione c’è la possibilità di chiedere la consulenza alle aziende del settore: “Abbiamo contattato una ditta per farci realizzare il telaio, in fibra di carbonio e vetro. Poi un esperto motorista ci ha dato consigli tecnici sulla realizzazione della vettura. Un’altra azienda ha fornito la componentistica, come bulloni e cuscinetti. Queste strutture, inoltre, hanno permesso ad alcuni studenti la possibilità di fare un tirocinio”. Tra progettazione e costruzione non è passato più di un anno (“gli altri team di solito ci mettono il doppio”, ammette soddisfatto Carlucci). Il prezzo della vettura, che si aggira intorno ai 25mila euro, è stato sostenuto dall’Università e per la maggior parte dalla Provincia di Lecce.

La prima corsa a cui l’automobile ha preso parte è stata quella di Balocco, nei pressi di Vercelli, dove si è corsa la seconda gara ufficiale di Formula Ata-Sae ospitata in Italia. “Purtroppo siamo arrivati ultimi – spiegano i ragazzi – ma eravamo gli unici esordienti. Siamo stati felici perché siamo riusciti a superare le verifiche tecniche e di sicurezza della vettura, e anche il veicolo ha dato prestazioni più che soddisfacenti. La cosa bella è stata lo stupore degli addetti ai lavori, che ci hanno visto arrivare con una vettura nuova di zecca approntata in così poco tempo”.

“La Formula Sae, portata in Italia dall’Ata, l’Associazione tecnica dell’automobile – spiegano gli organizzatori – è una manifestazione tecnico-sportiva dedicata agli studenti universitari volta a stimolare e premiare l’entusiasmo, la creatività, le competenze e lo spirito di squadra dei giovani ingegneri”. La competizione è nata negli Stati Uniti nel 1981 e ha subito preso piede in Inghilterra, Austrialia e Brasile, mobilitando centinaia di team che ogni anno affrontano ore e ore di duro lavoro per la preparazione dell’automobile. La gara prevede due classi di partecipazione: la Classe 1 per i team che presentano un’automobile completa e funzionante, e la Classe 2, per chi presenta un progetto di vettura. I partecipanti vengono valutati da 25 esperti mondiali nel campo automobilistico.

Per la cronaca, l’edizione 2006 è stata vinta da due squadre austriache: al primo posto i ragazzi dell’università di Scienze applicate di Graz, il “Joaennum Racing Graz”. Medaglia d’argento per il “TUG Racing Team” dell’università delle Tecnologie di Graz, mentre al terzo posto si è classificato il “Rennteam Uni Stuttgart” dell’università di Stoccarda, Germania. Primi tra gli italiani, al sesto posto i “Madmodenaracers” dell’università di Modena e Reggio Emilia (che ha partecipato con due vetture). Al settimo posto sono arrivati i “Dynami%u03C3 Prc” del Politecnico di Milano e al nono la “Squadra corse” del politecnico di Torino. Ultima, lo dicevamo, “Salento Racing Team”.

A sostenere e rinfrancare i ragazzi ha pensato il preside della facoltà di Ingegneria dell’università di Lecce e docente di Macchine, Domenico Laforgia, che ha anche un passato in Ferrari: “L’esperienza della formula Sae-Ata – racconta – è stata veramente ricca sul piano formativo, centrando l’obiettivo degli studenti di Ingegneria, che è quello di ideare, progettare e realizzare. Il gruppo è stato all’altezza del compito affidatogli e, con grandi sacrifici, gli studenti hanno mantenuto tutti gli impegni, utilizzando strumenti progettuali avanzati e godendo del supporto finanziario e tecnico di alcune aziende locali particolarmente illuminate. Le altre università europee – continua – partivano da vetture già pronte che dovevano essere migliorate e in alcuni casi godevano di un invidiabile supporto industriale. Il nostro team è partito dall’idea, e questa prima competizione è servita a misurarsi con le altre università e avviare la fase di ottimizzazione della vettura, che segue sempre quella organizzativa”.

(2 ottobre 2006)