Carnevale, i peggiori vestiti del 2011

Il Carnevale è appena finito ed è tempo di bilanci. Quali sono stati, a livello mondiale, i vestiti in assoluto più brutti, più inguardabili, più imbarazzanti e, soprattutto, più diseducativi? I corrispondenti de lo Stivale Bucato in giro per il globo hanno inviato centinaia di fotografie, e l’attenta redazione a fatica è riuscita a scegliere le peggiori 20.

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Gelo, uccelli e palle di neve

C’è chi con la lingua rimane attaccato a un palo, chi viene arrestato per aver tirato una palla di neve e chi per aver rubato lecca-lecca. E poi vi sveleremo il mistero degli uccelli morti: erano ubriachi! Notizie incredibili ma vere dal mondo

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La processione del Corpus Domini a Campobasso


Fai click sull’immagine per guardare le mie fotografie, scattate il 14 giugno 2009, su Flickr

Nel giorno del Corpus Domini sfilano per le strade di Campobasso, lungo un percorso rituale che inizia dal centro storico, le 13 Macchine dei Misteri, portate a spalla da circa 200 uomini. Sono macchine viventi costituite da una piattaforma di legno su cui è una ossatura metallica variamente conformata, sui cui terminali prendono posto i personaggi viventi che compongono un «quadro» nel quale le figure sembrano sospese nel vuoto.

Durante il percorso i portatori, con ritmo cadenzato dalla banda musicale, procedono velocemente; la disposizione particolare delle stanghe di sostegno (tre per ogni piattaforma) conferisce alle Macchine un movimento sussultorio di particolare effetto.

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Flatulenze natalizie e centimetri

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

I francesi hanno bisogno di condom più grandi, centimetro alla mano. E le mucche causano il global warming. Il nuovo appuntamento con le notizie più “Follini” dal mondo

 

LE FLATULENZE DELLE MUCCHE? RESPONSABILI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
Fabbriche inquinanti? Paesi che non rispettano gli accordi di Kyoto? Gas di scarico delle automobili? Nessuna di queste è la causa principale del riscaldamento globale, che tanto ci sta facendo penare – con i cambiamenti climatici che ne conseguono – in questo periodo. La vera causa di tutti i nostri problemi sono le mucche. E in particolare… le loro flatulenze. Tanto che le “puzzette” delle bovine americane potrebbero presto essere tassate come un qualunque gas di scarico inquinante. A proporlo è niente di meno che un disegno di legge dell’Epa, l’agenzia governativa americana che si occupa di protezione ambientale. Gli esperti, in particolare, vorrebbero mettere a carico degli agricoltori statunitensi i gas emessi dai loro animali. Secondo ricerche più recenti, infatti, la digestione dei bovini produce un’altissima quantità di metano nell’atmosfera… per questo la tassa sulle emissioni di monossido di carbonio applicata comunemente alle ciminiere potrebbe da un momento all’altro essere applicata anche al loro didietro. Secondo il progetto di legge (che deve comunque passare ancora al vaglio del Parlamento di Washington) ad essere tassate saranno solamente le aziende agricole con meno di 25 mucche da latte o 50 bovini o – ancora – 200 maiali. Queste dovrebbero sborsare 175 dollari all’anno (l’equivalente di ben 138 euro!) per ogni mucca. Sul piede di guerra, ovviamente, l’intero settore agricolo e caseario.

RAGAZZINO PRENDE LA MACCHINA DEL PROF. E PROVOCA UN GRAN BELL’INCIDENTE
Chi la fa l’aspetti. Un ragazzino tedesco di otto anni che voleva scusarsi con la madre per aver preso un brutto voto a scuola ed essere stato mandato, per punizione, fuori dalla classe per un’ora, ha pensato bene di prendere la macchina della maestra e di recarsi a casa. Causando, ovviamente, un brutto incidente. Il bambino di terza elementare, dopo aver preso un pessimo voto, era stato mandato fuori dalla classe a riflettere sull’accaduto. Il rimorso era troppo, la paura per una punizione era sempre più pressante. E così, “prese in prestito” le chiavi dell’automobile del docente (lasciate – dobbiamo dirlo – incautamente incustodite) è scappato fuori dalla scuola e ha messo in moto la macchina. “Il ragazzino è riuscito a mettere la prima e ha guidato per oltre cento metri – ha spiegato il portavoce della polizia municipale della cittadina di Zwickau, nell’est del Paese – prima di schiantarsi contro una Volvo parcheggiata proprio fuori dalla scuola”. Causando, aggiungiamo noi, oltre ottomila euro di danni. Il “chi la fa l’aspetti” con cui abbiamo aperto il pezzo era evidentemente rivolto alla maestra.

FRANCESI: VOGLIAMO CONDOM PIÙ GRANDI
Vogliamo condom più grandi. A protestare contro le principali marche farmaceutiche che producono preservativi sono i francesi… proprio loro! Secondo uno studio di una grande casa farmaceutica tedesca, infatti, i francesi avrebbero bisogno di preservativi più lunghi, più larghi e più comodi… mentre per i greci andrebbero bene anche condom di misura più piccola. Lo studio, svolto dall’“Institute of Condom Consultancy” di Singen (ma davvero esiste un istituto di consulenza sui preservativi???), ha coinvolto per otto mesi oltre 10.500 uomini provenienti da 25 paesi. I quali – udite udite! – hanno dovuto prendere diverse misure al loro “gingillo” inserendole in un database anonimo (all’interno del quale bisognava solamente specificare la nazionalità di appartenenza). Vogliamo andare subito ai risultati? Allora: i francesi hanno dichiarato (ci dobbiamo credere???) di avere una media di 15,48 centimetri mentre i greci sarebbero indietro di circa 3 centimetri (poveri!). La ricerca, in realtà, era stata commissionata per educare i più giovani sull’importanza della contraccezione, e solo in un secondo tempo ha portato a questi risultati. Lo stesso istituto, per risolvere la situazione dei condom che non si adattano perfettamente alle misure di tutti i paesi europei, ha anche proposto un contraccettivo spray, che si spruzza proprio lì e permette di creare in pochi secondi un preservativo esattamente su misura. Potenza della scienza! E dei sondaggi.

LA POLIZIA DI UN’INTERA CITTADINA AMERICANA SI MOBILITA PER UNA RAPINA IN BANCA… AD OPERA DI UN CARTONATO
Immaginate Montgomery Township, una ridente cittadina americana nelle campagne del New Jersey. Immaginate la polizia di questa intera cittadina mobilitata (come solo gli americani sanno fare) per cercare di sventare una rapina ai danni di una banca. Una rapina che dopo diverse ore di assedio si è conclusa nel migliore dei modi: con la scoperta, da parte degli esperti antiterrorismo, che ad attentare al denaro della banca era… una cartonato. Sì, avete capito bene, cari lettori de lo Stivale Bucato: uno di quei cartonati a misura d’uomo che pubblicizzano proprio le offerte di mutui delle banche. A chiamare la polizia, e ad avvertirla che nella Pnc Bank era in corso una rapina, un’anziana signora (che tra l’altro – giuriamo che è vero – aveva problemi di vista). Per cercare di convincere il cartonato ad abbandonare il suo intento (ma nessuno si era accorto che si trattava di una persona completamente immobile?) l’area era stata completamente sgomberata e sono stati utilizzati megafoni e forti fari per cercare di entrare in contatto con il fantomatico ladro. Passate diverse ore, un team di esperti dello Swat ha deciso di fare irruzione… scoprendo l’amara verità. Il capo della polizia è stato, giustamente, allontanato dal servizio.

A NATALE SIAMO TUTTI PIU’ BUONI. E LUI UCCIDE IL PADRE CON L’ALBERO DI NATALE
Se è vero che Natale siamo tutti più buoni… allora che almeno gli omicidi si commettano come si deve. È quello che deve aver pensato un ragazzo di Parrish, in Florida, arrestato con l’accusa di aver assalito a morte il padre usando come arma un albero di Natale. Secondo quanto riportato dallo sceriffo della contea di Manatee, l’uomo, 37 anni, è stato arrestato la scorsa settimana dopo aver tirato un albero alto circa un metro al papà. La morte dell’anziano padre, hanno spiegato i soccorritori, non è stata però causata dall’albero, bensì dalla base di accaio – del peso di oltre dieci chili – che teneva fermo l’arbusto. L’uomo, ora in carcere, continua però a negare l’accaduto.

Scandalo del latte contaminato in Cina, allarme in tutto il mondo

Il mio servizio di oggi su Sky Tg24.

Si è dimesso, con il consenso del governo di Pechino, il responsabile incaricato del controllo di qualità alimentare, Li Changjiang. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Sanità cinese, oltre 53mila bambini sarebbero stati sottoposti a cure mediche dopo aver consumato latte in polvere contaminato da melamina. Di questi, quattro hanno perso la vita, 13mila si sono intossicati e sono ricoverati in ospedale, di cui 104 in gravi condizioni. In Europa non ci sarebbe nulla da temere perché le frontiere sono chiuse dal 2002 alle importazioni di latte e prodotti lattiero-caseari cinesi.

I nomi più pazzi del mondo

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Altro che Chanel o Christian. Se i nomi dei figli di Totti vi sembrano strani, non avete ancora sentito alcuni tra i nomi più pazzi del mondo. Scopriteli con lo Stivale Bucato

Poveri bambini! Ormai col fatto che i genitori vogliono essere sempre più originali, ci si trova con dei nomi che all’anagrafe forse non dovrebbero nemmeno essere accettati (e infatti, come leggerete, alcuni comuni hanno denunciato – giustamente – gli scellerati mamma&papà). Altro che Shantal, Chanel o Christian. Stiamo parlando di nomi allucinanti, presi da marche di abbigliamento, casinò o catene di fast-food e messi a caso ai poveri pargoletti che poi, di conseguenza, sono costretti a fare i conti con il proprio nome per tutta la vita.

Dopo un’attenta ricerca, oggi vi presentiamo alcuni bambini con dei nomi davvero strampalati. Iniziamo da quello che sembra davvero uno scherzo, ma che purtroppo uno scherzo non è proprio: Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116. Ma si pronuncia Albin. Avete capito bene. Nel 1991 due genitori, Elisabeth Hallin e Lasse Diding volevano protestare contro la legge svedese sull’anagrafe, che permette allo stato di disapprovare i nomi “che per qualche ovvia ragione non sono adatti”. I genitori hanno poi spiegato che il nome, di 43 caratteri, rappresentava “lo sviluppo espressionistico e pregnante” di ciò che vedevano in una creazione artistica. I due sono stati multati di cinquemila corone (circa 600 euro). Io gli avrei tolto la custodia del bambino, altro che multa!

C’è da dire che scottati dalla sanzione, i due “poveri” genitori hanno provato a rimediare, chiamando il bambino semplicemente A. Ma purtroppo – che sfortuna, eh? – anche i nomi con una lettera sola in Svezia sono proibiti. Alla fine, per non incappare in altre multe, il piccolo è stato chiamato Albin Hallin… anche se sul passaporto i genitori sono riusciti a far scrivere “Icke namngivet gossebarn”, ossia “piccolo bimbo senza nome”.

Andiamo avanti con i nomi più strani del mondo e arriviamo a GoldenPalaceDotCom, che in inglese significa “Golden Palace punto com”. Si tratta, infatti, di un indirizzo internet. Nel 2005 il casinò online GoldenPalace.com aveva indetto un concorso: i genitori che decidono di chiamare il proprio figlio come il nome del nostro casinò saranno omaggiati di 15mila dollari più tutti i ricavi che sarebbero arrivati dai media e della pubblicità. Molti hanno gridato allo scandalo, ma effettivamente il bambino, di sana costituzione, è stato battezzato come GoldenPalaceDotCom il 19 maggio del 2005.

Urhines Kendall Icy Eight Special K è un altro bellissimo nome, dato a una bambina. Ma guardate il lato romantico della cosa: se si legge Urhines all’americana non viene fuori “urina”, bensì “Your Highness”, sua altezza. Quindi un bellissimo nome! La bambina è nata il 15 febbraio del 2003 e il suo nome viene niente di meno non da una marca di cereali, ma da una chetamina (= una droga) illecita utilizzata probabilmente la notte in cui la bimba è stata concepita. Mah!

Non è ancora finita, ovviamente. Ora vi presento KentuckyFriedCruelty.com, figlio di un’attivista della Peta, l’ong che si occupa della difesa degli animali. Il bambino è stato chiamato in questo modo per protestare contro l’abuso di animali nella catena di fast food Kentucky Fried Chicken. Il bambino, comunque, non sarà chiamato per sempre in questo modo: la sua mamma, infatti, gli ha promesso che cambierà il suo nome non appena la catena di fast food deciderà di comportarsi un po’ meglio nei confronti degli animali.

Chiudiamo, infine, con qualche altra curiosità. C’è il figlio del grande giocatore di poker che è stato chiamato Joker, come il jolly (mentre suo fratello è chiamato Jack, che in inglese significa anche “fante”, proprio come quelli presenti nei mazzi di carte francesi), Ma c’è anche chi si chiama (di nome) Bing Bong, Led Zeppelin, Mick Jagger, Hitler (!) o Nirvana. Ma il migliore è sicuramente Jejomar: una simpatica combinazione tra i nomi di Gesù, Giuseppe e Maria. Che il Cielo assista questi poveri bambini!

Verizon, Sprint e Time Warner bloccheranno siti, blog e newsgroup pedopornografici

→ D@di per Downloadblog.it

Verizon, Sprint e Time Warner Cable hanno annunciato una strategia comune per bloccare in tutti gli Stati Uniti forum, blog e siti con contenuto pedopornografico. Si tratta di un accordo molto importante, che coinvolge tre tra i principali operatori di telefonia e provider di servizi internet nel Nord America.

L’accordo prevede anche il blocco, oltre che dei siti, anche dei tanti e numerosi newsgroup Usenet che consentivano lo scambio di materiale pedopornografico, considerati uno degli ultimi avamposti senza regole della Rete. Secondo quanto riportato da alcuni giornali, le trattative stanno andando avanti per coinvolgere sempre più provider.

Si tratta di una vera e propria novità nella lotta alla criminalità informatica e in particolare alla pedofilia. Durante molti casi giudiziari che coinvolgevano utenti e pedofilia, infatti, fino ad ora i provider si erano sempre detti estranei, spiegando di non poter entrare “nel merito delle comunicazioni personali degli utenti”. La decisione, tra l’altro, è molto importante perché se tutti i provider firmassero un accordo del genere, i “luoghi” su internet dove scambiarsi questo tipo di informazioni si ridurrebbero notevolmente a vista d’occhio, e con essi probabilmente anche il fenomeno.

Infetto il 23% dei computer nostrani: parte oggi la Settimana per la sicurezza informatica

→ D@di per Downloadblog.it

Parte stamattina la Settimana nazionale della sicurezza in Rete: un’iniziativa che punta a diffondere la cultura della prevenzione e la conoscenza dei rischi informatici. A promuoverla, l’Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con la Polizia postale, Abi Lab, SicuramenteWeb, Skuola.Net e l’agenzia giornalistica AGR, con il sostegno di Microsoft.

I numeri snocciolati dagli esperti durante la presentazione della Settimana sono abbastanza preoccupanti: secondo gli ultimi studi, il 23 per cento dei computer italiani sarebbe infetto, e il nostro Paese si porrebbe al terzo posto in Europa e al decimo nel mondo per la diffusione di virus informatici. Poi ancora: dal 2001 ad oggi la Polizia postale ha annunciato di aver chiuso 177 siti Web con contenuti pedopornografici; l’11 per cento dei minori ha dichiarato di aver avuto contatti con pedofili o con persone sospette durante la navigazione in rete; il 52 per cento degli utenti online ha subito un tentativo di accesso non autorizzato alle proprie informazioni.

Non si tratta ovviamente di rischi solo per i più giovani e in generale per gli utenti domestici, ma anche per le imprese: mentre quelle grandi stanno affrontando il problema nel modo giusto, spiegano dalla Polizia postale, le piccole e medie imprese spesso si affidano invece a consulenti e “pseudoesperti che in realtà tali non sono, ed i loro server vengono così usati come teste di ponte per atacchi informatici.

L’iniziativa si svolgerà direttamente (e interamente) sul Web, attraverso un videoblog che accompagnerà l’utente nella conoscenza dei principali rischi da evitare. Giorno dopo giorno, il sito affronterà tanti importanti temi della sicurezza online: “il tuo computer”, “i tuoi soldi”, “la tua identità elettronica”, “la tua privacy”, “la tua reputazione”, “i bambini”, “la tua connessione”.

Gli argomenti saranno presentati attraverso video intuitivi che spiegheranno soprattutto ai non esperti i significati dei termini “spam”, “phishing”, “virus”, “furto di dati” e così via.

Un’iniziativa dunque molto importante: molto spesso per non cadere vittima di crimini informatici basta davvero poco, soprattutto un po’ di buon senso e di conoscenza delle principali problematiche della rete.

“In internet ci sono troppe distrazioni, e in questo modo non stiamo preparando i nostri figli per il futuro”

Ogni giorno se ne sente una, dal punto di vista del comportamento delle persone in rete. Questa volta partiamo da un articolo abbastanza particolare, che spiega come i servizi del Web 2.0 portino molta distrazione, soprattutto a chi dovrebbe utilizzare la rete per studio o lavoro. Secondo un gruppo di ricercatori, facciamo notte per studiare, frequentiamo tutti i corsi all’università, ci facciamo il mazzo… ma poi ci perdiamo in un bicchiere d’acqua utilizzando YouTube, Facebook, Digg, Neatorama, eBay, Flickr, Amazon (e così via). Per non parlare dei siti porno o dei giochi online.

Secondo l’articolo, insomma, ogni volta che stiamo lavorando e che ci sentiamo stressati o oberati dal lavoro, ecco che con pochi click capitiamo quasi senza volerlo su siti assolutamente inutili che sono divertenti ma ci fanno perdere un mucchio di tempo. Secondo questa scuola di pensiero, “internet è uno strumento incredibile per quanto riguarda la produttività e offre l’accesso a una mole immensa di informazioni. Ma distrae troppo. E rende la concentrazione sul lavoro sempre più difficile da ottenere”.

La distrazione, si legge ancora, non è come un ostacolo che possiamo evitare quando siamo in macchina; ma è come un batterio resistente alle medicine: appare e riappare senza che possiamo fare niente. Il problema è che non solo questa “scuola di pensiero” si rivolge agli adulti, ma anche ai più piccoli. Secondo loro, infatti, tutti pensano a preparare i figli per il loro futuro donando loro computer o portandoli in scuole dove viene insegnata l’informatica.

Ma poi spesso i ragazzi si distraggono e iniziano a guardare siti che con la scuola c’entrano poco, oppure iniziano a giocare. Insomma, cosa bisognerebbe fare, allora? In nome di questa “distrazione” dovremmo vietare a bambini e ragazzi di utilizzare il computer? Questo – a mio giudizio – li porterebbe ad avere poi un enorme digital dvide sul mondo del lavoro. Che ne pensate? Notate anche in voi e nei vostri figli questa particolare distrazione?

Germania, bimbo in vendita su eBay

→ D@di per Downloadblog.it

La storia che vi raccontiamo oggi ha decisamente dell’incredibile, e speriamo – una volta che arriverà ai grandi media – che non sia come al solito l’oportunità per parlare male di internet e delle sue potenzialità.

Una coppia di giovani genitori tedeschi è stata denunciata (e ha perso l’affidamento del proprio bambino, di sette mesi) per aver messo un annuncio su eBay, nel quale offrivano al miglior offerente il proprio bambino, appunto. Base d’asta, un euro.

Secondo quanto ha riferito il portavoce della polizia della città bavarese di Krumbach, una volta scoperta la terribile asta, il bambino è stato immediatamente affidato ai servizi sociali, anche se la mamma, 23 anni, continua a spiegare che si trattava “solo” di uno scherzo. Le autorità hanno anche aperto un’inchiesta, contro la madre e il padre (anche lui molto giovane, 24 anni), per capire se dietro ci fosse addirittura anche un traffico di neonati.

L’annuncio su eBay recitava più o meno così: “Offriamo in vendita il nostro nuovo bambino, perché è diventato troppo chiassoso. È un maschietto lungo 70 centimetri e può essere utilizzato in una culla o su un passeggino”.

Unica consolazione: nelle quasi tre ore in cui il bimbo è stato (virtualmente) all’asta, nessuno ha fatto offerte; anzi, alcuni utenti hanno dichiarato di aver avvertito le autorità.

L’allarme di Greenpeace: le consolle per videogiochi sono delle vere e proprie “bombe tossiche”

→ D@di per Geekissimo.com

Videogiocatori di tutto il mondo, fate molta attenzione. Le consolle davanti alle quali passate ore e ore per giocare ai vostri videogames preferiti potrebbero essere molto dannose e nocive per la salute. È quanto denuncia una ricerca dell’associazione ambientalista Greenpeace. Secondo lo studio, infatti, le consolle conterrebbero sostanze chimiche e metalli potenzialmente dannosi alla salute umana; inoltre, le aziende che le producono non starebbero facendo abbastanza per eliminare i componenti tossici e, quindi ridurre i rischi.

Tra le consolle che dovrebbero essere sostituite, la PlayStation 3 di Sony, la Xbox 360 di Microsoft e il Nintendo Wii (in pratica, tutte le più famose). Dando un’occhiata ai risultati dello studio, si evince ad esempio che sia la PlayStation 3 che la Xbox 360 contengono livelli considerati “molto alti” di ftalati: si tratta di sostanze chimiche che servono a rendere più “morbidi” i materiali flessibili, come le coperture di gomma dei cavi. Tra le sostanze tossiche, presenti anche il cloruro polivinilico, il berillio e il bromo.

In realtà le norme che vietano in Europa l’utilizzo di queste sostanze ci sono, ma si applicano solamente ai giochi. Le consolle, al contrario, sono esenti dal divieto, in quanto non sono classificate come giochi. “Per noi – ha detto Keina al-Hajj, responsabile della campagna di Greenpeace contro le sostanze tossiche – si tratta ancora di un giocattolo. E anche se non lo fosse, non vogliamo queste sostanze nei nostri prodotti. Al giorno d’oggi abbiamo a disposizione la tecnologia per produrre consolle pulite”.

Sotto accusa, dicevamo, anche la Nintendo. Secondo, Greenpeace, infatti, la società non avrebbe messo in atto alcuna strategia per il riciclaggio delle sostanze tossiche e quindi per la protezione dell’ambiente. Secondo la dottoressa al-Hajj, questo tipo di mancanze da parte di aziende come queste è decisamente grave: “È uno dei settori più innovativi del pianeta. È un’industria che cambia il nostro modo di vivere e se non accetta la sfida di diventare più responsabile nei confronti dell’ambiente e della salute le conseguenze potrebbero essere molto gravi per tutti”. Dal canto loro, tutte e tre le società difendono i loro prodotti, assicurando gli utenti che rispettano gli standard ambientali.

EasyBaby: la Web-tv “per mamme attive”

→ D@di per Downloadblog.it

Ultimamente stanno nascendo, nel nostro Paese, diverse Web-tv e diversi progetti interessanti che coinvolgono la rete. Questa volta vogliamo parlare di un progetto chiamato “Easybaby“: la “prima Web-tv e il primo social network per mamme e papà”.

Si tratta di un sito e di una Tv on demand nati per venire incontro alle difficoltà dei genitori “in un Paese – spiegano gli organizzatori – in cui la donna non è facilitata professionalmente, soprattutto se mamma, e in cui abbondano le polemiche sulla mancanza di strutture per l’infanzia e sull’impossibilità di rientrare nel mondo lavorativo”.

L’iniziativa, tutta italiana, è stata ideata da Lorenza Minola, ex-consulente della McKinsey e imprenditore di successo anche nel mondo dell’infanzia; partner tecnologico è Digital Magics, una digital media company.

Sul sito e sulla Web-tv avranno spazio diversi format, dal programma scientifico “Buongiorno dottore” al magazine “Genitori si diventa” al docu-reality “Mamma che giornata”.

Tra le tematiche in palinsesto, l’alimentazione, prevenzione e salute, scuola, giochi e passatempi, vacanze, educazione, psicologia, coppia e famiglia, corsi e attività. Tra l’altro si tratta di brevi video, quindi facilmente fruibili anche via internet, che daranno ai genitori consigli e informazioni pratiche sulla vita di tutti i giorni.

“Dal prossimo anno pagelle solo online”. Ci sembra un po’ azzardato… e tra l’altro in Italia già si fa

Sta facendo molto parlare di sé, in questi ultimi giorni, l’annuncio del neo-ministro della Funziona pubblica, Renato Brunetta, secondo cui entro un anno, un anno e mezzo anche le pagelle scolastiche saranno online. Una decisione, ha spiegato il ministro, che servirà far risparmiare carta alla pubblica amministrazione: “Se sapremo cambiare – ha spiegato il ministro – potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi”.

Una scelta intelligente, penseranno in molti, anche se – ma sto esprimendo un’opinione personale – forse bisognerebbe iniziare da altre parti a eliminare la carta. La pagella scolastica, oltre che un importante documento che tutti i genitori, i nonni e i parenti dovrebbero poter continuare a toccare con mano, è anche un ricordo che si tramanda di generazione in generazione. E poi: anche se ormai internet “ce l’hanno tutti”, quante sono le famiglie che non riuscirebbero a visualizzare online la pagella, per incompetenza o per mancanza fisica di mezzi (collegamento a internet o computer)? A mio parere ancora molte. Ben venga, dunque, il risparmio di carta, ma probabilmente si potrebbe iniziare da altri settori.

In realtà, però, non è la prima volta che in Italia si parla di pagella elettronica; anzi, molte scuole si sono già attrezzate. C’è chi da anni mette in rete giorno per giorno tutti i voti (accessibili con password) e i licei dove il computer è presente su ogni cattedra a disposizione del docente. Ci sono gli istituti dove si possono controllare online le presenze dei figli e quelli in cui la pagella (che viene data anche in versione cartacea) è presente da anni anche su internet. In Italia, dunque, fino ad ora si è lasciato all’autonomia delle singole scuole l’utilizzo dell’online nei rapporti con le famiglie.

Sul chi va là – e di parere simile al nostro – anche il rappresentante dei presidi Giorgio Rembado, secondo cui l’eliminazione della carta va vista con favore a patto di due condizioni essenziali: tutte le famiglie devono essere messe in condizioni di usufruirne ed evitare casi di pubblicazione come quelli dei redditi online. Immaginiamo che comunque sarà necessaria una fase intermedia, in cui la pagella verrà data sia a mano (cartacea) sia su internet: solo così si potrà veramente capire se il sistema funziona a dovere.