Referendum, quorum e Beppe Grillo

Come ampiamente previsto il quorum per il Referendum non è stato raggiunto. Eppure, almeno il terzo quesito, diceva una cosa di buon senso. E cioè voleva vietare le candidature multiple in più collegi. Andando quanto meno a limitare i fastidiosi inciuci delle liste elettorali blindate.

Peccato che poi le manifestazioni di Beppe Grillo per un Parlamento più pulito e più equo siano sempre piene zeppe di persone, e tutti si dicono fan del comico genovese. C’è qualcosa che mi sfugge. Andranno ai suoi eventi pubblici solo per farsi quattro risate?

Oggi è il V-Day, manifestazione nata dalla rete

Che siate d’accordo o no, dovete ammetterlo: è forse la prima volta (o una delle primissime volte) che in Italia una manifestazione nata dalla rete, e in particolare da un blog, ottiene una così vasta eco e un così largo successo. Stiamo parlando del V-Day lanciato da Beppe Grillo che si “celebra” oggi in oltre cento piazze italiane.

A mobilitarsi centinaia tra blog e siti che hanno rilanciato mailing list, commenti e video su YouTube.

Scrive Beppe Grillo:

“L’8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi ‘culturali’. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare”.

Numerose le iniziative fuori (raccolta di 50mila firme per dar vita a una proposta di legge contro i diversi malcostumi della politica italiana) e dentro il Web. Per tutte le informazioni potete consultare il sito ufficiale della manifestazione.

Grillo dal premier, prelicenziamento

Il comico genovese col suo blog ha raccolto 1,5 milioni di firme
“Se il governo non ottempererà agli impegni presi, tutti a casa”

Show di Beppe Grillo da Prodi
“Lettera di prelicenziamento”


di DANIELE SEMERARO

ROMA – Beppe Grillo ha portato oggi al presidente del Consiglio Romano Prodi una lettera di prelicenziamento. Per adesso “lasciamolo lavorare – ha spiegato il comico genovese – sennò torna Berlusconi. Però se entro poco tempo” non ottempererà agli impegni presi con i cittadini, “lo licenziamo, insieme a tutti i suoi ministri. Perché loro sono i veri co-co-co., i dipendenti a tempo determinatissimo, e noi siamo i datori di lavoro”. Per l’iniziativa, lanciata attraverso il suo visitatissimo blog, Grillo ha raccolto un milione e mezzo di firme.

“La avvisiamo – si legge nella lettera – quali datori di lavoro, della procedura che adotteremo nel caso i Suoi Ministri non ottemperassero a quanto promesso nei settori di competenza”. “La informiamo – prosegue – che prima di dar corso a eventuali provvedimenti (che potrebbero arrivare al licenziamento) attenderemo le giustificazioni che Ella ci vorrà fornire entro cinque giorni dalla nostra richiesta, dopodiché ci riserveremo di comunicarle le nostre decisioni”.

“Ho chiesto a Prodi – racconta poi Grillo – di spiegare qual è il senso che hanno della modernità, che idea hanno. Se pensano che l’Italia debba diventare una piattaforma logistica dell’Europa. L’ho detto a mio figlio: preferirebbe emigrare”. Prodi ha preso atto delle sue richieste e ha promesso di consegnare la lettera a tutti i ministri.

Il comico, poi, ha aperto una riflessione sull’energia, ricordando che nel ’92 il costo della bolletta prevede che il 7% vada per le fonti rinnovabili. “E oggi – continua – si spendono 30 miliardi di euro per gli inceneritori. Una balla, un incantesimo, sonofinanziati con i soldi che paghiamo sulle rinnovabili. Io sto facendo un giro nelle piazze contro gli inceneritori”.

Grillo, poi, si è lanciato in uno dei suoi lunghi discorsi: contro Paolo Scaroni (“Non vi vergognate di avere gente come lui in posti strategici? Compra centrali nucleari a nome nostro in Slovacchia”); i giornalisti (“Non vi vergognate di stare qui con i vostri microfonini che mettete sotto la bocca di chiunque esce?”); l’alta velocità (“A cosa serve? A spostare una mozzarella a 300 all’ora?”); i parlamentari (“Qui a fianco c’è Montecitorio e ci sono venti parlamentari condannati, che fanno le leggi… manco in Uzbekistan”).

(8 giugno 2006)

(Nella foto: Beppe Grillo dopo la riunione con Prodi)