Michael, l’astronauta italo-americano che “twitta” dallo spazio. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Si avvia verso la conclusione la missione nello spazio dello Shuttle che sta riparando il telescopio Hubble. Quella di sabato è l’ultima passeggiata spaziale. Uno degli astronauti, l’italo-americano Michael Massimino, è diventato famoso raccontando in tempo reale le proprie emozioni utilizzando internet.

Giapponesi record: ci sono 17 milioni di blog

→ D@di per Downloadblog.it

Dopo aver compiuto nel 2007 lo storico sorpasso sull’inglese, diventando la lingua più utilizzata nella blogosfera, i blog giapponesi continuano a moltiplicarsi senza sosta, e ora sono arrivati a sfiorare i 17 milioni di unità, con 1,35 miliardi di singoli articoli pubblicati.

È quanto emerge da un rapporto appena presentato dal ministero delle Comunicazioni nipponico, che per la prima volta ha effettuato uno studio sistematico sullo stato della blogosfera nazionale. Secondo i dati, a gennaio 2008 il numero di blog aveva toccato quota 16,9 milioni di unità su un totale di circa 70 milioni di blog al mondo; degli 88,11 milioni di abitanti del Giappone, inoltre, oltre il 20 per cento è risultato essere attivo come redattore di blog.

Interessante anche il fatto che il giapponese sia diventata la lingua più utilizzata nella blogosfera mondiale, con il 37 dei blog; seguono l’inglese (36 per cento) e il cinese (8 per cento).

Iran: pena di morte per i “crimini” legati a internet e ai blog?

→ D@di per Downloadblog.it

Non si placano le critiche nei confronti dell’Iran e della politica di repressione dei suoi governanti. Questa volta ci occupiamo di un problema che riguarda anche la rete: il parlamento iraniano ha infatti iniziato a esaminare una proposta di legge per estendere la pena di morte (!) ai crimini connessi a corruzione, prostituzione e apostasia su internet.

In pratica, con l’intento di “rinforzare le pene previste per i crimini contro la sicurezza morale della società” aprire un blog e scrivere (anche solo nei commenti) opinioni non in linea con quelle del governo può costare molto, molto caro. Addirittura la condanna a morte. Ed è la prima volta che accade una cosa del genere – credo – nel mondo.

Tra i reati puniti con la pena di morte, anche la creazione di siti riguardanti la prostituzione, il traffico e il sequestro di esseri umani per abuso sessuale. Ricordiamo che l’Iran fa parte di quei paesi in cui in molti, per criticare il regime, utilizzano internet e i blog, soprattutto la fascia più giovane della popolazione.

Twellow, un ottimo strumento per cercare utenti Twitter

→ D@di per Downloadblog.it

Twellow è, per dirla con una frase fatta, il motore di ricerca per Twitter che Twitter si è dimenticato di costruire. Il servizio di cui andiamo a parlare oggi, infatti, permette di effettuare ricerche tra gli utenti Twitter. In che modo? È presto detto.

Twellow, negli ultimi tempi, ha indicizzato più di 300mila utenti Twitter e li ha classificati secondo diverse categorie e sottocategorie (marketing, programmazione, design, etc). Ovviamente, oltre alla ricerca per categorie, è possibile fare ricerche anche per termini chiave, per nome, per nick, e così via. I risultati sono ordinati in base al numero di “followers”, ma è possibile anche ordinare la lista in base al numero di aggiornamenti recenti.

Inserendo il mio nome e cognome mi sono trovato subito nel database, e il sistema c’ha quasi azzeccato, inserendomi in automatico in tre categorie: news (giusto), televisione (giusto), entertainment (vabbè… ci si può stare!); tuttavia, se non siete stati ancora inseriti in automatico potete farlo andando direttamente qui. Non male come idea: se ci fosse un’integrazione con i servizi di posta elettronica o di messaggistica immediata (per importare e fare una ricerca tra i contatti conosciuti) sarebbe ancora meglio!

Improvvisamente vi trovate migliaia di visitatori sul vostro sito? Non siete diventati più bravi, è la nuova versione dell’antivirus Avg

→ D@di per Geekissimo.com

La nuova versione dell’antivirus Avg, la 8, crea un falso traffico dati? È la tesi di un articolo dell’inglese Register, secondo cui gli analisti di rete del loro server hanno notato, all’inizio dello scorso mese, un inaspettato aumento di traffico (addirittura a volte raddoppiato rispetto alla media del periodo). Purtroppo, però, non erano i giornalisti della testata ad essere migliorati… bensì il problema era Avg.

In particolare, il nuovo malware scanner di Avg. Partiamo dall’inizio: circa sei mesi fa Avg aveva acquistato Linkscanner dalla Exploit Prevention Labs: si tratta di un tool che, installato all’interno del browser, permette ad Avg di effettuare ricerche all’interno di tutti i siti che risultano da una ricerca ad esempio su Google. Un caso pratico: una persona cerca un termine su Google ed escono dieci risultati. A quel punto lo scanner inizia a visitare (in background) tutti e dieci i siti; accanto a ogni termine uscito su Google, poi, inserisce un simbolo verde se il sito è sicuro, un simbolo rosso se invece non è sicuro.

Questo, dunque, porta il browser a visitare in automatico tutte le pagine che escono dalla ricerca di Google. Se calcoliamo che circa 20 milioni di utenti in tutto il mondo hanno installato l’ultima versione di Avg in questi due mesi… risulta che alcuni siti (magari “fortunati” perché contengono al loro interno parole chiave molto utilizzate) hanno raggiunto una popolarità maggiore anche dell’ottanta per cento. Non si tratta certo di un problema da poco: il traffico aumenta, i costi per il bandwidth aumentano e lo spazio su disco dei singoli utenti diminuisce a dismisura, con centinaia e centinaia di linee non necessarie nei file di log.

Da parte loro, i responsabili di Avg hanno spiegato di non essere al corrente di questo “simpatico” problema, difendendo per di più il ruolo di Linkscanner: “C’è un’attività maligna talmente diffusa sul Web – hanno spiegato – che il solo modo per scoprirla è quello di darci un’occhiata“. Che ne pensate? Siete per caso tra i “fortunati” ad essere stati colpiti da questo particolare fenomeno? Avete riscontrato qualcosa di strano analizzando il traffico di rete dei vostri blog/siti?

GuadagnoRisparmiando ti regala un MacBook Air

Oggi voglio segnalare una bella iniziativa di GuadagnoRisparmiando.com, uno dei blog del network iSayBlog. Il sito, infatti, ha deciso di mettere in palio tra tutti i suoi visitatori un favoloso MacBook Air. Tra l’altro le modalità di partecipazione sono davvero innovative, perché sono basate sul PageRank di Google. In pratica, se un sito ha PageRank uguale a 2 (per fare un esempio), il suo proprietario sarà inserito due volte nell’urna dalla quale uscirà il vincitore; se ha PageRank uguale a 7 sarà inserito sette volte, e così via.

Partecipare è semplicissimo, e tutte le indicazioni le trovate all’interno dell’articolo “GuadagnoRisparmiando esaudisce un vostro desiderio e vi regala un MacBook-Air!”. Io ovviamente partecipo al contest con questo post. Il concorso scade il 10 luglio alle 23.59.

Risparmiare si può, con GuadagnoRisparmiando!

La Ap cambia le regole per l’utilizzo nei blog delle proprie notizie. E impazza la polemica

È polemica nella blogosfera, soprattutto quella americana, per la decisione dell’Associated Press (Ap), una delle più importanti agenzie di stampa del mondo, di stilare delle linee guida per l’utilizzo dei suoi articoli all’interno di siti e blog. La decisione, unica nel suo genere, vuole stabilire per la prima volta e in maniera chiara quanta parte di articoli è possibile riprodurre liberamente e gratuitamente senza andare a infrangere i copyright.

La Ap, un po’ come l’Ansa in Italia, è una cooperativa di circa 1.500 aziende editoriali di tutto il mondo (tra queste c’è anche il New York Times, solo per fare un esempio) e fornisce ai propri abbonati (l’abbonamento costa migliaia di dollari l’anno) notizie in tempo reale su quello che accade in tutto il mondo. Perché giornalisti e aziende editoriali devono pagare così tanto, e i blogger invece possono pubblicare liberamente tutto ciò che vogliono? Questo, un po’, il ragionamento dei vertici dell’agenzia.

“Tagliare e incollare lunghe porzioni di testo scritte dai nostri giornalisti non è quello che vogliamo vedere – spiega un responsabile dell’Ap – e a chi ci dice che questa è lo spirito di internet, noi rispondiamo che lo spirito di internet in realtà è linkare ai contenuti originali, in modo che le persone possano leggere i contenuti laddove sono stati scritti”.

Insomma, in attesa che l’Ap decida esattamente quali saranno le linee guida per citare i suoi articoli, sono moltissimi i blogger (famosi e no) che stanno protestando per la decisione. Come TechCrunch, ad esempio, dove è stato deciso che se la situazione rimarrà tale non saranno postate più notizie che provengono dalla Ap.

“Eccola la nostra nuova politica sulle notizie della Ap – si legge in un post molto polemico che ha fatto il giro del mondo – per noi non esistono. Non le vediamo, non le citiamo, non le linkiamo. Sono escluse dal nostro sito fino a quando non abbandoneranno questa strategia, e incoraggiamo anche gli altri a fare lo stesso finché questi tentativi ridicoli di evitare la diffusione d’informazioni in rete non cesseranno.

Che ne pensate? Libertà d’informazione più totale o rispetto per le regole del copyright?

Lo storico Ruta condannato per “stampa clandestina” per sito/blog “irregolare”. È la prima volta in Italia

Il famoso sito dello storico Carlo Ruta “Accade in Sicilia”, che si occupa di inchieste e documentazione storica e sociale, ha ricevuto dai giudici del tribunale di Modica (Ragusa) una multa pecuniaria, con l’accusa di “periodicità non regolare”.

In particolare, il reato è praticamente lo stesso (quello di “stampa clandestina”) che “commette chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta”. Ma per la prima volta è applicato, in Italia e probabilmente anche in Europa, per un sito Web e un blog.

Ma lo storico non ci sta: “Quale irregolarità? In nome di quale principio si applica il criterio della periodicità ad un blog?”, si chiede Carlo Ruta, che sospetta che la condanna non sia tanto di ordine tecnico o burocratico. “Nel mio blog – continua – ho fatto ampie ricostruzioni, con una documentazione dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni Spampinato, il giornalista collaboratore dei quotidiani ‘l’Ora’ e ‘l’Unità’ che nel 1972, a soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava portando alla luce in un’inchiesta su un delitto, un rilevante intreccio di affari e malavita”.

“Solo in Cina e a Cuba” avvengono cose del genere, continua Ruta, “ed è per questo che ci attiveremo tra conferenze stampa ed altre azioni affinchè tutti vengano a conoscenza di questa violazione della libertà di espressione. Perché questo rappresenterebbe un precedente molto grave”. In realtà, però, i media non si sono molto occupati della vicenda.

“Non siamo abituati – ha commentato Giuseppe Giulietti dell’associazione “Articolo 21″ a commentare le sentenze, ma non vogliamo che questa resti avvolta nell’ombra perché riguarda l’articolo 21 della Costituzione e la libertà della Rete, in un momento tra l’altro particolarmente delicato per l’informazione, in cui si decreta il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni che non rientrano in quelle consentite”.

“Perché scrivo sul blog? Perché me l’ha detto il dottore”

A chi vi chiede il perché passiate tanto tempo davanti al computer a scrivere ed ad aggiornare il vostro blog, ora potete rispondere che ve l’ha detto il dottore. Scherzi a parte, da uno studio appena pubblicato su Scientific American emerge che la blogosfera si è andata sempre più riempiendo negli ultimi anni proprio a causa dei benefici terapeutici che lo scrivere riguardo a esperienze personali, pensieri e sentimenti porta. Insomma: scrivere di sé e dei propri problemi per degli sconosciuti produrrebbe molti benefici psicologici.

Secondo i ricercatori, scrivere su un blog migliora la memoria e il sonno, migliora l’attività delle cellule immunitarie e riduce il carico virale nei pazienti affetti da Hiv; addirittura, velocizza le guarigioni dopo le operazioni chirurgiche. Tra l’altro – e questa è una notizia davvero bella – sembra che i pazienti di oncologia (quindi affetti da cancro) che iniziano a scrivere poco prima di iniziare le cure, si sentono poi molto meglio, mentalmente e fisicamente, di coloro che non fanno blogging. Insomma, spiega Alice Flaherty, neuroscienziata dell’università di Harvard e del Massachusetts General Hospital, l’uomo è un animale sociale, e lamentarsi e parlare dei propri problemi diventa un po’ una specie di “placebo per diventare più soddisfatti”.

Secondo questi studi, inoltre, il blogging potrebbe aiutare il rilascio di dopamina proprio come fanno altri stimolanti (vedi la musica, l’attività fisica o l’arte). Ovviamente ci sarebbe molto altro da scoprire, come ad esempio provare a capire cosa accade al cervello prima e dopo la scrittura, ma le informazioni in mano agli scienziati al momento sono molto poche, perché le regioni attive del cervello che si occupano di queste funzioni sono collocate molto internamente.

In attesa di nuovi risultati scientifici ancora più accurati c’è comunque da dire che persone che purtroppo hanno a che fare con il cancro e con la chemioterapia cercano (e trovano) molto sollievo nella blogosfera. Per questo, hanno spiegato dall’équipe medica, presto ai pazienti malati di cancro verranno offerte terapie che comprendono anche l’utilizzo della scrittura e dello strumento blog.

Che la presentazione dell’iPhone 3G abbia inizio!

Oggi per molti appassionati dei prodotti Apple è un giorno molto speciale. Con ogni probabilità, infatti, Steve Jobs alle 19 ora italiana (le 10 ora locale) presenterà la nuova versione dell’iPhone durante l’annuale conferenza WWDC dedicata agli sviluppatori, che si tiene a San Francisco. Si tratta di un momento importantissimo per chi – come me – aspetta da oltre un anno e mezzo la commercializzazione dell’iPhone in Italia: entro qualche ora dalla presentazione ufficiale negli Stati Uniti, infatti, Tim (e presumibilmente anche Vodafone) dovrebbe/dovrebbero annunciare i prezzi di vendita nel nostro Paese, i piani tariffari e ovviamente la data di sbarco nello Stivale.

In attesa di sapere se l’iPhone avrà il Gps, se avrà una fotocamera da 5 megapixel o se farà il caffè… se volete seguire in diretta la presentazioni con commenti e reazioni da parte del mondo dei “fan” vi consiglio tre siti in lingua italiana, rigorosamente in ordine alfabetico, che effettueranno il live-blogging a partire dalle ore 19: Melablog.it, Melamorsicata.it e TheAppleLounge.com.

A domani con tutte le novità!

Infetto il 23% dei computer nostrani: parte oggi la Settimana per la sicurezza informatica

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Parte stamattina la Settimana nazionale della sicurezza in Rete: un’iniziativa che punta a diffondere la cultura della prevenzione e la conoscenza dei rischi informatici. A promuoverla, l’Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con la Polizia postale, Abi Lab, SicuramenteWeb, Skuola.Net e l’agenzia giornalistica AGR, con il sostegno di Microsoft.

I numeri snocciolati dagli esperti durante la presentazione della Settimana sono abbastanza preoccupanti: secondo gli ultimi studi, il 23 per cento dei computer italiani sarebbe infetto, e il nostro Paese si porrebbe al terzo posto in Europa e al decimo nel mondo per la diffusione di virus informatici. Poi ancora: dal 2001 ad oggi la Polizia postale ha annunciato di aver chiuso 177 siti Web con contenuti pedopornografici; l’11 per cento dei minori ha dichiarato di aver avuto contatti con pedofili o con persone sospette durante la navigazione in rete; il 52 per cento degli utenti online ha subito un tentativo di accesso non autorizzato alle proprie informazioni.

Non si tratta ovviamente di rischi solo per i più giovani e in generale per gli utenti domestici, ma anche per le imprese: mentre quelle grandi stanno affrontando il problema nel modo giusto, spiegano dalla Polizia postale, le piccole e medie imprese spesso si affidano invece a consulenti e “pseudoesperti che in realtà tali non sono, ed i loro server vengono così usati come teste di ponte per atacchi informatici.

L’iniziativa si svolgerà direttamente (e interamente) sul Web, attraverso un videoblog che accompagnerà l’utente nella conoscenza dei principali rischi da evitare. Giorno dopo giorno, il sito affronterà tanti importanti temi della sicurezza online: “il tuo computer”, “i tuoi soldi”, “la tua identità elettronica”, “la tua privacy”, “la tua reputazione”, “i bambini”, “la tua connessione”.

Gli argomenti saranno presentati attraverso video intuitivi che spiegheranno soprattutto ai non esperti i significati dei termini “spam”, “phishing”, “virus”, “furto di dati” e così via.

Un’iniziativa dunque molto importante: molto spesso per non cadere vittima di crimini informatici basta davvero poco, soprattutto un po’ di buon senso e di conoscenza delle principali problematiche della rete.

BlogAmp, una bella utility Web per creare e condividere comodamente podcast

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Avete un blog in cui pubblicate spesso podcast? O volete iniziare a creare dei podcast da zero? Vi può aiutare un’interessante applicazione chiamata BlogAmp, il cui scopo è quello di creare podcast e darvi la possibilità di inserirli nel vostro blog, prendendovi per mano dall’inizio alla fine del processo.

BlogAmp, infatti, carica su un server, offre il codice per inserirlo in un post e crea anche il Feed Rss. Unica limitazione: gli mp3 possono essere “pesanti” fino a 25 Mb, ma non è un problema visto che stiamo parlando di audio compresso.

Il sistema, oltre alla gestione dell’archivio dei podcast, provvede anche a personalizzare con logo e colori a propria scelta il player, di inserire immagini e descrizioni all’interno del brano ed è compatibile con praticamente tutte le piattaforme blog.

I blogger incontrano Al Gore (speciale Downloadblog.it)

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Come preannunciato ieri pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma abbiamo partecipato all’incontro del premio Nobel Al Gore con i blogger italiani in occasione della presentazione di Current Tv Italia. È stato un pomeriggio molto interessante in cui si è discusso, tra le altre cose, di libertà d’informazione e nuovi media, di giornalismo ed economia, e che forse non ha lasciato tutti – noi per primi – al cento per cento soddisfatti delle risposte e dei temi trattati. All’incontro, moderato dal direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, oltre ad Al Gore hanno partecipato il direttore dei programmi di Current Tv Italia Tommaso Tessarolo, il blogger e conduttore di “Reporter Diffuso” Marco Montemagno e il Ceo di Current Mark Goldman.

Al Gore, contento per una platea molto entusiasta, ha incentrato il suo discorso tutto sull’esigenza di una televisione e di un’informazione più libera e democratica, che risenta dell’energia del Www e degli individui che popolano Web&blog. Per Gore, da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione di facile accesso per molti, è come se l’individuo si fosse ripreso il potere di informarsi, di esprimersi e di informare: “Quando il potere è nelle mani di pochi – spiega il premio Nobel – la democrazia ne soffre”. Così, la missione di questa nuova televisione diventa proprio quella di democratizzare la Tv: “Siamo l’unico network indipendente negli Stati Uniti – Al Gore l’ha ripetuto diverse volte durante l’incontro – e uno dei pochi nel mondo senza un padrone. Non ci faremo mai influenzare dai poteri economici o politici”.

Un bel discorso, almeno in teoria. Staremo a vedere quanto Current riuscirà ad essere indipendente, considerato anche che in Italia si è legata a Sky, che ricordiamo è di proprietà di Rupert Murdoch; non abbiamo niente da dire contro Sky, ma – iniziano a chiedersi molti spettatori durante la presentazione – cosa succederebbe se s’iniziassero a intaccare i poteri forti della politica e della Chiesa? A questa domanda Al Gore risponderà più tardi. Intanto, spiega Gore, ci sono cose più importanti del successo economico: il libero accesso alle informazioni è uno dei presupposti cardine della democrazia, e la democrazia è minacciata in molti paesi. Il primo risultato che si ottiene dal fatto che l’informazione sia gestita da pochi centri di potere è che sappiamo tutto su Paris Hilton o Britney Spears, ma la gente non sa che il Polo Nord si sta squagliando a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale”.

Per Al Gore, dunque, un’informazione libera è la base di una società democratica: basti pensare – spiega – che a causa di un’informazione distorta in molti e per molto tempo negli Stati Uniti hanno pensato che il mandante degli attentati dell’11 settembre fosse Saddam Hussein. “L’informazione oggi – prosegue l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti – soffre di un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni.

Current vuole collegare internet e la tv in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. In molti paesi, Usa inclusi, la concentrazione della proprietà dei media ha portato alla conseguenza che molte voci sono state escluse”. Continuano le domande da parte dei blogger. Un ragazzo affronta il problema dei media tradizionali e dell’ancora scarsa credibilità e penetrazione nella popolazione che hanno i blog e i video online. Come può Current, allora, sovvertire i media tradizionali? “Più la gente è connessa, più la gente ci guarda, più si alzerà automaticamente la qualità dei video su internet. Solo così – racconta Al Gore – riusciremo a far capire alle persone che si può fare dell’ottima informazione anche in rete”.

La domanda più interessante arriva come un fulmine in un momento un po’ di fiacca: l’Italia si trova al sessantaquattresimo posto tra i paesi del mondo per la libertà d’informazione; se venisse pubblicato un video scomodo, ad esempio sul Vaticano, come si comporterebbe Current? E Al Gore: “Lo mostriamo comunque. Noi rispondiamo solo a voi”. Permettetemi su questo punto di essere un po’ scettico: ricordate, solo per fare un esempio, quanto scalpore fece la messa in onda del documentario della Bbc sui preti pedofili qualche tempo fa?

Si arriva poi al problema della proprietà di Current. Non ci sono, assicura Gore, investitori italiani, ma per una legge americana non è possibile dire esattamente chi sono gli investitori: “Diciamo che all’inizio – racconta – ci sono stati dei grossi prestiti, già tutti ripagati, e che nessuno ha mai imposto alcuna regola alla Tv, lasciandoci una libertà completa”. E allora, si chiedono in tanti, come conciliare questa libertà completa col fatto che Current Tv si affidi a Sky, che è proprietà di News Corp. del magnate australiano dei media Rupert Murdoch? “Sky si vuole aprire a ciò che Current rappresenta. È una televisione libera: quando ci siamo seduti al tavolo per iniziare le contrattazioni non abbiamo mai avuto alcuna pressione su nessun argomento. Anche qui in Italia ci sentiamo liberi”. Eppure, aggiungiamo noi, Murdoch è anche proprietario della Fox, che negli Stati Uniti parteggia – anche poco velatamente – per i repubblicani di Bush, mentre Al Gore è nei democratici. Mah.

L’unica domanda intelligente, tra quelle non programmate, è l’ultima: se un blogger/film-maker che invia un video a Current.tv dovesse avere problemi legali, cosa farebbe il sito per aiutarlo? Gore spiega che lo staff è addestrato per essere molto attento a tutto quello che passa in video, che non violi regole né comportamentali né di copyright. E tra l’altro che problemi legali non ce ne sono mai stati. Ma se dovessero esserci, assicura Gore, “il nostro ufficio legale si darebbe da fare per risolverli”.

L’incontro è stato davvero molto interessante, anche se purtroppo l’ex-vicepresidente ha cercato di glissare su un paio di domande, dando risposte un po’ generiche. Molti di voi probabilmente hanno assistito alla conferenza, sul Web come in televisione o di persona. Molti di voi, invece, ne avranno sentito parlare attraverso questo o altri blog. C’è davvero moltissima “carne al fuoco”, e mi piacerebbe sentire la vostra opinione e i vostri commenti in merito.