I blogger incontrano Al Gore (speciale Downloadblog.it)

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Come preannunciato ieri pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma abbiamo partecipato all’incontro del premio Nobel Al Gore con i blogger italiani in occasione della presentazione di Current Tv Italia. È stato un pomeriggio molto interessante in cui si è discusso, tra le altre cose, di libertà d’informazione e nuovi media, di giornalismo ed economia, e che forse non ha lasciato tutti – noi per primi – al cento per cento soddisfatti delle risposte e dei temi trattati. All’incontro, moderato dal direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, oltre ad Al Gore hanno partecipato il direttore dei programmi di Current Tv Italia Tommaso Tessarolo, il blogger e conduttore di “Reporter Diffuso” Marco Montemagno e il Ceo di Current Mark Goldman.

Al Gore, contento per una platea molto entusiasta, ha incentrato il suo discorso tutto sull’esigenza di una televisione e di un’informazione più libera e democratica, che risenta dell’energia del Www e degli individui che popolano Web&blog. Per Gore, da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione di facile accesso per molti, è come se l’individuo si fosse ripreso il potere di informarsi, di esprimersi e di informare: “Quando il potere è nelle mani di pochi – spiega il premio Nobel – la democrazia ne soffre”. Così, la missione di questa nuova televisione diventa proprio quella di democratizzare la Tv: “Siamo l’unico network indipendente negli Stati Uniti – Al Gore l’ha ripetuto diverse volte durante l’incontro – e uno dei pochi nel mondo senza un padrone. Non ci faremo mai influenzare dai poteri economici o politici”.

Un bel discorso, almeno in teoria. Staremo a vedere quanto Current riuscirà ad essere indipendente, considerato anche che in Italia si è legata a Sky, che ricordiamo è di proprietà di Rupert Murdoch; non abbiamo niente da dire contro Sky, ma – iniziano a chiedersi molti spettatori durante la presentazione – cosa succederebbe se s’iniziassero a intaccare i poteri forti della politica e della Chiesa? A questa domanda Al Gore risponderà più tardi. Intanto, spiega Gore, ci sono cose più importanti del successo economico: il libero accesso alle informazioni è uno dei presupposti cardine della democrazia, e la democrazia è minacciata in molti paesi. Il primo risultato che si ottiene dal fatto che l’informazione sia gestita da pochi centri di potere è che sappiamo tutto su Paris Hilton o Britney Spears, ma la gente non sa che il Polo Nord si sta squagliando a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale”.

Per Al Gore, dunque, un’informazione libera è la base di una società democratica: basti pensare – spiega – che a causa di un’informazione distorta in molti e per molto tempo negli Stati Uniti hanno pensato che il mandante degli attentati dell’11 settembre fosse Saddam Hussein. “L’informazione oggi – prosegue l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti – soffre di un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni.

Current vuole collegare internet e la tv in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. In molti paesi, Usa inclusi, la concentrazione della proprietà dei media ha portato alla conseguenza che molte voci sono state escluse”. Continuano le domande da parte dei blogger. Un ragazzo affronta il problema dei media tradizionali e dell’ancora scarsa credibilità e penetrazione nella popolazione che hanno i blog e i video online. Come può Current, allora, sovvertire i media tradizionali? “Più la gente è connessa, più la gente ci guarda, più si alzerà automaticamente la qualità dei video su internet. Solo così – racconta Al Gore – riusciremo a far capire alle persone che si può fare dell’ottima informazione anche in rete”.

La domanda più interessante arriva come un fulmine in un momento un po’ di fiacca: l’Italia si trova al sessantaquattresimo posto tra i paesi del mondo per la libertà d’informazione; se venisse pubblicato un video scomodo, ad esempio sul Vaticano, come si comporterebbe Current? E Al Gore: “Lo mostriamo comunque. Noi rispondiamo solo a voi”. Permettetemi su questo punto di essere un po’ scettico: ricordate, solo per fare un esempio, quanto scalpore fece la messa in onda del documentario della Bbc sui preti pedofili qualche tempo fa?

Si arriva poi al problema della proprietà di Current. Non ci sono, assicura Gore, investitori italiani, ma per una legge americana non è possibile dire esattamente chi sono gli investitori: “Diciamo che all’inizio – racconta – ci sono stati dei grossi prestiti, già tutti ripagati, e che nessuno ha mai imposto alcuna regola alla Tv, lasciandoci una libertà completa”. E allora, si chiedono in tanti, come conciliare questa libertà completa col fatto che Current Tv si affidi a Sky, che è proprietà di News Corp. del magnate australiano dei media Rupert Murdoch? “Sky si vuole aprire a ciò che Current rappresenta. È una televisione libera: quando ci siamo seduti al tavolo per iniziare le contrattazioni non abbiamo mai avuto alcuna pressione su nessun argomento. Anche qui in Italia ci sentiamo liberi”. Eppure, aggiungiamo noi, Murdoch è anche proprietario della Fox, che negli Stati Uniti parteggia – anche poco velatamente – per i repubblicani di Bush, mentre Al Gore è nei democratici. Mah.

L’unica domanda intelligente, tra quelle non programmate, è l’ultima: se un blogger/film-maker che invia un video a Current.tv dovesse avere problemi legali, cosa farebbe il sito per aiutarlo? Gore spiega che lo staff è addestrato per essere molto attento a tutto quello che passa in video, che non violi regole né comportamentali né di copyright. E tra l’altro che problemi legali non ce ne sono mai stati. Ma se dovessero esserci, assicura Gore, “il nostro ufficio legale si darebbe da fare per risolverli”.

L’incontro è stato davvero molto interessante, anche se purtroppo l’ex-vicepresidente ha cercato di glissare su un paio di domande, dando risposte un po’ generiche. Molti di voi probabilmente hanno assistito alla conferenza, sul Web come in televisione o di persona. Molti di voi, invece, ne avranno sentito parlare attraverso questo o altri blog. C’è davvero moltissima “carne al fuoco”, e mi piacerebbe sentire la vostra opinione e i vostri commenti in merito.

Oggi l’incontro di Al Gore con i blogger italiani

Chi segue il mio sito sa che non sono tipo da frequentare Barcamp o riunioni di blogger. Ma l’occasione di oggi era particolarmente che ho deciso di non farmela sfuggire. Non come giornalista, ma come blogger.

Oggi, infatti, nasce Current.tv, “canale che informa combinando il linguaggio televisivo e quello di internet” e nel pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma il fondatore della Tv, il premio Nobel nonché ex-vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore incontrerà il popolo della rete italiano e risponderà alle domande.

Su queste pagine, ovviamente, posterò un resoconto dell’incontro. Ecco il comunicato dell’evento, uscito anche sull’Ansa:

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Chi l’ha detto che i blogger non possono essere anche bravi giornalisti? L’esperienza di Joani Sanchez

→ D@di per Geekissimo.com

Il piccolo antagonismo tra blogger e giornalisti ogni tanto ritorna in primo piano, con i primi che spesso non vogliono essere equiparati ai secondi, e i secondi che non danno autorevolezza ai primi. Una disputa che non stiamo qui a discutere oggi, ma che ci dà l’occasione per parlare di una bella storia che riguarda la blogger cubana Yoani Sanchez, scrittrice di “Generacion Y”.

Autrice di una cronaca pungente sulle difficoltà della vita quotidiana sotto il regime castrista, ha ricevuto sabato uno dei più prestigiosi riconoscimenti giornalistici spagnoli, il premio Ortega et Gasset per il giornalismo digitale assegnato dal quotidiano El Pais. I giurati hanno voluto premiare la sua “ingegnosità nel superare le limitazioni alla libertà di espressione che regnano nell’isola caraibica, il suo stile vivace e la sua volontà di far parte dello spazio mondiale del giornalismo civico”.

“Generacion Y”, blog ospitato su un server tedesco, è talmente popolare che nel solo mese di febbraio ha registrato un milione e duecentomila visitatori. “È un grande incoraggiamento per i blogger cubani, che sono ancora a uno stadio embrionale”, ha commentato a caldo la Sanchez, che ha poi spiegato: “Ciò indica che i blog cubani possono rappresentare una fonte parallela di informazione, di riflessioni e di opinioni indipendenti dai media ufficiali di Cuba”.

All’interno del blog Sanchez, 32 anni, parla della sua vita quotidiana, descrivendo le difficoltà economiche e le limitazioni politiche. Dopo i blog scritti da cinesi, iracheni, afgani e da tante altre persone che vivono in posti dove la libertà di stampa e di opinione non è rispettata, ecco dunque un’altra bella testimonianza di come la Rete possa rivestire un importante ruolo sociale e possa fare del bene mettendo in comunicazione le persone e creando un’opinione libera e diversa da quella dei regimi.

Proposta per un’unione dei blogger. Quanto è fattibile?

→ D@di per Geekissimo.com

Sta facendo molto discutere nella blogosfera mondiale un interessante articolo pubblicato su Columbia Journalism Review (rivista della celeberrima scuola di giornalismo della Columbia University) secondo cui sarebbe necessaria e auspicabile un’unione dei blogger per rivendicare i diritti di coloro che scrivono su internet per lavoro e per passione. Nell’articolo si legge che la disputa tra gli sceneggiatori di film Tv e le industrie dei media che ha portato allo sciopero, che dura da mesi e che tanto sta danneggiando l’industria cinematografica americana, ha la sua origine nel Web.

Quello che gli sceneggiatori vorrebbero è ottenere un compenso extra quando i propri contenuti sono ritrasmessi su internet. Le case di distribuzione ovviamente non vogliono cedere e il compenso rimane sempre lo stesso. Ma perché internet, che ormai ha più utenti della televisione e dei giornali, non viene considerato così importante come televisioni e giornali? Il parallelismo con lo sciopero degli sceneggiatori secondo me è molto interessante, perché in un futuro non troppo lontano se le cose non cambieranno, anche i blogger potrebbero decidere di entrare in sciopero.

I blogger non fanno solo parte del mercato delle idee, ma guardano giustamente anche al profitto e si possono dividere fondamentalmente in tre categorie. Quelli più famosi, che grazie alle loro idee e alle loro capacità vengono notati e assunti dalle grandi società editoriali per continuare a scrivere il proprio blog e le proprie idee con il loro “marchio”, guadagnano le stesse cifre dei grandi giornalisti. Poi ci sono i freelance, che scrivono per blog più o meno famosi o per network di blog e ricevono paghe da fame e non hanno alcun diritto.

Infine ci sono quelli che si dilettano a scrivere sui blog e lo fanno come hobby. La proposta di un’unione si rivolge alla seconda categoria: si tratta di tutti coloro che cercano di guadagnare qualcosa con i loro articoli e il loro lavoro quotidiano e che però continuano a non avere diritti e ad avere contratti in nero. Per questo, conclude l’articolo, sarebbe auspicabile un’unione dei blogger, che lotti per i loro diritti e per i loro salari minimi. Sicuramente in Italia la situazione è un po’ diversa dagli Stati Uniti e spesso i blog e i network di blog (famosi e meno famosi) sono ancora a “conduzione familiare” e quindi si trovano a rispettare di più i propri lavoratori. Che ne pensate? Vi trovate d’accordo con questa proposta? O forse è ancora un po’ presto per un’unione o un sindacato?

Ultim'ora: down la piattaforma Blogger di Google (aggiornato)

Dalle 16 circa è down la piattaforma Blogger, di proprietà di Google, quella che, per intenderci, racchiude tutti i blog *.blogspot.com, che sono migliaia in tutto il mondo.

Collegandosi a un blog, ma anche ad altri siti sempre di proprietà di Google, si ottiene un errore 502 del server.

Al momento non sembra un elemento allarmante: se andiamo sulla home page di Blogger si legge che “Blogger is undergoing brief maintenance and will return in a few minutes”. Di certo non si tratta di uno stop di routine: negli Stati Uniti è mattina e in Europa è pomeriggio…

Aggiornamento: sono le ore 16.58 e dopo quasi un’ora (un tempo in ogni caso abbastanza lungo) sembra che il guasto sia stato riparato. I blog funzionano di nuovo correttamente.

Aggiornamento /2:
Sul sito Blogger Status è comparso, puntualissimo direi, un annuncio: “Blogger and Blog*Spot had an unexpected outage for an hour this morning, starting around 7AM PDT. As of 8AM, all but a few blogs are working properly again. We apologize profusely for this interruption in service“. Dunque, stando a Blogger, i blog ormai funzionerebbero quasi tutti e si sarebbe trattato di un’interruzione inaspettata.