Da Sarahah a Thiscrush, l’estate dei social anonimi

Sono sempre più le applicazioni per cellulare che permettono di inviare messaggi in maniera del tutto anonima. E, come spesso accade, servizi nati per giocare e divertire finiscono per destare molta preoccupazione

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Chat e sms non fanno male al linguaggio dei ragazzi

→ D@di per Geekissimo.com

Chi l’ha detto che il linguaggio delle chat e degli sms è controproducente per i ragazzi? Se è vero che distolgono i giovanissimi dagli impegni di studio, comunque li costringono ad adoperare il linguaggio scritto: è questa la tesi di un’indagine di linguistica pubblicata sul magazine britannico New Scientist, che svela – appunto – che la comunicazione istantanea come le chat o i messenger non deteriora le capacità linguistiche dei giovani, anzi le rinforza, “perché i ragazzi amano sfoggiare le proprie conoscenze quando interagiscono con gli amici in chat”.

Gli esperti, guidati dalla linguista Sali Tagliamonte dell’università di Toronto, in Canada, hanno analizzato milioni di parole scritte in chat da ragazzi tra i 15 e i 20 anni ed altrettante parole scambiate oralmente dai ragazzi, e hanno osservato che nelle chat si comunica con molta più accuratezza e rispettando le regole grammaticali e sintattiche che non nel linguaggio verbale. Sarebbe, dunque, corretta la tesi secondo cui il messaggio istantaneo non deteriora la lingua.

In pratica, ogni forma di comunicazione scritta fa bene, anche quella delle chat e degli sms in cui, come sappiamo, si utilizzano forme come “xché”, “c6″, “cmq” e così via. Interpellato, il linguista Giovanni Adamo ha spiegato che “non si tratta di una minaccia alle strutture portanti della lingua, perché già quando si incidevano segni sulla pietra, o si scriveva sulle preziose pergamene di pelle, c’era l’esienza della brevità, e questa tendenza a ridurre non ha mai intralciato profondamente il linguaggio”.

Che ne pensate? Fino ad ora studiosi e professori si erano quasi tutti scagliati contro il linguaggio usato su internet, spesso considerato pieno di errori, strafalcioni e “bestemmie lessicali”. Personalmente, anche da un mio punto di vista professionale, sono contrario a questa visione del problema, che mi sembra quasi un “contentino“. Per la serie: anche se male, basta che si scriva.

Guardare video mentre si “chatta”. Microsoft lancia Messenger Tv

Il servizio, gratuito, potrebbe rivoluzionare il modo di guardare i filmati in rete
In Italia accordi con Mtv, Sony e Ansa. 95 milioni di utenti potenziali nel mondo

ROMA – Guardare la televisione insieme, scegliere i programmi e commentarli, il tutto stando in due parti diverse del mondo. È possibile, da oggi, con “Messenger Tv”, un nuovo servizio internet lanciato da Microsoft che integra, all’interno del popolare client di messaggistica istantanea “Windows Live Messenger”, un vero e proprio canale televisivo. Il servizio, che da oggi è disponibile in oltre venti nazioni (ma non negli Stati Uniti), è frutto dell’accordo di Microsoft con reti televisive e multinazionali dell’intrattenimento, tra cui spiccano Mtv, Sony, Emi e Bbc.

Windows Live Messenger è un software gratuito, molto utilizzato soprattutto dai più giovani (in tutto il mondo ci sono oltre 95 milioni di utenti), che permette di “chattare”, cioè conversare a distanza utilizzando la tastiera del computer, con i propri amici collegati a internet dalle loro case o dai loro uffici. Fino ad oggi era possibile “chattare”, parlare e guardarsi attraverso una webcam, scambiare fotografie. Messenger Tv, invece, introduce una nuova funzione: quella, appunto, di guardare insieme e contemporaneamente uno stesso filmato, con la possibilità di metterlo in pausa o di commentarlo attraverso la chat, che rimane aperta sulla parte sinistra dello schermo del computer.

I video online sono esplosi in popolarità negli ultimi anni (basti guardare al fenomeno YouTube), ma fino ad ora non era possibile guardarli contemporaneamente da computer differenti; secondo Microsoft, la possibilità di guardare film insieme, anche da un capo del mondo all’altro, permetterà di creare una nuova “esperienza sociale” (fatta di reazioni e commenti) e attrarrà gli utenti che già spendono diverse ore al giorno guardando video online e conversando.

In Italia Messenger Tv, oltre a comprendere l’intero catalogo già presente all’interno del portale Msn di Microsoft, ha stretto un’alleanza con il canale musicale Mtv, e permetterà agli utenti di guardare spezzoni di diversi programmi, da “Very Victoria” a “Loveline”, a “Stasera niente Mtv” di Ambra Angiolini. Inoltre, grazie a una partnership con Mediaset, sarà possibile guardare i migliori programmi di Rete 4, Canale 5 e Italia 1. Su Messenger Tv si potranno anche vedere concerti in esclusiva, video musicali (grazie all’accordo, tra gli altri, con la Sony-Bmg), interviste e notizie dal mondo dello spettacolo, video divertenti e trailer cinematografici in collaborazione con Coming Soon Television. Spazio anche all’approfondimento, con i telegiornali Ansa e Agr e le notizie sportive di Sportal.

Una strategia, quella di Microsoft, che punta ovviamente a combattere lo strapotere di Google e di YouTube migliorando la propria raccolta pubblicitaria: già la Twentieth Century Fox e la Pepsi sarebbero interessate a pubblicizzare i loro prodotti su Messenger Tv. In particolare, il servizio ospiterà dei banner pubblicitari all’interno della finestra del software, e dei mini-spot (come già accade su Msn Video) prima dell’inizio di ogni filmato.

Per iniziare a guardare insieme la Tv bisogna avere l’ultima versione di Windows Live Messenger (il servizio almeno per il momento non è disponibile per gli utenti Mac); poi, in una qualsiasi finestra di conversazione, basterà fare click sul pulsante in alto “attività” e selezionare “Messenger Tv”.

Australia: i capi delle aziende potranno spiare la posta dei propri dipendenti. Voi come vi comportate?

→ D@di per Geekissimo.com

Nella maggior parte dei paesi del mondo, chi lavora per un’azienda (soprattutto se grande) sa che la navigazione Web, le chat e la posta elettronica potrebbero essere monitorate in modo casuale per prevenire la fuga di notizie riservate interne al’azienda e soprattutto per evitare che il dipendente si distragga troppo flirtando con il/la ragazzo/a di turno o scaricando materiale illegale. Nella maggior parte delle aziende, però, questo controllo non è poi così serrato, e le lunghe ore lavorative trascorrono più veloci tra una mail e una chiacchierata.

In Australia, però, non è così: sta, infatti, per essere approvata una normativa per cui i capi delle aziende potranno spiare la comunicazione di un determinato dipendente senza chiedergli il permesso né avvertirlo. La norma fa parte di una più grande normativa per combattere gli attacchi informatici e il terrorismo. Che c’entra questo col terrorismo? C’entra, apparentemente: i “boss”, infatti, devono poter sapere se dietro un normalissimo lavoratore si cela uno spietato kamikaze.

Levata di scudi da parte delle associazioni che divendono i diritti dei lavoratori e da alcuni sindacati, secondo cui questa legge sarà usata per monitorare la produttività dei dipendenti più che per difendere la nazione dagli attacchi esterni. Il governo, dal canto suo, si difende spiegando che un attacco informatico di grandi dimensioni potrebbe influenzare la borsa e mandare in tilt i sistemi elettrici o dei trasporti, con un impatto economico più forte di quello di un attacco terroristico.

Staremo a vedere come andrà a finire. Intanto vorrei fare una considerazione, perché internet non è più un sistema usato da pochi eletti, ma è diventato uno standard per le comunicazioni usato praticamente da tutti, soprattutto in ufficio. Solo per fare un esempio, io lavoro in una piccola realtà e conosco il responsabile del settore IT e so che non spierebbe mai le comunicazioni mie e dei miei colleghi. L’altra settimana, però, ho lavorato in una grande multinazionale, e mentre scrivevo una mail personale (ma chi non lo fa, dal lavoro?) pensavo: e se me la leggono? Insomma, è sicuramente una brutta invasione della privacy: come la legge dice che è reato intercettare o aprire lettere destinate ad altre persone, perché non dovrebbe essere reato intercettare chat e leggere e-mail?

Chat di Gmail, arriva la modalità “invisibile”

→ D@di per Downloadblog.it

Non so se ve ne siete già accorti, ma da qualche ora la chat di Gmail si è arricchita di una funzione a mio avviso molto utile: l’invisibilità.

Come già avviene per Msn, Skype, Yahoo! e altri grandi e piccoli software di messaggistica istantanea, anche Google ora offre la possibilità di essere online (e vedere, quindi, chi è collegato alla chat) senza però essere visibili agli altri. Decideremo noi, dunque, se farci vedere scrivendo un messaggio istantaneo alla persona o se rimanere nell’ombra.

Un metodo, dunque, molto più intuitivo di quello che avevamo usato fino ad ora se volevamo “sparire dalla circolazione”, e cioè la modalità di Gmail senza chat. Attenzione, però, perché la funzione non è ancora supportata dal client di Gtalk per Windows: se, infatti, utilizziamo Gtalk o un altro software che sfrutta il protocollo Jabber, verremo allertati con un messaggio.

L’invisibilità, al momento, è attiva solo sulla versione inglese internazionale di Gmail (quindi, non in quella italiana) ed è supportata pienamente solo dai browser Firefox 2 e Internet Explorer 7.

Witty, un buon client Twitter per Windows Vista

D@di per Downloadblog.it

Se siete patiti di Twitter e utilizzate Windows Vista, vi segnalo un client leggerissimo per postare e tenere sotto controllo il vostro account.

Si chiama Witty (il nome rievoca, appunto, sia “Twitter” che “Windows”), è gratuito e ha l’apparenza di un programma di chat.

Tra le funzionalità più utili, un auto-refresh degli status delle persone che seguiamo (bellissimi gli aggiornamenti “in diretta” con la funzione di fade), la possibilità di vedere al volo le risposte che abbiamo avuto, quella di guardare timeline specifiche per ogni utente, ovviamente la possibilità di aggiornare il proprio status e una grande facilità nel leggere e rispondere ai messaggi diretti.

Witty supporta skin multiple e tasti funzione, ed è possibile scaricarlo da qui.

Amanti di Google Talk, ci sono tre add-on per voi

D@di per Downloadblog.it

Inutile nasconderlo: Google Talk, l’applicazione di Google per Windows per utilizzare la chat di Gmail, non è molto utilizzata e diffusa. Ed è un peccato, perché credo sia fatta molto bene e sia anche leggera e molto comoda. Personalmente, quando devo usare Windows è uno dei software che mi assicuro sempre sia installato.

Purtroppo, dicevamo, la maggior parte delle persone utilizza la chat di Google direttamente dall’interfaccia Gmail, e sarà forse per questo che il software non ha ricevuto, negli ultimi mesi, molte migliorie rispetto agli avversari.

Su Makeuseof.com vengono proposti alcuni plugin per aggiungere funzionalità al software di casa Big G. Il primo, gAlwaysIdle come dice il nome permette di personalizzare lo stato di Idle, cioè di “inattivo”: potremo, così, scegliere se farci vedere sempre come “non al computer” (anche siamo presenti) oppure se eliminare la funzione di “non al computer” e farci vedere sempre come attivi, anche quando non lo siamo. Diamo un’occhiata anche agli altri

GPlus è un altro add-on che permette di inserire emoticon grafiche, riprodurre suoni in base ai propri umori e supporta le conversazioni in formato Html.

Infine, ExtendedTalk permette di creare scorciatoie per le frasi più utilizzate, creare collegamenti sul desktop per chattare direttamente con una specifica persona, trasferire i file, far diventare la finestra della conversazione trasparente e tante altre piccole funzioni utili.

Traduzione simultanea di GTalk: la prova sul campo

D@di per Downloadblog.it

Google ha lanciato un interessante sistema di traduzione simultanea in Google Talk, la chat presente anche all’interno di Gmail. In particolare, attualmente non è ancora possibile chattare con un altra persona ognuno nella sua lingua madre e ottenere una traduzione simultanea “con un click”, ma è possibile ottenere una cosa del genere seguendo alcuni accorgimenti, che vi spieghiamo in seguito.

Il servizio lanciato al momento da Google, in particolare, permette al momento di aggiungere dei nuovi contatti che traducono in un’altra lingua tutto ciò che scriviamo loro. Aggiungere i contatti è semplicissimo: basta inserire la sigla della prima lingua, poi un 2, poi la sigla della seconda lingua e, infine, la stringa “@bot.talk.google.com”. Di seguito, tutte le coppie di lingue disponibili.

ar2en, en2ar (Arabo <> Inglese)
bg2en (Bulgaro > Inglese)
de2en, en2de (Tedesco <> Inglese)
de2fr, fr2de (Tedesco <> Francese)
el2en, en2el (Greco <> Inglese)
es2en, en2es (Spagnolo <> Inglese)
fi2en (Finlandese > Inglese)
fr2en, en2fr (Francese <> Inglese)
hi2en (Hindi > Inglese)
hr2en (Croato > Inglese)
it2en, en2it (Italiano <> Inglese)
ja2en, en2ja (Giapponese <> Inglese)
ko2en, en2ko (Coreano <> Inglese)
nl2en, en2nl (Olandese <> Inglese)
ru2en, en2ru (Russo <> Inglese)
uk2en (Ucraino > Inglese)
ur2en (Urdu > Inglese)
zh2en, en2zh (Cinese <> Inglese)

Per fare un esempio banale, se vogliamo ottenere una traduzione dall’italiano all’inglese, dovremo aggiungere tra i nostri contatti di Google Talk “it2en@bot.talk.google.com”, e iniziare a “parlarci”. Il gioco è fatto.

Di certo si tratta di una grande velocizzazione per chi deve tradurre spesso parole o intere frasi; l’unico problema è che se vogliamo avere tutte le principali lingue dobbiamo aggiungere parecchi contatti a Google Talk, il che è abbastanza noioso. Ma, immaginiamo, presto il servizio sarà messo a punto ancora meglio e probabilmente non ci sarà bisogno di aggiungere tutti questi contatti.

Dicevamo della traduzione simultanea (nell’immagine in alto ho fatto una prova di traduzione tra l’inglese e il tedesco, e a parte qualche “incomprensione” sembra funzionare abbastanza bene). Per ottenere un chat con traduzione simultanea è semplicissimo: basta fare una chat multipla con la persona A, la persona B, il traduttore (in questo caso tra l’italiano e il tedesco) della persona A e il traduttore (tedesco-italiano) della persona B.

Video-chat, il futuro della chat

Daniele per Geekissimo.com

E se il futuro della chat passasse attraverso la video-chat? È quello che si sono chiesti gli stessi ragazzi che hannno portato YouTube alla gloria e che ora vorrebbero rivoluzionare il mondo della chat un po’ come hanno fatto per il mondo dei video. Il loro servizio, TokBox, permette di chattare con un’altra persona semplicemente attraverso il browser: bastano una connessione veloce e una webcam.

Certo, TokBox non è l’unico servizio del genere in rete (la video-chat la fanno già Aim, Yahoo!Messenger, Skype, Msn, iChat, etc…) ma questo ha una peculiarità: è accessibile a tutti senza scaricare alcun software. “La comunicazione video non è mai decollata. La gente ne parla sempre come il futuro della comunicazione. Ecco perché noi vogliamo renderla facile per tutti”.

Al progetto stanno lavorando, lo dicevamo, moltissimi ragazzi (anche molto giovani) che hanno partecipato all’ascesa di YouTube. Sequoia Capital, la società che ha lanciato il più famoso sito al mondo di video-sharing, ha investito quattro milioni di Dollari. “YouTube è diventato popolare proprio per la facilità: i video sono veloci da caricare e possono essere spostati su qualsiasi sito con estrema semplicità”.

Al momento le chat appaiono un pelino fuori sincrono e anche l’audio non è perfetto, ma con la crescita del servizio e i feedback degli utenti presto la comunicazione sarà davvero in diretta e “cristallina”. All’argomento il New York Times ha dedicato un’intera pagina alcuni giorni fa, definendo la video-chat la vera rivoluzione del settore. Sono curioso di sapere quanti di voi la utilizzano (magari su Skype, Msn o iChat) e qual è l’importanza che attribuite a servizi del genere.

Ecco il mix GMail-chat


Il servizio entro fine febbraio in tutte le caselle di posta GMail
Si potrà chattare se chi ci ha scritto è al momento online

Google, la sfida dell’integrazione
“Nelle e-mail ora anche la chat”

L’unico ostacolo alla diffusione, per ora, l’accesso ancora
su invito e l’assenza di interoperabilità con gli altri messenger

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Alle novità introdotte, più o meno ogni settimana, dal colosso di internet Google siamo ormai abituati. Ma l’ultima, ovvero l’inserimento di un sistema di messaggistica istantanea all’interno del proprio servizio di posta elettronica GMail, si annuncia come una vera e propria rivoluzione della comunicazione in rete. Ma andiamo con ordine.

GMail. Da circa due anni Google ha lanciato GMail, un servizio di posta elettronica gratuito e innovativo. Ma tendenzialmente esclusivo: vi si può accedere e registrarsi, infatti, solo tramite l’invito di un altro utente già registrato. All’inizio gli utilizzatori erano davvero pochi; ora, grazie a un fenomeno “a catena”, gli utenti si stanno moltiplicando in tutto il mondo. Il sistema è molto semplice da utilizzare e ha portato con sé, dal lancio avvenuto nel 2004, diverse novità: innanzitutto lo spazio a disposizione dell’utente per ricevere e memorizzare le proprie e-mail, di quasi 3 gigabyte e in continuo aumento. C’è poi un efficace sistema di eliminazione della posta indesiderata e una potente funzione di ricerca nei messaggi. GMail, pur funzionando molto bene, è tutt’ora rimasto solo a invito (anche se, c’è da dire, sul web esistono diversi siti, più o meno legali, che offrono la possibilità di iscriversi a GMail anche senza essere stati invitati).

Google Talk. Parallelamente, Google aveva lanciato anche un sistema di messaggistica immediata, “Google Talk”, attraverso il quale chattare e telefonare (gratuitamente, tramite il protocollo VoIp) ai propri amici online, utilizzando come credenziali le stesse fornite per l’accesso a GMail. Forse a causa dei potenti sistemi di messaggistica di Aol (53 milioni di utenti), Msn (27 milioni), Yahoo! (22 milioni) e Skype, Google Talk non era (fino ad ora, almeno) ancora riuscito a ritagliarsi una propria fetta di pubblico, attestandosi “solo” a 866mila unità. Troppo elitario forse, troppe poche funzioni rispetto ai concorrenti, poca pubblicità su internet.

“Google Chat”. Ma da oggi sembra che le cose cambieranno. Gli utenti di GMail, infatti, aprendo la propria casella entro fine febbraio (l’attivazione avverrà gratuitamente per tutti, ma gradualmente) riceveranno una gradita sorpresa: il sistema di messaggistica immediata, infatti, è stato integrato all’interno della posta elettronica. Col nome di “Google Chat”. Appena il sistema verrà attivato, gli utenti potranno vedere, in basso a destra della schermata di GMail, un piccolo riquadro in cui appaiono i contatti utilizzati più frequentemente. Se questi contatti sono in linea, basterà premere un tasto per poter chattare con loro.

“Stiamo cercando di abbattere alcune delle barriere artificiali che ancora esistono tra l’e-mail e la navigazione sul web”, ha spiegato Salar Kamagar, vicepresidente di Google. “Abbiamo capito, parlando con i nostri utenti, che non esiste alcuna ragione per cui l’instant messaging sia differente da un messaggio e-mail”.

“La comunicazione al giorno d’oggi può essere frustrante – si legge poi nelle istruzioni del nuovo sistema – perché spesso si scambia una quantità notevole di e-mail solo per piccoli discorsi o per brevi risposte immediate. E così accade che si usi un programma per mandare le e-mail, un altro (ma spesso due o tre) per scambiarsi messaggi e spesso non si riesca nemmeno a ricordarsi a chi si è detto cosa, e dove. Con Google – promette il messaggio di presentazione – non dovrai cambiare programma, ma potrai fare tutto da una sola interfaccia”.

Unico problema, per adesso, è l’assenza di interoperabilità con gli altri colossi dell’instant messaging, come Aol Instant Messenger, Yahoo! Messenger e Msn Messenger. Il che, molto probabilmente, renderà difficile, almeno all’inizio, la diffusione del servizio.

(7 febbraio 2006)

(Nella foto: La schermata di GMail e, in rosso, la nuova area destinata alla chat)