Diario di viaggio in Ucraina: giorno 5

Mercoledì 6 febbraio 2008

Ucraina5

(Tre milionari – di dollari – appartenenti all’Embassy of God)

A volte i milionari sono proprio strani. Non lo dico per invidia, ma proprio perché ho passato tre ore con quattro milionari (di dollari – hanno tenuto a precisare – non di Grivna – Grivna è la moneta locale), ed è stata un’esperienza davvero strana. Si tratta di alcuni miliardari ucraìni che frequentano l’Embassy of God qui in Kiev. Un appuntamento importante, perché abbiamo potuto investigare le interconnessioni che ci sono tra la chiesa del pastore Sunday e la vita economica dell’Ucraina.

E indovinate cosa mi è stato detto da questi fantomatici miliardari? Beh non ve lo posso dire, lo leggerete sul reportage vero e proprio! E poi c’è un altro fattore molto importante che riguarda la giornata di oggi: abbiamo intervistato una sociologa che aveva… l’iPhone! “Craccato”, ovviamente. Per le vie del centro, infatti, ci sono un sacco di negozi che vendono l’iPhone, incredibile! Peccato che non ho potuto fare una foto. Ma andiamo per ordine.

Stamattina abbiamo passato un’ora e mezza in una Chiesa per vedere come funziona una Messa nella religione ortodossa. È molto particolare, completamente cantata e la gente sta in piedi, mai seduta (infatti non ci sono panche). C’era anche un coro, ma – diciamolo – era abbastanza stonato. Dopo la Messa, che per un giorno feriale è durata ben 85 minuti, abbiamo trascorso un paio d’ore in un café con internet wi-fi… dove però siamo stati trattati particolarmente male (la cameriera probabilmente si sentiva parecchio frustrata). Quindi siamo andati all’Embassy of God dove abbiamo avuto questa lunga conversazione con questi famosi milionari. La cosa incredibile è che alla fine della lunga conversazione (pubblicherò parte all’interno del reportage) questi milionari (fomentatissimi per la religione, ovviamente) hanno voluto per forza pregare con noi.

E così, incredibilmente, mi sono trovato al centro di una preghiera della religione evangelica. Una preghiera in effetti molto suggestiva, con un pastore che dice alcune parole e tutti gli altri, in circolo, che le ripetono ad occhi chiusi. Potete immaginare questo pastore che diceva le preghiere, gli altri quattro milionari che le ripetevano in ucraino, il mio traduttore Oleksiy che le traduceva in inglese e io che cercavo di ripeterle, sempre in inglese. E Jan, il fotografo, in silenzio (non si è lasciato convincere a partecipare alla preghiera – e anche io volevo rifiutarmi, ma sarebbe sembrata una scortesia)… una situazione parecchio fantozziana a dir la verità! Subito dopo la preghiera – sempre per il bene del reportage – ho dovuto anche subire (o ricevere, dipende dai punti di vista) una speciale benedizione da parte del pastore. Cosa non si fa per campare!

Il pomeriggio, dopo la visita alla sociologa con l’iPhone (ma io ascoltavo l’intervista o guardavo l’iPhone?), siamo stati un altro paio d’ore a parlare con una giovane (e bionda) ricercatrice di Kiev che lavora per l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e che ci ha dato diversi pareri sulla religione in Ucraina. La serata, poi, è terminata con una buonissima cena in un ristorante del centro di Kiev, dove le cameriere (con gli occhi rigorosamente celesti da far paura) erano vestite con i vestiti cosacchi di tanti anni fa. Domani è l’ultimo giorno pieno, e cercheremo di sfruttarlo al meglio. Come? Svegliandoci un pochino più tardi: siamo stremati!

Diario di viaggio in Ucraina: giorno 4

Martedì 5 febbraio 2008

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(L’archimandrita Yevstraty Zorya, portavoce della Chiesa ortodossa – patriarcato di Kiev)

Probabilmente inizi a capire l’importanza del tuo lavoro e la vastità del reportage che stai svolgendo solamente quando ti accorgi di avere ore e ore di interviste da sbobinare. È successo oggi, giornata a dire la verità un po’ fiacca ma comunque produttiva.

Questa mattina di buon ora siamo stati nel patriarcato ortodosso di Kiev dove abbiamo trascorso circa due ore con il portavoce, un sacerdote giovane e molto simpatico, che ha risposto alle nostre domande sulla società e sulla religione in Ucraina, e ovviamente anche alle nostre curiosità sulla Chiesa del pastore Sunday. Una giornata, quella di oggi, completamente dedicata alla chiesa ortodossa: abbiamo infatti visitato diversi luoghi sacri e sono rimasto davvero colpito dall’opulenza, dall’oro, dalla ricchezza ostentate in continuazione. Una di queste chiese, la più centrale, durante la nostra permanenza è stata sempre affollata di persone che venivano a pregare davanti alle icone e ad accendere piccole candele per ricordare i propri cari. Una pratica molto diversa dalla nostra: anche se sembra che la Chiesa ortodossa stia perdendo fedeli a causa del suo non modernizzarsi, in mezzora decine e decine di persone sono entrate in Chiesa semplicemente per accendere una candela e dire una breve preghiera.

La seconda parte della giornata, invece, è trascorsa tra un caffè (ma perché a Roma non esistono questi locali dove trascorrere le ore della giornata, in compagnia, leggendo un buon libro o magari semplicemente navigando in internet gratuitamente mentre si sorseggia un thé o un cappuccino?) e il lavoro: insieme a Jan, infatti, abbiamo deciso di non “sprecare” l’intero pomeriggio e di impiegarlo per iniziare a sbobinare qualche intervista. Il problema, infatti, è che avevamo diverse interviste fissate per oggi che sono puntualmente saltate.

Questa Europa dell’Est mi sta affascinando sempre di più: sono una bella popolazione, all’inizio fredda ma poi decisamente accogliente, con una cultura a volte vicina, a volte molto diversa dalla nostra, con persone che con tanta fatica si stanno dando da fare per promuovere l’immagine dei rispettivi Paesi. I racconti della Bielorussia, della Russia o dell’Armenia che i miei colleghi qui continuano a fare questi giorni mi fanno venire in mente che mi piacerebbe davvero approfondire – per turismo o per lavoro – la conoscenza di questa terra che fino ad ora non mi aveva per niente affascinato.

La serata, infine, è trascorsa in due pub irlandesi: nel primo, con ottima musica, ho preso una Guinness e una bistecca con patate, nel secondo invece ho preso un wiskey e soprattutto delle onion rings. Che ho dedicato… uno dei nostri lettori sicuramente sa a chi.