Omologhi cinesi

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per l’editoria, Paolo Bonaiuti, ha incontrato il 24 ottobre a Roma, presso il dipartimento dell’Editoria, il presidente Wang Chen, ministro della stampa del Governo cinese. Cosa si saranno detti? Tutti lo pensano, nessuno ha pubblicato la notizia. E noi dello Stivale lo facciamo a modo nostro.

Il matrimonio? Una tomba

Il Follini di questa settimana ci porta tante notizie curiose (ma vere!) dall’Oriente. E ci dà tanti consigli sul matrimonio, una vera e propria tomba dell’amore, e sulla pipì

 

SE IL MATRIMONIO È LA TOMBA DELL’AMORE
Iniziamo il nostro Follini spostandoci a Taiwan. Dove una sposa è morta al suo funerale. Per aver bevuto troppo. Sì, lo so: sicuramente starete ridendo come pazzi. Ma non c’è proprio nulla da ridere. Secondo quanto riportato dai media locali, la donna, 35 anni e impiegata in un’agenzia di assicurazioni, sarebbe deceduta non appena tornata in casa dopo il pranzo nuziale – al quale avevano partecipato più di cento persone – per aver bevuto troppo vino e birra. Nessuno in realtà è ancora riuscito a capire il motivo della sua morte. Gli investigatori hanno analizzato le sostanze alcoliche somministrate durante il banchetto, ma tutto è sembrato in regola; anche perché nessuno degli altri commensali si è sentito male. La donna, secondo quanto dichiarato da alcuni invitati, si sarebbe scolata da sola diverse bottiglie di vino, birra, superalcolici e champagne. Solitamente a Taiwan è tradizione che la novella sposa, il giorno del proprio matrimonio, sia autorizzata a bere un pochino di più del solito. Ma evidentemente la nostra “amica” deve aver preso la tradizione un pochino alla lettera. Quando si dice che il matrimonio è la tomba dell’amore!

 

CONTO IN BANCA IN ROSSO? LA SOLUZIONE È SEMPLICE
Quante volte abbiamo sentito, magari scherzando, di persone che hanno cercato di andare in prigione, in modo tale almeno da avere vitto e alloggio garantiti ogni giorno? Sembra incredibile, ma c’è chi ha provato veramente ad andarci, in tempi di crisi succede anche questo. Certo, però, per rimanere almeno qualche giorno in gattabuia non basta rubare una scatola di cotton-fioc. È quello che è successo a un disoccupato di Taiwan, che ha deciso di rubare una scatolina di stecchetti di cotone solamente per essere arrestato. Ci troviamo a Hsinyi, nel nord del Paese, e la notizia è stata riportata dal Liberty Times. “Se qualcuno commette un reato e viene portato in questura – ha commentato la notizia un ufficiale di polizia – è ovvio che all’ora di pranzo gli portiamo qualcosa da mangiare. E così, anche se il reato era talmente frivolo che non richiedeva una detenzione – ha aggiunto – abbiamo compreso il disagio dell’uomo e l’abbiamo tenuto agli arresti un’intera giornata, in modo da fornirgli due pasti”. Consiglio a chi è al verde o ha perso recentemente il lavoro: volete vitto e alloggio garantiti per qualche anno? La prossima volta provate con una rapina a mano armata!

 

PAPPAGALLO PORTATILE: FARE PIPÌ SARÀ PIÙ FACILE
Passiamo ora ai consigli, estivi, per gli acquisti. Fare pipì mentre si è in strada? Per i maschietti è sicuramente più facile che per le femminucce. Ma è indubbio che, quando non si è più bambini o ragazzi, è impensabile nascondersi dietro un albero, soprattutto in città. L’unica soluzione spesso è quella di cercare un bar, chiedere gentilmente la chiave della toilette e ovviamente acquistare qualcosa da bere per giustificarne l’utilizzo. Oppure ci sono i bagni chimici. Ma siete mai entrati in un bagno chimico? Per questo motivo, e soprattutto per venire incontro agli incontinenti, un’azienda di Lucca ha appena messo in commercio Uri-Well, una “personal toilet portatile” che, stando a quanto si legge nel comunicato stampa, “renderà molto più facile fare la pipì a milioni (addirittura!, ndr) di persone al mondo”. Si tratta di un recipiente dotato di un cappuccio abbastanza largo all’interno del quale è possibile inserire in tutta comodità i propri organi genitali (sia maschili che femminili!) e che si potrà usare in tutte le posizioni e situazioni. Pensate che l’aggeggio sia inutile? Tra i beneficiari, i primi saranno i pellegrini della Mecca, che molto presto potrebbero trovarlo all’interno del kit che ricevono durante il loro percorso di purificazione. Il “pappagallo retrattile” è a tenuta perfetta e, sempre secondo i creatori, “sdrammatizza e rende meno stressante il momento della pipì in situazioni come le code in auto, accampamenti, campeggi, trekking”. Ma anche, aggiungiamo noi, quando si è in fila alla posta, oppure quando si è in spiaggia o si è al cinema per evitare di perdersi la scena principale del film! Il prezzo? Tra i sette e gli otto euro. Ma è monouso.

 

ESAMI TRUCCATI, LAVORI FORZATI
Torniamo in Oriente, e più precisamente in Cina. Ogni inizio d’estate, con l’arrivo degli esami di maturità, i media si divertono raccontando di come i ragazzi riescano a copiare con l’aiuto di telefonini, mini-computer, Facebook, siti Web e così via. Versioni di Latino pronte in rete già dopo qualche minuto dall’inizio degli esami, tracce dei temi d’italiano già svolte, così come i compiti di matematica o di lingua straniera. E cosa succede ogni anno? Denunce? Ricorsi? Niente, proprio niente. Eppure basterebbe che il governo attuasse la politica cinese per cercare di dare un po’ più di serietà agli esami. Non ci credete? Leggete cosa è successo a due insegnanti della provincia di Jilin. Durante i test di ammissione all’università (che in Cina sono molto difficili e competitivi, e che danno soprattutto ai ragazzi delle famiglie povere la possibilità di un’ascesa sociale) le due insegnanti in questione si sono date da fare per arrotondare lo stipendio. E così hanno proposto ad alcuni studenti e genitori la possibilità di passare sicuramente l’esame attraverso con l’ausilio di minuscoli auricolari senza filo (tecnologia cinese!). I ragazzi, in pratica, non dovevano fare altro che inserire gli auricolari, sedersi al banco e aspettare che automaticamente una voce (proprio la voce delle due professoresse – una per compito – sedute in un’aula a fianco) suggerisse tutte le risposte esatte. “Quesito 1, risposta A; quesito 2, risposta A; quesito 3, risposta C”, e così via. Ogni apparecchio – e quindi ogni truffa – arrivava a costare ai genitori circa 60mila dollari. Ma l’ascesa sociale era assicurata. Purtroppo la truffa è stata scoperta, i genitori sono stati denunciati, gli studenti sono stati squalificati… e le due professoresse sono state condannate a ben tre anni di carcere e lavori forzati!

Muratori e sesso in Chiesa

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

La raccolta delle notizie più pazze (ma vere!) della settimana si
occupa di sesso, tradimento, naturismo, scandali in Chiesa e donne molto peccatrici

STATI UNITI, VIETATE LE LEZIONI DI SESSO IN CHIESA
Mai più sermoni sexy. Mai più tette e sederi. In Chiesa. Non siamo in Italia, è ovvio, ma in Florida, a Melbourne. Dove la New Hope Church è stata obbligata ad abolire un ciclo di lezioni (bibliche?) dal titolo “Il miglior sesso per te”. Le lezioni erano partite, in realtà, alla grande: i responsabili della Chiesa avevano inviato più di 25mila volantini ad altrettante abitazioni della zona, con su scritto a caratteri cubitali: “La tua vita sessuale è noiosa?”. E così erano riusciti a convincere molti ad avvicinarsi alla Chiesa, anche se con un argomento inusuale, per un programma di tre settimane. “La Chiesa cristiana – aveva spiegato il pastore Bruce Cadle – è stata troppo immobile su questo argomento, considerato taboo”. Ma forse la più moderna chiesa evangelica di Melbourne si è spinta troppo in là. E così dovrà rinunciare ai corsi. E probabilmente sarà anche costretta a pagare una pesante multa.

 

TRE DONNE SU CINQUE SOGNANO DI TRADIRE IL MARITO INGEGNERE CON UN MURATORE
“Le donne si sposano con ‘Giovanni’, il ricco ingegnere, ma poi sognano ‘Gino’ il muratore”. Parola dell’esperta Annamaria Bernardini De Pace, famosa matrimonialista che si è occupata, durante la sua carriera, soprattutto di tradimento. Se mettere le corna al partner fosse punito per legge, spiega, le prigioni italiane sarebbero piene tanto di uomini quanto di donne: il numero di scappatelle è infatti in costante crescita, specialmente nel gentil sesso, considerato che il 64 per cento ammette che, se ne avesse la possibilità, tradirebbe il compagno (hai capito queste santarelline delle donne!, ndr). La scappatella, infatti funziona proprio come un antidepressivo naturale, che regala l’occasione di uscire dalla monotonia della quotidianità. Anche per questo le donne non subiscono più passivamente l’infedeltà del marito, ma anche loro (come spiega anche lo scrittore Willy Pasini) antepongono l’io al noi e il benessere individuale a quello della coppia”. Tra l’altro, il “passatempo” è una delle principali cause che portano le coppie (due su cinque) a separarsi. Al centro dei desideri proibiti al femminile c’è il vero maschio, l’uomo forte e muscoloso, che si contrappone solitamente all’uomo che le donne tendono a scegliere per tutta la vita, cioè quello tenero e calcolatore. Poveri maschietti!

 

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Cina, governo annulla concerti degli Oasis. Il mio servizio per Sky Tg24



 

Gli Oasis si sono detti sconcertati e allibiti per la decisione del governo cinese di annullare due concerti previsti a Pechino, il 3 aprile, e a Shangai, il 5. I permessi, già rilasciati, sono stati revocati dopo che le autorità di Pechino hanno scoperto che uno dei membri della band, Noel Gallagher, aveva partecipato a un concerto negli Stati Uniti nel 1997 a favore della liberazione del Tibet. Gli Oasis hanno scritto in un comunicato di sentirsi molto contrariati e di sperare che le autorità prendano in considerazione la possibilità di tornare sulle proprie decisioni.

“Io odio i cinesi”

Odia da sempre i cinesi. Per questo un ragazzo romano da 8 anni mangia a sbafo nei loro ristoranti

Mangia nei ristoranti cinesi di tutta Italia senza pagare. Per anni. E viene sempre assolto. La notizia, incredibile, è stata riportata alcuni giorni fa da un’agenzia di stampa. E noi de lo Stivale Bucato non potevamo non occuparcene. Ma andiamo con ordine. L’uomo – che agisce sempre alla stessa maniera – si siede a tavola e ordina antipasto, primo, secondo, contorno, birra, dolce e caffè. Poi, quando arriva il conto, si presenta alla cassa e si rifiuta di pagare. Il motivo? Perché – testuali parole – prova “da sempre un profondo odio per i cittadini cinesi“.

Vittime del “vendicatore”, infatti, sono esclusivamente i ristoratori con gli occhi a mandorla. Colpevoli, a suo avviso, del fatto che nel loro Paese (e anche nel nostro) i lavoratori vengano spesso sfruttati oltre ogni limite umano. Quale modo migliore per vendicarsi, allora, se non quello di andare a mangiare nei loro ristoranti rifiutandosi di pagare? “Ho mangiato a sbafo praticamente in tutti i locali gestiti da cinesi della Capitale, e in molti altri esercizi in Italia”, ha spiegato Alex. “Il mio comportamento rappresenta una forma di protesta contro lo sfruttamento del lavoro, spesso anche minorile, operato dai padroncini cinesi a Roma” come in Cina.

Sono circa otto anni che Alex, 33 anni, mangia nei ristoranti cinesi e non paga. Un atteggiamento che inevitabilmente si conclude con la chiamata delle forze dell’ordine da parte del titolare del ristorante. L’uomo però, invece che tentare la fuga, spesso finisce anche di bere il caffè, in attesa dell’arrivo della polizia o dei carabinieri. Perché? È presto detto: una volta verificato il mancato pagamento, gli agenti lo accompagnano in commissariato per redigere la querela per insolvenza fraudolenta sporta dal ristoratore. L’accusa, però, non prevede né l’arresto né il fermo… e quindi nessuna applicazione di misure cautelari! Tra l’altro fino ad ora i processi penali in corso, tutti per insolvenza fraudolenta, sono stati o azzerati dalle legge sull’indulto oppure sono caduti in prescrizione.

Ma chi è esattamente Alex? Andando a indagare si scopre che la sua storia è davvero singolare. È il figlio di un ricco industriale tedesco e di una donna italiana che vivono tra la Germania e l’isola di Ischia; lui, invece, da tempo risiede da solo a Roma. All’inizio il padre saldava “pazientemente” i conti che il figlio non pagava; alla fine però, stanco del suo atteggiamento nei confronti dei cittadini cinesi, ha deciso di non pagare più. E così ha assunto al figlio un avvocato penalista a tempo pieno e ha deciso di pagargli “solamente” i conti degli alberghi nei quali dorme nel centro storico della Capitale (hai detto niente!).

Il ragazzo, tra l’altro, essendo stato diseredato dal padre, non avendo intestato alcun bene e non lavorando, risulta nullatenente: per questo nonostante le denunce non può pagare i conti. La sua azione di solidarietà nei confronti dei poveri lavoratori sfruttati è infatti l’unica sua occupazione a tempo pieno. Alex, qualche settimana fa, si è anche recato direttamente a Pechino per manifestare la propria solidarietà al popolo tibetano perseguitato dal governo cinese, ma al momento – evidentemente – senza ottenere molti effetti positivi.

Una raccomandazione: ora che sapete – se, come noi, non lo sapevate – che non pagare il conto al ristorante non comporta una pena eccessivamente grave… mi raccomando non andate a mangiare a sbafo nei ristoranti della vostra città dicendo che ve l’hanno consigliato i giornalisti de lo Stivale Bucato!

Scandalo del latte contaminato in Cina, allarme in tutto il mondo

Il mio servizio di oggi su Sky Tg24.

Si è dimesso, con il consenso del governo di Pechino, il responsabile incaricato del controllo di qualità alimentare, Li Changjiang. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Sanità cinese, oltre 53mila bambini sarebbero stati sottoposti a cure mediche dopo aver consumato latte in polvere contaminato da melamina. Di questi, quattro hanno perso la vita, 13mila si sono intossicati e sono ricoverati in ospedale, di cui 104 in gravi condizioni. In Europa non ci sarebbe nulla da temere perché le frontiere sono chiuse dal 2002 alle importazioni di latte e prodotti lattiero-caseari cinesi.

Sesso e peti di fine estate

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Questa volta, tra le altre, le storie di un cinese che voleva fare l’amore con una panchina e quella di un ragazzo che, in una “gara di peti”, rischiava di incendiare casa con le proprie flatulenze…

L’AMORE IN PANCHINA
No, questa settimana non vogliamo affrontare il tema dei calciatori che amano stare in panchina. Semmai vogliamo raccontarvi la storia, surreale, di un uomo cinese che è rimasto incastrato con il pene in una panchina. Polizia e personale medico sono stati chiamati nel parco Lan Tian di Hong Kong per liberare un uomo, così si legge su tutti i giornali, “che era rimasto incastrato col pene in una panchina mentre provava a masturbarsi”. Le Xing, 41 anni, decritto dalla polizia come “solitario e disturbato”, si era recato di notte al parco. Preso da un’insana passione – spiegano dal commissariato locale – “ha infilato il membro in un buco della panchina. Ma una volta in preda all’eccitazione è rimasto incastrato”. Quando i soccorritori sono giunti sul posto hanno perfino cercato di prelevargli del sangue per ridurre i bollenti spiriti, ma inutilmente. Fino a quando non hanno preso la decisione: portare in ospedale (ma perché non da un fabbro, dico io?) l’uomo e la panchina, “stretti in un tragicomico abbraccio”. La “strana coppia” è stata separata solo dopo ben quattro ore. Non è la prima volta che uomini cinesi (anche attempati) vengono colti da strani raptus di follia: pochi mesi fa un ragazzo è stato sorpreso mentre tentava un disperato approccio con una bicicletta, mentre alcuni anni fa un altro è stato ricoverato dopo aver provato a fare l’amore con il tubo di scappamento di un’automobile.

LADRO RUBA ORECCHINO FALSO E TRE POST IT
La nostra rubrica del “Follini ma vero” ospita spesso e volentieri storie di ladri inesperti e malcapitati. Sono le storie che spesso più ci fanno ridere, ma anche riflettere: molti, infatti, si improvvisano criminali perché disoccupati o perché il lavoro permette non loro di andare avanti mese dopo mese. È il caso di un uomo americano che nel Nebraska, alcuni giorni fa, ha malmenato un ragazzo ventunenne fuori da un motel sull’autostrada principale del paese, rubandogli un pacchetto di sigarette, un orecchino con un diamante finto incastonato e ben tre post-it, i famosi fogliettini gialli che si usano a casa e in ufficio. Secondo la testimonianza fornita dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe avvicinato al ragazzo urlandogli “Tu hai ciò che mi serve” e spintonandolo più volte. Chissà, forse era un collezionista di post-it.

L’ISPETTORE DEL PORNO
Cosa non si fa per poter vedere gratuitamente un filmino erotico. Certo, ormai chi vuole guardare un programma vietato ai minori può rivolgersi a internet (che permette di mantenere l’assoluto anonimato). Ma non tutti hanno la competenza per scaricare un film e non tutti, soprattutto, hanno una carta di credito. Meglio, allora, la cara e vecchia videoteca. Ma anche lì ci sono tanti problemi: spesso conosciamo il commesso, che è un ragazzo del quartiere… e così anche questo metodo risulta poco fattibile. Allora non ci resta che comportarci come uno strano soggetto che a Longmont, in Colorado, si è presentato in alcune videoteche tirando fuori un buffo distintivo e qualificandosi come “ispettore del porno”. “Sono dell’unità che verifica l’età degli attori – ha detto agli increduli commessi – e per favore vi chiedo di darmi in prestito alcuni dvd perché devo verificare se, all’interno, hanno recitato uomini o donne minorenni. Ovviamente nessun cassiere c’è cascato; anzi, il responsabile di un negozio ha dato alla polizia (quella vera) la registrazione video dell’episodio. Le indagini sono in corso.

GARA DI PETI FINITA IN OSPEDALE
Mai scherzare con il fuoco. Quante volte ve l’avranno detto i vostri genitori? E apparentemente non bisognerebbe scherzare nemmeno con le proprie flatulenze. Molti di voi sapranno che il “gas intestinale” è altamente infiammabile, e spesso e volentieri in rete si trovano persone che, mettendo un accendino sotto il proprio sedere, provano a “lasciarsi andare” e si divertono a vedere la fiammata che viene prodotta (e che, solitamente dura pochi secondi). Nel video che vi mostriamo, ad esempio, un ragazzo riesce facilmente ad accendere una candela (un vero prodigio!). Non sempre, però, le cose vanno per il verso giusto: a Tipton, in Inghilterra, un ragazzo di 12 anni è stato infatti ricoverato in ospedale con ustioni sul 18 per cento della superficie posteriore di gambe e pollice. Il tutto perché, in una gara di peti col cugino, aveva provato a incendiare le proprie flatulenze. Purtroppo, però, non aveva fatto i conti con una tanica di benzina (che forse perdeva liquido) che si trovava a poca distanza: la stessa tanica che il padre utilizzava per riempire la falciatrice del prato e che, ovviamente, ha preso immediatamente fuoco subito dopo il simpatico giochino. Intervenuti prontamente, i vigili del fuoco hanno subto spento il piccolo incendio e accompagnato il ragazzo in ospedale. La prima cosa che ha detto quando è uscito? “Caro cugino, ho vinto di gran lunga io!”.

ECCESSO DI VELOCITÀ PER IL TRENINO DEI BAMBINI
Dopo cotanta violenza e sofferenza concludiamo la rubrica del “Follini ma vero” di questa settimana con una simpatica notizia estiva che arriva da Sestri Levante in provincia di Genova. Qui un trenino per bambini è stato multato per eccesso di velocità. Ovviamente per errore della Polizia stradale. Un autovelox piazzato sull’A14 all’altezza di Ortona, infatti, ha rilevato un automezzo con la stessa targa del trenino che procedeva a oltre 169 chilometri orari. Pronta la multa e anche la decurtazione dei cinque punti per il proprietario del mezzo. Il trenino, però, non supera i 25 chilometri orari, non può percorrere l’autostrada e ovviamente non è mai stato in servizio a Ortona. Le forze dell’ordine indagano su un presunto caso di clonazione di targa.

Il risto-cesso

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

In Cina esiste un ristorante tutto dedicato al culto del water. E noi lo abbiamo visitato per voi, fornendovi in esclusiva una galleria fotografica… non consigliabile a chi ha lo stomaco debole!

Quando entriamo in un ristorante uno degli standard a cui nessuno di noi riesce a rinunciare è quello della pulizia. Tutto dev’essere lindo e pinto, e al minimo segno d’incrostatura della forchetta o del coltello ecco che ci rivolgiamo in modo scortese al cameriere chiedendo di farcela cambiare. Andando in visita in Cina, però, dovremmo cercare di mettere da parte questo nostro essere così “schizzinosi”. Non tanto per la pulizia, quando invece per gli strani tipi di ristorante nei quali potremmo imbatterci.

Quello che vi presentiamo oggi è un locale interamente dedicato alla toilette: si trova in Cina, ad Hangzou, e tutto l’arredamento è formato da pezzi (artistici, di certo) che troviamo comunemente nei bagni. I sedili? Sono delle tazze del water (attenzione, interamente funzionanti!). I tavoli? Sono fatti con delle vasche da bagno rovesciate o degli sciacquoni (pieni, ovviamente). I contenitori del riso? Sono dei piccoli orinatoi. Mentre se chiedete qualche salsina strana ve la vedrete arrivare in un piccolo bidet. E il gelato? È servito nelle pantofole.

Se quest’estate vi trovate in Cina, magari per seguire le Olimpiadi, allora non potrete fare a meno di visitare il risto-cesso. A seguire la galleria fotografica… sconsigliata a chi ha lo stomaco debole!

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La Cina blocca anche Sourceforge.net

→ D@di per Downloadblog.it

Gli sviluppatori cinesi ieri si sono svegliati con una brutta notizia: Sourceforge.net, il più grande archivio online di codici, progetti e applicazioni open-source, sembra essere da diverse ore bloccato in gran parte del Paese. La causa del blocco potrebbero essere le numerose proteste contro il governo cinese all’alba delle Olimpiadi che, come sapete, inizieranno l’8 agosto.

Ma cosa c’entra Sourceforge.net? C’entra poco in realtà, e come spesso accade si è fatto di tutta l’erba un fascio: il gruppo di programmatori che sta dietro a uno dei più grandi progetti, Notepad++, è capofila, come si legge anche nella home-page, di una campagna volta a boicottare la Cina e le Olimpiadi di Pechino.

“Non si tratta – ha spiegato lo sviluppatore capo – di una protesta contro i cinesi, ma contro il governo cinese e la sua politica repressiva nei confronti del popolo tibetano”. Intanto, però, da Pechino è stato deciso di censurare tutto l’enorme archivio, bloccando così, di fatto, il lavoro di tanti programmatori cinesi.

A rischio i computer di altleti/giornalisti/governativi che si recano a Pechino per le Olimpiadi?

→ D@di per Geekissimo.com

Le agenzie statunitensi che si occupano di sicurezza nazionale hanno lanciato un allarme a tutti coloro (businessmen, giornalisti, atleti, personale governativo, etc) che si recheranno a Pechino in agosto per seguire le Olimpiadi: i computer portatili o altri apparecchi in grado di comunicare e gestire la posta elettronica potrebbero “essere penetrati da agenti di sicurezza cinesi che mirano a rubare segreti governativi americani o a impiantare bug per infiltrarsi nelle reti statunitensi”. L’allarme ci sembra quanto meno esagerato, ma bisogna comunque tenerne conto.

Stando a quanto riporta l’Overseas Security Advisory Council, “il governo cinese utilizza lo spionaggio elettronico per entrare facilmente nei computer personali o appartenenti ad enti governativi“. Per questo, gli apparecchi lasciati incustoditi anche per qualche minuto in alberghi o in aeroporto potrebbero essere in brevissimo tempo avvicinati da gente addestrata per non farsi scoprire e “penetrati” con dei software maligni in grado, successivamente, di trasferire tutte le informazioni presenti sull’hard-disk. Ma non è tutto.

Considerato, infatti, che la Cina controlla la rete internet, computer e palmari potrebbero essere penetrati anche da remoto. E c’è già chi ipotizza che agenti dell’Fbi ai viaggiatori che tornano dalle Olimpiadi controllino il contenuto del computer per verifiare se effettivamente è stato installato qualche programma non autorizzato.

L’ambasciata cinese non ha smentito né confermato l’allarme e si è limitata a un “no comment”, anche se il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang ha spiegato che “le accuse dello spionaggio cinese nei confronti degli Stati Uniti è insensato e non si fonda su alcuna base veritiera”.

La Cina non garantisce che internet sarà “completamente aperta” durante i giorni delle Olimpiadi

→ D@di per Geekissimo.com

Ci ritroviamo spesso a parlare di Cina, diritti umani e connessioni a internet. Come sapete in Cina è in azione una forte repressione nei confronti di blog e servizi “social” e Web 2.0 per evitare che dissidenti o esponenti politici dell’opposizione parlino male del governo su internet. In particolare oggi ci occupiamo di Olimpiadi, che si svolgeranno proprio il prossimo agosto a Pechino.

Secondo quanto riferito dal ministero della Tecnologia cinese, il Paese non garantirà lo stop alla censura nei giorni delle Olimpiadi, pur rassicurando tutti i giornalisti e reporter che saranno presenti alla manifestazione che i loro computer e le reti messe a loro disposizione funzioneranno correttamente. Insomma, tutto sembra andare verso una direzione: la censura non si arresterà e probabilmente solo gli uffici destinati agli operatori dell’informazione (in teoria) non saranno schermati.

“La Cina – ha spiegato il ministro della Tecnologia, Wan Gang – è sempre molto cauta quando si parla di internet. Non abbiamo ancora informazioni chiare su queli siti saranno chiusi o oscurati, ma il nostro primo dovere è quello di preservare l’integrità dei giovani“. Le dichiarazioni arrivano un mese dopo che il Comitato Olimpico internazionale ha chiesto alla Cina di lasciare liberi il più possibile i giornalisti di girare e documentare i giochi in maniera piena.

Tra l’altro, tra le richieste del Cio c’era proprio la temporanea sospensione del Great Firewall of China, il “Grande Fratello” che controlla l’accesso dei cinesi ai siti internet. In realtà – aggiungiamo noi – il fatto che la Cina voglia continuare, anche durante i Giochi, a schermare i siti che oltraggiano la pubblica decenza non è un buon fattore: chi può dire quali siti oltraggiano la decenza? La definizione è in effetti troppo vaga. Staremo a vedere, mancano ormai pochi mesi.

E ora la Cina se la prende pure con le mappe online

→ D@di per Downloadblog.it

Non bastano le denunce e gli articoli dei blogger e giornalisti di tutto il mondo contro la censura cinese e le grandi chiusure condite da piccole aperture, da parte del governo di Pechino, nei confronti di internet e dell’occidente. Questa volta la Cina se la prende, addirittura, con i servizi di mappe online.

Per preservare l’integrità del Paese e i segreti di stato, infatti, il governo di Pechino ha annunciato di aver aperto un’inchiesta nei confronti di Google e Sohu, titolari di due tra i più importanti siti di mappe online.

Secondo quanto riferito da Min Yiren, vice capo dell’Ufficio statale per la mappatura e i sondaggi, le autorità vogliono eliminare le mappe online che disegnano in modo errato i confini cinesi o che rivelino segreti militari. Secondo fonti governative, l’inchiesta, iniziata in aprile, continuerà almeno fino alla fine dell’anno.

Secondo Min ci sarebbero cinque principali aree d’interesse all’interno delle quali bisognerebbero rivedere i confini statali e soprattutto dalle quali bisognerebbe eliminare i territori contesi: tra questi Taiwan, le isole Spratyls e Paracels nel Mar cinese meridionale e le isole Diaoyu, nel Mar cinese orientale.

Addirittura, secondo il governo cinese ci sarebbero, addirittura, oltre diecimila servizi illegali di mappe online che andrebbero adeguate al volere di Pechino.

Internet, nonostante la censura i navigatori cinesi sorpassano quelli americani

→ D@di per Downloadblog.it

Incredibile ma vero, la notizia sta facendo in queste ore il giro del mondo. Gli utenti internet cinesi hanno appena sorpassato quelli degli Stati Uniti, facendo diventare la Cina il paese con il maggior numero di internet users al mondo.

Ad affermarlo, l’agenzia di stampa “Nuova Cina”, secondo cui i navigatori cinesi della rete sono ad oggi 221 milioni, contro i 215 milioni di americani connessi. Un boom che però, se si guarda al rapporto con la popolazione totale, rimane molto al di sotto della media mondiale: secondo le ultime statistiche, che si riferiscono al 2007, in media in ogni paese è collegato il 19,1 per cento della popolazione, contro il 16 per cento della Cina.

Ricordiamo che Pechino, già sotto l’occhio del ciclone internazionale per via dei diritti umani spesso negati, sottopone quotidianamente la rete a una rigida censura, nella quale sono impegnati oltre trentamila esperti governativi. Tra i siti più censurati, la maggior parte ricade nella categoria dei “politicamente pericolosi”, come quelli dei dissidenti in esilio e dei mezzi d’informazione occidentali.

Il percorso della fiamma olimpica su Google Maps

→ D@di per Downloadblog.it

Mancano ormai poco più di 100 giorni alle Olimpiadi che si svolgeranno a Pechino, in Cina, dall’8 al 24 agosto prossimi. E, come ogni edizione che si rispetti, è iniziato anche il viaggio della Torcia olimpica (accompagnato, come sicuramente saprete, dalle polemiche per la situazione politica in Tibet e, in generale, per il rispetto dei diritti umani tante volte violato dalla Cina).

Ma dove si trova oggi la fiamma olimpica, che attraverserà molti stati del mondo? Per scoprirlo, Google ha creato un’apposita pagina che sfrutta le potenzialità di Google Maps per indicare, giorno dopo giorno, il percorso effettuato e quello ancora da effettuare.

Non è tutto: è stato anche creato un nuovo layer su Google Earth che permette anche di esplorare città dopo città visualizzando immagini, monumenti e palazzi in 3D e altre informazioni utili.

La censura cinese sferra il colpo più duro contro i video online

→ D@di per Geekissimo.com

La Cina, purtroppo, torna a far parlare di sé sull’argomento della censura online e sul diritto di parola. Una nuova legge emanata dal ministero dell’Informazione che entrerà in vigore il prossimo 31 gennaio, infatti, aumenterà al massimo livello la censura nei confronti dei video pubblicati in rete, permettendo solo ai siti Web di proprietà statale di poter “postare” online i video. La legge, in particolare, sarà valida per tutti i siti di video-hosting, anche quelli regolarmente registrati a Pechino, che – immagino – saranno costretti a chiudere i battenti.

Sarà forse una casualità, ma l’ordinanza è stata emanata appena una settimana dopo che un video postato in rete ha causato un vero e proprio scandalo nel Paese: nelle immagini, che hanno fatto il giro del mondo, la moglie di un popolare presentatore televisivo parlava “liberamente” delle corna che il marito le metteva puntualmente con altre donne. E così, i network di proprietà statale (o con lo stato come proprietario principale) saranno i soli che potranno inserire nuovi video in rete, con “l’unico” limite di non inserire immagini che possano “alterare l’ordine sociale” (principale capo d’imputazione con il quale si suole accusare dissidenti e voci contrarie a quelle governative).

Inoltre, saranno anche proibiti anche i video che vanno contro la Costituzione e pregiudichino l’unità nazionale, la sovranità e l’integrità territoriale, nonché quelli che rivelano segreti di stato, pregiudichino la sicurezza o vadano contro la fama e ciò che è conveniente allo Stato. I permessi per i network e gli altri siti statali o para-statali avranno la durata di tre anni, e potranno anche non essere rinnovati.

La legge entra pienamente a far parte dei provvedimenti che il governo cinese sta mettendo in atto “a favore della cultura e del progresso della società, dell’armonia, del servizio pubblico e del socialismo”. Resta, in ogni caso, paradossale il fatto che la Cina, con oltre 180 milioni di internauti e con gli occhi del mondo puntati addosso (soprattutto quest’anno con il boom economico e le Olimpiadi), continui a operare una strettissima censura e a mettere sotto silenzio tutte le voci difformi da quella del potere.