Twellow, un ottimo strumento per cercare utenti Twitter

→ D@di per Downloadblog.it

Twellow è, per dirla con una frase fatta, il motore di ricerca per Twitter che Twitter si è dimenticato di costruire. Il servizio di cui andiamo a parlare oggi, infatti, permette di effettuare ricerche tra gli utenti Twitter. In che modo? È presto detto.

Twellow, negli ultimi tempi, ha indicizzato più di 300mila utenti Twitter e li ha classificati secondo diverse categorie e sottocategorie (marketing, programmazione, design, etc). Ovviamente, oltre alla ricerca per categorie, è possibile fare ricerche anche per termini chiave, per nome, per nick, e così via. I risultati sono ordinati in base al numero di “followers”, ma è possibile anche ordinare la lista in base al numero di aggiornamenti recenti.

Inserendo il mio nome e cognome mi sono trovato subito nel database, e il sistema c’ha quasi azzeccato, inserendomi in automatico in tre categorie: news (giusto), televisione (giusto), entertainment (vabbè… ci si può stare!); tuttavia, se non siete stati ancora inseriti in automatico potete farlo andando direttamente qui. Non male come idea: se ci fosse un’integrazione con i servizi di posta elettronica o di messaggistica immediata (per importare e fare una ricerca tra i contatti conosciuti) sarebbe ancora meglio!

Che la presentazione dell’iPhone 3G abbia inizio!

Oggi per molti appassionati dei prodotti Apple è un giorno molto speciale. Con ogni probabilità, infatti, Steve Jobs alle 19 ora italiana (le 10 ora locale) presenterà la nuova versione dell’iPhone durante l’annuale conferenza WWDC dedicata agli sviluppatori, che si tiene a San Francisco. Si tratta di un momento importantissimo per chi – come me – aspetta da oltre un anno e mezzo la commercializzazione dell’iPhone in Italia: entro qualche ora dalla presentazione ufficiale negli Stati Uniti, infatti, Tim (e presumibilmente anche Vodafone) dovrebbe/dovrebbero annunciare i prezzi di vendita nel nostro Paese, i piani tariffari e ovviamente la data di sbarco nello Stivale.

In attesa di sapere se l’iPhone avrà il Gps, se avrà una fotocamera da 5 megapixel o se farà il caffè… se volete seguire in diretta la presentazioni con commenti e reazioni da parte del mondo dei “fan” vi consiglio tre siti in lingua italiana, rigorosamente in ordine alfabetico, che effettueranno il live-blogging a partire dalle ore 19: Melablog.it, Melamorsicata.it e TheAppleLounge.com.

A domani con tutte le novità!

Perché così tanti malfunzionamenti su Twitter?

→ D@di per Downloadblog.it

Negli ultimi tempi il popolare social network Twitter ha subito numerosi stop e rallentamenti al servizio. Stop che hanno allarmato la “twittersfera”, che si è ritrovata spesso a non poter utilizzare proprio social network preferito senza che alcuna spiegazione fosse data dai vertici dell’azienda.

Rallentamenti e downtime che hanno fatto parlare molto numerosi blogger, convinti che il team di tecnici dietro Twitter sia scadente. In un post sul corporate blog ufficiale, i tecnici di Twitter spiegano come il sito sia cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi, e per far sì che non si blocchi ci sarebbero (addirittura!) da “riscrivere significative porzioni di codice”.

“Twitter – si legge – è un sistema di messaggistica, ma fondamentalmente non è stato progettato per essere un sistema di messaggistica. Al contrario, è stato costruito con tecnologie più adatte a un content management system. Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo cercato di far comportare Twitter come un sistema di messaggistica, ma questo ha introdotto una gran quantità di problemi complessi e imprevedibili”.

Una soluzione, si legge, sarebbe quella di sostituire tutto il sistema attuale componente dopo componente, riscrivendo da zero parti di codice per venire incontro alle esigenze attuali degli utenti: prima tra queste, la stabilità. “Per questo – continua – il nostro sistema attuale sarà ristrutturato mentre vengono costruite nuove parti, e le nuove parti sostituiranno gradualmente quelle vecchie”.

L’altra alternativa, invece, sarebbe quella di buttare tutto all’aria e di riscrivere tutto da zero. Il che, spiegano, ha dei costi (in termini di risorse umane ed economiche) non sostenibili al momento.

Il question-time di Gordon Brown su YouTube: innovazione o fregatura?

→ D@di per Geekissimo.com

Non so se si tratti effettivamente di una vera e propria innovazione, giudicherete voi. Il premier britannico Gordon Brown ha annunciato che si sottoporrà regolarmente a un “question time” su YouTube, rispondendo alle domande (filtrate, immaginiamo) dei cittadini. La “nuova e appassionante iniziativa” (così l’ha lui stesso commentata) fa parte di una campagna chiamata “Ask the PM” (”chiedi al Primo Ministro”) per avvicinare la politica ai cittadini.

Gordon Brown risponderà, a intervalli regolari, sul canale YouTube di Downing Street: www.youtube.com/downingst. Il premier ha annunciato che risponderà in video a tutte le domande più popolari poste, sempre in video, dai cittadini prima del 21 giugno.

“Gli uomini politici hanno la possibilità di far domande al premier al Question Time. Penso che sia ora che il pubblico abbia la stessa possibilità“, ha dichiarato. Le domande potranno essere di tutti i tipi, dagli incentivi sull’acquisto di una casa a come combattere i cambiamenti climatici, dall’insicurezza nel futuro alla ricerca di lavoro.

Di certo si tratta di una bella iniziativa per far incontrare politica e cittadini. Il problema però rimane sempre lo stesso: se un cittadino facesse una domanda scomoda al premier (non stiamo parlando di insulti, ma di una domanda correttamente posta che magari potrebbe mettere in luce una “magagna” del governo) quanto scommettiamo che Brown mai e poi mai risponderà, né la includerà tra le domande arrivate?

Google Translate si arricchisce di nuove lingue e funzioni

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Novità per Google Translate, il servizio di Google che permette di tradurre parole o intere porzioni di testo da una lingua all’altra. Da ieri, infatti, con l’aggiunta di dieci nuove lingue, gli idiomi disponibili diventano 23.

Le nuove lingue disponibili sono il bulgaro, il croato, il ceco, il danese, il finlandese, l’hindi, il norvegese, il polacco e il rumeno. Si tratta, in particolare, di quasi tutte lingue dell’est europeo e della Scandinavia. Tra l’altro ora è possibile tradurre da una qualsiasi delle 23 lingue in un’altra (prima, invece, non erano possibili tutte le combinazioni).

Tra l’altro il team di sviluppo di Google Translate ha aggiunto anche una funzione, chiamata “detect language”, in grado di “capire” in automatico, incollata una porzione di testo, di che lingua si tratti. E se non siamo soddisfatti di una traduzione niente paura: possiamo aiutare Google inviando, attraverso l’opzione “suggest a better translation”, una migliore traduzione, appunto.

Chat e sms non fanno male al linguaggio dei ragazzi

→ D@di per Geekissimo.com

Chi l’ha detto che il linguaggio delle chat e degli sms è controproducente per i ragazzi? Se è vero che distolgono i giovanissimi dagli impegni di studio, comunque li costringono ad adoperare il linguaggio scritto: è questa la tesi di un’indagine di linguistica pubblicata sul magazine britannico New Scientist, che svela – appunto – che la comunicazione istantanea come le chat o i messenger non deteriora le capacità linguistiche dei giovani, anzi le rinforza, “perché i ragazzi amano sfoggiare le proprie conoscenze quando interagiscono con gli amici in chat”.

Gli esperti, guidati dalla linguista Sali Tagliamonte dell’università di Toronto, in Canada, hanno analizzato milioni di parole scritte in chat da ragazzi tra i 15 e i 20 anni ed altrettante parole scambiate oralmente dai ragazzi, e hanno osservato che nelle chat si comunica con molta più accuratezza e rispettando le regole grammaticali e sintattiche che non nel linguaggio verbale. Sarebbe, dunque, corretta la tesi secondo cui il messaggio istantaneo non deteriora la lingua.

In pratica, ogni forma di comunicazione scritta fa bene, anche quella delle chat e degli sms in cui, come sappiamo, si utilizzano forme come “xché”, “c6″, “cmq” e così via. Interpellato, il linguista Giovanni Adamo ha spiegato che “non si tratta di una minaccia alle strutture portanti della lingua, perché già quando si incidevano segni sulla pietra, o si scriveva sulle preziose pergamene di pelle, c’era l’esienza della brevità, e questa tendenza a ridurre non ha mai intralciato profondamente il linguaggio”.

Che ne pensate? Fino ad ora studiosi e professori si erano quasi tutti scagliati contro il linguaggio usato su internet, spesso considerato pieno di errori, strafalcioni e “bestemmie lessicali”. Personalmente, anche da un mio punto di vista professionale, sono contrario a questa visione del problema, che mi sembra quasi un “contentino“. Per la serie: anche se male, basta che si scriva.

Premiati i migliori siti cattolici tra i 12mila italiani

SARÀ UN CASO CHE L’ARTICOLO, PUBBLICATO SU DOWNLOADBLOG, HA OTTENUTO AUTOMATICAMENTE IL NUMERO DI SERIE 6666??

www.downloadblog.it/post/6666/premiati-i-migliori...

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In Italia – lo sapevate? – ci sono 12mila siti d’ispirazione cattolica ed esiste anche un’Associazione di categoria che ha istituito un riconoscimento per premiare i migliori siti Web del mondo cattolico.

A vincere la categoria “diocesi” il sito Vigiova.it, il servizio diocesano per la Pastorale giovanile della Diocesi di Vicenza, “per la naturale freschezza, la navigabilità, la capacità empatica di compenetrare ruoli altamente significativi (animatori giovanili, operatori pastorali, semplici navigatori) nella formazione cristiana dei giovani con percorsi specifici e aree interattive dedicate agli utenti”. Menzione speciale anche ai siti dell’Arcidiocesi di Milano e a quello della Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.

Per la categoria “enti, associazioni, aggregazioni” ha vinto il sito dell’associazione Qumran, online dal 1998 “con uno stile – leggiamo nel comunicato – collaborativo basato sulla condivisione”. Tra gli altri siti premiati, il blog di Luca Paolini, insegnante di religione di Livorno “che crede nella possibilità di far interagire le nuove tecnologie con la didattica della religione”. Per quanto riguarda, infine, la categoria “parrocchie” il primo premio è andato al sito del santuario della Madonna del Divino Amore di Roma “per la ricchezza dei contenuti, l’aggiornamento di appuntamenti e news e la presenza di informazioni storiche e artistiche”.

“I siti web non sono strade solitarie – ha spiegato, premiando i siti vincitori, mons. Franco Mazza, presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali – ma rappresentano concrete testimonianze di fede. I siti premiati testimoniamo come il Web sia maturo ad affrontare le nuove sfide della Chiesa”.

“Dal prossimo anno pagelle solo online”. Ci sembra un po’ azzardato… e tra l’altro in Italia già si fa

Sta facendo molto parlare di sé, in questi ultimi giorni, l’annuncio del neo-ministro della Funziona pubblica, Renato Brunetta, secondo cui entro un anno, un anno e mezzo anche le pagelle scolastiche saranno online. Una decisione, ha spiegato il ministro, che servirà far risparmiare carta alla pubblica amministrazione: “Se sapremo cambiare – ha spiegato il ministro – potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi”.

Una scelta intelligente, penseranno in molti, anche se – ma sto esprimendo un’opinione personale – forse bisognerebbe iniziare da altre parti a eliminare la carta. La pagella scolastica, oltre che un importante documento che tutti i genitori, i nonni e i parenti dovrebbero poter continuare a toccare con mano, è anche un ricordo che si tramanda di generazione in generazione. E poi: anche se ormai internet “ce l’hanno tutti”, quante sono le famiglie che non riuscirebbero a visualizzare online la pagella, per incompetenza o per mancanza fisica di mezzi (collegamento a internet o computer)? A mio parere ancora molte. Ben venga, dunque, il risparmio di carta, ma probabilmente si potrebbe iniziare da altri settori.

In realtà, però, non è la prima volta che in Italia si parla di pagella elettronica; anzi, molte scuole si sono già attrezzate. C’è chi da anni mette in rete giorno per giorno tutti i voti (accessibili con password) e i licei dove il computer è presente su ogni cattedra a disposizione del docente. Ci sono gli istituti dove si possono controllare online le presenze dei figli e quelli in cui la pagella (che viene data anche in versione cartacea) è presente da anni anche su internet. In Italia, dunque, fino ad ora si è lasciato all’autonomia delle singole scuole l’utilizzo dell’online nei rapporti con le famiglie.

Sul chi va là – e di parere simile al nostro – anche il rappresentante dei presidi Giorgio Rembado, secondo cui l’eliminazione della carta va vista con favore a patto di due condizioni essenziali: tutte le famiglie devono essere messe in condizioni di usufruirne ed evitare casi di pubblicazione come quelli dei redditi online. Immaginiamo che comunque sarà necessaria una fase intermedia, in cui la pagella verrà data sia a mano (cartacea) sia su internet: solo così si potrà veramente capire se il sistema funziona a dovere.

Guardare video mentre si “chatta”. Microsoft lancia Messenger Tv

Il servizio, gratuito, potrebbe rivoluzionare il modo di guardare i filmati in rete
In Italia accordi con Mtv, Sony e Ansa. 95 milioni di utenti potenziali nel mondo

ROMA – Guardare la televisione insieme, scegliere i programmi e commentarli, il tutto stando in due parti diverse del mondo. È possibile, da oggi, con “Messenger Tv”, un nuovo servizio internet lanciato da Microsoft che integra, all’interno del popolare client di messaggistica istantanea “Windows Live Messenger”, un vero e proprio canale televisivo. Il servizio, che da oggi è disponibile in oltre venti nazioni (ma non negli Stati Uniti), è frutto dell’accordo di Microsoft con reti televisive e multinazionali dell’intrattenimento, tra cui spiccano Mtv, Sony, Emi e Bbc.

Windows Live Messenger è un software gratuito, molto utilizzato soprattutto dai più giovani (in tutto il mondo ci sono oltre 95 milioni di utenti), che permette di “chattare”, cioè conversare a distanza utilizzando la tastiera del computer, con i propri amici collegati a internet dalle loro case o dai loro uffici. Fino ad oggi era possibile “chattare”, parlare e guardarsi attraverso una webcam, scambiare fotografie. Messenger Tv, invece, introduce una nuova funzione: quella, appunto, di guardare insieme e contemporaneamente uno stesso filmato, con la possibilità di metterlo in pausa o di commentarlo attraverso la chat, che rimane aperta sulla parte sinistra dello schermo del computer.

I video online sono esplosi in popolarità negli ultimi anni (basti guardare al fenomeno YouTube), ma fino ad ora non era possibile guardarli contemporaneamente da computer differenti; secondo Microsoft, la possibilità di guardare film insieme, anche da un capo del mondo all’altro, permetterà di creare una nuova “esperienza sociale” (fatta di reazioni e commenti) e attrarrà gli utenti che già spendono diverse ore al giorno guardando video online e conversando.

In Italia Messenger Tv, oltre a comprendere l’intero catalogo già presente all’interno del portale Msn di Microsoft, ha stretto un’alleanza con il canale musicale Mtv, e permetterà agli utenti di guardare spezzoni di diversi programmi, da “Very Victoria” a “Loveline”, a “Stasera niente Mtv” di Ambra Angiolini. Inoltre, grazie a una partnership con Mediaset, sarà possibile guardare i migliori programmi di Rete 4, Canale 5 e Italia 1. Su Messenger Tv si potranno anche vedere concerti in esclusiva, video musicali (grazie all’accordo, tra gli altri, con la Sony-Bmg), interviste e notizie dal mondo dello spettacolo, video divertenti e trailer cinematografici in collaborazione con Coming Soon Television. Spazio anche all’approfondimento, con i telegiornali Ansa e Agr e le notizie sportive di Sportal.

Una strategia, quella di Microsoft, che punta ovviamente a combattere lo strapotere di Google e di YouTube migliorando la propria raccolta pubblicitaria: già la Twentieth Century Fox e la Pepsi sarebbero interessate a pubblicizzare i loro prodotti su Messenger Tv. In particolare, il servizio ospiterà dei banner pubblicitari all’interno della finestra del software, e dei mini-spot (come già accade su Msn Video) prima dell’inizio di ogni filmato.

Per iniziare a guardare insieme la Tv bisogna avere l’ultima versione di Windows Live Messenger (il servizio almeno per il momento non è disponibile per gli utenti Mac); poi, in una qualsiasi finestra di conversazione, basterà fare click sul pulsante in alto “attività” e selezionare “Messenger Tv”.

Sancta Sedes: il latino risorge… almeno sul sito del Vaticano

→ D@di per Downloadblog.it

Pensavate che il latino fosse una lingua morta e appartenente solo ai tempi del liceo? C’è un sito internet che, invece, ha appena aperto un’intera sezione in latino: il sito del Vaticano.

Da un paio di giorni, infatti, accanto a tedesco, inglese, spagnolo, italiano, francese e portoghese appare anche un link per visitare una versione del sito Vatican.va proprio nella lingua ufficiale della Chiesa.

All’interno della sezione latina è presente solo una parte dei documenti presenti nelle altre sezioni localizzate: in particolare, ci sono documenti della Chiesa (tra tutti, la Bibbia o i resoconti del Concilio Vaticano II), testi di catechismo, il Codice di diritto canonico e molte informazioni pratiche sulla Curia. La sezione, inoltre, include anche molti scritti di papi dal decimo secolo ad oggi.

I blogger incontrano Al Gore (speciale Downloadblog.it)

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Come preannunciato ieri pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma abbiamo partecipato all’incontro del premio Nobel Al Gore con i blogger italiani in occasione della presentazione di Current Tv Italia. È stato un pomeriggio molto interessante in cui si è discusso, tra le altre cose, di libertà d’informazione e nuovi media, di giornalismo ed economia, e che forse non ha lasciato tutti – noi per primi – al cento per cento soddisfatti delle risposte e dei temi trattati. All’incontro, moderato dal direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, oltre ad Al Gore hanno partecipato il direttore dei programmi di Current Tv Italia Tommaso Tessarolo, il blogger e conduttore di “Reporter Diffuso” Marco Montemagno e il Ceo di Current Mark Goldman.

Al Gore, contento per una platea molto entusiasta, ha incentrato il suo discorso tutto sull’esigenza di una televisione e di un’informazione più libera e democratica, che risenta dell’energia del Www e degli individui che popolano Web&blog. Per Gore, da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione di facile accesso per molti, è come se l’individuo si fosse ripreso il potere di informarsi, di esprimersi e di informare: “Quando il potere è nelle mani di pochi – spiega il premio Nobel – la democrazia ne soffre”. Così, la missione di questa nuova televisione diventa proprio quella di democratizzare la Tv: “Siamo l’unico network indipendente negli Stati Uniti – Al Gore l’ha ripetuto diverse volte durante l’incontro – e uno dei pochi nel mondo senza un padrone. Non ci faremo mai influenzare dai poteri economici o politici”.

Un bel discorso, almeno in teoria. Staremo a vedere quanto Current riuscirà ad essere indipendente, considerato anche che in Italia si è legata a Sky, che ricordiamo è di proprietà di Rupert Murdoch; non abbiamo niente da dire contro Sky, ma – iniziano a chiedersi molti spettatori durante la presentazione – cosa succederebbe se s’iniziassero a intaccare i poteri forti della politica e della Chiesa? A questa domanda Al Gore risponderà più tardi. Intanto, spiega Gore, ci sono cose più importanti del successo economico: il libero accesso alle informazioni è uno dei presupposti cardine della democrazia, e la democrazia è minacciata in molti paesi. Il primo risultato che si ottiene dal fatto che l’informazione sia gestita da pochi centri di potere è che sappiamo tutto su Paris Hilton o Britney Spears, ma la gente non sa che il Polo Nord si sta squagliando a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale”.

Per Al Gore, dunque, un’informazione libera è la base di una società democratica: basti pensare – spiega – che a causa di un’informazione distorta in molti e per molto tempo negli Stati Uniti hanno pensato che il mandante degli attentati dell’11 settembre fosse Saddam Hussein. “L’informazione oggi – prosegue l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti – soffre di un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni.

Current vuole collegare internet e la tv in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. In molti paesi, Usa inclusi, la concentrazione della proprietà dei media ha portato alla conseguenza che molte voci sono state escluse”. Continuano le domande da parte dei blogger. Un ragazzo affronta il problema dei media tradizionali e dell’ancora scarsa credibilità e penetrazione nella popolazione che hanno i blog e i video online. Come può Current, allora, sovvertire i media tradizionali? “Più la gente è connessa, più la gente ci guarda, più si alzerà automaticamente la qualità dei video su internet. Solo così – racconta Al Gore – riusciremo a far capire alle persone che si può fare dell’ottima informazione anche in rete”.

La domanda più interessante arriva come un fulmine in un momento un po’ di fiacca: l’Italia si trova al sessantaquattresimo posto tra i paesi del mondo per la libertà d’informazione; se venisse pubblicato un video scomodo, ad esempio sul Vaticano, come si comporterebbe Current? E Al Gore: “Lo mostriamo comunque. Noi rispondiamo solo a voi”. Permettetemi su questo punto di essere un po’ scettico: ricordate, solo per fare un esempio, quanto scalpore fece la messa in onda del documentario della Bbc sui preti pedofili qualche tempo fa?

Si arriva poi al problema della proprietà di Current. Non ci sono, assicura Gore, investitori italiani, ma per una legge americana non è possibile dire esattamente chi sono gli investitori: “Diciamo che all’inizio – racconta – ci sono stati dei grossi prestiti, già tutti ripagati, e che nessuno ha mai imposto alcuna regola alla Tv, lasciandoci una libertà completa”. E allora, si chiedono in tanti, come conciliare questa libertà completa col fatto che Current Tv si affidi a Sky, che è proprietà di News Corp. del magnate australiano dei media Rupert Murdoch? “Sky si vuole aprire a ciò che Current rappresenta. È una televisione libera: quando ci siamo seduti al tavolo per iniziare le contrattazioni non abbiamo mai avuto alcuna pressione su nessun argomento. Anche qui in Italia ci sentiamo liberi”. Eppure, aggiungiamo noi, Murdoch è anche proprietario della Fox, che negli Stati Uniti parteggia – anche poco velatamente – per i repubblicani di Bush, mentre Al Gore è nei democratici. Mah.

L’unica domanda intelligente, tra quelle non programmate, è l’ultima: se un blogger/film-maker che invia un video a Current.tv dovesse avere problemi legali, cosa farebbe il sito per aiutarlo? Gore spiega che lo staff è addestrato per essere molto attento a tutto quello che passa in video, che non violi regole né comportamentali né di copyright. E tra l’altro che problemi legali non ce ne sono mai stati. Ma se dovessero esserci, assicura Gore, “il nostro ufficio legale si darebbe da fare per risolverli”.

L’incontro è stato davvero molto interessante, anche se purtroppo l’ex-vicepresidente ha cercato di glissare su un paio di domande, dando risposte un po’ generiche. Molti di voi probabilmente hanno assistito alla conferenza, sul Web come in televisione o di persona. Molti di voi, invece, ne avranno sentito parlare attraverso questo o altri blog. C’è davvero moltissima “carne al fuoco”, e mi piacerebbe sentire la vostra opinione e i vostri commenti in merito.

Da Microsoft arriva Messenger 7 per Mac (ma che delusione)

→ D@di per Geekissimo.com

Come hanno preannunciato puntualmente i nostri “cugini” di Melablog.it, è da oggi disponibile la versione 7 di Messenger per Mac. Che – diciamolo subito – si sta già portando dietro diversi commenti negativi tra gli utenti della Mela.

Facciamo un passo indietro: Messenger per Mac non è identico – come molti potrebbero immaginare – al Messenger che si usa su Windows, ma ha diverse funzioni in meno. Oltre a non supportare alcuni tipi di animazioni/buzz/faccine (e vabbè, mica è indispensabile!) non supporta però nemmeno la chat audio/video. Per questo in molti fino ad ora sono passati ad utilizzare software alternativi come aMsn.

Oggi, dicevamo, è stato rilasciato Messenger 7 per Mac, ma ci troviamo ancora una volta davanti a una piccola delusione: la chat audio/video, infatti, continua a non essere disponibile. Anzi, lo è, ma solo all’interno di un network corporate implementato con Communications Server 2007; solo più avanti, spiegano da Redmond, sarà possibile utilizzare la videoconferenza con tutti.

Oltre alla grafica migliorata, tra le nuove caratteristiche (queste sia per account “normali” che aziendali) anche il supporto al protocollo Bonjour per chattare all’interno di reti locali e private, un nuovo strumento per la ricerca dei contatti e la possibilità di cambiare il nick ai propri contatti.

Messenger 7 per Mac, in italiano, è gratuito ed è scaricabile da qui.

A New York cellulari vietati a scuola; in Austria vietati anche sui mezzi pubblici

→ D@di per Geekissimo.com

Dopo aver discusso, la scorsa settimana, dell’opportunità o meno di togliere internet dalle aule universitarie, ecco che sulla stessa scia stanno facendo discutere due notizie: una arriva da New York, l’altra dall’Austria. E in tutti e due i casi si tratta di telefonia mobile.

La prima notizia, dicevamo, arriva da New York, dove la Corte Suprema ha deciso che in tutte le scuole pubbliche saranno banditi i cellulari. Una decisione che preoccupa, più che gli studenti, soprattutto i genitori, che tramite il cellulare potevano controllare i movimenti dei figli ed essere avvisati in caso di emergenza, soprattutto nel tragitto casa-scuola. Secondo il tribunale, però, i cellulari ultimamente sono talmente diffusi che vengono usati per copiare nei compiti, come strumento di intimidazione e per mettere su YouTube video di diversa natura.

L’altra notizia, ancora più incredibile, arriva da Graz, in Austria, dove il sindaco ha deciso di bandire le telefonate dai mezzi pubblici. Non solo sarà multato chi viene sropreso a parlare ad alta voce al telefonino, ma anche chi ha una suoneria molto alta. Tra l’altro un’azione del genere era stata tentata già a Stoccolma, ma poi era miseramente fallita (d’altronde, chi dovrebbe controllare tutti i passeggeri di tutti gli autobus e tram cittadini?).

Si tratta, a mio avviso, di due leggi molto controverse. La prima di sicuro è fatta per il bene degli alunni (che in questo modo non si distraggono e non cadono in tentazioni di varia natura) ma rischia di far precipitare in un baratro di preoccupazione mamme e papà del ventunesimo secolo. La seconda appare, a mio avviso, ancora più incredibile: tra l’altro, lo cito come esperienza personale, l’autobus (a Roma le distanze sono enormi) è uno dei posti in cui faccio più telefonate, magari per sentire amici o colleghi lontani, perché sfrutto un momento in cui non è possibile fare molto altro. L’importante, come in tutte le cose, è non esagerare e non parlare ad alta voce. Che ne pensate? Avete qualche aneddoto simpatico, in merito, da raccontare?

Skype vola con le nuove tariffe

→ D@di per Downloadblog.it

Skype è in crisi rispetto alle aspettative e eBay è indecisa se venderla o no al miglior offerente? Intanto oggi, per tentare un rilancio in grande stile, sono state presentate nuove offerte e nuove tariffe che sicuramente fanno gola a quanti utilizzano il più famoso servizio di telefonia Web per parlare frequentemente con persone lontane.

Si tratta della prima volta che Skype introduce dei piani che prevedono chiamate illimitate. Quello più gettonato è sicuramente il piano che permetterà, con poco più di tre euro al mese (3,39 euro), di chiamare senza limiti e senza scatto alla risposta i numeri fissi di un determinato paese del mondo. Nel piano, chiamato “Senza Limiti Uno”, incluso anche un numero SkypeIn e la segreteria telefonica.

Molto simile anche “Senza Limiti Europa”, che offre le stesse caratteristiche del precedente ma, con 4,54 euro al mese, sarà possibile chiamare non uno, ma 20 paesi europei.

La terza tariffa, chiamata “Senza Limiti Mondo” costa 10,29 euro al mese e permette di chiamare gratis in 34 paesi del mondo (in Singapore, Hong Kong, Canada, Cina e Stati Uniti inclusi nella promozione anche i cellulari). In quest’ultima opzione tariffaria presenti anche due numeri SkypeIn.

Le offerte, soprattutto per chi chiama frequentemente un paese europeo, sono davvero molto competitive. Che ne pensate? Se siete interessati affrettatevi ad abbonarvi: se lo fate entro il primo giugno ci sono degli sconti.

Mandare messaggi d’amore via MySpace non è una molestia

→ D@di per Geekissimo.com

Già, avete letto bene il titolo. Da quando ci sono internet e i messaggini soprattutto tra gli adolescenti questi strumenti, in cui ci si cela spesso dietro a un nick o perlomeno dietro a uno schermo di computer, sono diventati strumenti privilegiati per dimostrare i propri sentimenti. E così capita sempre più spesso che si mandino messaggi istantanei per dimostrare il proprio amore verso una persona.

Col fatto che con internet i messaggi sono gratuiti, a volte capita di perdere il lume della ragione. E così spesso si scade nell’esagerazione e, a volte, nelle molestie vere e proprie. Anche se di molestie proprio non si tratta, almeno secondo un tribunale di secondo grado di New York, che ha giudicato non colpevole un ragazzo di 18 anni che ha sommerso di messaggi istantanei su MySpace la ragazza che le piaceva, 14 anni, e che l’aveva appunto denunciato per molestie.

Tra l’altro nei messaggi non si dicevano cose oscene, ma solo “ti amo”, “noi due dobbiamo stare per sempre insieme” “non smetterò mai di pensarti” e altre “sdolcinerie” del genere. In realtà, aggiungiamo noi, più che denunciare l’innamorato diciottenne la ragazza avrebbe fatto bene a girare un po’ per MySpace e avrebbe trovato subito la possibilità di bloccare i messaggi provenienti da quel contatto.

Decisamente difficile, dunque, parlare di molestie, anche se addirittura in primo grado un tribunale aveva condannato il ragazzo per “molestie aggravate” fatte con “l’intento di provocare disturbo, minacciando l’altra persona”. Certo che se questa ragazzina avesse bloccato il contatto e avesse parlato con l’innamorato, facendogli capire che doveva andarci un po’ più piano… magari sarebbe riuscita a evitare una gran perdita di tempo e di carte bollate!