Gatti, monaci, scheletri e ascensori

Il felino convocato in tribunale, la donna che dorme sull’aereo, il marito che porta la mamma in luna di miele, il monaco con lo scheletro. Notizie incredibili ma vere dal mondo

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Brunetta l’isolano

Un solo paese al mondo riesce a sopportare il nostro ministro. Questa e tutte le altre notizie incredibili (ma vere) dal mondo

 

IL BRUNETTA DI VANUATU
Brunetta doveva nascere a Vanuatu, stato insulare dell’Oceano Pacifico meridionale. Senz’ombra di dubbio. E probabilmente, dopo aver sentito cos’è successo al primo ministro Edward Natapei, il ministro più simpatico del governo Berlusconi potrebbe anche decidere di espatriare. Perché nell’isola, di sicuro, c’è lavoro per lui. Il premier Natapei, alcuni giorni fa, è sbarcato a Trinidad e Tobago, nei Caraibi, per partecipare al meeting dei capi di stato del Commonwealth (Chogm), organizzato quest’anno a Port of Spain e aperto addirittura dalla Regina Elisaetta II. Lasciando, così, per qualche giorno il paese e non partecipando alle riunioni del Parlamento. Il presidente, però, preso dalla fretta di prendere parte al vertice, si è dimenticato di avvisare il presidente del Parlamento. E così, avendo collezionato tre assenze ingiustificate di seguito, è stato “letteralmente” licenziato. Lo speaker del Parlamento, Maxime Carlot Korman, freddo peggio di una giornata d’inverno in Alaska, si è limitato a convocare d’urgenza l’Aula per indire le nuove elezioni presidenziali, secondo il rigidissimo regolamento. Non è tutto: solo pochi giorni prima il Brunetta di Vanuatu aveva addirittura cacciato dal Parlamento isolano i rappresentanti di due partiti perché “il livello e gli standard di lavoro svolti non erano soddisfacenti”.

 

IL MARITO NON LE FA VEDERE SOAP OPERAS, LEI CHIEDE IL DIVORZIO
“Fammi vedere ‘Centovetrine’ altrimenti chiedo il divorzio!“. Quante volte, mariti italici che avete malauguratamente dovuto trascorrere le ore del pranzo a casa, avete sentito queste parole dalle vostre mogli assuefatte dalla Tv? Un tempo era “Beautiful”, poi è arrivato “Vivere”, ora c’è Centovetrine (e chissà quante altre soap seguiranno grazie all’avvento del digitale terrestre!). In Italia forse non sarà ancora successo, ma cari maritini state attenti e non criticate le scelte televisive delle vostre compagne: potreste ritrovarvi a vivere sotto un ponte entro pochi mesi. Com’è successo in India a un pover’uomo, abbandonato dalla moglie solo perché rifiutava – giustamente, aggiungeremmo noi – di permettere alla sua dolce metà di guardare soap operas in televisione. Secondo quanto riportato dal “Daily News and Analysis di Mumbai”, la donna si sarebbe rivolta a un tribunale perché, per quattro anni di fila, tutti i santi giorni “litigava col marito che non voleva che lei perdesse tempo appresso alle soap-opera”. In realtà l’avvocato ha fatto passare il litigio come una vera e propria questione di libertà: il marito non permetteva alla donna di essere libera, e in più lei doveva subire i soprusi dell’uomo. E così, dopo alcuni mesi di processo, è arrivata la sentenza: divorzio concesso, custodia dei due bambini alla donna e una cospicua rata mensile che l’ormai ex-marito dovrà versarle per mantenerla e per risarcirle i danni morali. Chissà che la storia non diventi una sceneggiatura per una futura soap-opera…!

 

QUANDO L’AMORE NON HA ETÀ
Quante volte abbiamo sentito dire che l’amore “non ha età”, soprattutto riferito a un uomo e una donna che, fidanzati o sposati, si passano diverse primavere? C’è chi a volte grida allo scandalo, chi scommette che l’unione non funzionerà, chi si fa quattro risate. Nella storia – come sempre vera – che vi raccontiamo in questo numero de lo Stivale Bucato non c’è purtroppo niente da ridere. In un villaggio della Somalia, nella regione di Galguduud, una ragazzina di diciassette anni è stata data in sposa ad un arzillo vecchietto di 112 anni. Anzi, ha accettato di sposarsi con un ultracentenario, come tutti continuano ad assicurare. L’uomo, Ahmed Muhamed Dore, che ha già tredici figli ed è stato sposato con cinque donne, ha detto di desiderare altri figli (ci chiediamo come possa averli!) dalla nuova moglie. “Oggi – ha aggiunto parlando con la stampa – Dio mi ha aiutato a reliazzare il mio sogno”. La ragazzina non ha, come spesso accade in questi casi, avuto modo di potersi scegliere il marito, ma la sua famiglia ha assicurato tutti che lei si era detta “felice” della nuova avventura. I genitori hanno inoltre assicurato che la ragazza non è stata assolutamente forzata, ma anzi l’uomo ha usato “tutta la sua esperienza e galanteria” per convincerla. Al matrimonio hanno partecipato oltre quattrocento persone. Tra questi, in molti hanno riferito al reporter della Bbc che ha partecipato al matrimonio che il tutto è permesso dalla legge islamica; pochi, invece, si sono domandati se la differenza d’età peserà sul futuro del matrimonio.

 

SI SPOSA E SCAPPA CON L’AMICO CHE GUIDA L’AUTO NUZIALE
Si sposa ma poi ci ripensa e, con l’amico del marito che guida l’auto nuziale, scappa per una folle fuga d’amore. Lasciando, tra l’altro, sposo e invitati ad attendarla invano al banchetto delle nozze. Non è l’ultimo fillm strappalacrime americano, ma è quello che è successo a Trieste. Protagonista una trentenne impiegata in una finanziaria di Monfalcone. Lo sposo, Andrea, 34 anni e impiegato di banca, l’aveva conosciuta circa dieci mesi fa. E ora vuole rivolgersi a un avvocato per il risarcimento dei danni materiali e morali. Secondo quanto riferito dall’Ansa, il loro matrimonio è stato celebrato in municipio, nella centrale Piazza Unità. Una trentina di invitati, le foto di rito e, al termine della cerimonia civile, la richiesta della sposa di andare a cambiarsi d’abito per il banchetto. Ad accompagnarla, un amico della coppia, che fungeva anche da autista dell’auto nuziale, che da qualche mese gioca a calcio con lo sposo. Andrea e gli invitati si sono avviati al ristorante, ma dopo un po’, considerato il ritardo della sposa, hanno cominciato a preoccuparsi e a chiamare i due al cellulare. Per circa un’ora e mezzo nessuno ha risposto. Dopodiché la donna ha inviato un sms al marito scrivendo solamente questo: “Ho capito solo ora di aver fatto un errore. Mi dispiace, il mio cuore di porta da un’altra parte”. In Grecia, per la precisione. E sì, perché i due, mentre gli altri invitati erano a tavola ad attenderli, avevano già attraversato il confine con la Slovenia.

 

SE LO SPERMA LE FA FARE I LAVORI DOMESTICI PER OTTO GIORNI
Lo diciamo subito a scanso di equivoci: non stiamo parlando di uomini e donne, bensì di moscerini della frutta. La straordinaria scoperta è stata pubblicata dall’equipe del professor Elwyn Isaac della facoltà di Scienze biologiche all’università di Leeds, in Inghilterra. I moscerini della frutta (quelli della specie drosophila melanogaster, per intenderci), secondo quanto si legge, sono molto attivi nelle ore dell’alba e del tramonto, mentre dormono quasi sempre durante l’arco della giornata e della notte. La scoperta è questa: dopo essersi accoppiate, le moscerine (o i moscerini donna, che dir si voglia) rinunciano al riposo per lavorare otto giorni di fila. La scoperta è stata annunciata dopo numerosi test su centinaia di moscerini diversi. Prima dell’accoppiamento sia l’uomo che la donna dormono per gran parte della giornata; dopo l’accoppiamento e per circa otto giorni, invece, l’uomo ricomincia a dormire mentre la donna svolge un’attività extra. Spesso per la gente comune è difficile capire l’importanza di questa scoperta, e così il simpatico professor Isaac ha così spiegato risultati ottenuti alla stampa di tutto il mondo: “Abbiamo messo sullo stesso piano i moscerini della frutta e gli uomini, e siamo arrivati alla conclusione che è come se, dopo aver fatto sesso, le donne avessero voglia di fare lavori domestici extra per otto giorni”. L’uomo vincerà il Nobel.

Marinai e sposine tr#ie

Scandalo in Australia per una gara di sesso su una nave militare. E mentre in Gb la polizia si lamenta, in Italia le future spose cornificano i fidanzati con ballerini cubani

 

IN THE NAVY
Dei marinai, solitamente, si dicono due cose. Che molti di loro siano omosessuali, e che un marinaio ha una donna in ogni porto. Con questa storia vera e incredibile proveniente dall’Australia proveremo a sfatare questi due miti. È scandalo nella Terra dei canguri per una gara molto particolare che si è svolta a bordo della portaerei “HMAS Success”. Il primo premio veniva dato al marinaio che riusciva a portarsi a letto il maggior numero di colleghe, anch’esse imbarcate sulla nave. Non è tutto: ogni ragazza, in base alla propria bellezza e al proprio fascino, era stata classificata, e così, ad esempio, andando a letto con la bionda della sala macchine si riuscivano ad ottenere 100 punti, con la signora delle pulizie o la cuoca della mensa invece solo 10. Ovviamente anche il luogo in cui si faceva l’amore poteva rivelarsi chiave di vittoria: il ponte principale, il tavolo da biliardo o il corridoio davanti alla cabina del comandante offrivano molte possibilità di salire in cima alla classifica; farlo in un ripostiglio, in una camerata o in bagno sicuramente ne offriva meno. La gara – che, ammettiamolo, rendeva meno noiose le lunghe gare oceaniche – è stata però scoperta dal capitano durante un viaggio al largo di Singapore. Chi vi aveva preso parte è stato riportato immediatamente a terra, e adesso sta affrontando un lungo processo.

 

CIRCONCISIONE FAI-DA-TE. COL TAGLIAUNGHIE
Quasi tutti gli uomini sanno cos’è una circoncisione; le donne invece ne sono sicuramente meno a conoscenza. Prima di raccontarvi la storia, incredibile, che riguarda quest’argomento spieghiamo velocemente di cosa si tratta. La circoncisione è una pratica chirurgica che consiste nell’asportare parte o la totalità del prepuzio del pene ed in genere anche parte o tutto il frenulo. È in genere usata in medicina per cercare di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, ma c’è anche chi senza motivo si sottopone – non stiamo parlando di chi è obbligato dalla religione, come ebrei e islamici – a circoncisione volontaria. È quello che è successo a un ragazzo di Stevenage, nella regione dell’Hertfordshire, in Gran Bretagna, che è corso all’ospedale con il pene insanguinato per aver provato ad effettuare da solo l’operazione… con l’aiuto di un tagliaunghie! “Nessun uomo dovrebbe mai provare a fare una cosa del genere – ha commentato il medico di guardia ai media locali, particolarmente interessati alla strana vicenda – perché le conseguenze possono essere molto difficili da curare, e possono andare a intaccare anche le performance sessuali del paziente”. Un esame più approfondito ha poi rivelato che l’uomo aveva nel sangue una massiccia quantità di alcol.

 

113: TRA CRICETI, TAXI E CREDITO TELEFONICO ESAURITO
Quante volte le forze di polizia si lamentano delle chiamate totalmente inutili che ricevono ai numeri di emergenza? Gattini saliti sugli alberi, porte blindate che non si aprono e che poi si aprono all’arrivo degli agenti, finte aggressioni o litigi di coppie annoiate. Sicuramente i telefonisti dei vari 113 e 112 di tutto il mondo potrebbero scrivere enciclopedie sulle chiamate più inutili e bizarre. Alcuni di loro – esauriti – si sono rivolti all’emittente britannica Sky News per denunciare l’abuso dell’utilizzo di questi servizi. La chiamata che è entrata a far parte della storia è sicuramente quella di una signora che, alzata la cornetta, ha iniziato a urlare all’impazzata. All’inizio gli agenti non riuscivano a capire cosa stesse succedendo, ed erano già preparati al peggio, pensando a un duplice omicidio o a un serial killer. E invece si trattava semplicemente del criceto. Morto, direte voi. No, assolutamente: vivo. Ma purtroppo era scappato dalla gabbia, si era lanciato dalla finestra nel giardino ed era sparito nel nulla. La donna chiedeva l’aiuto degli agenti per recuperarlo. Ma non è tutto: sembra che in Gran Bretagna le chiamate al 112 arrivino anche per nidi di api trovati nei sottotetti delle seconde case o addirittura da persone che non hanno finito il credito nei propri cellulari e non sanno come ricaricarli. Ma c’è anche chi ha chiamato il numero di emergenza per farsi passare la centrale operativa dei taxi, il più vicino pony-pizza o, è successo anche questo, il numero dell’estetista (“È un’emergenza: devo andare al mare e ho i peli sulle gambe”)!

 

UNA COSÌ BRAVA RAGAZZA
Prima di sposarsi bisogna essere sicuri al cento per cento della propria moglie. E non ingaggiare un investigatore privato due giorni prima del matrimonio. È un consiglio spassionato che vi diamo, e sarete sicuramente d’accordo con noi leggendo questa storia, incredibile, che viene da Roma. Un uomo ha fatto pedinare da un’agenzia investigativa la futura sposa ed è venuto a sapere di essere stato tradito con uno spogliarellista cubano dalla futura moglie durante la festa di addio al nubilato. Ma si trattava, evidentemente, solo della punta di un iceberg di corna. “Ci vedevamo soltanto nei fine settimana, e così dopo qualche piccola voce che mi era arrivata ho iniziato ad avere dei sospetti, e ho deciso di rivolgermi a un’agenzia privata di investigazioni specializzata in infedeltà coniugali”. Il giorno dopo, proprio all’indomani della richiesta di informazioni e due giorni prima del matrimonio, il responso dell’investigatore privato: “Tradimento consumato con spogliarellista cubano”. Con tanto di ripresa video. Risultato? Nozze disdette e richiesta di danni morali e materiali. Ma consoliamoci: lo sposino tradito avrà con sé un ottimo strumento per trastullarsi durante le sere di tristezza e malinconia: il filmino “porno” della ex-fidanzata!

 

PORTAFOGLI DOPO 63 ANNI
Come dice il nostro premier dobbiamo essere ottimisti, guardare alle buone notizie che arrivano dal mondo e cercare di essere lungimiranti. Per questo vi raccontiamo la storia di un uomo dell’Oregon, negli Stati Uniti, tale Bill Fulton. Bill, residente a Baker, è stato raggiunto da un ragazzo, neo-assunto come bidello nella scuola media del paese, che gli ha riportato il portafogli che aveva perso. Finalmente una buona notizia, direte voi, ce ne fossero di persone così. E no! Perché l’uomo aveva perso il portafogli nel 1946, cioè 63 anni fa. “Non mi ricordo di aver perso il portafogli – ha raccontato il signor Fulton – ma è passato tanto di quel tempo… probabilmente devo averlo smarrito mentre guardavo una partita di basket”. Il portafogli, ritrovato durante una sessione intensa di pulizie (quindi per 63 anni nessuno ha pulito a fondo la palestra della scuola, dobbiamo immaginare) aveva all’interno ancora la patente di guida per motocicletta e la carta d’identità dell’uomo. Quando si dice la lungimiranza!

Capre ladre, cani caldi

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Capre incarcerate, uccelli nei pantaloni, gatti volanti, cani nei panini. Il Follini ma Vero vi propone il meglio delle notizie pazze sul mondo degli animali

 

UN HOT DOG… PRESO ALLA LETTERA
Il Follini ma Vero che vi proponiamo questa settimana è tutto dedicato ai nostri amici a quattro zampe. Ma anche a due. Ma anche senza zampe e con le pinne. O con le ali. Stiamo parlando dei nostri amici animali. Maltrattati, amati, sfruttati… in storie davvero tanto assurde. Come quella dell’hot dog che arriva da Casablanca, in Marocco. Negli Stati Uniti (ma anche in Italia) per hot dog si intende, comunemente, il panino lungo all’olio farcito con wurstel o salsiccia e condito con maionese, senape o ketchup. E non vuol dire, tradotto alla lettera, “cane caldo”. Cosa che, però, deve aver pensato un imprenditore marocchino dell’industria ambulante della ristorazione. Che ha deciso di proporre panini con carne di cane. Gli amanti degli animali sicuramente staranno storcendo gli occhi, ma purtroppo è successo realmente. L’uomo, che ha venduto carne di cane addirittura per sei anni (ovviamente spacciandola via via per carne di maiale o di bovino) è stato arrestato, condannato a sei anni di carcere e al pagamento di una multa di diecimila dirhams, pari a circa 900 euro. In tribunale, l’uomo ha ammesso che utilizzava anche delle sostanze chimiche per camuffare l’odore e il colore della carne di cane. L’organizzazione, oltre che da lui, era formata da altri quattro uomini colpevoli di fare provviste di cani e ucciderli.

 

MARITO INCAZZATO TIRA GATTO ALLA MOGLIE
Tra moglie e marito non mettere… il gatto. Un uomo dello stato di New York sta infatti affrontando un processo per aver tirato, durante un litigio, il gatto di casa… addosso alla moglie! La storia inizia in piena notte, quando due sposini di 25 anni hanno iniziato a litigare. Il litigio però, forse anche dettato dai fumi dell’alcol, è diventato sempre più molesto. Il ragazzo, andato giustamente su tutte le furie, prima ha tirato un pugno alla parete rovinando tutto l’intonaco del salotto, poi ha lanciato alla donna un’intera collezione di piatti. Infine, non avendo più nulla a disposizione, Paul A. Wood – così si chiama il ragazzo – ha deciso bene di tirare il gatto alla moglie. Facendole anche del male, considerato che il gatto – sentendosi in pericolo – ha giustamente pensato bene di tirare fuori le unghie durante il volo (ma, fortunatamente, non si è fatto male). La donna se l’è cavata con qualche graffio in faccia mentre l’uomo, oltre ad essere stato lasciato, è ora accusato di maltrattamento di animali (e di uomini).

 

PRENDERE 200 PICCIONI CON UNA FAVA
Negli ultimi giorni si è parlato parecchio di traffico illecito di uccelli. Tanto che vi raccontiamo due storie molto simili che hanno dell’incredibile. La prima arriva dal Brasile, dove le autorità aeroportuali di Sao Paulo hanno fermato un uomo portoghese alla dogana per il semplice fatto che nella valigia custodiva duecento uccelli. Di cui, purtroppo, 65 morti. La cosa incredibile è come abbiano fatto gli altri 135 a sopravvivere a un viaggio aereo transoceanico chiusi in una valigia!! L’uomo inizialmente ha ammesso di non sapere che esisteva una legge specifica (!) che impediva di trasportare uccelli vivi in una valigia. Poi, dopo diverse ricerche, è risultato essere un trafficante di animali attivo soprattutto in Brasile e Perù.
Un altra storia del tutto simile arriva invece da Sydney, in Australia, dove un cittadino di Melbourne è stato fermato alla dogana dell’aeroporto perché aveva viaggiato da Dubai con due piccioni nei pantaloni. Fatto ancora più incredibile è che questi piccioni sono stati “buoni buoni” tutto il viaggio. Il trafficante è stato scoperto solamente grazie ai raggi X, che hanno rinvenuto due uova all’interno del suo bagaglio. Per non farli sentire soli, l’uomo aveva inserito all’interno dei pantaloni anche addirittura una melanzana (bah!). A causa delle leggi molto severe sull’importazione di specie estranee, il trafficante ora rischia un massimo di dieci anni di carcere e una multa fino a 70mila euro.

 

CAPRA INCARCERATA PER FURTO
In Nigeria una capra è tenuta rinchiusa in prigione dalla polizia accusata di tentata rapina a mano armata. No no, non stiamo proprio scherzando. O meglio: secondo i vigilanti di un centro commerciale di Lagos, non si tratta propriamente di una capra, ma di un ladro che – utilizzando della magia nera – si è trasformato in una capra per sfuggire all’arresto. Il mammifero, ehm volevamo dire l’uomo, stava rubando una Mazda 323. “Una squadra di vigilanti – ha spiegato Mohammed Tunde, portavoce della polizia dello stato di Kwara all’agenzia di stampa Reuters – è venuta in caserma per segnalare che mentre facevano una ronda hanno visto qualcuno che provava a rubare una macchina. L’uomo, però, è riuscito a scappare, e le guardie quando hanno girato l’angolo hanno trovato solo una capra”. Ovviamente la cosa incredibile non è questa. È incredibile il fatto che, addirittura, la polizia tenga la povera capretta rinchiusa in prigione. Sentite cosa aggiunge Tunde: “Non possiamo basare le accuse su un qualcosa di mistico perché bisogna provare scientificamente, e siamo in attesa delle prove, che un uomo può trasformarsi in una capra”. Cosa c’è alla base di questa incredibile notizia? Il fatto che in moltissimi in Nigeria, una delle nazioni più popolate del continente, credono alla magia nera. Beati loro.

 

I DELFINI? SONO GLI CHEF DEL MARE
Tiriamo un po’ il fiato parlando di delfini, che secondo una recente ricerca devono essere considerati gli chef del mare. Perché? Semplice: sono stati osservati mentre, con la maestria di un grande cuoco, preparano un soffice impasto fatto di calamari. “È il segno – ha spiegato Mark Norman, ricercatore del Museum Victoria di Canberra – di quanto i cervelli di questi animali siano sviluppati. In pratica questi delfini seguono un percorso ben preciso dalla cattura del calamaro alla ‘tavola’, togliendo dal mollusco tutte le parti nocive e non proprio appetitose”. Il comportamento è stato osservato dal 2003 al 2007, e non è per niente una rarità: si ritrova nella maggior parte di loro. Addirittura, altra abitudine comune è quella di catturare pesci più grandi, di prepararli rimuovendo le spine e addirittura di tagliarli in più parti per mangiarli più facilmente.

Il cane e la Regina

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

In esclusiva per lo Stivale Bucato una notizia che riguarda un vizietto scoperto a corte della Regina Elisabetta. Ma parliamo anche di cani, lottatori di sumo e lavastoviglie che salvano un rapporto

IL CANE COSTRETTO A FARE ALL’AMORE
Premettiamo che per scrivere questo articolo nessun animale è stato maltrattato. Purtroppo, però, il protagonista di quest’assurda storia è proprio un animale maltrattato: un cane, pastore belga di cinque anni. Che veniva offerto dalla propria padrona per prestazioni sessuali a pagamento in un appartamento di via Tonale a Milano. Prestazioni che, oltre a coinvolgere il povero quadrupede, prevedevano a volte anche il diretto coinvolgimento della padrona, una brasiliana di 29 anni. La donna è stata denunciata e successivamente arrestata grazie a una segnalazione anonima. Ma cosa faceva esattamente la padrona? Semplice: pubblicava annunci a pagamento sotto copertura di centro massaggi; in realtà, per una clientela molto selezionata, la brasiliana offriva anche prestazioni di altra natura, tra cui i rapporti sessuali con la presenza attiva del proprio cane, e su richiesta, anche con la presenza attiva di lei stessa. Il cane era stato appositamente addestrato per prestazioni di carattere sessuale, e ogni “seduta” variava dai 150 ai 300 euro. Ma non era meglio se quel povero cane lo facevano accoppiare con una bella&sexy cagnetta?

COME FINIRE IN PRIGIONE PER MANCANZA DI LAVASTOVIGLIE
C’è chi dice la lavastoviglie può salvare un matrimonio. Apparentemente è proprio così. Trasferiamoci a Fort Worth, in Texas, dove una ragazza ventenne è stata arrestata con l’accusa di violenza aggravata. Cosa ha fatto? Semplice: ha morso il suo fidanzato, gli ha rotto una cornice di vetro in testa e lo ha colpito in faccia con un mattarello. Tutto perché lui non voleva lavare i piatti. L’uomo, interrogato in ospedale, ha riferito che tutto è iniziato perché la donna ha ha dato in escandescenza quando, tornata a casa dopo il lavoro, ha scoperto che il ragazzo non aveva lavato i piatti, come promesso. Così gli ha chiesto di andarsene di casa e lì è iniziata la colluttazione. Lui cercava di spiegare le sue ragioni, lei lo picchiava con ogni arnese che le capitava a tiro. La donna, che ora si trova in carcere, con ogni probabilità sarà rilasciata dopo il pagamento di diecimila dollari di cauzione. Probabilmente, se si rimetteranno insieme, la prima spesa grossa sarà l’acquisto di una lavastoviglie.

IL PICCOLO SEGRETO DELLA REGINA ELISABETTA
Avete mai notato, guardando il telegiornale la sera, quante notizie “stupide” arrivano dall’Inghilterra? Sondaggi sugli argomenti più disparati, stranezze ai limiti del reale, gente che fa cose curiosissime… e poi ci sono loro: la regina, Carlo, Camilla, e chi più ne ha più ne metta. Poteva lo Stivale Bucato essere da meno? Decisamente no, considerato che proprio sulla Regina Elisabetta ha avuto una soffiata in esclusiva direttamente da Londra. Ebbene, pare che Sua Maestà abbia ricevuto, prima dell’inizio del match di calcio Croazia-Inghilterra, la fornitura di mille litri di birra. Alla faccia del lusso e della sfrenatezza… nemmeno un ubriacone doc riuscirebbe a smaltire tutto quell’alcol. In realtà, spiega l’ufficio stampa della Corona inglese, la birra non era destinata alla sovrana, bensì a un pub (chiamato “Windsor Castle”, che però è anche il nome della residenza ufficiale della regina) che si trova a poca distanza dal castello reale. A trarre in inganno la ditta incaricata dell’eccezionale trasporto, dunque, l’omonimia. Il pub aveva ordinato la maxi-fornitura di birra prevedendo gran folla per la partita di qualificazione ai mondiali del 2010. “In passato è successo il contrario – ha commentato il proprietario del locale Misko Coric – e cio che ci hanno recapitato per errore delle merci che erano state richieste dal palazzo reale. È la prima volta che noi ordiniamo e loro ricevono”. Ecco dunque spiegata la ragione di quel carico così particolare. Ma siamo davvero sicuri che il pub “Windsor Castle” non sia tutta una montatura per nascondere un vizietto segreto dei cortigiani e della regina?

GIAPPONE, LOTTATORI DI SUMO “FUMATI” DI MARIJUANA
In Giappone i lottatori di sumo sono famosi per essere sempre rispettati e apprezzati, in quanto il sumo è uno sport che vanta oltre duemila anni di tradizione e rappresenta quasi uno stile di vita per la società giapponese. Addirittura, i lottatori sono tenuti a condurre una vita rigorosa, ispirata ad alti valori e legata ad antichi rituali. Perciò ha fatto molto scandalo, questa settimana, la notizia proveniente da Tokyo secondo cui alcuni sportivi sono stati scoperti mentre facevano uso di droghe leggere. I lottatori sono stati subito allontanati ed espulsi dall’associazione che li rappresenta; lo scandalo, però, ha colpito così profondamente l’opinione pubblica che addirittura il capo dell’associazione (uno sportivo molto famoso in Giappone, vincitore di numerosissimi riconoscimenti negli anni Ottanta) è stato costretto a rassegnare le proprie dimissioni. Lo scandalo, infatti, arriva solo un mese dopo un episodio del tutto simile, che aveva riguardato un lottatore russo. Una carriera in fumo, è proprio il caso di dirlo.

Siti porno e guerra nucleare

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un marito geloso ha messo all’asta la moglie, mentre un uomo ha viaggiato in aereo seduto sul water. E in questo numero ci occupiamo anche di storia del Novecento

TRE ORE DI PORNO AL GIORNO DAL COMPUTER DELL’UFFICIO: SOSPESO
Un cinquantasettentte dipendente comunale di Kinokawa, nel Giappone occidentale, è stato sospeso dal lavoro dopo che alcuni responsabili della sicurezza del suo ufficio hanno scoperto che l’uomo usava navigare su siti porno, dall’ufficio, per circa tre ore al giorno. La navigazione erotica avveniva praticamente ogni giorno da almeno otto mesi, e gli addetti alla sicurezza se ne sono accorti perché, navigando in questi siti di dubbia provenienza, la rete cittadina era stata infettata con numerosi virus informatici. L’uomo non ha potuto far altro che scusarsi pubblicamente. Addirittura, quando si è sparsa la notizia molti cittadini hanno spiegato che la sospensione dal lavoro era stata una punizione eccessivamente elastica per l’uomo, che avrebbe meritato il licenziamento e la denuncia.

IN CASO DI ATTACCO NUCLEARE IL TÈ POTREBBE SCARSEGGIARE
Lo Stivale Bucato si occupa anche di storia. E così oggi vi riportiamo un’interessante scoperta. Secondo alcuni documenti del governo inglese da qualche giorno non più considerati segreti, subito dopo la seconda guerra mondiale i politici e gli strateghi militari erano molto preoccupati per un eventuale attacco nucleare. Non per le radiazioni, ma per il fatto che il tè potesse scarseggiare. Si legge in un documento riservato stilato tra il 1954 e il 1956, infatti, che in caso di attacco con bombe all’idrogeno “si perderebbe all’istante il 75 per cento del tè del paese. Con i sostanziali ritardi nelle importazioni che ne deriverebbero e senza un sistema di razionamento, non potrebbero essere assicurati nemmeno 28 grammi di tè a settimana a persona. Al momento non è stata trovata alcuna soluzione soddisfacente”. La mancanza di tè, insomma, era vista dagli inglesi
come un vero e proprio problema, equiparabile a quello delle radiazioni.

MARITO GELOSO METTE ALL’ASTA MOGLIE SU EBAY
Mai fare arrabbiare un marito tecnologico! Un uomo inglese molto geloso si è vendicato in un modo piuttosto originale della moglie, che riteneva intrattenesse una relazione extraconiugale: ha messo in vendita la consorte su eBay, il popolare sito di aste online. Paul Osborn, 44 anni, ha buttato la moglie Sharon fuori di casa, e ha messo una sua foto, con tanto di annuncio, sul sito internet. Risultato: dopo qualche giorno l’asta era arrivata a oltre 630mila euro. Titolo dell’asta: “Offro un rifiuto di moglie traditrice e adultera”; troppo difficile, soprattutto per scapoloni e “sfigati”, non partecipare all’asta, che avrebbe dato loro la possibilità di acquistare una donna. Realizzato però a fronte di una grossa somma di denaro avrebbe davvero potuto perdere la moglie, l’uomo ha deciso dopo qualche giorno di togliere l’annuncio. “L’ho messo in un momento di rabbia, ma poi l’ho tolto perché ho capito che non era una cosa giusta da fare”, ha dichiarato.

UN VIAGGIO IN AEREO MOLTO… COMODO
Un newyorkese ha denunciato la compagnia aerea jetBlue, chiedendo un risarcimento danni di due milioni di dollari, per avergli negato il posto che in teoria gli spettava a bordo di un volo tra San Diego e New York, facendolo invece accomodare per tutto il tempo sul water. L’uomo, Gokhan Mutlu, era riuscito a imbarcarsi anche se il volo era in overbooking. Una volta salito sull’aeromobile, un’assistente di volo, realizzato che sull’aereo non c’erano più posti, gli ha ceduto il suo strapuntino (si tratta di una sedia “volante” al fianco del portellone dell’aeromobile, solitamente destinata esclusivamente alle hostess). Poco dopo l’inizio del volo, però, l’assistente di volo si è sentita poco bene, e il pilota ha obbligato l’uomo ad alzarsi e ad “accomodarsi” nella toilette per tutto il resto del viaggio. Tra l’altro sembra anche che il pilota si sia parecchio innervosito alla riluttanza di Mutlu. L’uomo ha dichiarato che durante il volo ci sono state diverse turbolenze, e che stare seduto su un water senza cinture di sicurezza non era il massimo del comfort.

UOMO CHIEDE DI CAMBIARE NOME IN “IN GOD WE TRUST”
A volte sarebbe interessante intervistare gli addetti all’anagrafe dei vari comuni italiani: potrebbero raccontare davvero delle belle curiosità. La notizia di cui parliamo oggi arriva dall’Illinois, dove un uomo di 57 anni, Steve Kreuscher, ha chiesto a un giudice il permesso per cambiare nome in “In God we trust”, “Noi crediamo in Dio”. La decisione, ha spiegato l’uomo, starebbe a simboleggiare l’aiuto che Dio gli ha dato durante un periodo molto difficile della sua vita. Una frase che, tra l’altro, è presente sopra alcune banconote americane, e che l’uomo vorrebbe inserire nel proprio nome “per paura che gli atei la cancellino dalla tradizione comune, proprio come accaduto allo stemma cittadino, dove è stata cancellata la frase ‘Dio regna’”. La corte non si è ancora espressa in merito.

“Tesoro stasera non mi va, devo stare su internet”

Vi è mai capitato di rispondere così al vostro lui o alla vostra lei, che magari cercavano di “stuzzicarvi” per passare una serata “di fuoco”? Forse a noi italiani – focosi per natura – succederà raramente, ma negli Stati Uniti il fenomeno sta diventadno un vero e proprio problema: gli americani di tutte le età preferiscono la rete agli amici e ad altri istinti primari della nostra esistenza. Lo rivela una ricerca della Jwt, la quarta più importante agenzia di pubblicità, che ha intervistato 1.011 americani adulti.

Gli americani hanno dovuto rispondere a diverse domande. Quanto tempo puoi resistere senza internet? Il 15 per cento ha risposto “un paio di giorni o anche meno”, il 21 per cento “un paio di giorni”, mentre un altro 19 per cento “qualche giorno”. La ricerca rivela che le senza internet molti diventano ansiosi, si sentono isolati e tristi. Un bel problema dunque.

Si sentono, continua la ricerca, disconnessi dal mondo. Pensare (e questo è un altro dato allarmante) che quasi il 30 per cento degli intervistati ha ammesso di socializzare più in rete che di persona, mentre il 20 per cento ha ammesso di fare meno sesso da quando si è affezionato moltissimo alla rete.