Siti porno e guerra nucleare

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un marito geloso ha messo all’asta la moglie, mentre un uomo ha viaggiato in aereo seduto sul water. E in questo numero ci occupiamo anche di storia del Novecento

TRE ORE DI PORNO AL GIORNO DAL COMPUTER DELL’UFFICIO: SOSPESO
Un cinquantasettentte dipendente comunale di Kinokawa, nel Giappone occidentale, è stato sospeso dal lavoro dopo che alcuni responsabili della sicurezza del suo ufficio hanno scoperto che l’uomo usava navigare su siti porno, dall’ufficio, per circa tre ore al giorno. La navigazione erotica avveniva praticamente ogni giorno da almeno otto mesi, e gli addetti alla sicurezza se ne sono accorti perché, navigando in questi siti di dubbia provenienza, la rete cittadina era stata infettata con numerosi virus informatici. L’uomo non ha potuto far altro che scusarsi pubblicamente. Addirittura, quando si è sparsa la notizia molti cittadini hanno spiegato che la sospensione dal lavoro era stata una punizione eccessivamente elastica per l’uomo, che avrebbe meritato il licenziamento e la denuncia.

IN CASO DI ATTACCO NUCLEARE IL TÈ POTREBBE SCARSEGGIARE
Lo Stivale Bucato si occupa anche di storia. E così oggi vi riportiamo un’interessante scoperta. Secondo alcuni documenti del governo inglese da qualche giorno non più considerati segreti, subito dopo la seconda guerra mondiale i politici e gli strateghi militari erano molto preoccupati per un eventuale attacco nucleare. Non per le radiazioni, ma per il fatto che il tè potesse scarseggiare. Si legge in un documento riservato stilato tra il 1954 e il 1956, infatti, che in caso di attacco con bombe all’idrogeno “si perderebbe all’istante il 75 per cento del tè del paese. Con i sostanziali ritardi nelle importazioni che ne deriverebbero e senza un sistema di razionamento, non potrebbero essere assicurati nemmeno 28 grammi di tè a settimana a persona. Al momento non è stata trovata alcuna soluzione soddisfacente”. La mancanza di tè, insomma, era vista dagli inglesi
come un vero e proprio problema, equiparabile a quello delle radiazioni.

MARITO GELOSO METTE ALL’ASTA MOGLIE SU EBAY
Mai fare arrabbiare un marito tecnologico! Un uomo inglese molto geloso si è vendicato in un modo piuttosto originale della moglie, che riteneva intrattenesse una relazione extraconiugale: ha messo in vendita la consorte su eBay, il popolare sito di aste online. Paul Osborn, 44 anni, ha buttato la moglie Sharon fuori di casa, e ha messo una sua foto, con tanto di annuncio, sul sito internet. Risultato: dopo qualche giorno l’asta era arrivata a oltre 630mila euro. Titolo dell’asta: “Offro un rifiuto di moglie traditrice e adultera”; troppo difficile, soprattutto per scapoloni e “sfigati”, non partecipare all’asta, che avrebbe dato loro la possibilità di acquistare una donna. Realizzato però a fronte di una grossa somma di denaro avrebbe davvero potuto perdere la moglie, l’uomo ha deciso dopo qualche giorno di togliere l’annuncio. “L’ho messo in un momento di rabbia, ma poi l’ho tolto perché ho capito che non era una cosa giusta da fare”, ha dichiarato.

UN VIAGGIO IN AEREO MOLTO… COMODO
Un newyorkese ha denunciato la compagnia aerea jetBlue, chiedendo un risarcimento danni di due milioni di dollari, per avergli negato il posto che in teoria gli spettava a bordo di un volo tra San Diego e New York, facendolo invece accomodare per tutto il tempo sul water. L’uomo, Gokhan Mutlu, era riuscito a imbarcarsi anche se il volo era in overbooking. Una volta salito sull’aeromobile, un’assistente di volo, realizzato che sull’aereo non c’erano più posti, gli ha ceduto il suo strapuntino (si tratta di una sedia “volante” al fianco del portellone dell’aeromobile, solitamente destinata esclusivamente alle hostess). Poco dopo l’inizio del volo, però, l’assistente di volo si è sentita poco bene, e il pilota ha obbligato l’uomo ad alzarsi e ad “accomodarsi” nella toilette per tutto il resto del viaggio. Tra l’altro sembra anche che il pilota si sia parecchio innervosito alla riluttanza di Mutlu. L’uomo ha dichiarato che durante il volo ci sono state diverse turbolenze, e che stare seduto su un water senza cinture di sicurezza non era il massimo del comfort.

UOMO CHIEDE DI CAMBIARE NOME IN “IN GOD WE TRUST”
A volte sarebbe interessante intervistare gli addetti all’anagrafe dei vari comuni italiani: potrebbero raccontare davvero delle belle curiosità. La notizia di cui parliamo oggi arriva dall’Illinois, dove un uomo di 57 anni, Steve Kreuscher, ha chiesto a un giudice il permesso per cambiare nome in “In God we trust”, “Noi crediamo in Dio”. La decisione, ha spiegato l’uomo, starebbe a simboleggiare l’aiuto che Dio gli ha dato durante un periodo molto difficile della sua vita. Una frase che, tra l’altro, è presente sopra alcune banconote americane, e che l’uomo vorrebbe inserire nel proprio nome “per paura che gli atei la cancellino dalla tradizione comune, proprio come accaduto allo stemma cittadino, dove è stata cancellata la frase ‘Dio regna’”. La corte non si è ancora espressa in merito.

Weatt: cucinare al tempo del Web 2.0

→ D@di per Downloadblog.it

Oggi vi presento l’ultimo nato tra i social network che trattano l’argomento del mangiare bene e delle ricette di cucina.

Sto parlando di Weeatt, un servizio che permette di pubblicare le proprie ricette e condividerle attraverso immagini, video e consigli. Tra le peculiarità, quella di poter scegliere il livello di condivisione di ogni singola ricetta (privata, su invito, disponibile a tutti).

Il sito ha una grafica molto accattivante e – almeno nelle intenzioni – è stato sviluppato appositamente per essere semplice da usare (per la serie, anche la vostra mamma ci riuscirà senza problemi).

Ogni ricetta ha i suoi tag (ad esempio oggi tra i più popolari ci sono dessert e colazioni), i suoi commenti, i suoi voti… e addirittura è possibile acquistare gli ingredienti che non abbiamo nel nostro frigo direttamente online.

Come sempre, fatemi sapere nei commenti cosa ve ne pare. E se conoscete un servizio migliore, non esitate a segnalarcelo!

Diario di viaggio in Ucraina: giorno 2

Domenica 3 febbraio 2008
Ucraina2

(La benedizione del pastore Sunday Adelaya)

“Unite le mani, alzatele in cielo e urlate una preghiera al Nostro Signore!”. La giornata si può riassumere più o meno così. Otto ore, forse di più, all’interno di un enorme centro sportivo per assistere alla cerimonia del Pastore Sunday e della sua “Embassy Of God”.

Ma andiamo per ordine, cari lettori, e vi spiego tutto. Ore 8, suona la sveglia. Un po’ presto direi… ma siamo qui per lavorare, e quindi bisogna sopportare anche le alzatacce. Io e il mio fidato compagno di viaggio Jan usciamo di casa con un bel gelo polare (temperatura abbastanza al di sotto dello zero) e ci dirigiamo verso un caffè. Cappuccino e cornetto, of course. Il cappuccino è davvero buono, non posso non ammetterlo (ci stanno copiando la tradizione!), ma la sorpresa è il cornetto: un blocco durissimo fatto di strutto, burro, olio… disgustoso! È rimasto ovviamente tutto nel piatto. Così, dopo una specie di “panino dolce” acquistato in una squallidissima bottega (ma il panino era davvero buono) ci siamo diretti al Manezh Sports Center, un enorme centro sportivo di epoca sovietica ormai in disuso in un sobborgo di Kiev, dove si alternano grattacieli diroccati a casupole basse.

Entriamo, e il servizio d’ordine ovviamente dopo un attimo di esitazione ci accoglie con tutti gli onori, dandoci un pass e la possibilità di “curiosare” dove vogliamo per l’intera giornata. Ma che cos’è l’Embassy of God? Si tratta dell’argomento principale del mio viaggio, e ovviamente ora ne posso parlare.

La cosiddetta Ambasciata di Dio è una grossa chiesa evangelica carismatica nata in Ucraina alcuni anni fa ad opera del pastore Sunday Adelaya (attenzione alla pronuncia: Sandéi Adelàgia). Una Chiesa stile quelle americane che fa paura alla chiesa ufficiale ortodossa di Kiev: ha – secondo le statistiche da lei stessa diffuse, ma vanno prese con le pinze ovviamente – più di due milioni di fedeli, tra cui centomila ufficiali (schedati) nella sola Ucraina. Si dice che questa Chiesa abbia un potere talmente grande da essere stata uno dei fattori principali della famosa Rivoluzione arancione, nonché della vittoria di Yulia Timoshenko. Si dice – ancora – che Viktor Yushenko, l’attuale presidente del Consiglio ucraino, avrebbe pubblicamente ringraziato Adelaya per la sua vittoria.

Si tratta, insomma, di una specie di “setta” in cui preghiera e divertimento, meditazione e gioia si alternano ogni minuto, e in cui la politica e l’economia hanno un importantissimo fattore: è bene che il fedele sia impegnato nella politica, e se il fedele si comporta rettamente, i soldi che guadagna dalla propria attività gli verranno dati in gran quantità proprio dal Signore. Una visione abbastanza diversa da quella nostra e molto vicino a quella calvinista.

Una Chiesa in cui il pastore è una figura molto carismatica ed è accusato da molti di effettuare lavaggi del cervello e di dare illusioni. Bellissime le scene in cui il pastore si avvicina a persone in difficoltà che gli chiedono aiuto (prettamente alla fine di ogni cerimonia) e, con le mani poggiate sulla testa di ognuno di loro, infonde sicurezza e benedizioni. Ovviamente una Chiesa molto attenta anche al lato economico, con continue richieste, durante le celebrazioni, di donazioni e acquisto di merchandising. “Il Signore non dice solo di donare – ripete senza stancarsi e a gran voce Sunday durante la celebrazione – ma di donare con forza, con difficoltà, con sofferenza”.

Ho avuto la possibilità di assistere a ben due cerimonie praticamente identiche, in cui sul palco si sono alternate le urla del pastore (insieme alle presentazioni dei suoi libri e alla richiesta di fondi), musica rock, esempi di “peccatori” guariti all’istante con il solo tocco da parte del pastore, lacrime e gioia, urla e meditazione.

Un’esperienza davvero incredibile, dunque, e dalle mille sfaccettature. Di cui però non posso anticipare altro, perché sarà il tema principale – è IL TEMA – del mio reportage. Insieme ai miei fidati amici abbiamo avuto l’occasione di intervistare il Pastore in persona per un lungo periodo di tempo, di scattare oltre 800 foto e di parlare con un sacco di gente.

Al ritorno, seratina tranquilla in un ristorante del centro dal nome abbastanza singolare, almeno per me: Ristorante carciofo. E io odio i carciofi. Ma ho mangiato tutt’altro: una buonissima zuppa e uno spezzatino di carne. Peccato che nello spezzatino la metà della carne fosse fegato. E io odio il fegato (mannaggia a me e a quando non ho voluto controllare sul dizionario cosa fosse il “liver”, in inglese).

Infine, un bel viaggio sugli autobus locali, troppo intriganti! Si tratta di vecchi minibus “sgarrupatissimi” con circa 15-20 posti a sedere, in cui si paga l’equivalente di 15 centesimi di Euro… semplicemente lanciandoli sul sedile accanto a quello del guidatore (sedile pieno di monetine, troppo fico). Jan, come dicevo abbastanza esperto di Est europeo, mi ha spiegato che si tratta di minibus privati che compiono la stessa tratta (ad esempio, la linea 18 è quella che prendevamo per andare a casa) dei bus pubblici. Costano un pochino di più dei bus pubblici (il cui biglietto per noi è l’equivalente di 8 centesimi di euro) ma passano in continuazione. Un bell’esempio di concorrenza, e soprattutto di efficienza: chi vuole risparmiare può aspettare l’autobus pubblico, chi va di fretta con una spesa leggermente maggiore potrà prendere i minibus privati.

Vuoi imparare a cucinare? Arriva FoodTube

D@di per Downloadblog.it

Siete una frana in cucina e volete migliorare? Oppure volete imparare qualche nuova ricetta? Allora dovete assolutamente provare FoodTube, un sito che aggrega videoricette di cucina da YouTube e Google Video e che illustrano tutte le operazioni da fare passo dopo passo per arrivare dagli ingredienti al piatto finale.

Alcuni video sono generati direttamente dagli utenti; altri, invece, sono presi da documentari o trasmissioni televisive. Ne ho visto qualcuno e, a parte il tipo di cucina americana che può piacere o non piacere, sembrano comunque fatti molto bene.

Se provate a cucinare qualcosa, magari nel week-end che si sta avvicinando, fateci sapere com’è venuto!

Combattere la fame nel mondo con un videoclip

D@di per Downloadblog.it

Se la vostra passione è tenere una telecamera in mano e volete metterla a disposizione del prossimo, questo concorso fa per voi. Indetto dal World Food Program delle Nazioni Unite (che ha sede a Roma), il concorso punta a portare l’attenzione dell’opinione pubblica (e soprattutto degli utenti di YouTube) nei confronti della povertà e della sofferenza.

Per partecipare bisognerà, ovviamente, girare un videoclip della durata di 30 o 60 secondi che parli del tema della fame nel mondo. Vinceranno quelli più belli ma anche quelli che riusciranno di più a far parlare di sé (e quindi della problematica) in rete e sui social networks. I cinque lavori migliori saranno pubblicati nel canale YouTube del World Food Program, mentre il vincitore si aggiudicherà un viaggio insieme agli esperti delle Nazioni Unite nei luoghi dove queste stanno operando.

Se siete interessati potete visitare il canale YouTube del Wfp; all’inizio del pezzo ho inserito uno dei video dimostrativi. Devo dire che fa molto effetto. Siete d’accordo?