Superenalotto: imbecilli sì, ma fessi no

Ricevo, e volentieri ripubblico, una lettera del matematico e “giocologo” Ennio Peres sulla nuova tecnica utilizzata per l’estrazione dei numeri del Superenalotto.

Come è noto, a partire dal concorso di giovedì 2 luglio 2009, la sestina vincente del Superenalotto, il numero Jolly e il numero Superstar non vengono più determinati, utilizzando i primi estratti di alcune ruote del Lotto, ma attraverso un’estrazione autonoma, gestita dalla Sisal. Questa azienda assicura che le nuove estrazioni sono realizzate con l’ausilio di modernissime macchine che garantiscono la massima sicurezza e l’assoluta trasparenza delle operazioni. È indiscutibile, però, che una procedura automatizzata di questo genere consente un controllo minore, da parte della gente comune, rispetto a quella precedente. Senza contare che è piuttosto semplice programmare un computer, in modo da spingerlo a pescare la sestina vincente, tra tutte quelle che non sono state giocate…

Personalmente, ho il forte sospetto che un tale cambiamento sia stato attuato per consentire ala Stato di pilotare più comodamente le estrazioni e, all’occorrenza, far crescere a dismisura la febbre da jackpot, in modo da riuscire a rimpinguare facilmente le esangui casse dell’erario.

D’altra parte, da un punto di vista matematico, la situazione che si è creata negli ultimi tempi è piuttosto anomala. È vero che, giocando una sola combinazione, la probabilità di pronosticare la sestina vincente è una su 622.614.630 (tutte le possibili sestine, ottenibili con 90 numeri); però, la probabilità che uno qualsiasi degli oltre 30 milioni di appassionati giocatori riesca a centrare la sestina vincente è enormemente più alta, essendo data dalla quantità delle diverse combinazioni giocate, diviso la totalità di quelle possibili. Siccome, ormai, ad ogni estrazione vengono giocate oltre cento milioni di diverse combinazioni, la probabilità che la sestina vincente venga indovinata da almeno un giocatore è uguale a circa 1/6; ovvero, è analoga a quella di ottenere un 6, lanciando un normale dado a sei facce.

Continua a leggere Superenalotto: imbecilli sì, ma fessi no

Orgasmi e miliardi

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Gli orgasmi delle donne sono proporzionali al portafogli dell’uomo. Ma se l’uomo perde tutti i soldi in un cesso di un autogrill? Le notizie più strane (ma vere) della settimana

 

GLI ORGASMI DELLA DONNA SONO PROPORZIONALI ALLA RICCHEZZA DEL PARTNER
Le femministe più incallite, leggendo questa notizia, potrebbero arrabbiarsi all’inverosimile. Ma purtroppo non si tratta di un luogo comune: è tutto vero. Secondo uno studio dell’università di Newcastle, in Inghilterra, la ricchezza del partner assicura alle donne, oltre a un futuro economicamente solido, un sesso appagante con un maggior numero di orgasmi. “La frequenza degli orgasmi femminili – ha spiegato al Times di Londra lo psicologo Thomas Pollet che ha coordinato la ricerca – aumenta parallelamente al reddito del partner”. Il luminare ha spiegato di essere giunto a queste conclusioni analizzando dati provenienti da diversi paesi del mondo e riguardanti oltre cinquemila coppie. Secondo Pollet, a determinare le differenze nel numero degli orgasmi starebbe il ceto sociale dell’uomo: a portafogli più gonfio corrisponde, dunque, una quantità maggiore di orgasmi da parte della donna. Ok – direte voi – accettiamo la cruda realtà. Ma sentite cosa si legge nelle conclusioni della ricerca: “Il fenomeno costituisce un adattamento evolutivo delle donne, che sono sempre più portate a scegliere partner di qualità”. Viva le donne!

 

IL BUSINESSMAN CHE DIMENTICA DIECIMILA EURO NEL CESSO DELL’AUTOGRILL
L’uomo d’affari tedesco di cui parliamo oggi probabilmente sarà rimasto estasiato dalla nostra galleria sui cessi più strani del mondo… altrimenti non si spiegherebbe perché è riuscito a dimenticare ben diecimila euro in una busta di plastica in una toilette pubblica. Ci troviamo nei pressi di Haiger, nella Germania occidentale. L’uomo – che non ha voluto che le sue generalità venissero diffuse – ha spiegato alle autorità locali di essersi fermato in una stazione di servizio sull’autostrada per fare pipì. Ovviamente non voleva lasciare la grossa somma di danaro incustodita nell’auto, e così ha deciso di portarla con sé nel “ben più sicuro” cesso dell’autogrill. Qualcosa dev’essere successo durante la pipì, perché l’uomo è uscito dal bagno (dimenticandosi sullo sciacquone la busta) ma si è accorto dell’accaduto un’ora e mezza dopo, quando era già a centinaia di chilometri di distanza. Ovviamente, all’arrivo della polizia la somma era già volata via.

 

UNA MULTA PER IL PARCHEGGIO MOLTO SALATA
Spostiamoci ora in Austria, nella capitale Vienna, dove una donna ha iniziato qualche giorno fa a scontare ben 500 giorni di prigione per non aver mai pagato, in due anni, multe cumulative per il parcheggio del valore di 24mila euro. Secondo quanto riferito dalle autorità federali, infatti, la trentottenne assistente sociale di Graz ha ignorato le ben settecento notifiche delle oltre trecento multe collezionate in un periodo di due anni. “Possiamo anche accettare che una persona perda o si dimentichi di pagare anche tre o quattro multe – ha spiegato il capo della polizia locale – ma non vedere settecento notifiche è inaccettabile”. Beh, la prossima volta forse le converrà pagare il parcheggio. O andare in bicicletta!

 

VA IN BANCA, PER SBAGLIO, CON UNA PISTOLA
Voleva cambiare l’equivalente di 88 dollari, che aveva in monetine da dieci centesimi, in banconote. Ma è andato in banca dimenticandosi che all’interno del bustone con gli spiccioli aveva anche una pistola. L’incredibile è accaduto a Camden, nello stato meridionale statunitense dell’Arkansas. Protagonista dell’assurda vicenda è un diciottenne, che è entrato senza farsi troppi scrupoli in una filiale della banca “BancorpSouth”. Mentre porgeva al cassiere la busta con le monetine, non ha proprio pensato che quella pistola all’interno potesse diventare una minaccia per se stesso… purtroppo però il cassiere quando ha visto scivolare sul tavolo anche l’arma (che il ragazzo, facendo finta di niente, aveva preso e riposto all’interno dei pantaloni) ha schiacciato il pulsante dell’allarme, facendo intervenire immediatamente la polizia. Dopo averlo identificato e ricollegato a un ladro che rubava da collezioni private ma soprattutto da parchimetri in mezzo alla strada, la polizia, fatta irruzione nella casa del giovane, ha trovato valori rubati per oltre sedicimila dollari e otto armi da fuoco. Gli agenti hanno, inoltre, confermato che il ragazzo non aveva alcuna intenzione di rapinare la banca e che la pistola che aveva portato con sé era scarica. Ma purtroppo questo non è servito per eliminare i sospetti su di lui. Anche in questo caso, quando la distrazione diventa fatale.

Crisi economica e testosterone

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Se nel mondo degli affari comandassero le donne, avremmo potuto evitare la disastrosa crisi economica degli ultimi giorni? Decisamente sì, secondo alcuni psicologi

Negli ultimi giorni stiamo assistendo forse alla più grande crisi economica dal 1929 ad oggi. Borse in picchiata, migliaia di dollari e di euro bruciati in pochi giorni, governi che crollano e banche che sono costrette a chiudere. Per non parlare delle migliaia di persone che stanno perdendo i propri posti di lavoro. Secondo il presidente statunitense George W. Bush “solo con un’azione decisiva gli Usa potranno risorgere” ma in realtà, forse, prima bisognerebbe leggere un’interessante ricerca arrivata fresca fresca da Londra, secondo cui la crisi dei mutui e, in generale, il crollo delle borse sarebbero da imputare… al testosterone!

“Il problema della finanza è che c’è troppo individualismo aggressivo in giro, e poca cura femminile”. È la tesi che va ripetendo da diverso tempo la psicologa Julia Noakes che, tra l’altro, ha in cura presso il proprio studio numerosi agenti di borsa londinesi. “A tante donne di valore – ha spiegato il medico al “Times” di Londra – viene impedito di scalare i vertici della finanza per il semplice motivo che non sono disposte ad abdicare al cinquanta per cento della loro personalità”. In parole povere, le donne per fare il lavoro del top-manager o dell’agente di borsa dovrebbero cercare di mettere da parte delle caratteristiche fondamentali della propria personalità (tra cui la minore propensione al rischio, solo per fare un esempio).

D’accordo con questa tesi anche Heather McGregor, famoso “cacciatore di teste” della City londinese, secondo cui “la banca britannica risparmiata dalla crisi delle ultime settimane è l’unico istituto di credito che si è costantemente impegnato a portare le donne in posizioni di vertice” (la Lloyds Tsb, aggiungiamo noi, ndr). Non tutti, ovviamente, si trovano d’accordo con queste tesi, soprattutto tra i top manager: “Se fossero le donne a comandare nella City – ha spiegato un famoso uomo d’affari, che però è voluto rimanere anonimo – le cose andrebbero esattamente come vanno ora. Certo, sono stati fatti degli errori, però davvero credete che una donna si sarebbe tirata indietro davanti alla prospettiva di enormi profitti?”.

La questione è senza dubbio aperta, e – secondo alcune agenzie di stampa – toccherebbe addirittura due dei dilemmi più cruciali della cultura contemporanea: come funzionano davvero i mercati finanziari e quali sono le differenze comportamentali davanti al rischio di uomini e donne. Proprio la “dimensione del rischio” viene avvertita in modo diverso da maschietti e femminucce: a confermarlo è anche il fatto che gli uomini, per esempio, pagano premi assicurativi più alti.

Diversi psicologi sono d’accordo nel sostenere che se le donne non fossero state “costantemente represse nel corso del loro sviluppo” saprebbero correre gli stessi rischi degli uomini. Facciamo un esempio: sapevate che un uomo attraversa con più spavalderia un incrocio molto trafficato, rispetto a una donna? E, tra l’altro, lo sapevate che lo fa in modo ancora più spavaldo se accanto a lui c’è una ragazza? L’uomo, infatti, è “effusivo” e spesso più impulsivo, mentre la donna più conservatrice e attenta.

Chissà come sarebbero andate a finire le cose se il mondo degli affari fosse governato dalle donne. Ora non è dato saperlo, e quindi bisogna rimboccarsi le maniche per cercare di risolvere una situazione molto “scivolosa”. E chissà che in un futuro non possano essere proprio le donne a dare una “lezione di management” a noi maschietti.

Calcolare facilmente costi e commissioni di PayPal

→ D@di per Downloadblog.it

Siete dei top-seller eBay o utilizzate spesso PayPal per scambiare denaro su internet? Esiste un servizio Web molto intuitivo, chiamato PayPal Fee Calculator, che permette di calcolare di quanto sarà la commissione che PayPal addebiterà ai nostri pagamenti.

L’utilizzo è molto semplice: basta specificare innanzitutto la moneta dello scambio e il luogo di partenza e di destinazione della transazione. Dopodiché sarà possibile calcolare le tasse che PayPal applicherà alla nostra transazione.

In questo modo sarà semplicissimo (il servizio lo fa da solo) calcolare i nostri ricavi netti o, al contrario, calcolare quanto richidere in modo da ottenere, alla fine della transazione, una determinata cifra.

Il servizio offre anche un cambiavalute, e non è tutto.

È possibile, infatti, attraverso altri siti simili scoprire quanto spendiamo nel mettere un annuncio su eBay (con l’eBay Fee Calculator) o le commissioni che ci vengono applicate quando compriamo su Amazon (con l’Amazon Fee Calculator).