Nei prossimi quattro anni un quarto della popolazione mondiale sarà connessa a internet

→ D@di per Geekissimo.com

Secondo un report stilato dalla Jupiter Research, il numero di persone collegate online nel 2012 raggiungerà quota 1,8 miliardi, andando così a comprendere circa il 25 per cento degli abitanti del pianeta. La crescita maggiore avverrà – come era facile sospettare – nei paesi con le economie emergenti come Cina, Russia, India e Brasile. In totale, il numero di persone collegate crescerà del 44 per cento tra il 2007 e il 2012.

“Anche se le economie emergenti avranno una minore penetrazione online, se si comparano le cifre con quelle dei paesi più sviluppati – spiega il direttore della ricerca Vikram Sehgal – crediamo che questi paesi inizieranno a puntare molto su ’sofisticate attività online’ rispetto ai paesi che adesso uitlizzano di più la rete, andandoli anche a superare“. Tra l’altro, il mercato più redditizio sarà sicuramente quello asiatico, grazie all’alto tasso di crescita sia della popolazione, che del mercato tecnologico.

“L’Asia non solo avrà il tasso di crescita più alto, se comparato agli altri continenti, ma formerà un mercato capace di rispondere alle richieste di un enorme gruppo di utenti sofisticati. La notizia arriva a pochi giorni dalla stima di Gartner secondo cui il numero di personal computer nel mondo ha appena superato quota un miliardo, grazie anche alla crescita dei mercati emergenti.

La rapida penetrazione all’interno dei Paesi in via di sviluppo, infatti, è data dall’espansione considerata quasi “esplosiva” della banda larga e della connettività wireless, insieme anche a un abbassamento continuo dei prezzi dei personal computer.

“Dal prossimo anno pagelle solo online”. Ci sembra un po’ azzardato… e tra l’altro in Italia già si fa

Sta facendo molto parlare di sé, in questi ultimi giorni, l’annuncio del neo-ministro della Funziona pubblica, Renato Brunetta, secondo cui entro un anno, un anno e mezzo anche le pagelle scolastiche saranno online. Una decisione, ha spiegato il ministro, che servirà far risparmiare carta alla pubblica amministrazione: “Se sapremo cambiare – ha spiegato il ministro – potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi”.

Una scelta intelligente, penseranno in molti, anche se – ma sto esprimendo un’opinione personale – forse bisognerebbe iniziare da altre parti a eliminare la carta. La pagella scolastica, oltre che un importante documento che tutti i genitori, i nonni e i parenti dovrebbero poter continuare a toccare con mano, è anche un ricordo che si tramanda di generazione in generazione. E poi: anche se ormai internet “ce l’hanno tutti”, quante sono le famiglie che non riuscirebbero a visualizzare online la pagella, per incompetenza o per mancanza fisica di mezzi (collegamento a internet o computer)? A mio parere ancora molte. Ben venga, dunque, il risparmio di carta, ma probabilmente si potrebbe iniziare da altri settori.

In realtà, però, non è la prima volta che in Italia si parla di pagella elettronica; anzi, molte scuole si sono già attrezzate. C’è chi da anni mette in rete giorno per giorno tutti i voti (accessibili con password) e i licei dove il computer è presente su ogni cattedra a disposizione del docente. Ci sono gli istituti dove si possono controllare online le presenze dei figli e quelli in cui la pagella (che viene data anche in versione cartacea) è presente da anni anche su internet. In Italia, dunque, fino ad ora si è lasciato all’autonomia delle singole scuole l’utilizzo dell’online nei rapporti con le famiglie.

Sul chi va là – e di parere simile al nostro – anche il rappresentante dei presidi Giorgio Rembado, secondo cui l’eliminazione della carta va vista con favore a patto di due condizioni essenziali: tutte le famiglie devono essere messe in condizioni di usufruirne ed evitare casi di pubblicazione come quelli dei redditi online. Immaginiamo che comunque sarà necessaria una fase intermedia, in cui la pagella verrà data sia a mano (cartacea) sia su internet: solo così si potrà veramente capire se il sistema funziona a dovere.

Internet, nonostante la censura i navigatori cinesi sorpassano quelli americani

→ D@di per Downloadblog.it

Incredibile ma vero, la notizia sta facendo in queste ore il giro del mondo. Gli utenti internet cinesi hanno appena sorpassato quelli degli Stati Uniti, facendo diventare la Cina il paese con il maggior numero di internet users al mondo.

Ad affermarlo, l’agenzia di stampa “Nuova Cina”, secondo cui i navigatori cinesi della rete sono ad oggi 221 milioni, contro i 215 milioni di americani connessi. Un boom che però, se si guarda al rapporto con la popolazione totale, rimane molto al di sotto della media mondiale: secondo le ultime statistiche, che si riferiscono al 2007, in media in ogni paese è collegato il 19,1 per cento della popolazione, contro il 16 per cento della Cina.

Ricordiamo che Pechino, già sotto l’occhio del ciclone internazionale per via dei diritti umani spesso negati, sottopone quotidianamente la rete a una rigida censura, nella quale sono impegnati oltre trentamila esperti governativi. Tra i siti più censurati, la maggior parte ricade nella categoria dei “politicamente pericolosi”, come quelli dei dissidenti in esilio e dei mezzi d’informazione occidentali.

Se pensavate che l'Adsl da noi costa tanto…

..allora non siete mai stati in Kazakistan! Secondo quanto riferito dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, accedere a internet in Kazakistan è praticamente impossibile per la maggior parte della popolazione.

L’unica possibilità, per i cittadini, di connettersi, è essere ultra-ricchi, considerati i prezzi di Kazakhtelecom, l’azienda telefonica di stato. La tariffa mensile per un abbonamento dial-up flat a internet costa l’equivalente di 82 euro (in un paese in cui il salario medio è di 292 euro).

Ma non è finita, state a sentire: un abbonamento Adsl 1,5 Mbps costa 2.458 euro al mese (e non include il modem)! Non vi basta e volete una connessione a 6 Mbps? Il costo è di oltre 16mila euro al mese. Come riferisce l’Osce, si tratta di oltre mille volte il prezzo di un abbonamento Adsl nell’Europa occidentale.

E poi si lamentano che escano film come Borat…

Adsl, l'Italia ancora sotto la media europea

Ieri si è tenuta a Roma l’annuale relazione dell’Agcom, l’Autorità garante delle telecomunicazioni. Oltre a parlare di telefonia e digitale terrestre, il presidente Calabrò si è soffermato anche sull’accesso alla rete e sul problema del digital divide.

Nella relazione, in particolare, si evidenzia un “rafforzamento della componente dati e una decisa crescita della banda larga sia come abbonati che per capacità trasmissiva, con una crescente attenzione ai contenuti video”.

Ma non è tutto oro quello che luccica. In particolare, gli accessi alla banda larga nel 2006 “hanno raggiunto quota 8,4 milioni e nel primo trimestre del 2007 si registra un’ulteriore crescita di circa 550mila accessi”, ha spiegato Calabrò, aggiungendo che si tratta di un andamento che “pone comunque l’Italia al di sotto della media europea”. Nella relazione, infine, è stato anche evidenziato come nella banda larga “siamo ancora indietro”, mentre sul Wimax “lo Stato si tiene troppe frequenze e ne limita lo sviluppo”.

Notizie che in realtà sapevamo già. Che vengano evidenziate nella sempre attesa relazione annuale dell’Agcom, in ogni caso, fanno ben sperare per il futuro, auspicando che le aziende italiane (Telecom in primis) e le autorità statali e locali facciano il massimo per annullare il fastidiosissimo gap in termini di accesso alla banda larga che c’è tra città e piccoli paesi.

Dhl, in rete il 65 per cento degli italiani

Il 36 per cento dei cittadini italiani, quindi poco più di 21 milioni e 287mila persone, si collegano regolarmente a internet. Lo rivela un’indagine di Dhl Express sull’utilizzo della rete nel nostro Paese. Tra i servizi più utilizzati, l’informazione, gli acquisti e le prenotazioni.

Negli ultimi cinque anni, si legge nella ricerca, il trend di utenti è cresciuto del sei per cento su tutto il territorio nazionale. Su base regionale, il Lazio guida la classifica con il 42,5 per cento di utenti connessi; seguono Lombardia (42,3%), Veneto (40,8%) e Valle d’Aosta (40%). Fanalino di coda la Sicilia, con solamente il 27,3 per cento di cittadini utenti di internet.

La situazione della banda larga in Italia

La situazione della diffusione della banda larga in Italia non è delle migliori, anche se ultime statistiche europee diffuse parlano di netti miglioramenti. Vorrei segnalare un’iniziativa molto carina chiamata “Io voglio l’Adsl”.

Si tratta di un progetto molto interessante nato dall’idea di un ragazzo che vive in una piccola frazione della provincia di Potenza. Il sito sfrutta le mappe di Google e, tramite alcuni “segnalini”, chiunque può segnare i posti dove ancora l’Adsl non è arrivata. Una volta arrivata la linea, poi, basterà cambiare il segnalino da rosso a verde.

Ogni segnalazione è corredata anche di una breve spiegazione (come ad esempio “l’Adsl arriva fino a 500 metri dal mio indirizzo” o “qui c’è ancora un vecchio Mux che non permette neanche la Isdn”). Complimenti per l’idea!

Ma parliamo ora dei dati provenienti da Bruxelles. I dati sono incoraggianti, anche se c’è molto da fare, soprattutto (come abbiamo visto) nei paesini più lontani dai capoluoghi. Secondo l’ultimo rapporto della Commissione europea, le connessioni Adsl in Italia a gennaio 2007 sono 8.498.910, con una crescita in un anno del 23 per cento (a gennaio 2005 le linee attive erano 6.896.696). Con questi dati l’Italia si posiziona come il quarto paese europeo per numero di linee, preceduto da Francia, Regno Unito e Germania.