Col sederino di fuori a 4000 metri

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un ragazzo è rimasto appeso col culo di fuori alla seggiovia. Mentre in Toscana a scuola si studia il porno estremo. Solo sullo Stivale le notizie più pazze (ma vere!) dal mondo

NAVIGAZIONE “PORNO” A SCUOLA, PROF NEI GUAI
Iniziamo la carrellata delle notizie più pazze di quest’inizio d’anno andando a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, dove un docente avrebbe accompagnato alcuni studenti nell’aula d’informatica, e dopo averli fatti comodamente sedere si sarebbe connesso a siti pornografici su internet mostrando ai ragazzi il contenuto dei filmati hard e commentandoli con le loro varie performance. Un modo ritenuto molto singolare di fare lezione, tanto che le famiglie dei ragazzi (famiglie – immaginiamo – molto “all’antica”) hanno deciso di denunciare al preside l’accaduto. È successo all’Istituto Tecnico Commerciale “Belmesseri”. Pare che la prima denuncia al preside sia arrivata nel maggio scorso da una mamma e un papà preoccupati dei metodi d’insegnamento di un professore; poi, alla prima denuncia, se ne sarebbero aggiunte molte altre. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri sembra che le “navigazioni hard” fossero state riservate a un fortunato e ristretto gruppo di quattro o cinque studenti. Che, però, non sono riusciti a tenersi l’esperienza per sé e hanno voluto raccontarla anche agli altri. Altri che, forse per invidia, hanno fatto scattare la denuncia. Sì, la scuola itaRliana è davvero antiquata e andrebbe proprio riformata!

ACCOLTELLA UN UOMO CHE SEMBRA RIDERE DI LUI. E CHE INVECE AVEVA PROBLEMI AL VOLTO
La notizia con cui iniziamo il primo “Follini ma Vero” del 2009 è rigorosamente vera – come tutte, d’altronde – e viene da Roma. Un uomo ubriaco ha accoltellato la sera del 2 gennaio in un bar un giovane con problemi congeniti alla mimica facciale perché credeva che stesse ridendo di lui. L’ubriaco è stato, ovviamente, arrestato. Ma andiamo con ordine: l’uomo era entrato in un bar di via Palmiro Togliatti, alla periferia Est della Capitale, per chiedere informazioni su quale mezzo pubblico lo portasse più velocemente a una stazione della metropolitana. Il gestore del locale gli ha dato subito tutte le informazioni e lo ha invitato subito ad uscire per non disturbare i clienti. Tra questi clienti c’era, però, un giovane di 31 anni con problemi alla mimica facciale, “colpevole” solamente di sorridere (pur non volendo) a chi lo guarda. L’ubriaco, infastidito dl sorriso, è rientrato nel bar e ha inferto una coltellata al cliente; poi si è allontanato a piedi. Subito raggiunto dagli agenti del commissariato Prenestino, è stato arrestato per tentato omicidio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il ragazzo è stato ricoverato con una prognosi di 15 giorni.

APPESO ALLA SEGGIOVIA… COL CULO DI FUORI
Spostiamoci ora in Colorado per parlare di un curioso incidente… sciistico. Siamo a Vail, una delle più note località sciistiche statunitensi. Uno sciatore che era appena salio su una seggiovia per ragioni imprecisate è scivolato dal seggiolino, uno degli sci è rimasto incastrato (meno male!) e lui è rimasto appeso a testa in giù per almeno un quarto d’ora… con i pantaloni completamente calati. A diffondere la notizia e soprattutto le fotografie il gestore dell’impianto di risalita veloce del Vail’s Blue Sky Basin. Secondo quanto riferito dalla “vittima”, il seggiolino sarebbe stato difettoso: per questo portava a perdere facilmente l’equilibrio. Resta il fatto che al suo compagno di risalita, un bambino, non è successo niente, mentre lui è precipitato verso il basso a testa in giù. La caduta accidentale, unita al fatto che uno degli sci è rimasto incastrato nell’impianto, ha fatto sì che durante la caduta gli si sfilassero pantaloni, sotto pantaloni da sci e anche i boxer… lasciando l’uomo completamente nudo dalla cintola in giù alla mercè di tutti gli sciatori della pista. I responsabili dei soccorsi hanno avuto non poche difficoltà a raggiungere il seggiolino e a riportare a terra lo sciatore.

“PISCIANO” (SI PUò DIRE PISCIANO?) PER STRADA, PER LORO MULTA DI CINQUECENTO EURO
I comuni italiani sono in bancarotta? A Trieste il sindaco Dipiazza e la sua giunta hanno trovato un modo molto semplice per fare cassa: multando anche chi fa semplicemente pipì per strada. Secondo quanto riferito dagli agenti della Polizia municipale, alcuni giorni fa dieci ragazzi triestini sono infatti stati multati perché in contrasto con la normativa secondo cui “è vietata la lordatura della pubblica via mediante residui fisiologici”. La multa, per ognuno di loro, è stata di 500 euro. E così nelle casse del Comune sono arrivati, in poche ore, 5000 euro da parte di chi “non ce la faceva più”, forse per la temperatura fredda o per i troppi brindisi per le festività. Certo, c’è da dire che i giovani sono stati sorpresi proprio in uno dei vicoli che danno su piazza dell’Unità d’Italia, zona dagli storici caffè ma anche di frequentatissimi locali. I vigili, che hanno scritto sulla multa che i giovani stavano “dando sfogo ai loro bisogni fisiologici” non si sono impietositi perché – come riferito alla stampa da uno di loro – “lo spettacolo era troppo decadente per poter chiudere un occhio”.

Lezione di storia bizantina, il prof sbanca sul podcast

Ha iniziato, per fare una prova, con un’approfondimento sulla storia bizantinaOra, con il suo “12 Byzantine Rulers”, è al quinto posto su iTunes


Prof di storia diventa star del podcast
“Le mie lezioni scaricate ovunque”

di DANIELE SEMERARO

»ASCOLTA UN ESEMPIO (da Repubblica Multimedia)

ROMA – Di giorno insegna Storia americana alla Stony Brook, una scuola superiore di Long Island, a New York. Di notte, invece, registra lezioni di storia bizantina e le mette online sotto forma di podcast, una sorta di blog audio. E in pochi mesi le sue lezioni, pubblicate sul sito “12 Byzantine Rulers” diventano tra le più famose e scaricate dalla rete: oltre 175mila persone da ogni parte del mondo, tanto da essere stato citato dalla Apple e dalla rivista Wired come uno dei podcast più influenti della rete.

“È incredibile, ancora non riesco a crederci”, racconta Lars Brownworth, 31 anni, autore delle lezioni. “All’inizio dell’avventura pensavo che sarei stato io l’unico ascoltatore, e invece ora ci sono così tante persone che mi ascoltano ogni giorno da ogni parte del mondo… Credo che senza dubbio questa sia l’avventura più entusiasmante della mia vita professionale. Ci troviamo nel bel mezzo di una rivoluzione, e mi sembra incredibile che io sia uno degli artefici”.

Brownworth, 31 anni e una laurea in storia, ha iniziato a lavorare alla Stony Brook, una scuola privata, nel 1999. Inizialmente occupava la cattedra di Scienze; poi, grazie alla sua predilezione per l’antichità, ha iniziato a occuparsi a tempo pieno di Storia. La sua passione lo ha portato allo studio dei geroglifici e della lingua greca antica; poi è incappato in uno dei tanti saggi secondo cui tra la caduta dell’Impero romano e il Rinascimento c’erano solo barbarie e periodi bui. E così, piano piano, non credendo possibile che in un arco così lungo della storia umana non ci fosse stato niente d’importante, affascinato da un viaggio in Turchia, ha iniziato ad appassionarsi ai regnanti e ai misteri della storia bizantina.

La creazione del podcast avviene totalmente nell’appartamento di Brownworth. In effetti, non serve poi così tanto: un computer di media potenza, un microfono, un software di registrazione (in giro ce ne sono molti gratuiti e di qualità), una connessione a internet e un sito. Ultimamente sta lavorando alla stesura di un saggio su Alessio I Comneno, imperatore bizantino vissuto tra il 1081 e il 1118. Dopo l’ultima revisione, il documento sarà la base con la quale Brownworth registrerà la sua lezione, che dopo la messa online sarà disponibile, gratuitamente, a tutti gli ascoltatori, abbonati (cioè che ricevono un avviso ogni volta che una nuova lezione è disponibile) e non.

Ma com’è iniziata la sua avventura da podcaster? Incredibilmente, grazie al fratello Anders, esperto di nuove tecnologie per un’azienda del North Carolina. Affascinato dalle lezioni di Lars, Anders capì l’importanza e l’interesse che la gente avrebbe potuto avere per un argomento così poco trattato. E così lo convinse a scrivere e registrare una breve lezione introduttiva alla storia bizantina, che sarebbe stata pubblicata su un sito internet. All’inizio i contatti furono pochissimi, e nessuno gli diede adeguata attenzione. Poi, in un giorno di giugno del 2005, quando Apple cominciò a raccogliere tutti i podcast presenti nella rete all’interno di iTunes e mentre Lars si trovava in uno scavo archeologico in Giordania, Anders pubblicò il podcast su iTunes. Un mese dopo, 1.392 persone l’avevano scaricato sul proprio computer. Così il docente si convinse che bisognava continuare. A metà 2006 i fedeli ascoltatori erano oltre 41mila, e continuavano a crescere. Nel dicembre scorso, dopo essere stati citati dalla Apple e dalla rivista Wired come uno dei podcast più influenti della rete: oltre 175mila persone da ogni parte del mondo.

“Queste lezioni – spiega il docente – coprono la storia dell’Impero bizantino, ai più poco conosciuta, attraverso lo studio di dodici tra i più grandi sovrani”. “Brownworth – si legge nel sito – scrive e registra le lezioni nel suo tempo libero, e la distanza di pubblicazione tra le lezioni è di almeno 2 mesi. Possiamo immaginare che sia frustrante per i lettori dover attendere così tanto tempo, ma siate pazienti: le lezioni sono rilasciate solamente quando sono pronte in modo da tenere alti gli standard educativi. Aspettatevi dei ritardi, soprattutto all’inizio e alla fine dei semestri”.

Le lezioni sono gratuite, e si possono scaricare sia in formato mp3 che in formato podcast dall’iTunes Music Store (che li trasferisce direttamente sull’iPod, in modo da essere ascoltate ovunque). Chi vuole, si legge sul sito, può però fare una donazione tramite carta di credito. Nel momento in cui scriviamo, “12 bizantine rulers” è al quinto posto dei podcast nel settore “Education”.

"Il prof? Incapace". Studenti e genitori danno i voti sul web

In Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Australia un sito internet permette di giudicare e “schedare” i propri insegnanti. Ma i prof proprio non ci stanno

“Quel professore? È un incapace”
Studenti e genitori danno i voti

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Professori di tutto il mondo, attenti. Dopo le pagelle di valutazione che in questi giorni, alla fine dei corsi, vengono distribuite a migliaia di studenti universitari italiani per “dare i voti” ai propri docenti, dagli Stati Uniti e in Inghilterra si sta diffondendo un servizio destinato molto probabilmente ad arrivare anche nel nostro Paese.

Si chiama “Rate my teachers”, ed è un sito internet gratuito che permette di valutare i professori di licei e università. Per adesso il sito è attivo in Inghilterra, Stati Uniti, Irlanda, Canada, Australia e Nuova Zelanda e complessivamente contiene oltre un milione e trecentomila professori “schedati”, per un totale di oltre 59mila istituti scolastici.

Il funzionamento è molto semplice: gli studenti, dopo essersi iscritti e aver indicato la propria scuola, cercano il nome del professore e, tramite un voto da 1 a 10, valutano il livello di facilità di compiti in classe e interrogazioni, la chiarezza delle spiegazioni e l’aspetto umano dei propri docenti. La media matematica dei tre voti offre una valutazione complessiva, indicata anche da una “faccina”, contenta o scontenta a seconda della valutazione. All’interno del sito, inoltre, è disponibile anche una speciale classifica: quella dei migliori e quella dei peggiori insegnanti.

Una professoressa di francese del liceo di Portmarnock, in Irlanda, per fare un esempio, è stata “giudicata” da oltre 40 studenti e i suoi risultati sono altalenanti: “È una brava insegnante – scrive uno studente – sa quello che fa e come spiegare la sua materia. Purtroppo però non sa coinvolgere gli alunni”. Un altro studente scrive: “È una buona insegnante. Peccato non fosse mai in classe”. “È spaventosa – aggiunge un altro -: mi ha sospeso senza alcuna ragione. Prima che arrivasse avevo tutti voti alti, da quando è arrivata invece sono scesi tutti”.

A dare i giudizi, oltre agli studenti, anche i genitori: “Non riesco a capire – scrive il padre di un’alunna della John Adams High School di Ozone Park, New York, a un insegnante di scienze – perché continua a mettere brutti voti a mia figlia. I suoi metodi d’insegnamento non vengono compresi dalla maggior parte della classe”.

Dal sito è possibile anche scaricare una locandina da attaccare in bacheca nella scuola: “La voce degli studenti – si legge – non può più essere ignorata. RateMyTeachers cerca di migliorare il sistema educativo dando la possibilità agli studenti stessi di lodare i professori che se lo meritano e criticare coloro che non svolgono bene il proprio lavoro. Sostieni i tuoi diritti e iscriviti al nostro sito”.

Recentemente anche i professori possono iscriversi (tramite una procedura speciale d’identificazione) e controbattere alle eventuali “accuse”. La maggior parte di loro, in ogni caso, è contraria all’utilizzo di questi sistemi, reputati oltraggiosi e non obiettivi: David Eaglesham, dell’Associazione scozzese dei professori di liceo, spiega che “i commenti dei ragazzi sono poveri, maliziosi e senza senso. Il sito – continua – non fa bene né ai ragazzi né ai genitori, oltre che ai professori, che già sono sovraccaricati di tanto lavoro e preoccupazioni”.

(27 giugno 2006)

(Nella foto: La pagina principale di RateMyTeachers)