Sincronizzazione trilaterale “push” Google-iPhone-Mac, calendari, contatti e posta: ecco come fare

Finalmente, dopo settimane di ricerca e di “studio”, grazie alla possibilità di utilizzare Gmail su iPhone in modalità Push (=cioè, il server invia direttamente all’iPhone le mail, appena sono disponibili, evitando così il controllo della posta ogni tot minuti) sono riuscito a ottenere una sincronizzazione completa dei contatti, delle mail e dei calendari (anche multipli) tra il mio computer Mac (Mail, iCal e Address Book), l’iPhone (Mail, Calendario e Contatti) e le applicazioni online di Google (Gmail, Google Calendar e Google Contacts).

A cosa serve? Semplicissimo: permette di avere sincronizzati i calendari, gli indirizzi, i numeri di telefono e la posta elettronica su tutti e tre i servizi, in modo tale, ad esempio, che se inseriamo un appuntamento in calendario sull’iPhone, automaticamente dopo pochi secondi apparirà anche sul mio Mac e sul calendario di Google. Stessa cosa se invio o leggo una lettera, stessa cosa se modifico o creo un contatto. Così avrò sempre sotto controllo e in maniera aggiornata tutta la mia vita, digitale e reale. Il tutto avendo la possibilità di effettuare cambiamenti da ogni applicazione, che sia l’iPhone, il Mac o Google online.

Come fare? Ecco una guida passo-passo. I requisiti minimi di sistema sono questi:
– iPhone 3G o 3Gs con software 3.1
– Mac Os X versione 10.6.1
– Account Google.

Prima di iniziare una semplice avvertenza: fate un backup di tutto. Perché non voglio rendermi responsabile di eventuali errori derivanti da questa guida o da un uso sbagliato delle informazioni che scriverò di seguito. Ho deciso di condividerle semplicemente perché non ho trovato nessuna guida in italiano in grado di aiutarmi a ottenere questa sincronizzazione push trilaterale.

 

== MAC ==

Oltre al backup generale del sistema, facciamo una copia dei calendari e della rubrica indirizzi.

– In Rubrica Indirizzi (Address Book): Archivio > Esporta > Archivio Rubrica Indirizzi e salvate in un posto sicuro.
– In iCal: Documento > Esporta > Archivio iCal e salvate in un posto sicuro.

– Andiamo in iTunes: Preferenze > Dispositivi e abilitiamo “Impedisci a iPod e iPhone di sincronizzare automaticamente” (cambieremo dopo questa modalità)
– Colleghiamo l’iPhone al Mac tramite cavetto, e sempre in iTunes andiamo in Dispositivi (nella colonna di sinistra) > iPhone > Info e DESELEZIONIAMO “Sincronizza calendari iCal”.

– Andiamo a Rubrica Indirizzi > Preferenze e abilitiamo “Sincronizza con Google”: in questo modo i nostri contatti saranno anche sul server di Google, e non li perderemo (verifichiamo, dopo qualche minuto, che la rubrica di Gmail corrisponda alla rubrica che abbiamo sul Mac – sempre che siamo interessati a questa funzione, altrimenti evitiamo questo passo).

 

== iPHONE ==

– Andiamo su Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Andiamo su Aggiungi account…
– Selezioniamo Microsoft Exchange (che è il protocollo che ci permetterà di abilitare le funzioni Push di Google su iPhone)
– Nel campo “E-mail” inseriamo il nostro indirizzo di posta elettronica (comprensivo di @gmail.com)
– Nel campo “Dominio” lasciamo bianco
– Nel campo “Username” scriviamo il nostro indirizzo di posta elettronica (comprensivo di @gmail.com) e nel campo “Password” la password del nostro account
– Premiamo il tasto Avanti in alto a destra e, se iPhone ci dirà che non può verificare il certificato di sicurezza, andiamo su Accetta
– Apparirà un campo chiamato “Server”, scriviamo m.google.com
– Premiamo ancora una volta Avanti e il nostro server sarà impostato
Scegliamo se sincronizzare posta, calendari e rubrica oppure solo alcuni servizi.

Attenzione! Se avevamo già impostato in precedenza l’account Gmail su iPhone con la procedura normale, possiamo “congelarlo” (senza dover cancellare tutte le sue impostazioni) semplicemente andando su
– Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Fare click sul server precedentemente impostato e settarlo su “Non attivo”.

Se durante la procedura l’iPhone avverte che si potrebbero perdere tutti i contatti e tutti i calendari, cliccate tranquillamente sul bottone rosso “Elimina”. I contatti (oltre ad essere stati salvati inizialmente con una copia di backup di Rubrica Indirizzi) saranno infatti già disponibili sul vostro account Gmail grazie alla sincronizzazione che abbiamo fatto all’inizio di Rubrica Indirizzi. I calendari, invece, sono ancora presenti sul nostro Mac sul programma iCal (anche di questo avevamo fatto il backup all’inizio).

Assicuriamoci di aver abilitato la tecnologia Push:
– Impostazioni > E-mail, contatti, calendari > Scarica nuovi dati
– Abilitiamo Push.

A questo punto cosa succede? iPhone è sincronizzato con Google per quanto riguarda i calendari, la posta elettronica e la rubrica.

 

== MAC ==

La sincronizzazione dei calendari è sicuramente un pochino più complessa. Andiamo su iCal e, facendo click su ogni calendario:
– Documento > Esporta > Esporta.

In questo modo iCal creerà una copia, in formato .ics, del/dei nostro/i calendario/i. Calendario/i che andremo ad aggiungere a Google Calendar.

 

== GOOGLE CALENDAR ==

Accediamo a Google Calendar (se non l’avevate mai usato, si accede con le stesse credenziali di Gmail) e noteremo che il primo calendario è già impostato di default da Google e ha il nostro nome. Quello sarà il calendario principale.
– Impostazioni > Calendari > Importa e selezioniamo dal nostro hard-disk il file .ics che corrisponde al nostro calendairo principale. Importiamolo, assicurandoci che tutti gli appuntamenti vadano a finire nel calendario principale di Google Calendar.

A questo punto, se su iCal utilizzavamo un solo calendario non ci sono altri passaggi da fare (=passare al punto successivo); altrimenti, se utilizzavamo calendari multipli, creiamo in Google Calendar (tramite la colonna di sinistra) tanti calendari quanti sono quelli che abbiamo esportato in formato .ics, e andiamoli ad importare secondo la procedura che avevamo utilizzato per quello principale.

A questo punto, se tutto è andato bene avremo gli stessi calendari sia su iCal che su Google Calendar.

 

== MAC ==

Torniamo a iCal e cancelliamo del tutto i calendari (sì, avete capito bene!), tanto sono su Google Calendar. Andremo, infatti, a creare calendari che saranno sempre sincronizzati con Google Calendar, in modo che se si fa una modifica da una parte, questa verrà memorizzata dall’altra:
– iCal > Preferenze > Account > + (nuovo)
– Selezioniamo CalDAV
– Tipo di account selezioniamo CalDAV
– Username e password: utilizziamo le solite di Gmail
– Nel campo “Percorso Server” (o “Account Url”) incollare la seguente stringa: https://www.google.com/calendar/dav/ILTUOACCOUNT@gmail.com/user.

Al posto di ILTUOACCOUNT@gmail.com dovremo scrivere il nostro indirizzo di posta elettronica (lasciando ovviamente @gmail.com alla fine). A questo punto iCal incomincerà a sincronizzarsi con il calendario di Google Calendar appena creato.

Se avessimo calendari multipli:
– Torniamo a iCal > Preferenze > Account > Delega
– Fare click nella colonna Mostra per utilizzare su iCal anche gli altri calendari.

A questo punto, prima di andare avanti, fate qualche prova: inserite un evento in iCal e vedete se, aggiornando il calendario di Google, l’evento compare anche là, e vice-versa. I calendari da ora in poi si aggiorneranno automaticamente.
Se vogliamo vedere subito le modifiche dobbiamo fare tasto destro > Aggiorna sui calendari di iCal, e premere su Aggiorna in Google Calendar.

 

== iPHONE ==

A questo punto andate sul Calendario di iPhone, e vedrete che anche quello è sincronizzato (fate anche qui qualche prova), ma solo sul calendario principale.

Volete aggiungere anche qui – sempre che li abbiate – gli altri calendari? Per ognuno dovete seguire questa procedura:
– Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Aggiungi account > Altro > Aggiungi account CalDAV
– Come server scriviamo: www.google.com
– Come nome utente e password scegliamo quelli di Gmail
– Come descrizione impostiamo il nome del calendario secondario.

 

== GOOGLE CALENDAR ==

Torniamo un attimo su Google Calendar, perché per ogni calendario secondario dobbiamo andare a prendere il suo lungo codice (cosa – ripetiamo – che non serve per il calendario principale).
– Dalla colonna di sinistra facciamo click sulla freccetta a fianco al nome del calendario secondario su cui stiamo lavorando > Impostazioni calendario
– Dove c’è scritto Indirizzo Calendario copiamo il lungo codice (simile a questo: ccogk69iprl3zyfa1ijeep0oj5@group.calendar.google.com)
– Apriamo la posta elettronica (Mail su Mac o Gmail, è indifferente), incolliamo nel corpo del testo il lungo codice e inviamolo a noi stessi.

 

== iPHONE ==

– Apriamo il programma Mail dall’iPhone (avremo già ricevuto la lettera che ci siamo auto-inviati), e copiamo il lungo codice
– Torniamo su Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Entriamo nel calendario appena creato > Impostazioni avanzate > Url account
– Al posto di Url Account cancelliamo tutto e scriviamo:
https://www.google.com/calendar/dav/SOSTITUISCIQUI/user
e a SOSTITUISCIQUI incolleremo il lungo codice del calendario (comprensivo di @group.calendar.google.com).

Andiamo nel calendario di iPhone e automaticamente anche il nostro calendario secondario sarà aggiunto. Come sempre, per vedere se tutti funziona facciamo delle prove creando o modificando eventi in calendario e vedendo se iCal, Google Calendar si aggiornano. Ripetiamo la procedura per ogni calendario secondario.

 

== MAC ==

– Andiamo in iTunes: Preferenze > Dispositivi e disabilitiamo “Impedisci a iPod e iPhone di sincronizzare automaticamente”.

Ecco che, finalmente, avremo configurato un vero sistema Push alternativo (e gratuito) rispetto a MobileMe di Apple. Unico problema fino ad ora riscontrato? Il fatto che – ahimé – la batteria dell’iPhone si scarica molto più in fretta.

Per questo, se volete un consiglio, di notte o quando vogliamo risparmiare batteria (e anche, ovviamente, all’estero!), disabilitiamo le funzioni Push:
– Impostazioni > E-mail, contatti, calendari > Scarica nuovi dati
– Disabilitiamo Push e lasciamo, in basso, lo scaricamento manuale o ogni ora.

Ha funzionato tutto? Sono contento!
Avete riscontrato problemi? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

 

Per scrivere la guida ho utilizzato, combinando le informazioni, due guide di Google, un post di Ars Technica e uno di Robert Chien.

Privnote, il servizio Web che invia messaggi che si autodistruggono

→ D@di per Downloadblog.it

Se siete maniaci della sicurezza, allora questo semplice servizio Web fa per voi. Si chiama Privnote e permette di scrivere un messaggio di testo (anche lungo) e di inviarlo tramite e-mail. Il destinatario, invece di ricevere nella propria casella di posta elettronica il vostro testo, riceverà un link al quale collegarsi.

La differenza con le mail tradizionali, però, è che una volta che il testo verrà letto, sparirà e non potrà più essere richiamato. Sembra un film di James Bond, e invece è un servizio gratuito.

Tra le opzioni, anche la possibilità di ricevere una notifica di lettura. Interessante anche il fatto che se ci si prova a collegare alla nota una volta che questa è stata letta, il sistema fornisce orario di lettura e Ip del “lettore”.

Navigare senza filtri per un mese? Si ricevono oltre 5mila e-mail di spam. Che per la maggior parte vengono da Usa, Brasile e Italia!

→ D@di per Geekissimo.com

Surfare in internet senza protezione porta l’utente medio a ricevere circa 70 messaggi di posta indesiderata al giorno. È quanto emerge da un interessante studio svolto da McAfee, una delle più famose società di antivirus, che ha creato un panel di cinquanta persone da tutto il mondo che, per un periodo di tempo di un mese, ha navigato in internet senza filtri. E i risultati non sono per niente incoraggianti: basti pensare che un partecipante ha ricevuto ben 5.414 e-mail di spam durante il mese di prova.

Il test ha anche permesso agli esperti di determinare quali sono i paesi del mondo dai quali parte più spazzatura elettronica. E a sorpresa, il nostro paese è al terzo posto nel mondo (con poco più di 15mila e-mail ricevute dai tester); al primo posto gli Stati Uniti (con oltre 23mila e-mail di spam), mentre la medaglia d’argento spetta al Brasile (di poco sopra l’Italia). Tra i grandi paesi del mondo che inviano meno spam, invece, c’è la Germania, con “soli” 2.331 messaggi. I risultati, si legge, mostrano che lo spam non sta per niente calando, anzi continua ad aumentare in maniera esponenziale.

“Molti dei nostri partecipanti – ha spiegato Guy Roberts, direttore dei laboratori McAfee in Europa, alla Bbc – hanno notato che i loro computer hanno iniziato a rallentare le prestazioni. Questo significa che mentre loro navigavano, capitava molto spesso che si installassero, a loro insaputa, malware”. Lo spam, inoltre, sta diventando sempre più una vera e propria minaccia, considerato che l’8 per cento delle mail ricevute conteneva in sé tentativi di phishing. Per quanto riguarda, ancora, il tipo di pubblicità ricevuta, si parte dai prodotti finanziari (come i prestiti), la cura del corpo e le medicine (vedi, Viagra), servizi per adulti, promesse di software gratis, e così via.

Tutti ovviamente penserete: la ricerca è stata fatta da McAfee che è, tra l’altro, un costruttore di software per la sicurezza informatica. Per questo, ovviamente, dobbiamo prendere con le molle questi dati. In ogni caso è difficile che una società così importante possa permettersi di falsificare di tanto i risultati delle proprie inchieste; per questo è importante ribadire: utilizzate sistemi operativi e browser sicuri e, se utilizzate Windows, soprattutto software (come antivirus, antispyware, antispam, firewall) che vi aiutino a difendervi da questa brutta piaga.

La posta di Libero.it in tilt?

Qualche tempo fa avevo scritto un pezzo dal titolo “Si rinnova la Webmail di Libero.it” in cui spiegavo pregi e difetti della nuova casella di posta elettronica del primo internet provider italiano. Ieri sono stato sommerso da segnalazioni (molte anche nei commenti a quel pezzo) di malfunzionamenti della posta, che mi hanno spinto a scrivere un post proprio sull’accaduto. In molti mi hanno chiesto un consiglio su come comportarsi, perché non riuscivano/riescono ad accedere alla posta o ad aprire i propri allegati. Il consiglio che ho dato a tutti è di aspettare questa fase di transizione, controllare l’apertura della Webmail da un altro computer e, se i problemi dovessero continuare, rivolgersi a un servizio di posta elettronica più evoluto e più affidabile, come Gmail di Google, ad esempio.

Qualche settimana fa avevamo parlato dell’uscita, almeno in fase di testing, della nuova versione della Webmail di Libero.it, una versione aggiornata e più vicina agli standard (e alle aspettative degli utenti) del Web 2.0.

Da qualche giorno, però, la posta di Libero, che – lo ricordiamo – è una dei servizi più utilizzati dagli utenti italiani, risulta diffcilmente accessibile. Sarà perché è cambiata la grafica della home page (da cui attualmente non è più possibile accedere direttamente alla posta), sarà perché sono in corso delle modifiche ai server… ma capita sempre più spesso di ricevere errori e di non riuscire a entrare nella propria casella di posta.

Da qualche ora – ce l’avete segnalato, allarmati, in molti – la posta di Libero è addirittura inaccessibile: a volte il browser carica all’infinito, altre volte esce fuori un “errore di timeout”, altre ancora “il servizio non è disponibile”. Vi terremo aggiornati, come sempre, in attesa di capire meglio cosa stia accadendo.

AGGIORNAMENTO /1: Anche se con molta fatica, da qualche minuto riusciamo nuovamente ad entrare nella posta elettronica di Libero. Continuateci, comunque, a segnalare cosa succede dalle vostre parti.

AGGIORNAMENTO /2: Forse scoperta la causa del problema. Da una decina di minuti, infatti, entrando nella Webmail si viene reindirizzati direttamente (non senza errori di timeout) alla nuova versione della posta, mentre della vecchia versione non c’è più traccia. I grossi problemi che hanno afflitto gli utenti tutto il pomeriggio, dunque, potrebbero essere stati causati da questo importante cambiamento, che tuttavia – immaginiamo – andrà a creare non poche rogne a tutti coloro che in queste ultime settimane si sono trovati male con la versione 2.0 della Webmail.

Ecco come rendere tutti i nostri messaggi di Gmail letti

→ D@di per Downloadblog.it

Se vogliamo fare un po’ di pulizia nella nostra casella di posta Gmail, ci viene incontro un utile trucchetto per rendere, all’istante, tutti i messaggi come “letti”. Un’operazione utile nel caso avessimo ricevuto, nel corso dei mesi scorsi, tonnellate di newsletter o pubblicità che non abbiamo avuto il tempo di/non abbiamo voluto leggere.

Il trucco è semplicissimo. Basta andare in Impostazioni > Filtri > Crea un nuovo filtro. Poi, dove c’è scritto, “Contiene le parole” basterà incollare questa stringa: is:unread. Si tratta di una stringa che seleziona solamente i messaggi non letti (e funziona anche con la versione italiana di Gmail). A quel punto, tra le azioni, cliccare su “Segna come già letto” e su “Applica il filtro anche alle X conversazioni seguenti”. Automaticamente, tutti i messaggi saranno considerati già letti.

Dopo aver fatto quest’operazione vi consiglio ovviamente di cancellare la regola, altrimenti da ora in poi tutti i nuovi messaggi saranno automaticamente visualizzati come già letti. Il trucco è molto utile perché permette di evitare, pagina per pagina, di andare a leggere/cancellare tutti i messaggi non letti.

E tu, quante volte al giorno controlli le mail? Ecco i risultati del sondaggio

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La scorsa settimana vi avevamo proposto un interessante sondaggio sul modo in cui gli utenti internet controllano la posta elettronica. Secondo una ricerca statunitense, infatti, ogni anno la perdita di attenzione nel passare dal proprio lavoro alla casella e-mail costa 650 milioni di dollari nei soli Stati Uniti.

Dalle vostre risposte (siete stati oltre mille, e per questo vi ringraziamo) emerge che il 48 per cento dei nostri lettori (compreso il sottoscritto :)) tiene la posta elettronica sempre aperta, dalla mattina alla sera. Al secondo posto coloro che hanno risposto B: il 30 per cento, infatti, cerca di concentrare il controllo della posta a qualche volta al giorno (ad esempio la mattina, il pomeriggio e la sera).

A seguire, coloro (il 12 per cento) che accedono alla propria casella e-mail solo una volta al giorno. Fanalino di coda (ma era abbastanza prevedibile) con il 9 per cento dei voti quelli che controllano la posta solo alcune volte a settimana.

Docstoc, un bel software per inviare allegati via mail

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Se inviate molti attachements via e-mail, allora potrebbe interessarvi Docstoc OneClick. Si tratta di un servizio Web/software gratuito (per ora solo per Windows, ma è in programma anche una versione Mac) che permette di inviare file anche di grandi dimensioni ai propri destinatari semplicemente facendo click su di essi con il tasto destro del mouse.

Il software funziona così: si sceglie un file dal desktop, si clicca col tasto destro e si sceglie se inviarlo, inviarlo in sicurezza (cioè come file privato) oppure se fare un semplice upload del file. Il file, a sua volta, verrà mandato online sui server Docstoc, e in automatico verrà aperta la nostra applicazione preferita di posta elettronica (sia desktop-based che Web-based, come Gmail) e il sistema inserirà all’interno di una nuova lettera i link per scaricarli.

Una soluzione sicuramente non nuovissima (lo fa già anche YouSendIt.com, più o meno) ma sicuramente pratica per inviare (”con stile”) file di grosse dimensioni. In alto, se volete, potete guardare il video dimostrativo.

Yahoo! cerca di attirare nuovi clienti con nuovi domini di posta

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Yahoo! ha annunciato che inizierà a offrire account e-mail, attraverso il suo servizio Yahoo! Mail, non solo con il suffisso @yahoo.com (o .it) ma anche con @ymail.com e @rocketmail.com. Questo – dicono in molti – per attrarre nuovi clienti e migliorare la user-experience di quelli già esistenti che “si sono stufati” del proprio indirizzo di posta.

“Noi vogliamo che gli utenti che si abbonano gratuitamente al servizio di posta elettronica di Yahoo! – ha spiegato il vice presidente di Yahoo! Mail, John Kremer – rimangano con noi a vita e ottengano esattamente l’indirizzo e-mail che vogliono”. Kremer, in particolare, si riferisce a coloro che, in fase di iscrizione al servizio, trovano che il loro indirizzo è già stato preso da qualcun’altro e non vogliono iscriversi col nome, ad esempio, di mario.rossi1981. I due nuovi indirizzi, dunque, rappresentano due chance in più di trovare libero il proprio nome o il proprio nick.

Questa è certamente la novità maggiore, ma non è l’unica: Yahoo!, infatti, rilascerà entro sei-otto mesi una nuova serie di miglioramenti alla propria posta: tra questi, cartelle “più intelligenti”, integrazioni con il mondo del social networking e l’apertura della piattaforma mail: “Qui a Yahoo! – ha concluso Kremer – pensiamo che la comnuicazione è sempre più integrata, e quindi vorremmo cercare di evitare che l’utente debba spostarsi tra decine di finestre per comunicare con i propri amici.

Yahoo! Mail al momento rimane leader del mercato della posta elettronica, con 266 milioni di utenti/account registrati. Al secondo posto Microsoft Hotmail, con 264 milioni di utenti, mentre servizi come Gmail di Google sono ancora molto lontani (perché certamente sono più recenti) anche se gli utenti crescono a vista d’occhio mese dopo mese.

Controllare la posta con ossessione costa agli americani 650 milioni di dollari l’anno

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Quanto di frequente controllate se ci sono nuovi messaggi di posta elettronica? Sembra incredibile, ma una ricerca condotta negli Stati Uniti ha rivelato che vengono sprecati oltre 65o milioni di dollari (pari a circa 423 milioni di euro) di produttività, a causa della distrazione che il controllo dell’e-mail provoca.

Un normale impiegato che lavora al computer apre il client di posta elettronica circa cinquanta volte al giorno, e utilizza instant messengers per circa 77 volte. Se però si guardano queste distrazioni da un punto di vista prettamente economico, si scopre che la disattenzione costa. I 650 milioni di dollari persi di produttività ogni anno nei soli Stati Uniti provengono prettamente dall’”attenzione frammentata” a causa di interruzioni inutili e comunicazione digitale non urgente da evadere. Tra l’altro, molte perdite vengono proprio dal tempo che gli impiegati ci mettono nel tornare dalla distrazione della posta all’attenzione verso il proprio lavoro.

Come nascondere (agli spammer) il proprio indirizzo e-mail con “The Enkoder”

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A volte capita di voler inserire, sul proprio sito o sul proprio blog, un indirizzo e-mail per essere contattati. Ma come sappiamo bene, inserire il link o comunque anche il solo indirizzo di posta elettronica sul Web espone lo stesso ad essere condannato a una marea di spam per gli anni a venire.

Ci sono molti metodi per “postare” su internet il proprio indirizzo e-mail senza incorrere in questo particolare problema, e oggi vi parliamo di uno di questi metodi, chiamato “The Enkoder”. Si tratta di un servizio Web composto da un form all’interno del quale dobbiamo inserire il nostro indirizzo di posta elettronica e il testo a cui questo indirizzo deve essere linkato (come ad esempio “Fai click qui per mandarmi una mail”).

Il sito, dopo pochi istanti, ci offrirà gratuitamente un codice JavaScript da inserire direttamente all’interno della nostra pagina Web, che contiene all’interno il nostro indirizzo e-mail crittografato, in modo da essere interpretato solo dai browser e non dai bot utilizzati dagli spammer per scandagliare la rete in cerca di indirizzi mail.

Tra l’altro, è disponibile anche una versione desktop per Mac Os X del servizio, scaricabile gratuitamente a partire da qui.

L’utile plugin di YouSendIt per Outlook esce dalla beta (+ altre novità)

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Spesso ci capita di parlare di YouSendIt.com, uno dei servizi migliori che permettono, gratuitamente, di inviare file di grandi dimensioni tramite la posta elettronica. Forse non tutti lo sapevano, ma YouSendIt ha anche un interessante plugin per Outlook.

Ebbene: YouSendIt ha deciso di rimuovere l’etichetta “beta”, lanciando così la versione ufficiale del plugin, che in molti hanno già ribattezzato il “FedEx per internet”. La funzione del plugin di YouSendIt per Outlook è molto semplice: quando inviamo un file di grosse dimensioni tramite e-mail, questo lo prende e lo invia non utilizzando la posta elettronica tradizionale (che in quel modo si bloccherebbe e farebbe tornare indietro il messaggio), bensì il servizio YouSendIt. Tra l’altro, l’estensione supporta anche il resuming degli upload, e permette all’utente di decidere oltre quale soglia (in Mb) deve prendersi carico degli allegati in uscita

Si tratta del primo plugin per client e-mail sviluppato da YouSendIt; gli sviluppatori, infatti, sarebbero già al lavoro su un plugin di Thunderbird, mentre addirittura si pensa che possa essere sviluppato anche un plugin per webmail come Yahoo! Mail. Tra l’altro, in lavorazione ci sono anche plugin per Facebook (per scambiarsi file di grandi dimensioni) mentre sono disponibili già estensioni per Photoshop, Corel Draw, Aperture e PaperPort.

Inserire firme Html in Gmail con un bookmarklet

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Per qualche strana ragione, Gmail ancora non supporta le firme Html nei propri messaggi. Per la serie: non è ancora possibile inserire in una mail una firma con stili di testo, immagini o link. Per risolvere il problema sono disponibili un mucchio di script per Greasemonkey. Ma se non vogliamo per forza utilizzare la firma Html in ogni nostra mail in uscita? O se vogliamo creare firme Html diverse?

A risolvere il problema, un piccolo trucco creato da GeekFG: si tratta di un servizio Web che permette di creare una o più firme Html per Gmail e, conseguentemente, di salvarle in un bookmarklet per browser. Durante la composizione di una e-mail basterà fare click sul bookmarklet per vedersi la propria firma Html comparire in calce al messaggio.

La Web-app, tra le opzioni, ha anche la possibilità, per “utenti esperti”, di comporre la propria firma scrivendo direttamente in linguaggio Html. Unico problema: ho fatto alcune prove, e sembra che l’applicazione non supporti il browser Safari.

SoundCloud, un ottimo tool per inviare/ricevere/condividere musica

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Qual è il modo migliore per inviare una canzone con un amico? L’e-mail è sempre un terno al lotto, perché non tutti hanno caselle con ampia capacità di memorizzazione, e spesso capita che dopo lunghi upload ci vediamo la mail tornare indietro dopo qualche ora. Inoltre, non tutti hanno un server Ftp sul quale caricare file. Io personalmente uso servizi come YouSendIt, che permettono di inviare gratuitamente via e-mail file grandi fino a 100 Megabyte.

C’è però un servizio, chiamato SoundCloud, il cui compito è quello di inviare e ricevere file musicali. Non solo, permette anche di far commentare ai nostri destinatari l’intero brano o anche un punto specifico della timeline della canzone.

È possibile inviare musica a una a mille persone in qualsiasi formato; tra l’altro, al momento dell’invio si può scegliere se il file potrà essere scaricabile, o se potrà essere solo ascoltato in streaming sul Web.

SoundCloud, infine, permette anche di ottenere un codice per inserire, tramite il tag “embed”, musica sul proprio sito o sul proprio social network.

Al momento SoundCloud è disponibile solo a invito, ma se siete dei professionisti della musica, cantanti o avete una band musicale probabilmente dovete dare un’occhiata a questo progetto. Come sempre, se conoscete altri metodi interessanti per condividere la vostra musica segnalateceli nei commenti.

Email This!, e la condivisione diventa facile

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Oggi vi parlo di una nuova estensione per Firefox chiamata “Email This!” che in molti casi può risultare utile. Serve, infatti, per inviare velocemente via posta elettronica porzioni di testo copiate da una pagina Web.

In pratica, copiando una parte di testo da un sito e facendo click con il tasto destro (o anche sull’apposito menu che s’installa nella toolbar del browser) potremo inviare velocemente questa parte di testo tramite e-mail (supportate le webmail Gmail, Yahoo! e i tutti i client mail desktop installati sul computer, come Outlook, Mail o Thunderbird). L’add-on dà anche la possibilità di salvare la porzione di testo direttamente in un nuovo documento di Google Apps.

Molto utile anche la possibilità di definire delle scorciatoie da tastiera (come Alt+G, ad esempio, per inviare direttamente una porzione di testo evidenziata a una mail Gmail). Email This! è un’estensione gratuita per Firefox che funziona su tutti i sistemi operativi (tra cui Windows, Mac Os X e Linux) su cui gira il browser di casa Mozilla.

Si rinnova la Webmail di Libero.it

Dopo anni di “immobilità”, finalmente Libero.it, uno dei più importanti portali italiani, di proprietà del gruppo Wind e con migliaia di account registrati, ha rinnovato il suo servizio di posta elettronica. Da qualche ora, infatti, nella home di Libero è possibile scegliere, facendo il login, se utilizzare la Webmail tradizionale (che ormai era diventata abbastanza vecchiotta e obsoleta) oppure se scegliere la nuova Webmail.

Ed è proprio della nuova Webmail che vogliamo parlare oggi. Graficamente più bella, occupa tutta la finestra del browser (ma si auto-riduce quando ridimensioniamo la finestra) e sembra, almeno a prima vista, molto simile alla nuova Yahoo! Mail.

Ciò che notiamo subito è la semplicità d’uso: i comandi sono tutti immediatamente visibili, e le scritte delle azioni principali (scrivi posta, cancella, inoltra, rispondi, etc) sono molto grandi e immediatamente riconoscibili. La visualizzazione è quella classica a tre pannelli stile Outlook, e il caricamento delle mail risulta abbastanza veloce.

Presente anche una casella per lo spam (utissima la funzione di svuotamento di tutta la cartella, senza guardare i messaggi che ci sono all’interno). Tra le opzioni, anche la possibilità di utilizzare account multipli e quella di leggere la posta su un Blackberry.

Unica pecca: l’utilizzo appare ancora un po’ macchinoso: il sistema, infatti, chiede conferma per diverse operazioni, tra cui la cancellazione di un messaggio e l’uscita dal servizio di posta. Tra l’altro abbiamo trovato un po’ macchinosa anche la gestione degli allegati: mentre prima le immagini si aprivano subito, ora ci viene imposto di scaricarle (ma è solo questione di abitudine).

Complimenti dunque allo staff di Libero, che finalmente ha aggiornato la Webmail, portandola a tutti gli effetti ai tempi del Web 2.0.