“Vendo la mia vita su eBay”

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un simpatico uomo australiano ha messo all’asta su internet tutta la propria vita, dalla casa alla moto al posto di lavoro, persino le mutande leopardate. Peccato che alla fine il prezzo dell’asta…

Era iniziata nel migliore dei modi l’avventura di Ian Usher, quarantaquattrenne australiano di Perth, che per la voglia di mollare tutto e di calarsi in toto nella vita di un’altra persona ha deciso di vendere in blocco al miglior offerente casa, automobile, moto, barca, vestiti, amici e persino il posto di lavoro in un negozio di tappeti. Dove? Su eBay. A partire da un dollaro.

La decisione era maturata già a marzo, quando Ian era stato improvvisamente piantato dalla moglie Laura (da lui definita “la migliore ragazza del mondo”): ecco perché questo taglio netto sul passato. “La mia vita qui a Perth – ha spiegato l’uomo – è fantastica, ma voglio chiudere e incominciare daccapo altrove. Per questo vendo tutto, dal contenuto del mio guardaroba al bollitore, dai coltelli all’automobile”. La decisione di vendere l’intero “set” della sua vita, ha detto ai tanti cronisti che lo hanno intervistato, gli sembrava più spedita e pratica della vendita a spizzichi e bocconi. Per la serie: se dobbiamo toglierci il dente, togliamocelo subito.

L’asta è stata decisamente molto conveniente: Usher, infatti, risiedeva in un’ariosa villetta con tre camere da letto a circa mezz’ora di treno da Perth (città sempre assolata e con un ottimo clima); aveva un’automobile Mazda, una potente moto Kawasaki, attrezzature per surfing e diving e un grande televisore a schermo piatto.

Le offerte sono arrivate per la maggior pare dell’Australia, ma anche dal resto del mondo, Gran Bretagna in testa. Purtroppo l’asta non è andata a finire come si sperava: degli almeno 320mila euro previsti, l’uomo ne ha guadagnati soltanto 241mila, prezzo che non va a coprire nemmeno il costo della sola casa.

“Sono abbastanza dispiaciuto di come sono andate le cose – ha ammesso Usher visibilmente provato per un affare che sicuramente non va a suo vantaggio – ma ho deciso comunque di partire, anche se mi aspettavo di avere in tasca molti più soldi”. L’uomo inizialmente si era dichiarato molto sorpreso dall’attenzione mediatica ricevuta.

Il fantasma di eBay

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un fantasma si aggirava, fino a qualche giorno fa, sul sito di aste online eBay. Poi è sparito. Perché? Perché è stato acquistato da un (incauto) acquirente

Su eBay, spesso se ne parla anche in Tv e sui giornali, oltre a cellulari, fotocamere e vestiti alla moda si trovano ogni tanto degli oggetti in vendita molto, molto particolari. Qualche giorno fa (l’inserzione non è più visibile sul sito di aste online, in quanto è scaduta ed è terminata con l’acquisto da parte dell’acquirente) è stata venduta per la modica cifra di 3.400 euro l’immagine di un fantasma.

Sì, avete capito bene. “Questa è una fotografia vera di una bambina che gioca sul pavimento di casa”, si leggeva nell’inserzione. “Accanto a lei una vecchia sedia di vimini, un tappeto decorato sul pavimento e, a sinistra un fantasma”. Se il fantasma sia vero o no ovviamente è difficile da sapere, ma in molti (incluso alcuni esperti del settore) sono accorsi si sono litigati l’oggetto a suon di puntate da centinaia di euro perché, essendo la foto d’inizio Novecento, si crede che difficilmente possa essere stata ritoccata.

L’immagine del fantasma, come vedete anche qui sotto nell’ingrandimento, assomiglia molto a quella di un altro bambino seduto sul pavimento. Terrificante, vero?

eBay dovrà pagare 20mila euro di risarcimento alla Hermes. Un pericoloso precedente, che pone la società d’aste a rischio chiusura!

Ancora problemi per eBay, che per l’ennesima volta si trova a dover pagare una multa per il comportamento scorretto dei propri utenti. Questa volta siamo in Francia: un tribunale d’oltralpe ha infatti obbligato il popolare servizio di aste online a pagare ben 20mila euro di multa alla Hermes, famosa società di prodotti di lusso.

Motivo? eBay avrebbe permesso la vendita, sul suo sito appunto, di tre borse contraffatte. Si tratta di una delle prime volte (e la primissima in Francia) in cui un giudice designa eBay come principale responsabile di una vendita fraudolenta tra due propri utenti. Numerose volte eBay è intervenuta per eliminare dal proprio sito prodotti contraffatti o di cui è vietata la vendita, ma si è sempre battuta per far prevalere il principio che devono essere le diverse aziende produttrici a indicare quali sono i prodotti contraffatti e quali gli originali.

eBay, si legge nella sentenza, è stata condannata per aver fatto da tramite a una “vendita di borse con la griffe Hermes su eBay.fr, avendo fallito a prevenire con le proprie forze la vendita di materiale d’imitazione e contraffatto di aziende francesi“. Nella propria difesa, tra l’altro, la società di aste ha spiegato che il suo programma “VeRO” (Verified Rights Owner) è stato progettato appositamente per rendere semplice la denuncia di abusi daparte delle aziende produttrici a eBay. Ma Hermes, a quanto si apprende, non se ne sarebbe avvalsa, passando direttamente alla denuncia.

La multa, dunque, è stata comminata sia a eBay sia alla donna che aveva messo in vendita la borsa (non sappiamo se qualcuno aveva fatto offerte per l’oggetto, ma comunque non è stato incriminato). Altre azioni legali, in questi mesi, stanno andando avanti nei confronti di eBay da parte di altre aziende francesi: Louis Vuitton, Dior Couture e l’Oreal per un totale di oltre 40 milioni di euro di richiesta danni. Vedremo come andrà a finire. Certo, accusare eBay di favorire la vendita di prodotti contraffatti mi sembra abbastanza esagerato: che ne pensate? A mio avviso, se queste aziende continuassero a vincere tutte le cause, allora eBay presto sarebbe costretta alla chiusura.

Siti porno e guerra nucleare

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un marito geloso ha messo all’asta la moglie, mentre un uomo ha viaggiato in aereo seduto sul water. E in questo numero ci occupiamo anche di storia del Novecento

TRE ORE DI PORNO AL GIORNO DAL COMPUTER DELL’UFFICIO: SOSPESO
Un cinquantasettentte dipendente comunale di Kinokawa, nel Giappone occidentale, è stato sospeso dal lavoro dopo che alcuni responsabili della sicurezza del suo ufficio hanno scoperto che l’uomo usava navigare su siti porno, dall’ufficio, per circa tre ore al giorno. La navigazione erotica avveniva praticamente ogni giorno da almeno otto mesi, e gli addetti alla sicurezza se ne sono accorti perché, navigando in questi siti di dubbia provenienza, la rete cittadina era stata infettata con numerosi virus informatici. L’uomo non ha potuto far altro che scusarsi pubblicamente. Addirittura, quando si è sparsa la notizia molti cittadini hanno spiegato che la sospensione dal lavoro era stata una punizione eccessivamente elastica per l’uomo, che avrebbe meritato il licenziamento e la denuncia.

IN CASO DI ATTACCO NUCLEARE IL TÈ POTREBBE SCARSEGGIARE
Lo Stivale Bucato si occupa anche di storia. E così oggi vi riportiamo un’interessante scoperta. Secondo alcuni documenti del governo inglese da qualche giorno non più considerati segreti, subito dopo la seconda guerra mondiale i politici e gli strateghi militari erano molto preoccupati per un eventuale attacco nucleare. Non per le radiazioni, ma per il fatto che il tè potesse scarseggiare. Si legge in un documento riservato stilato tra il 1954 e il 1956, infatti, che in caso di attacco con bombe all’idrogeno “si perderebbe all’istante il 75 per cento del tè del paese. Con i sostanziali ritardi nelle importazioni che ne deriverebbero e senza un sistema di razionamento, non potrebbero essere assicurati nemmeno 28 grammi di tè a settimana a persona. Al momento non è stata trovata alcuna soluzione soddisfacente”. La mancanza di tè, insomma, era vista dagli inglesi
come un vero e proprio problema, equiparabile a quello delle radiazioni.

MARITO GELOSO METTE ALL’ASTA MOGLIE SU EBAY
Mai fare arrabbiare un marito tecnologico! Un uomo inglese molto geloso si è vendicato in un modo piuttosto originale della moglie, che riteneva intrattenesse una relazione extraconiugale: ha messo in vendita la consorte su eBay, il popolare sito di aste online. Paul Osborn, 44 anni, ha buttato la moglie Sharon fuori di casa, e ha messo una sua foto, con tanto di annuncio, sul sito internet. Risultato: dopo qualche giorno l’asta era arrivata a oltre 630mila euro. Titolo dell’asta: “Offro un rifiuto di moglie traditrice e adultera”; troppo difficile, soprattutto per scapoloni e “sfigati”, non partecipare all’asta, che avrebbe dato loro la possibilità di acquistare una donna. Realizzato però a fronte di una grossa somma di denaro avrebbe davvero potuto perdere la moglie, l’uomo ha deciso dopo qualche giorno di togliere l’annuncio. “L’ho messo in un momento di rabbia, ma poi l’ho tolto perché ho capito che non era una cosa giusta da fare”, ha dichiarato.

UN VIAGGIO IN AEREO MOLTO… COMODO
Un newyorkese ha denunciato la compagnia aerea jetBlue, chiedendo un risarcimento danni di due milioni di dollari, per avergli negato il posto che in teoria gli spettava a bordo di un volo tra San Diego e New York, facendolo invece accomodare per tutto il tempo sul water. L’uomo, Gokhan Mutlu, era riuscito a imbarcarsi anche se il volo era in overbooking. Una volta salito sull’aeromobile, un’assistente di volo, realizzato che sull’aereo non c’erano più posti, gli ha ceduto il suo strapuntino (si tratta di una sedia “volante” al fianco del portellone dell’aeromobile, solitamente destinata esclusivamente alle hostess). Poco dopo l’inizio del volo, però, l’assistente di volo si è sentita poco bene, e il pilota ha obbligato l’uomo ad alzarsi e ad “accomodarsi” nella toilette per tutto il resto del viaggio. Tra l’altro sembra anche che il pilota si sia parecchio innervosito alla riluttanza di Mutlu. L’uomo ha dichiarato che durante il volo ci sono state diverse turbolenze, e che stare seduto su un water senza cinture di sicurezza non era il massimo del comfort.

UOMO CHIEDE DI CAMBIARE NOME IN “IN GOD WE TRUST”
A volte sarebbe interessante intervistare gli addetti all’anagrafe dei vari comuni italiani: potrebbero raccontare davvero delle belle curiosità. La notizia di cui parliamo oggi arriva dall’Illinois, dove un uomo di 57 anni, Steve Kreuscher, ha chiesto a un giudice il permesso per cambiare nome in “In God we trust”, “Noi crediamo in Dio”. La decisione, ha spiegato l’uomo, starebbe a simboleggiare l’aiuto che Dio gli ha dato durante un periodo molto difficile della sua vita. Una frase che, tra l’altro, è presente sopra alcune banconote americane, e che l’uomo vorrebbe inserire nel proprio nome “per paura che gli atei la cancellino dalla tradizione comune, proprio come accaduto allo stemma cittadino, dove è stata cancellata la frase ‘Dio regna’”. La corte non si è ancora espressa in merito.

eBay, gli italiani comprano sempre di più dagli Stati Uniti (ma sempre di più, dagli Stati Uniti non si spedisce in Italia)

→ D@di per Geekissimo.com

Sembra davvero un controsenso, ma c’è poco da scherzare. Gli italiani che frequentano eBay acquistano sempre di più da venditori presenti negli Stati Uniti, anche se i venditori d’oltreoceano si fidano sempre meno delle nostre Poste, tant’è che molti vendono i propri oggetti con la clausola “non inviamo in Italia”. Partiamo dai dati, innanzitutto. Secondo eBay, nei primi tre mesi dell’anno gli italiani hanno acquistato dagli Stati Uniti quasi 700mila oggetti, con una crescita del 18 per cento rispetto allo scorso anno.

Gli italiani dagli Usa acquistano soprattutto attrezzature sportive (+63 per cento), accessori e ricambi per autovetture (+56 per cento) seguiti da strumenti e forniture per ufficio e fotografia (+47 e +44 per cento). Va bene anche il settore degli strumenti musicali, con il 42 per cento in più. Per quanto riguarda la spesa, i quasi 150mila italiani che hanno acquistato tramite eBay oggetti dagli Stati Uniti, sempre tra gennaio e marzo del 2008, hanno speso in media 56 dollari (l’equivalente di circa 36 euro) per ogni acquisto. Ma andiamo a vedere, invece, le note negative.

Come ha dimostrato un’inchiesta di Repubblica la scorsa settimana, “siamo considerati la pecora nera mondiale del commercio elettronico” a causa del nostro sistema postale. La clausola “non spediamo in Italia” sarebbe presente su oltre 37mila inserzioni; tantissime, se comparate a quelle che non spediscono in Francia (3mila), Spagna (700) e Inghilterra (”quasi nessuna”). E addirittura, secondo alcuni utenti il tasso di insuccesso (cioè, il numero di oggetti che effettivamente non arrivano a destinazione) sarebbe quasi pari al cinquanta per cento.

Insomma: come sempre non ci facciamo una bella figura in campo internazionale, e ancora una volta per colpa del nostro carente sistema postale. E a fronte di migliaia di oggetti acquistati ogni mese, poi ci dobbiamo sentir dire che gli altri non si fidano di noi. Che ne pensate? Vi siete mai imbattuti in situazioni del genere? E come vi siete comportati? Avete cercato di convincere il venditore, o non c’è stato nulla da fare?

Germania, bimbo in vendita su eBay

→ D@di per Downloadblog.it

La storia che vi raccontiamo oggi ha decisamente dell’incredibile, e speriamo – una volta che arriverà ai grandi media – che non sia come al solito l’oportunità per parlare male di internet e delle sue potenzialità.

Una coppia di giovani genitori tedeschi è stata denunciata (e ha perso l’affidamento del proprio bambino, di sette mesi) per aver messo un annuncio su eBay, nel quale offrivano al miglior offerente il proprio bambino, appunto. Base d’asta, un euro.

Secondo quanto ha riferito il portavoce della polizia della città bavarese di Krumbach, una volta scoperta la terribile asta, il bambino è stato immediatamente affidato ai servizi sociali, anche se la mamma, 23 anni, continua a spiegare che si trattava “solo” di uno scherzo. Le autorità hanno anche aperto un’inchiesta, contro la madre e il padre (anche lui molto giovane, 24 anni), per capire se dietro ci fosse addirittura anche un traffico di neonati.

L’annuncio su eBay recitava più o meno così: “Offriamo in vendita il nostro nuovo bambino, perché è diventato troppo chiassoso. È un maschietto lungo 70 centimetri e può essere utilizzato in una culla o su un passeggino”.

Unica consolazione: nelle quasi tre ore in cui il bimbo è stato (virtualmente) all’asta, nessuno ha fatto offerte; anzi, alcuni utenti hanno dichiarato di aver avvertito le autorità.

eBay potrebbe vendere Skype?

→ D@di per Downloadblog.it

eBay starebbe iniziando a considerare la vendita della sua sussidiaria Skype. L’annuncio non è ovviamente ufficiale, ma le voci si stanno rincorrendo in questi giorni grazie anche a uno scoop del Financial Times.

La vendita potrebbe arrivare già alla fine dell’anno se la società continuerà a fallire nel cercare di utilizzare il servizio di telefonia via internet per supportare il suo core business, quello dell’e-commerce. eBay aveva acquistato Skype per 3,1 miliardi di dollari, ma secondo alcuni analisti il valore del servizio di telefonia sarebbe attualmente di “soli” 1,4 miliardi.

L’acquisto era stato fatto perché si pensava Skype potesse aiutare venditori e compratori di eBay a comunicare più facilmente e a introdurre nuovi modelli di business come ad esempio il “click-to-call”. Le aspettative, però, al momento sono state disattese, anche se Skype è comunque il sistema di telefonia sul Web più utilizzato al mondo.

Durante il secondo semestre di quest’anno eBay testerà le sinergie di Skype: se saranno forti, il servizio verrà mantenuto, altrimenti verrà venduto. Il servizio di telefonia ha raggiunto oltre 309 milioni di utenti, con un incremento di 33 milioni nei primi tre mesi del 2008.

La maggior parte degli utenti utilizza le chiamate gratuite, anche se i servizi extra a pagamento hanno fruttato oltre 126 milioni di dollari solo nei primi tre mesi dell’anno (+61 per cento in più rispetto al 2007).

Skype, dunque, si è rivelato come un business a sé difficilmente integrabile in quello dell’e-commerce. Vedremo, dunque, come andrà a finire: del resto, mancano solo otto mesi. Qualcuno è interessato all’acquisto?

eBay cambia la politica sui download digitali

→ D@di per Geekissimo.com

Cambia la politica di eBay nei confronti della vendita di beni digitali. Per beni digitali s’intendono tutti quei beni che possono essere scambiati da computer a computer e che non possiamo effettivamente toccare con mano (ad esempio, una licenza di uso di un software o un file musicale mp3, tanto per intenderci). Invece di scambiarsi questi beni tramite normali aste, da ora in poi bisognerà utilizzare la formula “30-day classified ads” (annunci pubblicitari di trenta giorni) dal costo di 9,95 dollari.

La novità, annunciata nel blog di eBay, è stata decisa per evitare che venditori aumentino artificialmente il proprio feedback vendendo migliaia di identici file musicali per magari pochi centesimi. In questo caso, invece, nella categoria degli annunci non è prevista alcuna sorta di feedback. In effetti, i download digitali non hanno costi di consegna, e una volta prodotti si possono rivendere infinite volte, dando quindi la possibilità al venditore di “fregare” il sistema dei feedback in un modo praticamente legale.

Attualmente, dunque, sarà possibile continuare a vendere beni digitali solamente se inseriti all’interno di un cd o di una pennetta Usb. Se, invece, si darà la possibilità all’acquirente di scaricare il bene che gli vogliamo vendere, allora si sarà fuori dalle nuove regole di eBay. Al momento ci sono ancora numerose aste di questo tipo in corso, e probabilmente ci vorrà qualche giorno affinché la nuova regola abbia effetto.

Probabilmente la sezione degli annunci economici non è la migliore per vendere i beni digitali, e magari eBay avrebbe dovuto pensare a una sezione apposita. Penso, inoltre, (ma – lo dico subito – non ho in mente alcuna soluzione) che non è nemmeno giusto che persone “per bene” che vogliano vendere beni digitali una sola volta non debbano ottenere alcun feedback per i loro sforzi. Che ne dite? A voi è mai capitato di comprare o vendere beni del genere? E come vi siete trovati?

eBay, arrestato un famoso truffatore italiano. E tu, come ti difendi?

→ D@di per Geekissimo.com

Come in tutte le “piazze” che si rispettino, anche su eBay iniziano a diffondersi i grandi truffatori. Coloro, cioè, che cercano di inflazionare il prezzo degli oggetti in vendita oppure, ancora peggio, mettono in piedi in pochi giorni vere e proprie “macchine mangia soldi” di oggetti, proposti a prezzi molto vantaggiosi, che vengono pagati dagli acquirenti ma non vengono – ovviamente – mai spediti dai venditori.

A volte la tecnica funziona; altre volte, come nel caso di cui vi parlo oggi, il truffatore viene invece identificato ed arrestato (anche perché, operando su internet, tutte le attività economiche lecite e illecite sono facilmente rintracciabili e tracciabili). La notizia di oggi, dicevo, riguarda un famoso Dj milanese di 37 anni (di cui non riveliamo, in ogni caso, né le iniziali del nome né il nick con cui è conosciuto su internet per ragioni di privacy), colpevole di offrire a prezzi molto vantaggiosi strumenti musicali, biglietti per spettacoli teatrali, per concerti di artisti famosi e partite di calcio.

Il Dj incassava i soldi ma la merce, ovviamente, non arrivava mai ai compratori. Il truffatore è stato arrestato ieri dalla Polizia postale. Le indagini erano iniziate dopo l’arrivo di un centinaio di querele presentate da acquirenti che non avevano ricevuto il prodotto pagato. Secondo gli investigatori, l’ammontare complessivo della truffa si aggirerebbe intorno ai 50mila euro. Le persone truffate sarebbero 73 a Milano e un centinaio nel resto d’Italia. Secondo la polizia, l’attività di truffa andava avanti da circa due anni.

In realtà su eBay e siti simili, pur essendo i movimenti degli utenti facilmente tracciabili, sono sempre di più coloro che tentano in pochi giorni di aprire un’attività illecita, ricevere soldi e poi sparire, sperando nel “delitto perfetto”. Allora, come comportarsi? I consigli sono sempre gli stessi: fare attenzione alle offerte eccessivamente convenienti e agli utenti con feedback negativo. E voi, quali altri accorgimenti mettete in atto prima di fare acquisti nei siti delle aste online?

Odio e amore su Wikipedia e eBay. Una storia vera

→ D@di per Geekissimo.com

Quella che vi racconto oggi è una storia (vera) che ha come protagonisti Rachel Marsden, commentatrice e blogger canadese, e Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia. La loro storia d’amore è finita proprio su internet con due colpi di scena che né l’uno né l’altra si aspettavano. A scatenare la polemica è stato Jimmy, che qualche giorno fa ha “editato” la propria voce su Wikipedia aggiungendo una postilla: “Non sono più legato a miss Marsden”.

Peccato, però, che lei abbia dovuto scoprire che la loro storia d’amore era finita… proprio su Wikipedia. E così, per vendicarsi, ha deciso di mettere in vendita online su eBay la maglietta e il maglione che l’uomo indossava durante la loro ultima notte d’amore. “Ciao, il mio nome è Rachel – si legge nella descrizione degli oggetti in vedita su eBay – e il mio ex-ragazzo, il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, mi ha appena lasciato con un annuncio sulla sua enciclopedia. Si è trattato di una mossa talmente classista che ho voluto fare anch’io qualcosa di simile, per questo vendo alcuni dei vestiti che ha lasciato nel mio appartamento di New York”.

“Entrambi questi vestiti – continua – sono stati lavati due volte con un sapone molto forte. Altrimenti non sarebbero stati in condizione di poter essere venduti”. Ma Rachel non si è fermata: ha mandato una trascrizione delle loro appassionate conversazioni ad alcuni blog specializzati in nuove tecnologie, chiedendo, tra l’altro, se Wales non avesse violato i principi di Wikipedia, secondo cui i contenuti devono essere scritti da un punto di vista neutrale e non possono contenere elementi che costituiscono narrativa romanzata o interpretazione storica.

Tra l’altro la signorina Rachel ha voluto aggiungere anche un tocco di “pepe” in più al proprio annuncio su eBay, specificando di non essere riuscita a togliere dalla maglietta “due macchie bianche, una sulla manica e un’altra sul retro”… Non sappiamo come andrà a finire la questione, sappiamo solo che il loro breve rapporto è finito dov’era iniziato: sulla rete. E sappiamo anche che, al momento in cui scriviamo, la maglietta è arrivata, all’asta, a una cifra di 2.125 dollari, mentre il maglione è quasi a 900. Una storia, dunque, incredibile, tanto più che riguarda una tra le figure più celebri del Web 2.0.

In vendita su eBay due pezzi del tempio di Ercole di Agrigento

→ D@di per Downloadblog.it

Sindaci e amministratori del Parco Valle dei Templi di Agrigento sono in subbuglio per la notizia che su ieri su eBay sono apparsi, per la vendita all’asta, due pezzi del tempio di Ercole.

Inseriti da un utente registrato in California, i due pezzi (rispettivamente della grandezza di 9,3 x 6,4 cm e 6,4 x 6,3 cm) partivano da una base d’asta di 99 centesimi, più sette euro di spese di spedizione. I pezzi sarebbero stati trafugati dal sito archeologico nel 2000.

“Non credo si tratti di pezzi autentici staccati dal tempio di Ercole, penso piuttosto a una bufala”, ha spiegato, minimizzando, il direttore dell’ente Parco Valle dei Templi, Pietro Meli. “Abbiamo avviato una serie di accertamenti – ha aggiunto – per capire se possa esserci stato un atto di vandalismo, o se si tratta di sottrazione di beni archeologici. Controllare un’area vastissima come quella della Valle dei Templi è praticamente impossibile”.

In attesa che si risolva la questione, considerando le dimensioni dei pezzi in vendita mi viene un atroce dubbio: ma non è che si tratta solo di piccole pietre senza ormai alcun valore, prese nell’area del tempio e spacciate come originali?

Il computer venduto su eBay con i dati segreti di un ministero Gb

→ D@di per Geekissimo.com

Vi è mai capitato di aprire un pacco acquistato su eBay e trovarvi dentro strane sorprese o oggetti particolari? Un tecnico informatico di Manchester, in Gran Bretagna, stava riparando un computer portatile quando ha trovato, nascosto all’interno dello stesso, un cd con dei dati ultra-riservati provenienti dal ministero dell’Interno. Il laptop, inizialmente di proprietà dello stesso ministero, era stato poi messo in vendita su eBay e acquistato da un ignaro cittadino.

Il cd, in particolare, era nascosto tra la tastiera e la piastra dei circuiti. Il tecnico ha chiamato subito la polizia, che è intervenuta insieme (addirittura!) ad agenti dell’antiterrorismo, proprio a spiegare come in quel cd fossero contenuti dati davvero molto molto importanti. Si tratta a dir la verità, solo dell’ultimo episodio di una lunga lista di smarrimenti imbarazzanti di materiale riservato che hanno interessato il governo britannico.

Solo nel novembre scorso, il cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling aveva ammesso che era stato smarrito un altro cd con i dati personali di oltre 25 milioni di cittadini. Il mese successivo, poi, il ministero dell’Ambiente rivelò che due computer che contenevano i nomi e gli indirizzi di settemila automobilisti in Irlanda del Nord erano andati persi. E sempre a dicembre, il ministro dei Trasporti Ruth Kelly si scusò pubblicamente perché un’azienda americana aveva perso i dati di tre milioni di neopatentati.

Pensate sia finita qua? Proprio no: poi è stata la volta dell’ufficio delle Tasse, che ha perso la memoria di un pc contenente nomi, codici postali e codici fiscali di 6.500 clienti; poi, nove aziende sanitarie hanno ammesso di aver perso informazioni sui propri pazienti, in un numero stimato attorno ai 168mila. La storia, questa volta, è andata a buon fine, con il tecnico che ha subito chiamato la polizia e il caso si è risolto in qualche settimana. Ma nella maggior parte dei casi, purtroppo, i dati personali non vengono recuperati e vanno a finire nelle mani di chissà chi. Intanto vi ripropongo la domanda che facevo all’inizio: vi è mai capitato di ricevere un pacco da eBay con qualche “sorpresa”, positiva o negativa?

Le reliquie di San Vincenzo, la spazzatura di Napoli e i vostri acquisti più “pazzi” su eBay

→ D@di per Geekissimo.com

Avete mai acquistato un oggetto particolarmente strano su eBay? La domanda potrebbe sembrare abbastanza banale, ma leggendo certe notizie probabilmente non lo è. L’Osservatorio di Telefono Antiplagio ha infatti denunciato al Vaticano il grosso commercio (illegale, ovviamente) di tutta una serie di reliquie dei santi (dalle ciocche di capelli di Santa Teresa di Gesù Bambino a un brandello della tunica di Santa Rita da Cascia, da un frammento osseo di Padre Pio al “Kit Sant’Ignazio”).

Non stiamo parlando di “falsi” (che pure ce ne sono tanti), ma di un vero giro d’affari illegale di reliquie trafugate da chiese sperdute, tombe o siti archeologici. I vertici di eBay assicurano di essere a conoscenza del problema e di aver allestito “una task-force di esperti per bloccare questo commercio”. Anche se, almeno questa mattina, scrivendo “reliquie” nel campo di ricerca si continua a trovare davvero di tutto.

Ovviamente non sono solo le reliquie ad essere oggetti molto gettonati su eBay. Che dire della spazzatura napoletana, messa in vendita da un “buontempone” per portare nel mondo intero (come se ce ne fosse bisogno) il problema rifiuti in Campania? E che dire – ancora – di quelli che vendono bottiglie con l’aria di Roma o di Venezia, o di quelli che scrivono su un foglietto di donare la propria anima in cambio di quache Euro?

Tutti oggetti che apparentemente nessuno comprerebbe. E invece vengono comprati, e come!. Per questo arrivo alla mia domanda: avete mai comprato oggetti molto particolari su eBay o su altri siti di compravendita online? E quali sono gli oggetti più strani nei quali vi siete imbattuti? Fatemi sapere nei commenti che poi stiliamo una bella classifica delle migliori stranezze. Intanto mi vado a ordinare un bel “Kit Sant’Ignazio”.

Problemi di sicurezza per Skype su Windows

→ D@di per Downloadblog.it

Ancora problemi di sicurezza per Skype. Ma questa volta la colpa non è tutta del grande servizio di telefonia di proprietà di eBay, ma sarebbe da addebitare anche a Microsoft, e in particolare al browser Internet Explorer.

Secondo Aviv Raff, ricercatore specializzato in sicurezza informatica, un errore di comunicazione tra Skype ed Explorer rischia infatti di mettere in ginocchio numerosi computer in tutto il mondo. Il problema sarebbe da attribuire al modo in cui Skype utilizza Ie per leggere il linguaggio Html: Internet Explorer, in quel caso, viene utilizzato con le impostazioni di sicurezza del tipo “Local zone”, che sono le meno strette.

In questo modo, chi vuole far partire un attacco ci riesce in poco tempo, senza farsene accorgere dall’utente e magari installando in background dialer o spyware: se le maglie della sicurezza sono molto “larghe”, infatti, è possibile leggere e scrivere file anche sui dischi rigidi degli utenti.

Questo tipo di attacco coinvolge le versioni di Skype fino alla 3.6.0.244 (l’ultimissima, rilasciata il 12 dicembre scorso).

Calcolare facilmente costi e commissioni di PayPal

→ D@di per Downloadblog.it

Siete dei top-seller eBay o utilizzate spesso PayPal per scambiare denaro su internet? Esiste un servizio Web molto intuitivo, chiamato PayPal Fee Calculator, che permette di calcolare di quanto sarà la commissione che PayPal addebiterà ai nostri pagamenti.

L’utilizzo è molto semplice: basta specificare innanzitutto la moneta dello scambio e il luogo di partenza e di destinazione della transazione. Dopodiché sarà possibile calcolare le tasse che PayPal applicherà alla nostra transazione.

In questo modo sarà semplicissimo (il servizio lo fa da solo) calcolare i nostri ricavi netti o, al contrario, calcolare quanto richidere in modo da ottenere, alla fine della transazione, una determinata cifra.

Il servizio offre anche un cambiavalute, e non è tutto.

È possibile, infatti, attraverso altri siti simili scoprire quanto spendiamo nel mettere un annuncio su eBay (con l’eBay Fee Calculator) o le commissioni che ci vengono applicate quando compriamo su Amazon (con l’Amazon Fee Calculator).