Un cuore che gronda sangue

Si salvi chi può. In 17 anni di governo Silvio Berlusconi ha annunciato più volte il taglio delle tasse. Ma adesso, dopo anni di spese e immobilismo e dopo aver giurato che la crisi non avrebbe toccato il Belpaese, il Governo è stato costretto a un’ennesima manovra anti-crisi “lacrime&sangue” di ben 45,5 miliardi di euro. Mi ha particolarmente colpito l’editoriale di oggi di Massimo Gramellini sulla Stampa, un vero e proprio must.

In Italia è boom per i gruppi d’acquisto online: “Si risparmia fino al 70%”

Gli utenti di siti come Groupon o Living Social, che permettono di ottenere forti sconti su beni e servizi, sono aumentati del 500% in un anno. Ma la sfida parte adesso, con l’ingresso nel mercato di Google e Microsoft

 

di DANIELE SEMERARO

19 euro invece che 100 per una seduta in una beauty farm, 10 euro al ristorante per una cena che ne vale 30, 9 euro invece che 49 per shampoo, taglio e messa in piega. Sono solo alcune delle offerte presenti ogni giorno su siti come Groupon e Living Social, leader nel settore del risparmio online che permettono di pagare beni e servizi anche fino al 70 per cento in meno. Ebbene, i risparmiatori più accorti e “tecnologicamente avanzati” – e tra questi figurano proprio gli italiani – saranno felici di sapere che si stanno affacciando sul mercato due grossi competitor con progetti differenti: Google e Microsoft.

“Big G” avrebbe deciso di mettersi in proprio dopo aver tentato inutilmente di acquistare Groupon per 4,4 miliardi di euro. Così nei prossimi mesi lancerà “Google Offers”, un sito che – secondo quanto riferito dal quotidiano online “Mashable” – “aiuterà clienti e fornitori di servizi ad incontrarsi” su internet sia tramite e-mail promozionali sia con contatti sui social network come Facebook, Twitter e Google Buzz.

Ma come funzionano questi siti? È molto semplice: gli utenti, dopo aver inserito in fase di registrazione i propri dati e compilato una scheda sui propri interessi, ricevono ogni giorno un’offerta in base alla città in cui vivono e alle categorie merceologiche per loro più rilevanti. Dopodiché hanno un arco di tempo di 24 ore per aderire ad ogni singola offerta, pagando il prezzo scontato: una volta raggiunto il numero minimo di partecipanti (deciso dall’attività commerciale), il coupon si trasforma in realtà e l’utente riceve tramite e-mail il buono sconto; se, invece, non si dovesse raggiungere il numero minimo, i soldi vengono immediatamente restituiti al cliente.

Oltre a Google, dicevamo, si affaccia sul mercato anche Microsoft, che ha lanciato “Bing Deals”, una sorta di “contenitore unico” per tutte le centinaia di offerte che arrivano quotidianamente dai diversi siti di coupon online. L’aggregatore, attivo in un primo momento negli Stati Uniti all’interno del servizio “Bing Maps”, raccoglie le proposte semplificandone l’accesso con la possibilità per gli utenti di avere a disposizione oltre 200mila offerte in più in 1.400 città.

Non è un caso che giganti del Web come Google e Microsoft abbiano deciso di investire nei “coupon online”: un po’ per la crisi, un po’ per la comodità di acquistare comodamente seduti alla scrivania, secondo gli ultimi dati forniti da comScore solo nel dicembre 2010 gli utenti di questi siti (tra cui possiamo citare anche TuangOn e Shoppy Group) sono aumentati del 500 per cento rispetto all’anno precedente, con un interesse soprattutto da parte delle donne, dei giovani e delle persone con un elevato tasso di istruzione.

In Europa al top nell’utilizzo di questi servizi ci sono proprio gli italiani, insieme a francesi e inglesi. Basti pensare che la navigazione su siti di questo tipo solo nel nostro paese è aumentata del 162 per cento: “Quello dei gruppi di acquisto – spiega Ombretta Capodaglio, marketing manager di Nielsen – è un sistema di offerta che in Italia sta riscuotendo molto successo: siti come Groupon e Grupalia hanno visto raddoppiare la propria clientela nell’ultimo anno, passando dai 3 milioni di utenti di fine 2009 agli 8,7 milioni nel dicembre 2010”.

Il leader delle offerte online Groupon al momento è valutato quasi un miliardo di euro, è attivo in 37 paesi del mondo (in Europa e in Italia opera con la controllata CityDeal) e conta più di 150 versioni cittadine negli Stati Uniti e 100 nel Vecchio Continente, con oltre 35 milioni di utenti.

Facebook uccide Myspace: Murdoch dimezza i dipendenti

MySpace in crisi taglia 500 posti di lavoro e sul mercato si affaccia l’ipotesi dell’acquisizione da parte di Google

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Un nuovo mercato all’orizzonte

L’agenzia funebre per soli gay? Un ministro dei trasporti senza patente? Un ubriaco che fa pipì sulla macchina della polizia? Il ladro sfigato di condom? Le notizie più incredibili ma vere dal mondo

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Più tasse per tutti

Un esempio su tutti che denota l’enorme pantano e l’enorme difficoltà (soprattutto comunicativa) in cui si trova la Sinistra oggi? Il fatto di non essere mai riuscita a sfatare il mito che la destra abbassa le tasse mentre i democratici le alzano. In realtà, complice anche la ridicola lotta all’evasione, negli ultimi anni le tasse sono aumentate, e non di poco.

Eppure non dovrebbe essere così difficile comunicare le tante magagne e le tante bugie dei vari governi Berlusconi, soprattutto partendo da elementi così concreti e sotto gli occhi di tutti!

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Gli italiani e il Crocifisso

Dopo alcuni giorni fuori città lontano dalle notizie dell’ultim’ora, dalla spicciola polemica politica e dall’aggiornamento continuo delle notizie tipici di una giornata per me normale torno e trovo (ieri mattina, 4 novembre) che l’attenzione mediatica è tutta spostata verso la decisione della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha accolto l’istanza di un genitore italiano contro il Crocifisso nelle aule scolastiche. E vedo – come sempre in questi casi – la grande crociata della Chiesa italiana (giustamente, è il suo “lavoro”) ma anche di politici dei più diversi schieramenti contro l’Unione Europea. Tutti – anche quei politici che vanno a donnine o che bestemmiano tutto il giorno e non vanno mai a Messa – a difendere il Crocifisso, uno dei valori fondanti del nostro Paese e della nostra cultura.

D’accordissimo col fatto che il Crocifisso sia un simbolo importante per il nostro Paese. Ma perché tanto scalpore, perché ha così tanta importanza? Non ha molta più importanza il fatto che le generazioni di bambini e ragazzini che il nostro Paese sta tirando su a forza di X Factor e Grande Fratello siano sempre più povere culturalmente? Quanti politici pensano che i ragazzini a scuola guardino in continuazione il Crocifisso? Per molti – a cui non viene spiegato il significato – è solo una decorazione, e poco altro. E allora perché non pensare di eliminare l’ora di religione – che francamente non serve assolutamente a niente – e inserire invece un’ora di studio delle religioni?

Ho frequentato la Lumsa, e ricordo con molto piacere che tra i quattro esami obbligatori di Teologia ce n’era uno (il primo) in cui venivano illustrate tutte le religioni e le varie differenze tra di esse. L’ho trovato un esame molto molto interessante che mi ha dato le basi per iniziare a capire le altre culture e le altre religioni, e quindi a rispettarle. Tra l’altro, guardandola da un altro punto di vista: perché obbligare i bambini “stranieri” (ma spesso del tutto italiani) di altre religioni ad adeguarsi a noi?

Allora, a mio sommesso avviso, l’ora di religione potrebbe essere sostituita con un’ora di studio della società. Studio delle religioni, studio della Costituzione, studio della legalità, studio – insomma – del buonsenso e del modo di comportarsi e di stare al mondo. E poi un ultimo consiglio (non richiesto, è chiaro) alla nostra classe politica, sempre più lontana dai bisogni veri della gente. Parlate di come uscire dalla crisi che ha lasciato sul marciapiede tanti giovani bravi e preparati. Affrontate i problemi della società e delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Affrontate il problema dei tanti ragazzi che scappano e vanno a lavorare all’estero. Perché questi problemi – Crocifisso o no, e lo dice un cattolico – sono sempre lì.

Uno spot del Governo sul sito di Repubblica???

Fotografato pochi minuti fa. Berlusconi e il suo Governo, che tanto hanno disprezzato “Repubblica” e i suoi giornalisti, e che hanno addirittura consigliato alle aziende di non pagare spazi pubblicitari sui media non allineati… utilizzano il sito di Repubblica – che però è il più visitato d’Italia – per una campagna a favore della lettura.

Sistemi operativi, Google sfida Microsoft e Apple

 

Il gigante del Web ha annunciato che entro la fine dell’anno metterà a disposizione degli utenti, in modo gratuito, un nuovo sistema operativo, chiamato Google Chrome Operating System. Il mio servizio per la trasmissione “IO REPORTER” di Sky Tg24 di sabato 11 luglio 2009.

Crisi, Draghi: dai mercati segnali di miglioramento. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Il mercato è migliorato molto. Parola di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial Stability Board, che nel corso di una conferenza stampa a Washington ha spiegato che “c’è una lunga lista di indicatori meno brutti del solito”. “Dire che il peggio è dietro di noi o parlare di luce in fondo al tunnel è prematuro” ha aggiunto. Al momento, dunque, non risultano inversioni di tendenza, ma solo un rallentamento del peggioramento.

Terremoto, dal Cdm in Abruzzo 8,5 miliardi per la ricostruzione. Il mio servizio per Sky Tg24


Il mio servizio dopo un minuto dall’inizio del video

 

Dal consiglio dei Ministri di oggi all’Aquila dovrebbero arrivare otto miliardi e mezzo, sette dei quali per la ricostruzione, così come previsto dal decreto “Abruzzo”, che verrà approvato nella sua versione definitiva. Le regole saranno ferree: i nomi dei fornitori, ad esempio, saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Si potranno modificare i piani regolatori e ottenere in breve tempo la valutazione di impatto ambientale. I redditi dei fabbricati distrutti non concorreranno alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpeg, Irpef e Ici fino alla loro definitiva ricostruzione.

Vacanze Pasqua, spesa media scende del 25 per cento. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Saranno quasi otto milioni e mezzo gli italiani che dormiranno almeno una notte fuori casa durante le vacanze di Pasqua. La stima è di Federalberghi, secondo cui a partire sarà quasi il 18 per cento della popolazione. Un dato decisamente superiore a quello dello scorso anno ma quest’anno un turista su quattro andrà ad alloggiare a casa di amici o parenti. Diminuirà anche la spesa media: lo scorso anno era di 387 euro, nel 2009 si attesterà attorno ai 291 euro.