Quella topolina di Minnie

Sesso, nubifragi, nanetti scomparsi, molestie sessuali a Minnie. Torna la rubrica del “Follini”

 

MOLESTA MINNIE A DISNEYWORLD, CONDANNATO NONNO
Minnie, la topina carina-carina eterna fidanzata di Topolino, al centro di molestie sessuali. Non si tratta di una versione per adulti del celebre fumetto, né l’ultima storia in edicola questa settimana. Si tratta della realtà. Un nonno sessantenne della Pennsylvania, John Moyer, è stato infatti condannato a due giorni di carcere, 180 giorni di libertà vigilata e cinquanta ore di servizi utili alla comunità per aver palpato il seno e il fondoschiena di Minnie – cioè dell’attrice che impersonificava Minnie – al Walt Disney World. In particolare, alcune fotografie ritrarrebbero l’anziano signore, in vacanza in Florida con la famiglia, in atteggiamenti equivoci nei confronti della ragazza. L’avvocato dell’uomo ha cercato di dimostrare che il signor Moyer stava solo cercando di divertirsi e che non si trattava di avance sessuali, come del resto hanno testimoniato alcune persone presenti al momento dell’accaduto. “Non si può andare in un ristorante e toccare il sedere di una cameriera, così come non si può andare in Florida e palpare uno dei personaggi di un parco a tema per bambini”, ha invece ribattuto la difesa della donna, tale Brittney McGoldrick.

 

Continua a leggere Quella topolina di Minnie

Marinai e sposine tr#ie

Scandalo in Australia per una gara di sesso su una nave militare. E mentre in Gb la polizia si lamenta, in Italia le future spose cornificano i fidanzati con ballerini cubani

 

IN THE NAVY
Dei marinai, solitamente, si dicono due cose. Che molti di loro siano omosessuali, e che un marinaio ha una donna in ogni porto. Con questa storia vera e incredibile proveniente dall’Australia proveremo a sfatare questi due miti. È scandalo nella Terra dei canguri per una gara molto particolare che si è svolta a bordo della portaerei “HMAS Success”. Il primo premio veniva dato al marinaio che riusciva a portarsi a letto il maggior numero di colleghe, anch’esse imbarcate sulla nave. Non è tutto: ogni ragazza, in base alla propria bellezza e al proprio fascino, era stata classificata, e così, ad esempio, andando a letto con la bionda della sala macchine si riuscivano ad ottenere 100 punti, con la signora delle pulizie o la cuoca della mensa invece solo 10. Ovviamente anche il luogo in cui si faceva l’amore poteva rivelarsi chiave di vittoria: il ponte principale, il tavolo da biliardo o il corridoio davanti alla cabina del comandante offrivano molte possibilità di salire in cima alla classifica; farlo in un ripostiglio, in una camerata o in bagno sicuramente ne offriva meno. La gara – che, ammettiamolo, rendeva meno noiose le lunghe gare oceaniche – è stata però scoperta dal capitano durante un viaggio al largo di Singapore. Chi vi aveva preso parte è stato riportato immediatamente a terra, e adesso sta affrontando un lungo processo.

 

CIRCONCISIONE FAI-DA-TE. COL TAGLIAUNGHIE
Quasi tutti gli uomini sanno cos’è una circoncisione; le donne invece ne sono sicuramente meno a conoscenza. Prima di raccontarvi la storia, incredibile, che riguarda quest’argomento spieghiamo velocemente di cosa si tratta. La circoncisione è una pratica chirurgica che consiste nell’asportare parte o la totalità del prepuzio del pene ed in genere anche parte o tutto il frenulo. È in genere usata in medicina per cercare di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, ma c’è anche chi senza motivo si sottopone – non stiamo parlando di chi è obbligato dalla religione, come ebrei e islamici – a circoncisione volontaria. È quello che è successo a un ragazzo di Stevenage, nella regione dell’Hertfordshire, in Gran Bretagna, che è corso all’ospedale con il pene insanguinato per aver provato ad effettuare da solo l’operazione… con l’aiuto di un tagliaunghie! “Nessun uomo dovrebbe mai provare a fare una cosa del genere – ha commentato il medico di guardia ai media locali, particolarmente interessati alla strana vicenda – perché le conseguenze possono essere molto difficili da curare, e possono andare a intaccare anche le performance sessuali del paziente”. Un esame più approfondito ha poi rivelato che l’uomo aveva nel sangue una massiccia quantità di alcol.

 

113: TRA CRICETI, TAXI E CREDITO TELEFONICO ESAURITO
Quante volte le forze di polizia si lamentano delle chiamate totalmente inutili che ricevono ai numeri di emergenza? Gattini saliti sugli alberi, porte blindate che non si aprono e che poi si aprono all’arrivo degli agenti, finte aggressioni o litigi di coppie annoiate. Sicuramente i telefonisti dei vari 113 e 112 di tutto il mondo potrebbero scrivere enciclopedie sulle chiamate più inutili e bizarre. Alcuni di loro – esauriti – si sono rivolti all’emittente britannica Sky News per denunciare l’abuso dell’utilizzo di questi servizi. La chiamata che è entrata a far parte della storia è sicuramente quella di una signora che, alzata la cornetta, ha iniziato a urlare all’impazzata. All’inizio gli agenti non riuscivano a capire cosa stesse succedendo, ed erano già preparati al peggio, pensando a un duplice omicidio o a un serial killer. E invece si trattava semplicemente del criceto. Morto, direte voi. No, assolutamente: vivo. Ma purtroppo era scappato dalla gabbia, si era lanciato dalla finestra nel giardino ed era sparito nel nulla. La donna chiedeva l’aiuto degli agenti per recuperarlo. Ma non è tutto: sembra che in Gran Bretagna le chiamate al 112 arrivino anche per nidi di api trovati nei sottotetti delle seconde case o addirittura da persone che non hanno finito il credito nei propri cellulari e non sanno come ricaricarli. Ma c’è anche chi ha chiamato il numero di emergenza per farsi passare la centrale operativa dei taxi, il più vicino pony-pizza o, è successo anche questo, il numero dell’estetista (“È un’emergenza: devo andare al mare e ho i peli sulle gambe”)!

 

UNA COSÌ BRAVA RAGAZZA
Prima di sposarsi bisogna essere sicuri al cento per cento della propria moglie. E non ingaggiare un investigatore privato due giorni prima del matrimonio. È un consiglio spassionato che vi diamo, e sarete sicuramente d’accordo con noi leggendo questa storia, incredibile, che viene da Roma. Un uomo ha fatto pedinare da un’agenzia investigativa la futura sposa ed è venuto a sapere di essere stato tradito con uno spogliarellista cubano dalla futura moglie durante la festa di addio al nubilato. Ma si trattava, evidentemente, solo della punta di un iceberg di corna. “Ci vedevamo soltanto nei fine settimana, e così dopo qualche piccola voce che mi era arrivata ho iniziato ad avere dei sospetti, e ho deciso di rivolgermi a un’agenzia privata di investigazioni specializzata in infedeltà coniugali”. Il giorno dopo, proprio all’indomani della richiesta di informazioni e due giorni prima del matrimonio, il responso dell’investigatore privato: “Tradimento consumato con spogliarellista cubano”. Con tanto di ripresa video. Risultato? Nozze disdette e richiesta di danni morali e materiali. Ma consoliamoci: lo sposino tradito avrà con sé un ottimo strumento per trastullarsi durante le sere di tristezza e malinconia: il filmino “porno” della ex-fidanzata!

 

PORTAFOGLI DOPO 63 ANNI
Come dice il nostro premier dobbiamo essere ottimisti, guardare alle buone notizie che arrivano dal mondo e cercare di essere lungimiranti. Per questo vi raccontiamo la storia di un uomo dell’Oregon, negli Stati Uniti, tale Bill Fulton. Bill, residente a Baker, è stato raggiunto da un ragazzo, neo-assunto come bidello nella scuola media del paese, che gli ha riportato il portafogli che aveva perso. Finalmente una buona notizia, direte voi, ce ne fossero di persone così. E no! Perché l’uomo aveva perso il portafogli nel 1946, cioè 63 anni fa. “Non mi ricordo di aver perso il portafogli – ha raccontato il signor Fulton – ma è passato tanto di quel tempo… probabilmente devo averlo smarrito mentre guardavo una partita di basket”. Il portafogli, ritrovato durante una sessione intensa di pulizie (quindi per 63 anni nessuno ha pulito a fondo la palestra della scuola, dobbiamo immaginare) aveva all’interno ancora la patente di guida per motocicletta e la carta d’identità dell’uomo. Quando si dice la lungimiranza!

Tra cremati e crematòri

ALEMANNO INVITA GLI ANZIANI ROMANI. A FARSI CREMARE
Incredibile ma vero, questa vicenda sta sconvolgendo gli anziani residenti a Roma e nessuno ne parla. Nelle ore di grande fermento politico della campagna elettorale per le Europee, uno scherzo molto pesante ha colpito migliaia di over-65 residenti nella Capitale, cercando così di intaccare (?) il regolare esito del voto. Un gruppo di persone con tanti soldi da buttare ha infatti deciso di spedire agli anziani romani una lettera, firmata a nome del sindaco Gianni Alemanno e del premier Silvio Berlusconi… nella quale si invitavano gli attempati lettori a farsi cremare, causa “raggiunto limite di età”. Gli anziani, dunque, erano pregati di farsi cremare, ma solo dopo aver esibito la ricevuta di avvenuto pagamento del servizio. Lo scherzo è stato bollato come “di pessimo gusto” dal portavoce di Alemanno Simone Turbolente: “Si tratta di un’azione spregevole che indegna e offende ogni senso civico e che passa qualsiasi misura”. Alemanno ha anche aggiunto di aver presentato una denuncia contro ignoti alle forze dell’ordine.

 

UOMO FERMATO ALL’AEROPORTO, NON AVEVA IMPRONTE DIGITALI
L’intelligenza umana (soprattutto quella di alcuni agenti della polizia di frontiera) non ha limiti. E così un 62enne di Singapore è stato arrestato, la scorsa settimana, con un’accusa particolarmente inusuale: quella di non avere impronte digitali. Il fatto è avvenuto all’aeroporto internazionale della città. In realtà l’uomo, malato di cancro, stava facendo una cura a base di Xeloda, sostanza che porta al deterioramento le cellule della pelle; e una delle conseguenze è proprio quella di far perdere le impronte digitali ai pazienti. Il problema, in realtà, l’hanno segnalato in moltissimi, fermati agli aeroporti di tutto il mondo. Quello che è successo a Singapore, però, è davvero molto grave: l’uomo è stato trattenuto, pensate, anche se non era una minaccia per nessuno. “Nessun criminale – ha commentato l’uomo a un giornale locale – prenderebbe un farmaco così potente e così devastante solo per farsi cancellare le impronte digitali”.

 

TROPPO LUNGO GLI TAGLIANO LE GAMBE
La notizia che segue è davvero macabra e drammatica, e quindi chiediamo ai deboli di cuore di proseguire oltre. A un uomo deceduto, troppo alto per entrare nella bara, sono state tagliate le gambe dai dipendenti delle pompe funebri. È successo ad Allendale, nella Carolina del Sud, dove a quattro anni dal funerale la famiglia di un uomo, alto più di due metri, ha chiesto (e ottenuto) di poter riesumare il cadavere perché avevano uno strano sospetto. Sospetto, il fatto che gli fossero state tagliate le gambe, confermato dall’apertura della bara. La moglie, infatti, al momento del funerale aveva immaginato che la bara fosse troppo piccola, e aveva chiesto ai dipendenti della ditta lumi sul da farsi. I “becchini”, però, non le avevano dato troppa corda, rispondendo elusivamente. Da allora la donna si era battuta per vederci chiaro. “Scoprire che avevo ragione – ha dichiarato alla Cnn – è stato come rivivere di nuovo il momento della sua morte”. Le indagini sono ancora in corso, ma alla ditta di pompe funebri è stata già revocata la licenza.

 

IL FIGLIO È TROPPO TIMIDO? E LUI GLI PAGA LA PROSTITUTA
Cosa non si farebbe per il proprio figlio! Cosa non farebbe un padre per iniziare il sangue del suo sangue a una corretta vita sessuale. O almeno, se non tutti, cosa non farebbe questo padre polacco! Che ha tentato di ingaggiare una prostituta per aiutare il figlio a perdere la verginità… con una donna matura che sapeva quello che faceva. Ma è stato arrestato. La polizia nazionale ha infatto beccato i due, padre e figlio, mentre facevano… come dire… un “puttan-tour”. Il padre si fermava ad ogni “stazione”, e il figlio veniva quasi obbligato a uscire fuori, esaminare la donna e contrattare un prezzo. Dopo un’ora di trattative nella zona a luci rosse, i due sono stati fermati dai poliziotti in borghese. Il padre è stato arrestato per undici mesi con l’accusa di aver obbligato una donna ad avere un rapporto sessuale con il figlio minorenne.

 

28MILA EURO DALLA MACCHINA
Ventitrémila euro buttati – letteralmente – al vento. È accaduto a un ragazzo tedesco di 23 anni, che ha visto una busta con centinaia di banconote volar via dall’auto decappottabile che stava provando, durante un test drive, nel nord della Germania. Il malloppo, in banconote da 500, 200 e 100 euro, è volato via e le banconote hanno fluttuato per diversi minuti sulle teste di numerosi increduli automobilisti del raccordo autostradale di Hannover. Che – inutile dirlo – hanno immediatamente stoppato le proprie automobili, creando una decina di tamponamenti a catena , per raccogliere “qualche soldino” da terra e dal proprio parabrezza. La polizia ha successivamente dichiarato che il ragazzo è riuscito a recuperare circa ventimila euro. Gli altri ottomila, però, sono volati via chissaddove.

Cadaveri e patenti di guida

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Ricevere, per sbaglio, un cadavere durante una spedizione? Negli Stati Uniti si può. Così come si possono confondere, per anni, nomi e diciture in lingue diverse…

 

CRISI, È BOOM PER IL SENO NUOVO. MA A RATE
Il seno nuovo? In tempi di crisi economica un intervento di chirurgia estetica si può pagare anche in comode rate fino a cinque anni. Un acconto di trecento euro e poi mini-rate da 60 euro. Una novità? Tutt’altro: lo fanno – senza ammetterlo, ovviamente – decine e decine di donne ogni anno. Bastano un paio di click sui siti internet che offrono consulenze di chirurgia estetica e che offrono anche la possibilità di prenotare il tutto online. Tra gli altri interventi finanziabili ci sono anche la mastoplastica facciale, la liposcultura, la liposuzione, la gluteoplastica, la rinoplastica, la mentoplastica e il lifting. L’importo finanziato – si legge nei diversi siti internet – è in ogni caso “indicativo”, e solo dopo un consulto dal vivo potrà essere formulato il prezzo definitivo. Rifarsi le tette, dunque, non sarà più una cosa “da ricchi”, ma permetterà a tutte le donne, con un cifre mensilmente abbordabili, di “acquistare” qualche taglia in più. Non è tutto, spiegano gli esperti: le rate permettono infatti di accedere ad interventi di qualità e sicurezza senza bisogno di cercare le occasioni per risparmiare che potrebbero nascondere situazioni di rischio. E così, tra qualche mese, non sarà più “strano” sentirsi dire da amiche e conoscenti: “Ehi non toccare, non ho ancora finito di pagarlo!”.

 

IL PEGGIORE GUIDATORE (POLACCO) IN IRLANDA
Conoscete Prawo Jazdy? Probabilmente no, ma la polizia irlandese lo conosce molto, molto bene. È infatti considerato il peggior guidatore d’Irlanda, roba da far accapponare la pelle a qualsiasi agente per la quantità impressionante di multe che ha collezionato. Non solo: il database della polizia stradale con sede a Dublino è andato più volte completamente in tilt perché “Prawo Jazdy” ha fornito – centinaia di volte e in decine di luoghi diversi del paese – i più disparati indirizzi postali, e così è stato, fino ad ora, praticamente impossibile riuscire a recapitare le multe, la cui somma ha superato le centinaia di migliaia di euro. Un vero caso da Sherlock Holmes, direte voi. Tutt’altro. Perché Prawo Jazdy non è una persona fisica. Bensì la traduzione, dal polacco, di “patente di guida”. Avete capito bene: la polizia irlandese ha cercato inutilmente e per mesi un certo “Patente di Guida” che aveva fornito decine e decine di indirizzi diversi… il tutto perché, nell’elevare le multe, i poliziotti avevano confuso la dicitura “Patente di guida” con il nome e cognome dell’automobilista (non sempre lo stesso, quindi!) che si fermavano a multare. Una bella figura, dunque, per la polizia stradale e i locali corpi di polizia municipale. C’è voluta una circolare interna – da pochi giorni emessa – per ricordare agli agenti di fare molta attenzione nel fermare automobilisti polacchi!

Continua a leggere Cadaveri e patenti di guida

In vino veritas, in cu… un ananas

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

O almeno così diceva qualcuno. Lo Stivale si butta sul sociale e vi propone le peggiori figuracce (vere, ovviamente!) dettate dai fumi dell’alcol. E ora ubriacatevi!

“PRONTO POLIZIA? VORREI DENUNCIARMI, STO GUIDANDO UBRIACA”
La rubrica del Follini ma Vero di questo numero si occupa di alcol. E in particolare degli effetti che l’alcol può avere sulla psiche umana. Perché probabilmente basterebbe far leggere questa pagina ai tanti ragazzi che ogni sabato sera vanno a schiantarsi con la macchina dopo aver bevuto litri di drink… per far sì che il vizio dell’alcol venga debellato dal nostro Paese. Non ci credete? Allora sentite questa. Una ragazzina di 17 anni di Bismarck, nel North Dakota, la notte di Capodanno ha chiamato la polizia per denunciare che lei stessa – avete sentito bene – stava guidando ubriaca da un’ora e mezza. “Ne ho viste e sentite di tutti i colori – ha dichiarato alla stampa il tenente Randy Ziegler – ma una cosa del genere non era mai davvero successa”. Il bello è che la ragazza non solo si è auto-denunciata, ma ha anche detto agli agenti il luogo esatto in cui si trovava. E così, una volta raggiunta dai poliziotti, è stata sottoposta al test del pallonicino, e ovviamente è stata arrestata.

UBRIACO, SI MASTURBA MENTRE CORRE A TUTTA VELOCITÀ
Continuiamo a parlare di alcol e alta velocità, ma questa volta trasferendoci a Darwin, in Australia. Lì un uomo ha vinto, pur essendo ancora a gennaio, il primato dell’illegalità del 2009. Perché è stato fermato dalla polizia mentre, guidando a tutta velocità, senza patente, armato di fucile a pompa e con il bagagliaio carico di droga, si masturbava e si filmava. Avete capito bene. L’uomo, Brendon il suo nome, si trovava in autostrada mentre tornava da un paesino dove aveva usato l’eredità della madre morta per comprare un’auto usata e cinque chili di marijuana. L’uomo, per discolparsi, ha spiegato di aver superato “inavvertitamente” il limite di velocità “solo perché si stava masturbando e contemporaneamente filmando, e quindi non aveva la possibilità di guardare il tachimetro“. Brendon, 38 anni, è stato condannato a (soli) due anni di carcere e duemila dollari australiani (l’equivalente di mille euro circa) di multa.

“SCUSATE, MA NON SONO ADDESTRATO PER FAR ATTERRARE L’AEREO”, DISSE IL PILOTA IN VOLO
La storia incredibile arriva da Parigi ed è stata portata agli onori della cronaca dall’agenzia parigina France-Presse. Un aereo passeggeri britannico ha dovuto compiere una pericolosa manovra di inversione di rotta quando si trovava a pochi chilometri dall’aeroporto parigino di Charles de Gaulle perché… il pilota, in trent’anni di esperienza, non era stato mai addestrato ad atterrare con la nebbia. Per questo aereo, pilota e oltre cento persone a bordo se ne sono tornati a Cardiff, in Inghilterra, località da dove il velivolo era partito. “Non ho le qualifiche adeguate per far atterrare quest’aereo”, si sono sentiti dire i passeggeri mentre già avevano allacciato le cinture. Ed è scoppiata la rabbia – immaginiamo – tra businessmen che hanno perso riunioni di lavoro, giovinette che hanno perso colloqui di lavoro e nonnine che hanno perso il compleanno dei loro nipotini. “La compagnia di bandiera – si legge in un comunicato – approva al cento per cento il comportamento del pilota, che ha riportato a casa in salvo tutti i passeggeri. Particolari condizioni climatiche come la nebbia richiedono un determinato livello di addestramento; se il pilota non l’ha ricevuto – o non si sente in grado di effettuare la manovra – è completamente legittimato ad atterrare in qualsiasi altro punto“. Ecco, appunto. Ma non a ritornare indietro.

UBRIACO AL LAVORO? IMPOSSIBILE IL LICENZIAMENTO
Concludiamo la nostra carrellata di notizie pazze dal mondo e relative all’alcol parlando di una decisione della Corte di Cassazione peruviana, secondo cui i dipendenti di un’azienda non possono essere licenziati semplicemente perché ubriachi. La decisione, resa nota mercoledì scorso, ha scatenato un vespaio di polemiche. Secondo i giudici, infatti, Pablo Cayo, licenziato perché ubriaco sul posto di lavoro, dovrà dunque essere reintegrato al municipio di Chorrillos. Il licenziamento, si legge nelle carte processuali, “è stato eccessivo perché, seppur ebbro, il dipendente non ha causato problemi né offeso nessuno“. Il problema è che il lavoro di Pablo era (è, a questo punto) autista di autobus pubblico. Appena l’uomo rientrerà in servizio, prevediamo, all’interno degli autobus della città di Chorrillos si troverà parecchio, parecchio posto a sedere.

Col sederino di fuori a 4000 metri

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Un ragazzo è rimasto appeso col culo di fuori alla seggiovia. Mentre in Toscana a scuola si studia il porno estremo. Solo sullo Stivale le notizie più pazze (ma vere!) dal mondo

NAVIGAZIONE “PORNO” A SCUOLA, PROF NEI GUAI
Iniziamo la carrellata delle notizie più pazze di quest’inizio d’anno andando a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, dove un docente avrebbe accompagnato alcuni studenti nell’aula d’informatica, e dopo averli fatti comodamente sedere si sarebbe connesso a siti pornografici su internet mostrando ai ragazzi il contenuto dei filmati hard e commentandoli con le loro varie performance. Un modo ritenuto molto singolare di fare lezione, tanto che le famiglie dei ragazzi (famiglie – immaginiamo – molto “all’antica”) hanno deciso di denunciare al preside l’accaduto. È successo all’Istituto Tecnico Commerciale “Belmesseri”. Pare che la prima denuncia al preside sia arrivata nel maggio scorso da una mamma e un papà preoccupati dei metodi d’insegnamento di un professore; poi, alla prima denuncia, se ne sarebbero aggiunte molte altre. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri sembra che le “navigazioni hard” fossero state riservate a un fortunato e ristretto gruppo di quattro o cinque studenti. Che, però, non sono riusciti a tenersi l’esperienza per sé e hanno voluto raccontarla anche agli altri. Altri che, forse per invidia, hanno fatto scattare la denuncia. Sì, la scuola itaRliana è davvero antiquata e andrebbe proprio riformata!

ACCOLTELLA UN UOMO CHE SEMBRA RIDERE DI LUI. E CHE INVECE AVEVA PROBLEMI AL VOLTO
La notizia con cui iniziamo il primo “Follini ma Vero” del 2009 è rigorosamente vera – come tutte, d’altronde – e viene da Roma. Un uomo ubriaco ha accoltellato la sera del 2 gennaio in un bar un giovane con problemi congeniti alla mimica facciale perché credeva che stesse ridendo di lui. L’ubriaco è stato, ovviamente, arrestato. Ma andiamo con ordine: l’uomo era entrato in un bar di via Palmiro Togliatti, alla periferia Est della Capitale, per chiedere informazioni su quale mezzo pubblico lo portasse più velocemente a una stazione della metropolitana. Il gestore del locale gli ha dato subito tutte le informazioni e lo ha invitato subito ad uscire per non disturbare i clienti. Tra questi clienti c’era, però, un giovane di 31 anni con problemi alla mimica facciale, “colpevole” solamente di sorridere (pur non volendo) a chi lo guarda. L’ubriaco, infastidito dl sorriso, è rientrato nel bar e ha inferto una coltellata al cliente; poi si è allontanato a piedi. Subito raggiunto dagli agenti del commissariato Prenestino, è stato arrestato per tentato omicidio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il ragazzo è stato ricoverato con una prognosi di 15 giorni.

APPESO ALLA SEGGIOVIA… COL CULO DI FUORI
Spostiamoci ora in Colorado per parlare di un curioso incidente… sciistico. Siamo a Vail, una delle più note località sciistiche statunitensi. Uno sciatore che era appena salio su una seggiovia per ragioni imprecisate è scivolato dal seggiolino, uno degli sci è rimasto incastrato (meno male!) e lui è rimasto appeso a testa in giù per almeno un quarto d’ora… con i pantaloni completamente calati. A diffondere la notizia e soprattutto le fotografie il gestore dell’impianto di risalita veloce del Vail’s Blue Sky Basin. Secondo quanto riferito dalla “vittima”, il seggiolino sarebbe stato difettoso: per questo portava a perdere facilmente l’equilibrio. Resta il fatto che al suo compagno di risalita, un bambino, non è successo niente, mentre lui è precipitato verso il basso a testa in giù. La caduta accidentale, unita al fatto che uno degli sci è rimasto incastrato nell’impianto, ha fatto sì che durante la caduta gli si sfilassero pantaloni, sotto pantaloni da sci e anche i boxer… lasciando l’uomo completamente nudo dalla cintola in giù alla mercè di tutti gli sciatori della pista. I responsabili dei soccorsi hanno avuto non poche difficoltà a raggiungere il seggiolino e a riportare a terra lo sciatore.

“PISCIANO” (SI PUò DIRE PISCIANO?) PER STRADA, PER LORO MULTA DI CINQUECENTO EURO
I comuni italiani sono in bancarotta? A Trieste il sindaco Dipiazza e la sua giunta hanno trovato un modo molto semplice per fare cassa: multando anche chi fa semplicemente pipì per strada. Secondo quanto riferito dagli agenti della Polizia municipale, alcuni giorni fa dieci ragazzi triestini sono infatti stati multati perché in contrasto con la normativa secondo cui “è vietata la lordatura della pubblica via mediante residui fisiologici”. La multa, per ognuno di loro, è stata di 500 euro. E così nelle casse del Comune sono arrivati, in poche ore, 5000 euro da parte di chi “non ce la faceva più”, forse per la temperatura fredda o per i troppi brindisi per le festività. Certo, c’è da dire che i giovani sono stati sorpresi proprio in uno dei vicoli che danno su piazza dell’Unità d’Italia, zona dagli storici caffè ma anche di frequentatissimi locali. I vigili, che hanno scritto sulla multa che i giovani stavano “dando sfogo ai loro bisogni fisiologici” non si sono impietositi perché – come riferito alla stampa da uno di loro – “lo spettacolo era troppo decadente per poter chiudere un occhio”.

Flatulenze natalizie e centimetri

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

I francesi hanno bisogno di condom più grandi, centimetro alla mano. E le mucche causano il global warming. Il nuovo appuntamento con le notizie più “Follini” dal mondo

 

LE FLATULENZE DELLE MUCCHE? RESPONSABILI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
Fabbriche inquinanti? Paesi che non rispettano gli accordi di Kyoto? Gas di scarico delle automobili? Nessuna di queste è la causa principale del riscaldamento globale, che tanto ci sta facendo penare – con i cambiamenti climatici che ne conseguono – in questo periodo. La vera causa di tutti i nostri problemi sono le mucche. E in particolare… le loro flatulenze. Tanto che le “puzzette” delle bovine americane potrebbero presto essere tassate come un qualunque gas di scarico inquinante. A proporlo è niente di meno che un disegno di legge dell’Epa, l’agenzia governativa americana che si occupa di protezione ambientale. Gli esperti, in particolare, vorrebbero mettere a carico degli agricoltori statunitensi i gas emessi dai loro animali. Secondo ricerche più recenti, infatti, la digestione dei bovini produce un’altissima quantità di metano nell’atmosfera… per questo la tassa sulle emissioni di monossido di carbonio applicata comunemente alle ciminiere potrebbe da un momento all’altro essere applicata anche al loro didietro. Secondo il progetto di legge (che deve comunque passare ancora al vaglio del Parlamento di Washington) ad essere tassate saranno solamente le aziende agricole con meno di 25 mucche da latte o 50 bovini o – ancora – 200 maiali. Queste dovrebbero sborsare 175 dollari all’anno (l’equivalente di ben 138 euro!) per ogni mucca. Sul piede di guerra, ovviamente, l’intero settore agricolo e caseario.

RAGAZZINO PRENDE LA MACCHINA DEL PROF. E PROVOCA UN GRAN BELL’INCIDENTE
Chi la fa l’aspetti. Un ragazzino tedesco di otto anni che voleva scusarsi con la madre per aver preso un brutto voto a scuola ed essere stato mandato, per punizione, fuori dalla classe per un’ora, ha pensato bene di prendere la macchina della maestra e di recarsi a casa. Causando, ovviamente, un brutto incidente. Il bambino di terza elementare, dopo aver preso un pessimo voto, era stato mandato fuori dalla classe a riflettere sull’accaduto. Il rimorso era troppo, la paura per una punizione era sempre più pressante. E così, “prese in prestito” le chiavi dell’automobile del docente (lasciate – dobbiamo dirlo – incautamente incustodite) è scappato fuori dalla scuola e ha messo in moto la macchina. “Il ragazzino è riuscito a mettere la prima e ha guidato per oltre cento metri – ha spiegato il portavoce della polizia municipale della cittadina di Zwickau, nell’est del Paese – prima di schiantarsi contro una Volvo parcheggiata proprio fuori dalla scuola”. Causando, aggiungiamo noi, oltre ottomila euro di danni. Il “chi la fa l’aspetti” con cui abbiamo aperto il pezzo era evidentemente rivolto alla maestra.

FRANCESI: VOGLIAMO CONDOM PIÙ GRANDI
Vogliamo condom più grandi. A protestare contro le principali marche farmaceutiche che producono preservativi sono i francesi… proprio loro! Secondo uno studio di una grande casa farmaceutica tedesca, infatti, i francesi avrebbero bisogno di preservativi più lunghi, più larghi e più comodi… mentre per i greci andrebbero bene anche condom di misura più piccola. Lo studio, svolto dall’“Institute of Condom Consultancy” di Singen (ma davvero esiste un istituto di consulenza sui preservativi???), ha coinvolto per otto mesi oltre 10.500 uomini provenienti da 25 paesi. I quali – udite udite! – hanno dovuto prendere diverse misure al loro “gingillo” inserendole in un database anonimo (all’interno del quale bisognava solamente specificare la nazionalità di appartenenza). Vogliamo andare subito ai risultati? Allora: i francesi hanno dichiarato (ci dobbiamo credere???) di avere una media di 15,48 centimetri mentre i greci sarebbero indietro di circa 3 centimetri (poveri!). La ricerca, in realtà, era stata commissionata per educare i più giovani sull’importanza della contraccezione, e solo in un secondo tempo ha portato a questi risultati. Lo stesso istituto, per risolvere la situazione dei condom che non si adattano perfettamente alle misure di tutti i paesi europei, ha anche proposto un contraccettivo spray, che si spruzza proprio lì e permette di creare in pochi secondi un preservativo esattamente su misura. Potenza della scienza! E dei sondaggi.

LA POLIZIA DI UN’INTERA CITTADINA AMERICANA SI MOBILITA PER UNA RAPINA IN BANCA… AD OPERA DI UN CARTONATO
Immaginate Montgomery Township, una ridente cittadina americana nelle campagne del New Jersey. Immaginate la polizia di questa intera cittadina mobilitata (come solo gli americani sanno fare) per cercare di sventare una rapina ai danni di una banca. Una rapina che dopo diverse ore di assedio si è conclusa nel migliore dei modi: con la scoperta, da parte degli esperti antiterrorismo, che ad attentare al denaro della banca era… una cartonato. Sì, avete capito bene, cari lettori de lo Stivale Bucato: uno di quei cartonati a misura d’uomo che pubblicizzano proprio le offerte di mutui delle banche. A chiamare la polizia, e ad avvertirla che nella Pnc Bank era in corso una rapina, un’anziana signora (che tra l’altro – giuriamo che è vero – aveva problemi di vista). Per cercare di convincere il cartonato ad abbandonare il suo intento (ma nessuno si era accorto che si trattava di una persona completamente immobile?) l’area era stata completamente sgomberata e sono stati utilizzati megafoni e forti fari per cercare di entrare in contatto con il fantomatico ladro. Passate diverse ore, un team di esperti dello Swat ha deciso di fare irruzione… scoprendo l’amara verità. Il capo della polizia è stato, giustamente, allontanato dal servizio.

A NATALE SIAMO TUTTI PIU’ BUONI. E LUI UCCIDE IL PADRE CON L’ALBERO DI NATALE
Se è vero che Natale siamo tutti più buoni… allora che almeno gli omicidi si commettano come si deve. È quello che deve aver pensato un ragazzo di Parrish, in Florida, arrestato con l’accusa di aver assalito a morte il padre usando come arma un albero di Natale. Secondo quanto riportato dallo sceriffo della contea di Manatee, l’uomo, 37 anni, è stato arrestato la scorsa settimana dopo aver tirato un albero alto circa un metro al papà. La morte dell’anziano padre, hanno spiegato i soccorritori, non è stata però causata dall’albero, bensì dalla base di accaio – del peso di oltre dieci chili – che teneva fermo l’arbusto. L’uomo, ora in carcere, continua però a negare l’accaduto.

Treni e bordelli europei

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Rimanere incastrati nella toilette di un treno? Si può, se avete perso un cellulare. Per voi le notizie più “Follini”

 

FRANCIA, RIMANE COL BRACCIO INCASTRATO NELLA TOILETTE DEL TGV… PER COLPA DI UN CELLULARE!
Secondo le statistiche più recenti dei più autorevoli istituti mondiali, il telefono cellulare è uno degli oggetti di cui non possiamo più fare a meno. Sempre più tecnologici, i cellulari conservano al proprio interno i nostri contatti, i messaggi delle persone che ci vogliono bene, documenti di lavoro, fotografie, musica, ricordi, segreti… e così via. Dev’essere stato davvero importante, allora, il cellulare di Benoit Gigou, passeggero francese che stava viaggiando sul Tgv, il treno ad alta velocità d’Oltralpe, tra La Rochelle e Parigi. Il ragazzo, 26 anni appena compiuti, era in bagno per fare i propri bisogni, e forse a causa di una curva presa con velocità dal treno ha perso l’equilibrio, facendo cadere il cellulare… nella tazza. Gigou, così, non si è perso d’animo e ha inserito la mano all’interno del water (i più impressionabili non vadano oltre…) per cercare il prezioso oggetto, quando si è accorto di essere rimasto incastrato col braccio. Un passeggero ha raccontato all’agenzia di stampa France-Presse che dall’altoparlante è stato annunciato che qualcuno “aveva il braccio incastrato nella toilette dopo aver cercato di recuperare il suo telefonino caduto nella tazza” e che a causa dell’aspirazione, dunque, il braccio era stato risucchiato nel sistema di scarico. L’incidente ha obbligato il treno ad alta velocità a fermarsi per due ore per permettere ai pompieri di disincastrare la vittima. La cosa più buffa? Che per liberare il ragazzo è stato necessario smontare completamente la toilette: Gigou è uscito infatti dal treno insieme alla tazza (svuotata del suo contenuto…), e la liberazione è avvenuta poi all’esterno, su di una barella. Fortunatamente, non ci sono state conseguenze: il giovane si è solo tagliuzzato al livello del gomito, ma non ha riportato alcuna frattura.

 

BERGAMO, SALE SULLA TOMBA PER PULIRLA MA CI CADE DENTRO E MUORE
La notizia, terribile, è arrivata durante i giorni della commemorazione dei defunti, all’inizio di novembre. Ma lo Stivale Bucato in quei giorni non è uscito, per permettere al nostro staff di ultimare il sito nuovo, e così ve la riportiamo ora. Ci troviamo a Pagazzano, nella Bassa bergamasca, dove una giovane ragazza era andata a pulire la tomba di famiglia in vista del due novembre. Arrampicatasi fino in cima, ha però perso l’equilibrio, cadendo all’interno della tomba e perdendo, sul colpo, la vita. La giovane era salita con una scopa fin sul tetto del monumento funerario per eliminare le foglie che da anni si erano accumulate; forse a causa della pioggia o del fango ha però perso l’equlibirio cadendo, di sotto, per tre metri. L’impatto è stato fatale perché la ragazza ha battuto la testa.

 

SESSO A VOLONTÀ? PROVATE IL BORDELLO DI BERLINO!
“Fatelo finché reggete”. È lo slogan “per stakanovisti del sesso” di un bordello berlinese, che per cercare di stare al passo coi tempi (e soprattutto con la crisi economica) ha lanciato una nuova offerta: rapporti sessuali a volontà (“finché ce n’è”, avrebbe detto Ligabue) al prezzo fisso di 70 euro. Un’idea – ha spiegato il gestore del centro – rubata in pieno a quei ristoranti, diffusi soprattutto nel Nord Europa, in cui con un prezzo fisso si può mangiare fino a scoppiare. Dalle 10 del mattino fino alle 16 del pomeriggio, dunque, i clienti possono avere, chiedendo preventivamente la “flat rate”, quanti rapporti sessuali vogliono – fino anche, si legge nelle “istruzioni per l’uso”, all’esaurimento fisico – con ciascuna delle 15 prostitute (che, aggiungiamo per dovere di cronaca, hanno tra i 20 e i 25 anni). Ma come, direte voi? Io di giorno lavoro! Non c’è alcun problema: la tariffa, infatti, si estende anche alla notte tra le 20 e l’1, ma è molto meno conveniente: sono cinque ore (invece che sei) e costa 100 euro. Nella tariffa, sia in quella giornaliera che in quella notturna, sono incluse bevande alcoliche e anal-coliche. A protestare contro l’offerta (di certo non per motivi morali) è Anja Kofbinger, responsabile dei Verdi per i problemi della donna: “Se un cliente sale in camera cinque volte con una ragazza – ha spiegato ai microfoni delle principali emittenti del Paese – e paga solo 70 euro, a guadagnarci è solo il gestore, e non la ragazza”.

 

UNA RISSA… A SUON DI MUSICA
In Australia, alcuni giorni fa, i fan dei Boyzone e quelli di Rihanna hanno assistito ad una vera e propria rissa… tra gli appartenenti allo staff che segue i due famosi musicisti. È successo a Sydney, dove i due gruppi musicali avevano appena finito di esibirsi, uno dopo l’altro. La colpa? Delle donne, ovviamente. Anzi, per la precisione, di uno sguardo di troppo che, complice l’alcol, un componente della boyband dei Boyzone avrebbe indirizzato verso la fidanzata di uno dei musicisti della cantante black Rihanna. A spiegare la dinamica al termine della maxi-rissa, che ha interessato decine di persone appartenenti ai due diversi staff, proprio Stephen Gately dei Boyzone, colpevole di aver provato a flirtare con la giovane ragazza di uno dei musicisti dell’altra band. “Volevo solo parlarle amichevolmente – si è difeso il ragazzo – ma il fidanzato si è subito infervorato e ci siamo ritrovati ad azzuffarci senza neanche accorgercene”. Proviamo a indovinare quale sarà il pensiero – unanime – dei lettori? Ma se non vi eravate nemmeno accorti di aver scatenato una maxi-rissa… cosa vi eravate iniettati nel sangue?

 

SIGNORA COMMESSA, IL MIO CELLULARE RUBATO NON FUNZIONA
Le storie di ladri fanno spesso impazzire i lettori dello Stivale; per questo ve le proponiamo quasi in ogni numero. La storia di oggi arriva da Reggio Emilia, dove un ladro tunisino di 24 anni è tornato sul luogo del delitto per chiedere… particolari delucidazioni. Il ragazzo, nottetempo, aveva spaccato la vetrina di un negozio di cellulari, rubandone quattro. Tornato a casa, però, la brutta scoperta: uno dei telefoni, infatti, non si accendeva. Dopo aver provato in tutti i modi, ha dunque deciso di tornare al negozio (questa volta di giorno) per chiedere spiegazioni sul malfunzionamento. Così si è presentato dalla commessa. La donna, smontato il telefono, ha subito capito che all’interno mancava la batteria (un problema stupidissimo, dunque) ma si è accorta anche che il codice Imei (il numero di serie univoco presente in ogni cellulare) apparteneva a uno dei telefoni trafugati qualche notte prima. Il ragazzo è scappato ma è stato rintracciato dopo poche ore dei Carabinieri. Certo, pensiamo noi: ma non poteva aprire il vano della batteria, invece di portare il telefono esattamente nello stesso negozio da cui lo aveva rubato?

Anziani troppo arzilli

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Il Follini ma Vero che vi proponiamo in questo numero si occupa principalmente di vicende strane, e spesso molto singolari, accadute ad anziani ed anziane

IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ? RIMANERE VERGINI. FINO A 105 ANNI
Come si fa ad arrivare a 105 anni? Semplice: rimanendo vergini. È lo strano “segreto della longevità” che un’anziana signora britannica ha rivelato al “Daily Mail”, popolare tabloid londinese. Clara Meadmore, questo il suo nome, ha raccontato di essere stata “troppo impegnata” nella sua vita da non riuscire a trovare il tempo per “intrecciare relazioni intime con gli uomini”: “Non ho mai avuto un fidanzato, né alcun rapporto”, ha confessato, ricordando come negli anni Trenta fosse inconcepibile, per una donna, avere relazioni al di fuori del matrimonio. Certo, l’amore non è stato completamente assente dalla sua vita: Miss Meadmore, infatti, ha confessato di aver avuto “amicizie platoniche” con alcuni uomini, “senza mai sentire la necessità di andare oltre”. Clara, segretaria in pensione, ha però aggiunto – off the record, cioè fuori dall’intervista – che sì… non le dispiacerebbe, anche a questa età, provare almeno per una volta la “strana ebrezza dell’amore fisico”. Qualche candidato? Forse il protagonista della nostra prossima storia, che viene da Avellino.

UOMO DI 53 ANNI ABUSA DELLA SUOCERA 82ENNE
La notizia ha dell’incredibile ma, come tutte quelle che vi raccontiamo all’interno della nostra rubrica del “Follini ma Vero”, è – appunto – accaduta realmente. Un pregiudicato di 53 anni di Sacco, in provincia di Salerno, è stato arrestato dai Carabinieri in flagranza di reato con l’accusa di violenza sessuale consumata ai danni della suocera ottantaduenne. I militari della stazione di Polla, nel Salernitano, accorsi subito dopo la chiamata di pronto intervento hanno raccontato di aver trovato la moglie quarantaseienne di D’Andrea all’interno della sua abitazione in stato di forte agitazione: la madre ottantaduenne, infatti, si era chiusa a chiave nella propria stanza da letto e non voleva saperne di uscire. Solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine e una lunga “opera di convincimento” si è decisa ad aprire. Dolorante e ferita, l’anziana donna ha raccontato di essere stata malmenata, denudata e violentata dal genero. I Carabinieri, così, hanno arrestato immediatamente l’uomo, che si trovava ancora all’interno dell’abitazione, e stava dormendo beato (forse soddisfatto della notte di passione). L’anziana è stata subito soccorsa e trasportata all’ospedale di Polla, dove i medici le hanno riscontrato un trauma cranico-toracico ed è stata giudicata guaribile in dieci giorni.

OTTANTACINQUENNE RAPINA CASERMA DEI CARABINIERI E NE FERISCE DUE
Per gli anziani, si sa, le forze armate e soprattutto l’Arma dei Carabienieri possono essere un importante ricordo d’infanzia. Tempi in cui lavorare nelle forze dell’ordine era considerato un lavoro di prim’ordine, ben pagato e degno di uomini valorosi (beh, lo stesso vale anche per oggi – togliamo solo il “ben pagato”). Ebbene: un ottantacinquenne di Trevico, in provincia di Avellino, non ha scelto un ufficio postale o lo sportello di una banca per compiere una rapina… ma proprio la caserma dei Carabinieri della propria città. Oltre a tentare di rapinare i pochi soldi presenti in cassaforte, l’uomo ha avuto anche una colluttazione con i due militari accorsi per bloccarlo, e che sono rimasti feriti con un coltello da cucina. L’attempato rapinatore, hanno raccontato i testimoni, ha bussato alla porta della caserma dicendo al piantone di dover sporgere denuncia. Appena entrato, però, ha estratto un grosso coltello da cucina, che nascondeva nella giacca e ha minacciato i due carabinieri presenti, pretendendo del denaro. Ne è nata, così, una colluttazione, e solo dopo alcuni minuti i due militari sono riusciti a immobilizzare l’uomo. L’ultraottantenne è stato denunciato per tentata rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale ed è stato affidato a un familiare e a una struttura sanitaria per il trattamento obbligatorio.

UN TRADIMENTO FINITO (PARECCHIO) MALE
In quest’ultima notizia non parliamo di anziani, ma di un tradimento finito in tragedia. Un uomo, infatti, è morto a casa dell’amante “tradito” dal cuore… ma la tragedia doveva ancora avvenire: quando è arrivata la vera moglie, fra le due donne è scoppiata una violenta rissa. Un parapiglia, come hanno raccontato i giornali locali, davanti alla salma dell’uomo “conteso”, che gli infermieri dell’ambulanza accorsa hanno fatto fatica a sedare. Il tutto è accaduto a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso. Lì l’uomo, 53 anni, sposato e padre di un figlio, era andato a trovare l’amante per una serata intima. Durante l’amore, però, si è sentito male a causa di un attacco di cuore ed è morto sul colpo. Sconvolta e angosciata, così, la donna ha chiamato l’ambulanza e i soccorsi sono arrivati in pochi minuti; i tentativi di rianimarlo, però, sono stati inutili. A quel punto i sanitari hanno chiesto le generalità dell’uomo (per esplicare tutte le formalità di rito), ma purtroppo si è reso necessario chiamare la “vera” moglie. Alla tragedia, così, si è aggiunto anche il dramma della gelosia, con una litigata furibonda, vetri rotti, parolacce, insulti, sputi e armadi semidistrutti, tra le due donne, rimaste vedove – entrambe – dell’uomo che amavano.

“Cacche” di cane col microchip

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

A Vercelli schedate tutte le cacche di cane. Ma parliamo anche di sfortuna, di preti incarcerati per strani morsi e di detenuti che ordinano al ristorante

CACCHE DI CANE COL MICROCHIP
La notizia non ha fatto tanto scalpore nel nostro Paese; anzi, è stata ripresa da pochissimi giornali. Ma – come tutte quelle che raccontiamo in questa ormai seguitissima rubrica del “Follini ma Vero” – ha dell’incredibile. A Vercelli, in Piemonte, il sindaco ha annunciato la creazione di un database del Dna di tutti i cani per identificare le cacche che sporcano i marciapiedi e creano tanti problemi ai pedoni e all’arredo urbano. “Se i cartelli e gli avvisi alla popolazione non bastano – ha spiegato l’assessore comunale all’Ambiente Antonio Principe – proveremo con la genetica. Dunque, si inizerà con schedare il Dna di tutti i cani domestici; dopodiché, quando gli addetti alla pulizia urbana troveranno una cacca per terra, la raccoglieranno con uno speciale strumento e la invieranno ad un laboratorio di analisi. Questo analizzerà gli escrementi e – in modo automatico – attraverso il database del Dna potrà risalire ai padroni e multarli. “Ogni test del Dna costerà circa 13 euro – ha aggiunto l’assessore – che saranno pienamente coperti dalle multe che saranno elevate ai contravventori. Chissà che una volta per tutte non riusciremo ad estinguere, a Vercelli come in tante altre città d’Italia, la brutta pratica di non raccogliere gli escrementi dei propri animali. Il genio italico di nuovo all’opera, direte voi? Nient’affatto: l’iniziativa è già stata testata con successo nella cittadina israeliana di Petah Tikva.

PUNTO DA UN CALABRONE, SALE IN AUTO E FINISCE CONTRO UN TIR. MA SI SALVA
La sfiga ci vede benissimo, dice un proverbio. Ma quello che è accaduto ad un agricoltore settantasettenne di San Vittore del Lazio, in provincia di Frosinone, ha dell’incredibile. È stato punto da alcuni calabroni in aperta campagna, è salito in auto per raggiungere la Statale e chiedere aiuto, ma ha perso i sensi ed è finito contro un tir. Salvandosi, fortunatamente. L’uomo è praticamente scampato alla morte per tre volte nel giro di pochi minuti. Mentre stava raccogliendo l’uva, infatti, è stato assalito dai famigerati insetti che lo hanno punto. Così, nel tentativo di mettersi in salvo si è messo alla guida della sua Fiat Punto, ma ha perduto i sensi. L’auto, però, ha continuato la sua marcia, ha attraversato un tratto di strada miracolosamente vuoto finendo nel piazzale di un distributore di benzina. L’utilitaria, a quel punto, si è scontrata contro un tir, che solo per miracolo – di nuovo! – ha evitato lo scontro tra l’auto e le pompe di carburante. Immediatamente soccorso dai sanitari del 118, l’anziano guarirà in trenta giorni. Che c…fortuna!

ANDARE IN PRIGIONE IN EGITTO NON È POI COSì MALE
I prigionieri egiziani saranno in grado di fare ordini al ristorante o al take away. Lo ha deciso il ministero degli Interni del Cairo dopo una prova durata per tutto il mese santo del Ramadan, e che ha riscontrato un ottimo successo tra i detenuti, risollevando loro gli animi. La notizia, riportata dal giornale Al Ahram, sta facendo il giro del mondo. Tra i cibi maggiormente ordinati, nel mese di prova, pizza e kebab. La mossa è stata molto apprezzata dai prigionieri; un po’ meno, invece, dalle organizzazioni che difendono i diritti umani, secondo cui l’amministrazione penitenziaria ha voluto rendere un po’ meno dura la vita nelle più popolose carceri del paese arabo, che sono tra le più invivibili del mondo tra scarsissima polizia, il cibo di pessima qualità e le torture per chi si comporta male.

GERMANIA, PRETE CONDANNATO PER MORSO A GENITALI

Lo so, fa sempre male sentire storie che riguardano i sacerdoti e il sesso. Ma ovviamente, per dovere di cronaca, non potevamo non riportarle. Un prete cattolico è stato condannato a sei mesi con la condizionale da un tribunale di Francoforte per aver morso il pene dell’uomo con cui stava avendo un rapporto sessuale orale. Il religioso, 46 anni, è stato sospeso dall’attività pastorale. Appena arrivato in ospedale ha raccontato di essere stato costretto con la forza all’atto sessuale dall’uomo conosciuto in un locale frequentato da omosessuali dove – indovinate un po’? – il religioso stava cercando di riportare i presenti sulla retta via. Il giudice del tribunale di Francoforte, almeno per il momento, non gli ha creduto e lo ha giudicato colpevole di lesioni fisiche. Per il sacerdote, ordinato nel 1989, tra l’altro, non si trattava della prima volta davanti a un giudice: nel 1995 era stato condannato – pensate – a dodici anni di reclusione per tentato omicidio dopo che in Austria aveva aggredito con un coltello un giovane prostituto.

Il cane e la Regina

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

In esclusiva per lo Stivale Bucato una notizia che riguarda un vizietto scoperto a corte della Regina Elisabetta. Ma parliamo anche di cani, lottatori di sumo e lavastoviglie che salvano un rapporto

IL CANE COSTRETTO A FARE ALL’AMORE
Premettiamo che per scrivere questo articolo nessun animale è stato maltrattato. Purtroppo, però, il protagonista di quest’assurda storia è proprio un animale maltrattato: un cane, pastore belga di cinque anni. Che veniva offerto dalla propria padrona per prestazioni sessuali a pagamento in un appartamento di via Tonale a Milano. Prestazioni che, oltre a coinvolgere il povero quadrupede, prevedevano a volte anche il diretto coinvolgimento della padrona, una brasiliana di 29 anni. La donna è stata denunciata e successivamente arrestata grazie a una segnalazione anonima. Ma cosa faceva esattamente la padrona? Semplice: pubblicava annunci a pagamento sotto copertura di centro massaggi; in realtà, per una clientela molto selezionata, la brasiliana offriva anche prestazioni di altra natura, tra cui i rapporti sessuali con la presenza attiva del proprio cane, e su richiesta, anche con la presenza attiva di lei stessa. Il cane era stato appositamente addestrato per prestazioni di carattere sessuale, e ogni “seduta” variava dai 150 ai 300 euro. Ma non era meglio se quel povero cane lo facevano accoppiare con una bella&sexy cagnetta?

COME FINIRE IN PRIGIONE PER MANCANZA DI LAVASTOVIGLIE
C’è chi dice la lavastoviglie può salvare un matrimonio. Apparentemente è proprio così. Trasferiamoci a Fort Worth, in Texas, dove una ragazza ventenne è stata arrestata con l’accusa di violenza aggravata. Cosa ha fatto? Semplice: ha morso il suo fidanzato, gli ha rotto una cornice di vetro in testa e lo ha colpito in faccia con un mattarello. Tutto perché lui non voleva lavare i piatti. L’uomo, interrogato in ospedale, ha riferito che tutto è iniziato perché la donna ha ha dato in escandescenza quando, tornata a casa dopo il lavoro, ha scoperto che il ragazzo non aveva lavato i piatti, come promesso. Così gli ha chiesto di andarsene di casa e lì è iniziata la colluttazione. Lui cercava di spiegare le sue ragioni, lei lo picchiava con ogni arnese che le capitava a tiro. La donna, che ora si trova in carcere, con ogni probabilità sarà rilasciata dopo il pagamento di diecimila dollari di cauzione. Probabilmente, se si rimetteranno insieme, la prima spesa grossa sarà l’acquisto di una lavastoviglie.

IL PICCOLO SEGRETO DELLA REGINA ELISABETTA
Avete mai notato, guardando il telegiornale la sera, quante notizie “stupide” arrivano dall’Inghilterra? Sondaggi sugli argomenti più disparati, stranezze ai limiti del reale, gente che fa cose curiosissime… e poi ci sono loro: la regina, Carlo, Camilla, e chi più ne ha più ne metta. Poteva lo Stivale Bucato essere da meno? Decisamente no, considerato che proprio sulla Regina Elisabetta ha avuto una soffiata in esclusiva direttamente da Londra. Ebbene, pare che Sua Maestà abbia ricevuto, prima dell’inizio del match di calcio Croazia-Inghilterra, la fornitura di mille litri di birra. Alla faccia del lusso e della sfrenatezza… nemmeno un ubriacone doc riuscirebbe a smaltire tutto quell’alcol. In realtà, spiega l’ufficio stampa della Corona inglese, la birra non era destinata alla sovrana, bensì a un pub (chiamato “Windsor Castle”, che però è anche il nome della residenza ufficiale della regina) che si trova a poca distanza dal castello reale. A trarre in inganno la ditta incaricata dell’eccezionale trasporto, dunque, l’omonimia. Il pub aveva ordinato la maxi-fornitura di birra prevedendo gran folla per la partita di qualificazione ai mondiali del 2010. “In passato è successo il contrario – ha commentato il proprietario del locale Misko Coric – e cio che ci hanno recapitato per errore delle merci che erano state richieste dal palazzo reale. È la prima volta che noi ordiniamo e loro ricevono”. Ecco dunque spiegata la ragione di quel carico così particolare. Ma siamo davvero sicuri che il pub “Windsor Castle” non sia tutta una montatura per nascondere un vizietto segreto dei cortigiani e della regina?

GIAPPONE, LOTTATORI DI SUMO “FUMATI” DI MARIJUANA
In Giappone i lottatori di sumo sono famosi per essere sempre rispettati e apprezzati, in quanto il sumo è uno sport che vanta oltre duemila anni di tradizione e rappresenta quasi uno stile di vita per la società giapponese. Addirittura, i lottatori sono tenuti a condurre una vita rigorosa, ispirata ad alti valori e legata ad antichi rituali. Perciò ha fatto molto scandalo, questa settimana, la notizia proveniente da Tokyo secondo cui alcuni sportivi sono stati scoperti mentre facevano uso di droghe leggere. I lottatori sono stati subito allontanati ed espulsi dall’associazione che li rappresenta; lo scandalo, però, ha colpito così profondamente l’opinione pubblica che addirittura il capo dell’associazione (uno sportivo molto famoso in Giappone, vincitore di numerosissimi riconoscimenti negli anni Ottanta) è stato costretto a rassegnare le proprie dimissioni. Lo scandalo, infatti, arriva solo un mese dopo un episodio del tutto simile, che aveva riguardato un lottatore russo. Una carriera in fumo, è proprio il caso di dirlo.

Sesso e peti di fine estate

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Questa volta, tra le altre, le storie di un cinese che voleva fare l’amore con una panchina e quella di un ragazzo che, in una “gara di peti”, rischiava di incendiare casa con le proprie flatulenze…

L’AMORE IN PANCHINA
No, questa settimana non vogliamo affrontare il tema dei calciatori che amano stare in panchina. Semmai vogliamo raccontarvi la storia, surreale, di un uomo cinese che è rimasto incastrato con il pene in una panchina. Polizia e personale medico sono stati chiamati nel parco Lan Tian di Hong Kong per liberare un uomo, così si legge su tutti i giornali, “che era rimasto incastrato col pene in una panchina mentre provava a masturbarsi”. Le Xing, 41 anni, decritto dalla polizia come “solitario e disturbato”, si era recato di notte al parco. Preso da un’insana passione – spiegano dal commissariato locale – “ha infilato il membro in un buco della panchina. Ma una volta in preda all’eccitazione è rimasto incastrato”. Quando i soccorritori sono giunti sul posto hanno perfino cercato di prelevargli del sangue per ridurre i bollenti spiriti, ma inutilmente. Fino a quando non hanno preso la decisione: portare in ospedale (ma perché non da un fabbro, dico io?) l’uomo e la panchina, “stretti in un tragicomico abbraccio”. La “strana coppia” è stata separata solo dopo ben quattro ore. Non è la prima volta che uomini cinesi (anche attempati) vengono colti da strani raptus di follia: pochi mesi fa un ragazzo è stato sorpreso mentre tentava un disperato approccio con una bicicletta, mentre alcuni anni fa un altro è stato ricoverato dopo aver provato a fare l’amore con il tubo di scappamento di un’automobile.

LADRO RUBA ORECCHINO FALSO E TRE POST IT
La nostra rubrica del “Follini ma vero” ospita spesso e volentieri storie di ladri inesperti e malcapitati. Sono le storie che spesso più ci fanno ridere, ma anche riflettere: molti, infatti, si improvvisano criminali perché disoccupati o perché il lavoro permette non loro di andare avanti mese dopo mese. È il caso di un uomo americano che nel Nebraska, alcuni giorni fa, ha malmenato un ragazzo ventunenne fuori da un motel sull’autostrada principale del paese, rubandogli un pacchetto di sigarette, un orecchino con un diamante finto incastonato e ben tre post-it, i famosi fogliettini gialli che si usano a casa e in ufficio. Secondo la testimonianza fornita dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe avvicinato al ragazzo urlandogli “Tu hai ciò che mi serve” e spintonandolo più volte. Chissà, forse era un collezionista di post-it.

L’ISPETTORE DEL PORNO
Cosa non si fa per poter vedere gratuitamente un filmino erotico. Certo, ormai chi vuole guardare un programma vietato ai minori può rivolgersi a internet (che permette di mantenere l’assoluto anonimato). Ma non tutti hanno la competenza per scaricare un film e non tutti, soprattutto, hanno una carta di credito. Meglio, allora, la cara e vecchia videoteca. Ma anche lì ci sono tanti problemi: spesso conosciamo il commesso, che è un ragazzo del quartiere… e così anche questo metodo risulta poco fattibile. Allora non ci resta che comportarci come uno strano soggetto che a Longmont, in Colorado, si è presentato in alcune videoteche tirando fuori un buffo distintivo e qualificandosi come “ispettore del porno”. “Sono dell’unità che verifica l’età degli attori – ha detto agli increduli commessi – e per favore vi chiedo di darmi in prestito alcuni dvd perché devo verificare se, all’interno, hanno recitato uomini o donne minorenni. Ovviamente nessun cassiere c’è cascato; anzi, il responsabile di un negozio ha dato alla polizia (quella vera) la registrazione video dell’episodio. Le indagini sono in corso.

GARA DI PETI FINITA IN OSPEDALE
Mai scherzare con il fuoco. Quante volte ve l’avranno detto i vostri genitori? E apparentemente non bisognerebbe scherzare nemmeno con le proprie flatulenze. Molti di voi sapranno che il “gas intestinale” è altamente infiammabile, e spesso e volentieri in rete si trovano persone che, mettendo un accendino sotto il proprio sedere, provano a “lasciarsi andare” e si divertono a vedere la fiammata che viene prodotta (e che, solitamente dura pochi secondi). Nel video che vi mostriamo, ad esempio, un ragazzo riesce facilmente ad accendere una candela (un vero prodigio!). Non sempre, però, le cose vanno per il verso giusto: a Tipton, in Inghilterra, un ragazzo di 12 anni è stato infatti ricoverato in ospedale con ustioni sul 18 per cento della superficie posteriore di gambe e pollice. Il tutto perché, in una gara di peti col cugino, aveva provato a incendiare le proprie flatulenze. Purtroppo, però, non aveva fatto i conti con una tanica di benzina (che forse perdeva liquido) che si trovava a poca distanza: la stessa tanica che il padre utilizzava per riempire la falciatrice del prato e che, ovviamente, ha preso immediatamente fuoco subito dopo il simpatico giochino. Intervenuti prontamente, i vigili del fuoco hanno subto spento il piccolo incendio e accompagnato il ragazzo in ospedale. La prima cosa che ha detto quando è uscito? “Caro cugino, ho vinto di gran lunga io!”.

ECCESSO DI VELOCITÀ PER IL TRENINO DEI BAMBINI
Dopo cotanta violenza e sofferenza concludiamo la rubrica del “Follini ma vero” di questa settimana con una simpatica notizia estiva che arriva da Sestri Levante in provincia di Genova. Qui un trenino per bambini è stato multato per eccesso di velocità. Ovviamente per errore della Polizia stradale. Un autovelox piazzato sull’A14 all’altezza di Ortona, infatti, ha rilevato un automezzo con la stessa targa del trenino che procedeva a oltre 169 chilometri orari. Pronta la multa e anche la decurtazione dei cinque punti per il proprietario del mezzo. Il trenino, però, non supera i 25 chilometri orari, non può percorrere l’autostrada e ovviamente non è mai stato in servizio a Ortona. Le forze dell’ordine indagano su un presunto caso di clonazione di targa.

Follini d’estate

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Bambini che mordono cani, signore di classe che portano topi (morti) al ristorante, ladri che rubano bambole gonfiabili. L’estate, con le sue stranezze, è una miniera d’oro per le notizie “Follini”

LA CLASSICA SCENA DEL TOPO MORTO
La scena l’avrete sicuramente vista in decine e decine di film, ma probabilmente molto poco spesso – al contrario – è stata realizzata “dal vivo”. Fatto sta che una donna del Wiscounsin c’ha provato davvero, e ovviamente è stata colta in flagrante. Debbie R. Miller, 41 anni, questo il nome dell’arguta signora in carriera, stava cenando in un ristorante di lusso nella sua città quando ha deciso, per non pagare il salatissimo conto, di immergere all’interno del piatto un piccolo topo di laboratorio che nascondeva all’interno della borsetta. A quel punto – immaginatevi la scena! – ha iniziato a urlare facendo finta che il cameriere le avesse portato il piatto con il topo dentro, e ha denunciato il ristorante chiedendo 500mila dollari (l’equivalente di 318mila euro) di risarcimento danni. Addirittura, la donna – secondo quanto ha riferito il direttore di sala – avrebbe chiesto ai proprietari del Seasons Restaurant Grand Chute di pagarle i danni altrimenti, oltre alla polizia, avrebbe chiamato i giornali e le televisioni locali. Il direttore del ristorante, però, ha deciso di vederci chiaro, e così – prendendo tempo – ha fatto esaminare l’esanime topo… con dei risultati strabilianti: dall’autopsia, infatti, è emerso che il topo è stato “cotto” al microonde… ma il ristorante proprio non aveva alcun forno a microonde. Denunciata, la donna – che inizialmente era comunque riuscita a mangiare “aggràtis” – ha dovuto pagare una multa di 1.500 dollari, circa 956mila euro. Ma non era meglio pagare quei cento dollari di conto?

IL BAMBINO CHE MORDE I PITBULL
Nel giornalismo si dice sempre che se un cane morde un uomo non si tratta certo di una notizia (a meno che, ovviamente, l’uomo non muoia!). E si dice anche, invece, che paradossalmente è una notizia se l’uomo morde il cane. Che è proprio quello che è successo in Brasile, dove un bambino di soli undici anni è riuscito a salvarsi dall’attacco di un pitbull impazzito… rispondendo a morsi all’aggressione del cane. Gabriel Almeida, questo il nome del bambino, era stato attaccato da pitbull dello zio (impazzito apparentemente senza motivo) che lo aveva azzannato al braccio mentre si trovava tranquillamente a giocare nel giardino di casa. Con un incredibile ed eccezionale sangue freddo, hanno raccontato le autorità locali, il bambino ha invece preso il pitbull per il collo e “gli ha dato un morso fortissimo”. La singolare inversione dei ruoli è bastata perché il cane se la desse a gambe. Gabriel se l’è cavata con otto punti di sutura, mentre il pitbull, secondo la legge, sarà soppresso perché “potenzialmente pericoloso e in grado di uccidere”.

IL RAPINATORE OSSESSIONATO DAI SEX TOYS
C’è a chi piacciono le banconote e a chi piacciono i gioielli, a chi piacciono gli oggetti hi-tech e a chi piacciono i sex toys. Stiamo parlando dei ladri, ovviamente, che spesso con le proprie azioni sono i veri protagonisti della nostra rubrica “Follini ma vero”. Ci troviamo in Irlanda dove Jose A. Sandoval, fatta irruzione nel sexy show “Naughy Novelities”, ha deciso non di rubare il denaro presente nella cassa (tra l’altro quasi mille euro), ma di rubare bensì prodotti per adulti, tra cui diverse bambole gonfiabili. Al momento dell’arresto, avvenuto con facilità grazie all’allarme e all’arrivo tempestivo delle forze dell’ordine, si è scoperto che Andoval non aveva neppure toccato il denaro. “Ero alticcio e ho fatto una stupidaggine”, ha spiegato l’uomo il giorno successivo alla polizia”. La refurtiva comprendeva lubrificanti, indumenti intimi e bambole gonfiabili, tra cui la famosa Linn Thomas, la sex doll dal valore di 270 dollari che parla e incita il partner a fare sesso con lei. Come dire… non tutte le ciambelle riescono col BUCO!

ANZIANA DI 88 ANNI MUORE INVESTITA. DALLA SORELLA DI 84
Notizie del genere, ovviamente, non fanno ridere. Ma di certo sono incredibili! Ci troviamo ad Ala’ dei Sardi, in provincia di Olbia, in Sardegna, dove una donna di 84 anni ha investito, e purtroppo ucciso, la sorella di 88 anni, probabilmente per una manovra sbagliata. Maria Pitta era infatti impegnata in una manovra di parcheggio della sua auto nel giardino di casa, quando non si è accorta della presenza della sorella maggiore Margherita, e l’ha investita. L’anziana donna è caduta in terra sbattendo la testa e, a quanto hanno spiegato i medici, riportando fratture interne. Inutilmente Maria si è fatta coraggio ed ha caricato la donna sull’auto, accompagnandola all’ospedale di Ozieri. L’ottantottenne è purtroppo morta dopo poche ore.

900 EURO BUTTATI NEL CESSO
Come si fa – direte voi – a gettare nel water ben 900 euro? Può succedere anche questo, purtroppo. A Oldenzaal, una cittadina dell’Olanda orientale, una donna aveva appena prelevato dallo sportello Bancomat mille euro in dieci banconote da 100: doveva, infatti, festeggiare il suo compleanno il giorno successivo, e aveva deciso di offrire una cena al ristorante a tutti i suoi parenti. Conservate nella tasca posteriore dei pantaloni le banconote, la donna è tornata a casa e si è diretta subito in bagno… bisogni fisiologici “grossi”, per così dire. Una volta abbassati i pantaloni, però, nove delle dieci banconote sono scivolate nel water dove, tra l’altro, la donna ha trovato anche sollievo. Proprio nel momento in cui ha “scaricato”, la signora si è accorta dell’incredibile misfatto. Così, senza perdersi d’animo, ha subito chiamato il comune, spiegando l’accaduto (con contemporanea ilarità degli addetti delle fogne). Mossi a pietà dall’insistenza della donna, però, gli addetti hanno utilizzato un robot con una mini-telecamera che si è “immerso” nelle fogne ed è riuscito a recuperare le banconote. Non vi voglio raccontare in che condizioni, però!

PERDE LA FINALE E FA PIPI’ NELLA COPPA
A Roma c’è un termine che ormai sta diventando comune anche in altre parti d’Italia: “rosicare”. Il termine si usa – leggiamo sul vocabolario – quando ci si rode l’anima, ci si strugge per un’azione o un particolare comportamento e non si ha il potere e modo di intervenire in merito. Perché parliamo del verbo “rosicare”? Perché un ragazzo di 17 anni, giocatore del “Limite e Capraia”, club sportivo calcistico dell’empolese, ha proprio “rosicato” nel perdere la finale del torneo giovanile locale. E così, senza perdersi d’animo, ha deciso – per vendicarsi – di orinare nella coppa vinta dalla squadra avversaria, con conseguente stupore di tutto lo stadio. È accaduto a Montecalvoli, in provincia di Pisa, durante il VI Memorial “Trapassi” per Allievi A, uno dei tornei giovanili di calcio più importanti della provincia. Il ragazzo è stato deferito dalla procura federale e squalificato per quattro mesi. Chissà se i ragazzi della squadra avversaria – come si fa solitamente quando si vince – hanno riempito la coppa di champagne e hanno bevuto tutti insieme dall’ambito calice!

Tachimetri e lune

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Nella nostra vita ci sono degli “oggetti” con i quali abbiamo a che fare tutti i giorni, come il tachimetro della macchina o la Luna. Ma alcuni sembrano proprio non essersene mai accorti

GUARDARE OGNI TANTO IL TACHIMETRO… NO EH?
Il tachimetro è uno strumento (a lancette o digitale) presente nelle automobili, in grado di calcolare la velocità alla quale si procede. Lo sanno tutti, direte voi. Forse non tutti. Una donna del Nevada, negli Stati Uniti, è stata “pizzicata” per ben 22 volte in 45 giorni dall’autovelox fisso di un’autostrada per eccesso di velocità. La donna, 24 anni e da poco patentata, è stata tratta in arresto perché considerata recidiva, e la sua patente è stata sciolta in un barile pieno d’acido (come per dire: non l’avrai mai più nella tua vita). Delle 22 volte, la velocità maggiore è stata riscontrata all’altezza della cittadina di Scottsdale (tra l’altro un centro abitato!), dove la ragazza procedeva a 160 chilometri all’ora.

UN CAGNOLINO SOLO IN CASA CHIAMA LA PADRONA COL CELLULARE
È proprio vero che il cane è il migliore amico dell’uomo. Un bassotto di nome Burrito, di Lecco, è riuscito a inviare una elefonata ad uno degli amici con cui la donna era a cena, probabilmente per segnalare che si sentiva solo in casa e aveva bisogno di mangiare. Come? Semplicemente premendo sul cellulare, che la donna aveva lasciato a casa, il tasto Invio, dove era ancora memorizzata l’ultima chiamata. Quando l’amico ha riconosciuto il numero sul display, nella comitiva di amici è sceso il gelo, perché tutti hanno pensato che si trattasse di un ladro. Chi avrebbe potuto pensare che dall’altra parte della cornetta c’era… Burrito?

CONFONDE LA LUNA CON UN UFO E CHIAMA LA POLIZIA
Quante volte, durante le sere d’estate, ci capita di guardare il cielo e di osservare la Luna? Sì, la Luna: fonte di malinconia, di pensieri, di speranze. Amata dai poeti e scrutata dai bambini. Quante volte abbiamo osservato la Luna da quando siamo nati…? Tantissime. Ebbene: c’è qualcuno che forse non si era mai accorto che attorno al nostro pianeta ruota una luna… perché ha chiamato la polizia, spiegando di aver visto un Ufo, un oggetto volante non identificato. Ma invece – appunto – era solo la Luna. La telefonata dell’uomo alla polizia è stata registrata e poi diffusa in tutti i telegiornali americani, la scorsa settimana: “Devo informarvi – ha esordito l’uomo – che sulla montagna c’è un oggetto chiaro, fermo e sospeso nel cielo. Presto mandate subito qualcuno per fare un controllo”. Ogni giorno sono decine e decine le telefonate bizarre che arrivano ai centralini di emergenza delle polizie di tutto il mondo. Come quella della donna che ha chiamato il 113 per chiedere dove trovare una monetina da inserire nel carrello al supermercato.

IL CIMITERO DELLE “CANNE”
I cimiteri sono posti nei quali nessuno vorrebbe passare tanto tempo. Ecco perché i due guardiani del cimitero di Hanoi, in Vietnam, hanno pensato bene di destinare un piccolo appezzamento di terreno nel camposanto comunale alla coltivazione. Alla coltivazione della marijuana, però. I due, ovviamente, sono stati arrestati. I guardiani, interpellati dalla polizia, si sono difesi spiegando che la coltivazione era destinata ad un uso strettamente privato. Cosa abbastanza difficile da dimostrare, considerato che più che una piccola coltivazione, a prima vista sembrava un enorme campo coltivato. E poi dicono che non ci sono più posti nei cimiteri…