Strasburgo, tensione per l’apertura del vertice Nato. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Inizia oggi tra Strasburgo e Baden-Baden il vertice Nato in occasione del sessantesimo anniversario dell’Alleanza. Un vertice che per il ministro dell’Interno francese presenta “seri rischi per la sicurezza pubblica”.

Treni e bordelli europei

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Rimanere incastrati nella toilette di un treno? Si può, se avete perso un cellulare. Per voi le notizie più “Follini”

 

FRANCIA, RIMANE COL BRACCIO INCASTRATO NELLA TOILETTE DEL TGV… PER COLPA DI UN CELLULARE!
Secondo le statistiche più recenti dei più autorevoli istituti mondiali, il telefono cellulare è uno degli oggetti di cui non possiamo più fare a meno. Sempre più tecnologici, i cellulari conservano al proprio interno i nostri contatti, i messaggi delle persone che ci vogliono bene, documenti di lavoro, fotografie, musica, ricordi, segreti… e così via. Dev’essere stato davvero importante, allora, il cellulare di Benoit Gigou, passeggero francese che stava viaggiando sul Tgv, il treno ad alta velocità d’Oltralpe, tra La Rochelle e Parigi. Il ragazzo, 26 anni appena compiuti, era in bagno per fare i propri bisogni, e forse a causa di una curva presa con velocità dal treno ha perso l’equilibrio, facendo cadere il cellulare… nella tazza. Gigou, così, non si è perso d’animo e ha inserito la mano all’interno del water (i più impressionabili non vadano oltre…) per cercare il prezioso oggetto, quando si è accorto di essere rimasto incastrato col braccio. Un passeggero ha raccontato all’agenzia di stampa France-Presse che dall’altoparlante è stato annunciato che qualcuno “aveva il braccio incastrato nella toilette dopo aver cercato di recuperare il suo telefonino caduto nella tazza” e che a causa dell’aspirazione, dunque, il braccio era stato risucchiato nel sistema di scarico. L’incidente ha obbligato il treno ad alta velocità a fermarsi per due ore per permettere ai pompieri di disincastrare la vittima. La cosa più buffa? Che per liberare il ragazzo è stato necessario smontare completamente la toilette: Gigou è uscito infatti dal treno insieme alla tazza (svuotata del suo contenuto…), e la liberazione è avvenuta poi all’esterno, su di una barella. Fortunatamente, non ci sono state conseguenze: il giovane si è solo tagliuzzato al livello del gomito, ma non ha riportato alcuna frattura.

 

BERGAMO, SALE SULLA TOMBA PER PULIRLA MA CI CADE DENTRO E MUORE
La notizia, terribile, è arrivata durante i giorni della commemorazione dei defunti, all’inizio di novembre. Ma lo Stivale Bucato in quei giorni non è uscito, per permettere al nostro staff di ultimare il sito nuovo, e così ve la riportiamo ora. Ci troviamo a Pagazzano, nella Bassa bergamasca, dove una giovane ragazza era andata a pulire la tomba di famiglia in vista del due novembre. Arrampicatasi fino in cima, ha però perso l’equilibrio, cadendo all’interno della tomba e perdendo, sul colpo, la vita. La giovane era salita con una scopa fin sul tetto del monumento funerario per eliminare le foglie che da anni si erano accumulate; forse a causa della pioggia o del fango ha però perso l’equlibirio cadendo, di sotto, per tre metri. L’impatto è stato fatale perché la ragazza ha battuto la testa.

 

SESSO A VOLONTÀ? PROVATE IL BORDELLO DI BERLINO!
“Fatelo finché reggete”. È lo slogan “per stakanovisti del sesso” di un bordello berlinese, che per cercare di stare al passo coi tempi (e soprattutto con la crisi economica) ha lanciato una nuova offerta: rapporti sessuali a volontà (“finché ce n’è”, avrebbe detto Ligabue) al prezzo fisso di 70 euro. Un’idea – ha spiegato il gestore del centro – rubata in pieno a quei ristoranti, diffusi soprattutto nel Nord Europa, in cui con un prezzo fisso si può mangiare fino a scoppiare. Dalle 10 del mattino fino alle 16 del pomeriggio, dunque, i clienti possono avere, chiedendo preventivamente la “flat rate”, quanti rapporti sessuali vogliono – fino anche, si legge nelle “istruzioni per l’uso”, all’esaurimento fisico – con ciascuna delle 15 prostitute (che, aggiungiamo per dovere di cronaca, hanno tra i 20 e i 25 anni). Ma come, direte voi? Io di giorno lavoro! Non c’è alcun problema: la tariffa, infatti, si estende anche alla notte tra le 20 e l’1, ma è molto meno conveniente: sono cinque ore (invece che sei) e costa 100 euro. Nella tariffa, sia in quella giornaliera che in quella notturna, sono incluse bevande alcoliche e anal-coliche. A protestare contro l’offerta (di certo non per motivi morali) è Anja Kofbinger, responsabile dei Verdi per i problemi della donna: “Se un cliente sale in camera cinque volte con una ragazza – ha spiegato ai microfoni delle principali emittenti del Paese – e paga solo 70 euro, a guadagnarci è solo il gestore, e non la ragazza”.

 

UNA RISSA… A SUON DI MUSICA
In Australia, alcuni giorni fa, i fan dei Boyzone e quelli di Rihanna hanno assistito ad una vera e propria rissa… tra gli appartenenti allo staff che segue i due famosi musicisti. È successo a Sydney, dove i due gruppi musicali avevano appena finito di esibirsi, uno dopo l’altro. La colpa? Delle donne, ovviamente. Anzi, per la precisione, di uno sguardo di troppo che, complice l’alcol, un componente della boyband dei Boyzone avrebbe indirizzato verso la fidanzata di uno dei musicisti della cantante black Rihanna. A spiegare la dinamica al termine della maxi-rissa, che ha interessato decine di persone appartenenti ai due diversi staff, proprio Stephen Gately dei Boyzone, colpevole di aver provato a flirtare con la giovane ragazza di uno dei musicisti dell’altra band. “Volevo solo parlarle amichevolmente – si è difeso il ragazzo – ma il fidanzato si è subito infervorato e ci siamo ritrovati ad azzuffarci senza neanche accorgercene”. Proviamo a indovinare quale sarà il pensiero – unanime – dei lettori? Ma se non vi eravate nemmeno accorti di aver scatenato una maxi-rissa… cosa vi eravate iniettati nel sangue?

 

SIGNORA COMMESSA, IL MIO CELLULARE RUBATO NON FUNZIONA
Le storie di ladri fanno spesso impazzire i lettori dello Stivale; per questo ve le proponiamo quasi in ogni numero. La storia di oggi arriva da Reggio Emilia, dove un ladro tunisino di 24 anni è tornato sul luogo del delitto per chiedere… particolari delucidazioni. Il ragazzo, nottetempo, aveva spaccato la vetrina di un negozio di cellulari, rubandone quattro. Tornato a casa, però, la brutta scoperta: uno dei telefoni, infatti, non si accendeva. Dopo aver provato in tutti i modi, ha dunque deciso di tornare al negozio (questa volta di giorno) per chiedere spiegazioni sul malfunzionamento. Così si è presentato dalla commessa. La donna, smontato il telefono, ha subito capito che all’interno mancava la batteria (un problema stupidissimo, dunque) ma si è accorta anche che il codice Imei (il numero di serie univoco presente in ogni cellulare) apparteneva a uno dei telefoni trafugati qualche notte prima. Il ragazzo è scappato ma è stato rintracciato dopo poche ore dei Carabinieri. Certo, pensiamo noi: ma non poteva aprire il vano della batteria, invece di portare il telefono esattamente nello stesso negozio da cui lo aveva rubato?

eBay dovrà pagare 20mila euro di risarcimento alla Hermes. Un pericoloso precedente, che pone la società d’aste a rischio chiusura!

Ancora problemi per eBay, che per l’ennesima volta si trova a dover pagare una multa per il comportamento scorretto dei propri utenti. Questa volta siamo in Francia: un tribunale d’oltralpe ha infatti obbligato il popolare servizio di aste online a pagare ben 20mila euro di multa alla Hermes, famosa società di prodotti di lusso.

Motivo? eBay avrebbe permesso la vendita, sul suo sito appunto, di tre borse contraffatte. Si tratta di una delle prime volte (e la primissima in Francia) in cui un giudice designa eBay come principale responsabile di una vendita fraudolenta tra due propri utenti. Numerose volte eBay è intervenuta per eliminare dal proprio sito prodotti contraffatti o di cui è vietata la vendita, ma si è sempre battuta per far prevalere il principio che devono essere le diverse aziende produttrici a indicare quali sono i prodotti contraffatti e quali gli originali.

eBay, si legge nella sentenza, è stata condannata per aver fatto da tramite a una “vendita di borse con la griffe Hermes su eBay.fr, avendo fallito a prevenire con le proprie forze la vendita di materiale d’imitazione e contraffatto di aziende francesi“. Nella propria difesa, tra l’altro, la società di aste ha spiegato che il suo programma “VeRO” (Verified Rights Owner) è stato progettato appositamente per rendere semplice la denuncia di abusi daparte delle aziende produttrici a eBay. Ma Hermes, a quanto si apprende, non se ne sarebbe avvalsa, passando direttamente alla denuncia.

La multa, dunque, è stata comminata sia a eBay sia alla donna che aveva messo in vendita la borsa (non sappiamo se qualcuno aveva fatto offerte per l’oggetto, ma comunque non è stato incriminato). Altre azioni legali, in questi mesi, stanno andando avanti nei confronti di eBay da parte di altre aziende francesi: Louis Vuitton, Dior Couture e l’Oreal per un totale di oltre 40 milioni di euro di richiesta danni. Vedremo come andrà a finire. Certo, accusare eBay di favorire la vendita di prodotti contraffatti mi sembra abbastanza esagerato: che ne pensate? A mio avviso, se queste aziende continuassero a vincere tutte le cause, allora eBay presto sarebbe costretta alla chiusura.

Diario di viaggio in Ucraina: giorno 3

Lunedì 4 febbraio 2008
Ucraina3

(La squadra di Babel Reporter: da sinistra, il mio fotografo Jan, me stesso, la traduttrice del gruppo francese Natalia, la giornalista francese Prune e il fotografo francese Cyril)

È davvero impressionante vedere una città relativamente povera e con tanti problemi avere un sistema di metropolitane così avanzato. Le gallerie sono costruite a una profondità incredibile, le scale mobili (che corrono velocissime, probabilmente al doppio della velocità di quelle di Roma) sono talmente lunghe che non se ne vede la fine per minuti e minuti. E una volta arrivati in galleria si scopre che la frequenza è di un minuto tra un treno e l’altro.

E, aggiungo, è anche impressionante vedere quanta gente usa la metropolitana al solo costo – pensate – dell’equivalente di 7 centesimi di Euro a corsa. Ma andiamo al racconto vero e proprio della giornata. La mattina è iniziata abbastanza “male”, con un vero rincoglionimento dovuto probabilmente alla stanchezza. Così, dopo un doppio cappuccino (che equivale al nostro normale cappuccino) il fido accompagnatore Oleksiy ci ha presentati al direttore del Centro internazionale di Kiev per gli Studi sulla politica, Volodymyr Nikitin. Argomento dell’intervista, ovviamente, l’“Embassy of God” e i suoi riflessi sulla società ucraina. Un’intervista molto lunga e molto interessante, accompagnata da un ottimo thé.

Successivamente avremmo dovuto fare altre interviste, ma sfortunatamente sono saltate. Nell’Europa dell’Est non è difficile che gli appuntamenti saltino, anzi è quasi normale che vengano rimandati di ora in ora. E questa è stata un po’ una costante nel nostro viaggio.

Così abbiamo passato il resto del pomeriggio all’università di Kiev, dove ho potuto utilizzare internet e dove il nostro accompagnatore ha fissato degli appuntamenti per la giornata di domani. È incredibile quanto sia difficile trovare una connessione internet wi-fi gratuita in centro: molti bar espongono la targhetta “qui wi-fi”, ma spesso e volentieri la connessione non è gratuita, ma costa l’equivalente di 13 centesimi di Euro per ora. Non è molto, e se si acconsente ad acquistare un’ora di navigazione… ci viene risposto che non hanno la relativa tessera con username&password da vendere. E allora a che serve?

La serata è invece trascorsa splendidamente con gli altri due compagni di viaggio (Cyril e Prune, la prima francese doc, il secondo di nazionalità franco-ucraina) insieme alla loro simpatica traduttrice Natalia in un ristorante molto elegante della città. Ci siamo divertiti moltissimo parlando di tutte le differenze che ci sono tra le nostre culture: francese, inglese, italiano, ucraino… davvero troppo interessante: dal matrimonio Sarkozy-Carla Bruni ai bamboccioni, dall’università alle situazione economica, dai modi di dire alle parolacce e alle volgarità.

In più, ho notato a livello internazionale una vera ammirazione per la nostra cultura, il nostro modo di fare, la nostra classe e ovviamente la nostra cucina… gli stranieri, insomma, sono molto interessati al nostro modo di vivere. Peccato poi che quando si passi all’argomento politica (nazionale e internazionale) l’Italia sia sempre il fanalino di coda dell’Europa, completamente fuori dai grandi giochi internazionali. E io lì a spiegare i nostri problemi, la legge elettorale, Prodi e Berlusconi, Mastella e così via.

Il gruppo francese, l’altro gruppo del progetto Cafebabel, si occuperà di immigrazione femminile e letteratura. Sono due ragazzi molto simpatici e entrambi con tanta voglia di fare. Peccato che ci vedremo solamente la sera a cena e qualche volta la mattina a colazione.

È online la Baguette Bucata

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

È uscito un nuovo e impedibile numero de lo Stivale Bucato, tutto dedicato alla storia d’amore più chiacchierata degli ultimi tempi, quella tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la modella-cantante italiana Carla Bruni che rischia, nientemeno!, di diventare la prima first lady italiana all’Eliseo. Noterai che anche per questo numero abbiamo pensato ad un nuova ed irriverente testata che abbiamo ironicamente battezzato… la Baguette Bucata.

Cosa aspetti dunque, corri su www.stivalebucato.it: mai come nel 2008 SMAIL IS NAU

I contenuti de la Baguette Bucata:

– Carla Bruni in… “Come siete ‘vulgaire'”
Ormai non si parla d’altro: la relazione tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cantante-modella Carla Bruni è sulla bocca di tutti. E la nuova “coppia presidenziale” non poteva, ovviamente, sfuggire alle grinfie della satira. Per questo non potevamo non iniziare proponendovi la nostra intervista esclusiva alla nuova first lady di Francia, madame Carla Bruni, che racconta senza pudore al nostro inviato infiltrato all’Eliseo tutti i dettagli più piccanti della sua nuova storia d’amore.

– La “Befanà” de France
È arrivata la befanà di Francia, la nuova canzone de lo Stivale Bucato. La modella italiana non ha portato doni ai bambini d’oltralpe, ma ha rubato il cuore del presidente Sarkozy. Quanto durerà? Solo il portafogli può dirlo.

– Corna presidenziali
La stampa segue costantemente la storia d’amore del presidente francese. Ma che fine ha fatto la sua ex-moglie, Cécilia? Com’era il loro matrimonio? Le risposte nei versi di Jacques Pervérs.

– Petro-star
Non si arresta la scalata del prezzo del greggio, che ha toccato la quota record di cento dollari al barile. Il petrolio, dunque, si è montato la testa e ora le canta a tutti. La vignetta del nostro Jeep.

– Le sexy-prof di Saladas
Sei prof argentine sono state “beccate” dopo aver fatto ripetutamente sesso su uno scuola-bus con il conducente. La notizia sta scandalizzando il Sudamerica.

– Meglio a casa che in corsia
Terzo decesso in un anno per malasanità all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. Lo sdegno e la rabbia, in rima, del premio Nobrut Rita Levi Ospedalini.

– Il Calendario 2008 de lo Stivale
Scarica e stampa gratis il nostro calendario 2008, con le nostre vignette, i nostri consigli e con una sintesi, mese per mese, dei fatti più strani del 2007.

– Topo-Gigi e la sua Tata-Angelo
Continua la fiaba d’amore, che ci ha appassionato tutti (…), tra “Topo-Gigi” e la sua “Tata-Angelo”. Che andranno, insieme, anche a Sanremo.

– Se fossi Baricco
A tutti capita di fare sogni incredibili. Il nostro nuovo gradito ospite Gordiano Lupi ha immaginato che cosa farebbe se un giorno si svegliasse nei panni di…

– La Bella e le Bestie
Fiaba nata dalla cronaca nera: giovani teppistelle hanno malmenato una coetanea. Rea, ai loro occhi, di aver “sottratto l’osso”, come direbbe De André.

– Baguette & Stivale
Ogni giornale che si rispetti non può non dedicare ampio spazio al gossip. Ecco perché questo numero de lo Stivale Bucato si tinge particolarmente di rosa.

– Porno-bus, porno-iPod
Lo Stivale ha scoperto il motivo degli ingenti investimenti militari russi. E vi racconta anche cosa è successo alla stazione di Brescia la notte di Capodanno.

– Oroscopo bucato
I 12 segni attraverso l’oroscopo del famoso Branchio: una previsione in esclusiva per lo Stivale Il 2008 ti sembrerà migliore se lo affronti con noi.

– Natale in casa Slavatina
Ormai la nostra bionda (e stupida) slavatina è entrata a far parte anche della vostra vita quotidiana. Come avrà “santificato” le feste?

– Person of the Year
La rivista americana Time ha eletto il presidente russo Putin uomo dell’anno. La nostra agenzia di stampa ha ascoltato un grande esperto di medaglie e ferraglia.

Che aspetti? Corri a consumare la Baguette Bucata!!!

Francia, un super-servizio antispam

Il governo francese ha da poco lanciato “Signal Spam”, una piattaforma antispam creata in collaborazione con enti pubblici e società private (tra i partner c’è anche Microsoft).
http://www.blogger.com/img/gl.link.gif
Il ruolo degli utenti sarà quello di segnalare i messaggi di spam inoltrandoli direttamente al Signal Spam, che farà invece da monitor centralizzato di tutte le attività di spam nel Paese. Da lì verranno generate blacklist (da inoltrare, ad esempio, ai servizi anti-spam dei diversi fornitori di e-mail) e partiranno anche azioni legali contro gli spammer più incalliti. Funzionerà?

Cafebabel.com: studenti in redazione, il giornale è europeo

Ventidue redazioni, quattordici Paesi collegati e articoli in sette lingue
“Il nostro sogno? Un giornalismo di qualità con un sito creato dagli studenti”

Parigi, effetto Cafebabel.com
l’informazione è senza frontiere

La sfida di Adriano, il direttore 26enne partito dalla Campania
“Tutto è cominciato con Erasmus. L’Italia? Sempre in ritardo….”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ventidue redazioni locali, quattordici Paesi europei, sette lingue, oltre trecento tra giornalisti e traduttori. E un sogno: fare un giornalismo partecipativo di qualità in una rivista scritta da europei per gli europei. È Cafebabel. com, il primo sito internet creato da un gruppo di studenti, Erasmus e francesi, all’Institut d’études politiques di Strasburgo. Dal 2001 il sito si è velocemente trasformato in un grande portale con una media di trecentomila visitatori al mese.

“Un giorno una persona mi ha detto che siamo il più bel progetto che l’Erasmus ha fatto scaturire”, spiega il direttore Adriano Farano, 26 anni e originario di Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, che dal 2001 insieme ai suoi tanti collaboratori sparsi per l’Europa racconta l’attualità europea. E in effetti senza l’Erasmus, che in questi giorni ha festeggiato i vent’anni di età, l’idea non sarebbe mai partita. “Nella primavera del 2000 – racconta Farano – studiavo Scienze politiche alla Luiss di Roma e avevo fatto una domanda per poter studiare un anno a Strasburgo. All’epoca avevo già il mio piccolo giornale e una volta a Strasburgo ho iniziato, insieme a un altro ragazzo, Nicola dell’Arciprete, attuale presidente dell’associazione, a incontrare persone della mia stessa età e con i miei stessi interessi. Avevamo pensato – continua – di fare dell’Erasmus non solo un anno di feste, ma anche di costruzione di qualcosa d’importante. E così abbiamo avuto una piacevole sorpresa: il direttore dell’Institut d’études politiques ha accettato subito di riceverci e dopo aver ascoltato le nostre idee per un quarto d’ora ci ha mostrato una sala con un computer, dicendo: ‘Ecco la vostra redazione’. Da allora tutti i nostri pregiudizi sull’università sono svaniti: non si trattava più solamente di studio e esami, ma di una dimensione di approfondimento cultrale che avremmo dovuto sfruttare a fondo”.

“Tornati a Roma – continua – abbiamo molto sofferto dell’immobilismo e dell’appiattimento italiano. In sei mesi di lavoro ci è stata offerta solamente una piccola stanza, che avremmo dovuto condividere con altre associazioni. Guardando all’estero, soprattutto in Scandinavia, dove ai giovani vengono date moltissime possibilità, abbiamo capito che in Italia non c’era altro da fare e abbiamo gettato la spugna. Ci siamo trasferiti a Parigi e abbiamo deciso, con altri ragazzi, di fare del progetto studentesco la nostra vita. Anche lì all’inizio non è stato facile, basti pensare che abbiamo lavorato nove mesi gratis. Piano piano, però, siamo riusciti a trovare i finanziamenti e dal settembre del 2003 abbiamo potuto stipendiarci in dieci”.

“Il nostro giornale è andato in linea per la prima volta il primo febbraio del 2001, e da lì è iniziato a crescere sempre di più”. Attualmente il sito è pubblicato in sette lingue (catalano, francese, inglese, italiano, polacco, tedesco e spagnolo) e propone approfondimenti dell’attualità in una prospettiva transnazionale: “Nel momento in cui si assiste all’allargamento dell’Unione Europea e alla crescita dell’importanza delle sue istituzioni – si legge su Cafebabel. com – la costruzione di un’identità europea non è che agli inizi. Noi invitiamo i lettori in un sito che non è solo una realtà istituzionale, ma anche un luogo di scambio, di scoperta di culture, di scoperta dell’attualità dei differenti paesi dell’Unione, in uno spazio di analisi e riflessione senza frontiere”. La redazione centrale, cosiddetta “europea”, si trova a Parigi, ed è il fulcro del network. Lì c’è il vero e proprio desk che coordina le redazioni locali e gli articoli. Durante le riunioni i responsabili delle varie lingue mettono sul tavolo le differenti idee che arrivano dai collaboratori sparsi sul territorio, che sono il vero motore della rivista. Nella capitale francese, poi, si effettua anche il lavoro di controllo sulle traduzioni, anch’esse svolte da altri ragazzi.

Chiunque può scrivere (in modo volontario) su Cafebabel, sia giornalisti che ragazzi predisposti a parlare ad altri ragazzi europei. L’importante è che i pezzi proposti non siano completamente radicati in una realtà nazionale, ma che abbiano un ampio respiro. “Come media aperto – si legge nel sito – incoraggiamo e rispettiamo le divergenze d’opinione, anche se l’angolo europeo per affrontare i differenti temi è indispensabile”. Gli articoli di Cafebabel non sono dei semplici articoli d’informazione, ma tendono ad offrire un approccio critico e un’analisi approfondita dell’attualità. Si passa, per fare qualche esempio, dalla letteratura europea (attualmente in linea c’è un articolo sull'”Uomo europeo secondo Villepin & Semprún”) alle interviste (come “Masha, la ribelle siberiana”: colloquio con una giovane giurista che si scaglia contro lo stereotipo della donna russa sexy e materna), dai reportage (“Avere figli in India. A dodici anni”, scritto in occasione del sessantesimo anniversario dell’Unicef) alle discussioni sulle politiche europee.

Cafebabel può contare su partner, pubblici e privati, di rilevante importanza, come il ministero degli Esteri francese, il Comune di Parigi, la Commissione europea – direzione generale educazione e cultura.

(18 dicembre 2006)

Francia, de Villepin tiene duro: "Non ritiro la legge sul Cpe"


Il primo ministro francese ha visto i vertici dei sindacati
Non ci sarebbe stato, però, alcun accordo. Le proteste continuano

De Villepin: “Non ritiro il Cpe”
Ora l’incontro con gli studenti

Chirac da Bruxelles: “La legge è stata approvata e ora va applicata”
Contrario Sarkozy: “Ora rischiamo un risveglio delle banlieues”

di DANIELE SEMERARO

PARIGI – Ognuno resta sulle sue posizioni e la situazione sul contratto di primo impiego (Cpe) rimane bollente. All’indomani delle manifestazioni studentesche che in Francia hanno generato violenti scontri, oggi il primo ministro francese Dominique de Villepin ha incontrato a Matignon, per la prima volta dall’inizio della crisi, i cinque principali sindacati francesi.

A quanto riferiscono i sindacalisti, però, l’incontro non ha avuto un buon esito perché de Villepin ha reiterato il suo no a ritirare la legge: “Non l’abbiamo convinto – ha riferito Bernard Thibault, leader della Cgt, il principale sindacato francese – e la sola cosa che abbiamo ottenuto è che riceva subito le organizzazioni di giovani, liceali e studenti. Lo farà, su nostra insistenza, domani mattina”.

La radicalizzazione delle proteste aveva spinto de Villepin a convocare i sindacati, che lo attaccavano per aver imposto il Cpe senza averli sentiti. Parallelamente, la mobilitazione degli studenti e dei liceali continua: una sessantina di università, infatti, sono coinvolte in manifestazioni, scioperi e i blocchi della didattica.

I sindacati, inoltre, hanno confermato lo sciopero generale e le manifestazioni che, martedì prossimo, rischiano di paralizzare il Paese. De Villepin, dal canto suo, ha spiegato che l’incontro era solamente una prima tappa e che desidera continuare le discussioni nei prossimi giorni.

I leader sindacali hanno fortemente contestato anche le dichiarazioni che il presidente Chirac ha fatto al margine del Consiglio Europeo di Bruxelles, secondo cui la legge è stata istituita e quindi dev’essere applicata.

La situazione, però, resta tesa dopo gli scontri tra studenti e forze dell’ordine, che si sono ripetuti anche giovedì sera ai margini del quartiere di Saint-Germain, al termine di una manifestazione che ha portato in strada oltre ventimila universitari e liceali. Un giovane di ventuno anni è stato portato in ospedale con una grave ferita alla testa. La polizia ha arrestato oltre seicento persone in tutta la Francia. Chirac ha chiesto che “questi vandali” siano perseguiti e puniti con tutta la severità necessaria.

Ma nel governo, non tutti sono d’accordo e temono che De Villepin stia tirando troppo la corda del confronto con gli studenti. Il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, ad esempio, ha preso le distanze dal premier, aprendo al dialogo, e lanciando l’allerta: le manifestazioni studentesche, nella capitale come nelle altre città, “stanno cambiando volto”: si concludono, infatti, sempre più spesso con scene di guerriglia urbana, scontri fra poliziotti e manifestanti, lanci di pietre e bottiglie molotov, vetture danneggiate. Il rivale del premier alle presidenziali del 2007 aveva già dichiarato di temere le manifestazioni degli studenti, che secondo lui rischierebbero di risvegliare le agitazioni delle banlieues, dove cresce il malcontento.

(24 marzo 2006)

"Liberi i brani di iTunes". Francia apripista per l'Ue?


Con una legge Parigi chiederà di “aprire” il formato Apple
che al momento può essere letto soltanto sugli iPod

“Liberiamo i brani di iTunes”
Francia apripista per l’Europa?

Il Music Store della Apple è il sistema di download più utilizzato
La società di Cupertino potrebbe decidere di lasciare la Francia

di DANIELE SEMERARO

PARIGI – La Francia sta analizzando un provvedimento in tema di brani scaricati legalmente da internet che, se adottato, potrebbe fare da apripista al resto d’Europa. Martedì prossimo, infatti, il parlamento voterà una proposta di legge sul copyright per aprire lo sterminato patrimonio musicale di canzoni di iTunes (il negozio di musica e video online della Apple) ai dispositivi diversi dall’iPod, che al momento è l’unico in grado di leggere il formato di Apple. Se approvata, questa legge permetterebbe anche agli altri operatori di aggirare il software a protezione del materiale coperto da copyright (Drm, Digital rights management) consentendo, così, la conversione del contenuto digitale da un formato a un altro.

Attualmente, infatti, i brani scaricati da iTunes Music Store (il negozio online più fornito e utilizzato al mondo) possono essere riprodotti solo su un computer munito di software iTunes (scaricabile gratuitamente dal sito della Apple) oppure sull’iPod e sui telefonini Motorola dotati di software apposito. I brani, così, non possono essere esportati su altri computer né su altri tipi di lettori mp3. La Apple ha sempre rifiutato di cambiare la propria politica, e se i legislatori di Parigi approvassero la nuova legge, potrebbe addirittura arrivare alla soluzione drastica: lasciare il mercato francese.

La Apple dal 2003 distribuisce, tramite la piattaforma iTunes, musica online in un formato tutto proprio. Poche settimane fa la società di Steve Jobs ha annunciato che il proprio servizio ha passato il traguardo di un miliardo di download. Ma la società della mela morsicata non è la sola ad aver creato un proprio standard: anche la Microsoft (attraverso il formato “Windows Media”) ha “costretto” i propri utenti ad utilizzare un diverso sistema di scaricamento antipirateria.

“Chiunque controlli l’accesso all’informazione digitale controlla anche l’accesso ai consumatori”, ha affermato Willms Buhse, dirigente del settore prodotti e marketing della società tedesca CoreMedia, che realizza sistemi di gestione dei diritti digitali utilizzati per la protezione dalle copiature. “Per gli operatori di rete, il Drm ha il potenziale di diventare il sistema universale per imporre un pagamento su internet”.

La possibilità che i proprietari di uno o due standard Usa dominino il mercato non è solo una preoccupazione della Francia. Sono tante, infatti, le società che vendono o distribuiscono contenuti che poi si ritrovano a dover fare i conti con un’interoperatività “bloccata”. Klaus Pitz, capo del progetto di tv sui telefonini di Swisscom Broadcast, ad esempio, ha deciso di bloccare sul nascere il commercio dei propri prodotti fin quando la situazione non sarà ben definita: “I sistemi di protezione – ha detto – devono essere interoperativi. Dovremmo investire in questo pasticcio tecnologico? No”.

Todd Chanko, analista specializzato in gestione dei diritti tecnologici della società di ricerche di mercato Jupiter a New York ha affermato che i suoi sondaggi tra i provider mostrano che l’interoperatività dei sistemi di protezione anticopiatura sarebbe cruciale per convincere le aziende di telecomunicazioni ad investire in sistemi che distribuiscono contenuti come canzoni e video. I consumatori, dal canto loro, secondo un recente studio Ue sarebbero pronti a pagare il doppio per una canzone ascoltabile con apparecchi diversi.

(20 marzo 2006)

(Nella foto: L’iTunes Music Store)