Repubblica.it ed elezioni, è record assoluto

Da un’Ansa delle 15.45.

ELEZIONI: RECORD DI ACCESSI PER SITI WEB D’INFORMAZIONE /ANSA
E L’ARRESTO DI PROVENZANO PROLUNGA IL ‘PICCO’

(ANSA) – ROMA, 11 APR – Accessi da record: questo è il commento quasi unanime che circola nelle redazioni Internet italiane oggi. La richiesta sulla rete di informazioni e dati sull’andamento delle elezioni politiche è stata enorme ed è cominciata ben prima della chiusura dei seggi alle 15, ora in cui quasi tutti i siti più importanti hanno messo in linea delle home page molto più leggere del solito, in alcuni casi anche senza foto e senza pubblicità, per far fronte all’assalto degli Internauti. E l’assalto si è ripetuto stamani in concomitanza con la notizia dell’arresto del boss dei boss Bernardo Provenzano. Solo in tarda mattinata i principali portali sono tornati alla normalità.
Il portale dell’Ansa, sul quale era stato allestito anche uno speciale ‘cruscotto’, una pagina con i risultati in tempo reale dal Viminale, ha registrato un traffico da record sin dalla mattina di ieri.
In alcuni casi i siti d’informazione hanno visto anche triplicare il loro traffico normale, come nel caso di Repubblica.it che ieri, fino alle 24, ha registrato circa 50 milioni di pagine viste e quasi un milione e mezzo di ‘utenti unici’. Un record assoluto per il sito, superiore quindi a quello precedente, registrato in occasione della morte di Papa Giovanni Paolo II. Repubblica.it ha comunque dovuto impiegare una home page ridotta, nella grafica e nei link, per consentire il numero maggiore possibile di accessi.
Si parla di record assoluto del sito anche a Corriere.it: 25 milioni di pagine e 1.110 mila utenti unici fino alle 24. Il picco però è continuato fino a tarda notte, grazie all’incertezza dei risultati. Ed è ricominciato stamani con l’arresto di Provenzano, impedendo a Corriere.it, così come a molti altri siti, di tornare alla sua abituale veste grafica.
L’aumento degli accessi, circa il doppio del normale, non ha però intaccato la videochat di Beppe Severgnini: la webtv del Corriere ha registrato durante le diverse ore di diretta circa 100 mila utenti unici e più di 13 mila domande on line ai personaggi in studio.
La Rai globalmente ha registrato il 50% di accessi e l’80% di utenti unici in più rispetto al record precedente, fissato anche in questo caso in occasione delle esequie di Papa Woytjla.
Cinque milioni le pagine viste fino alle mezzanotte, sul portale rai.it, mentre i lettori ‘unici’ sono stati 590 mila. Su RaiNews 24, in particolare le ‘pagine viste’ fino alla mezzanotte sono state 636 mila e gli utenti unici circa 100 mila.
Record anche per sito di TGCom, il ‘telegiornale’ sul Web di Mediaset, dove nella giornata di ieri sono stati registrati più di 660 mila utenti unici e 10,9 milioni di pagine viste nella giornata del 10 aprile. Fino a mezzogiorno di oggi, i lettori ‘unici’ del sito sono stati quasi due milioni e mezzo.
Per quanto riguarda gli altri portali e siti d’informazione italiani non è stato possibile ottenere dati certi, anche perchè molti fanno riferimento a servizi di rilevamento esterni che rendono disponibili i dati solo dopo un certo lasso di tempo. (ANSA).
VC
11-APR-06 15:45 NNNN

Insulti a un giornalista ebreo, sospeso il sindaco di Londra


Ken Livingstone dovrà stare lontano dai palazzi del Comune per quattro settimane
L’accusa: ha screditato la sua carica paragonando un reporter a un “kapò”

Sospeso Livingstone, sindaco di Londra
aveva insultato un giornalista ebreo

di DANIELE SEMERARO

LONDRA – Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, è stato condannato oggi a quattro settimane di sospensione (la pena partirà dal primo marzo) per “aver screditato la sua carica” quando insultò un giornalista di religione ebraica paragonandolo alla guardia di un campo di concentramento nazista.

L’Adjudication Panel of England (la commissione disciplinare per i funzionari pubblici) ha infatti affermato che la frase rivolta a Oliver Finegold dell’Evening Standard fu “inutilmente insensibile e offensiva”, e il sindaco la ribadì, “anche se Finegold gli disse che era di religione ebraica, e che era stato offeso dalla sua domanda se fosse la guardia di un campo nazista”.

Livingston si difese dicendo che il giornale aveva condotto una “campagna di odio” contro di lui per anni, e che era pieno di “disgraziati e fanatici pieni di pregiudizi”. Il sindaco, uno dei più popolari politici inglesi, ha rischiato una condanna che può arrivare anche a cinque anni d’interdizione dalle cariche pubbliche.

Livingstone, inoltre, ha spiegato che da venticinque anni si comporta alla stessa maniera con i giornalisti, e che fino ad ora non aveva mai avuto problemi di questo tipo. Per di più, ha detto, non ha intenzione di cambiare il suo modo di comportarsi.

(24 febbraio 2006)

(Nella foto: Ken Livingstone)

Anteprima: RepubblicaMultimedia

Nasce domani “RepubblicaMultimedia”, il sito (all’interno di Repubblica.it) che conterrà tutti i prodotti multimediali (foto, audio, video) del Gruppo Editoriale L’Espresso, da RepubblicaRadio a All Music Tv, da Radio Deejay a Repubblica.it a Trovacinema.
Ecco, in anteprima, la prima pagina di Repubblica Multimedia

Il mio ricordo del Prof. Cultrera

Lumsa News mi ha chiesto di scrivere un mio breve ricordo del Prof. Cultrera.

di DANIELE SEMERARO

Ho conosciuto il Prof. Cultrera, come tanti altri miei colleghi, entrando a far parte, due anni fa, di Lumsa News. Abbiamo lavorato gomito a gomito fin dai primi giorni, quando ci chiese, in una riunione che ancora ricordo perfettamente, di elencare quali fossero gli elementi grafici da migliorare per rendere il nostro settimanale più accattivante. Da quel momento è iniziata una lunga discussione, sempre scherzosa e molto costruttiva, che non si è praticamente mai interrotta, in cui io proponevo alcune migliorie e puntualmente lui le “smontava”, fornendomi delle motivazioni che mi hanno fatto molto crescere e che mi hanno fatto amare (e, soprattutto, imparare) il “mestiere” del lavoro di desk e dell’impaginazione. Nozioni che spesso, durante i mesi di stage che ho effettuato, mi hanno aiutato a risolvere, da solo, situazioni anche molto complesse. Ancora ricordo quando a me e Rosanna è stato proposto di lavorare per un numero speciale dedicato all’emissione di un francobollo per la Lumsa: un viaggio a tutto campo nell’oscuro e inaccessibile mondo della filatelia, reso possibile solo grazie ai preziosi consigli e all’aiuto sempre attento e costante del Professore. Oppure, ancora, ricordo quando il Professore mi ha chiesto di assisterlo, durante alcune delle sue lezioni all’università, per spiegare agli studenti il funzionamento di alcuni software per costruire siti web. L’ultimo ricordo, quello più forte, quando sono andato da lui per chiedergli di essere il mio relatore della tesi di laurea. Un momento importante, in cui il Professor Cultrera, preso dall’entusiasmo, ha iniziato a darmi mille consigli… parlava di bibliografie, citava biblioteche virtuali, università americane… e io che non sapevo nemmeno da dove cominciare! Una tesi di laurea alla quale purtroppo il “mio” relatore, per motivi di salute, non è potuto essere presente, ma che io ho sentito molto vicino nella splendida lettera di presentazione che ha scritto e che è stata letta prima della discussione.
Un insegnante a volte burbero, a volte eccessivamente puntiglioso, ma a cui devo sicuramente l’acquisizione di un metodo di lavoro che mi accomaccompagnerà per tutta la vita.

È morto il Prof. Cultrera

GIORNALISTI: E’ MORTO GIUSEPPE CULTRERA
UNA CARRIERA DI 36 ANNI DEDICATA ALL’ANSA

(ANSA) – ROMA, 30 dic – E’ morto questa notte il giornalista Giuseppe (Pino) Cultrera: era stato colpito recentemente da una malattia incurabile.
Cultrera, che era in pensione da qualche anno, avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 28 gennaio. Lascia la moglie Liliana ed i figli Stefano e Giovanna. I funerali si svolgeranno a Poggio Mirteto (dove Pino Cultrera si era ritirato lasciando Roma), domani alle ore 11.
Siciliano di Messina, Cultrera ha dedicato all’ Agenzia Ansa 36 anni di impegno professionale, promuovendo l’informazione nei settori della scienza, della tecnologia, dei beni culturali e facendo dell’Agenzia un punto di riferimento per la divulgazione di materie tradizionalmente considerate “difficili”. Ha anche seguito direttamente lo sviluppo tecnologico dell’Agenzia in anni cruciali, quelli che hanno visto il passaggio dalla macchina da scrivere, dagli apparati elettromeccanici, dal filo telegrafico e dalle telescriventi al mondo dell’ elettronica e delle nuove telecomunicazioni.
Pino (come tutti lo chiamavamo all’ Ansa) era diventato collaboratore dell’agenzia nel 1961; assunto come praticante nel 1964, professionista dal 1966, aveva convinto la direzione dell’ agenzia a istituire un “servizio scientifico” di cui venne nominato responsabile. Pino, infatti, è stato uno dei primi giornalisti italiani a dedicarsi professionamente alla divulgazione della ricerca scientifica e ai temi dell’ aeronautica e dello spazio, seguendo per l’Ansa i più importanti eventi del settore, dai primi lanci spaziali alla missione NASA sulla Luna, e poi l’ ingresso dell’Italia nel settore spaziale, l’evoluzione del trasporto aereo, le grandi scoperte scientifiche, quelle archeologiche e, come cronista, i grandi disastri naturali. Tra l’ altro nel 1964 Cultrera fu l’unico giornalista ammesso a bordo del DC-8 Alitalia mandato in India per riaccompagnare in Italia papa Paolo VI che vi si era recato per il congresso eucaristico.
Nel 1980 Pino divenne caporedattore presso la redazione centrale dell’ Ansa e dal maggio 1990 il direttore Sergio lepri lo volle come assistente per le tecnologie per il delicato passaggio ai nuovi sistemi editoriali. Un compito difficile che Pino seppe svolgere con competenza ma anche con le doti personali di pazienza e cordialità che lo hanno sempre contraddistinto. Nel 1994 diresse anche il primo servizio sperimentale di infografica dell’ Ansa. In pensione dal 1997, Cultrera si era dedicato all’ insegnalamento universitario come titolare di “Editoria multimediale” nel corso di laurea in scienza della comunicazione alla facoltà di lettere e filosofia della LUMSA.
Cultrera aveva diretto la rivista specializzata “Alata Internazionale”, il Notiziario del Centro per l’ Epilessia e “Aresam Notizie” (che si occupa di disabilità psichica). Con Sergio Lepri e Francesco Arbitrio è autore del libro, uscito recentemente presso l’editore Le Monnier, “L’agenzia Stefani da Cavour a Mussolini”. Aveva ricevuto numerosi premi tra i quali il premio “Massai” per la stampa aeronautica ed il premio “Casalegno” per la stampa scientifica. (ANSA)

RED-BO
30-DIC-05 10:09 NNNN

8 e 9 novembre sciopero


(Per problemi alla connessione Internet in questi giorni il Blog potrebbe non essere aggiornato. Mi scuso per l’inconveniente).

L’8 e il 9 novembre sciopero dei giornalisti.

“I giornalisti italiani sono nuovamente costretti alla mobilitazione e allo sciopero a causa dell’atteggiamento di netta chiusura degli editori della Fieg, dell’Associazione dell’emittenza locale Aeranti-Corallo e dell’Agenzia per il Pubblico impiego Aran nelle vertenze per i rinnovi contrattuali della categoria.
La Giunta esecutiva della Fnsi e i rappresentanti dell’Associazioni regionali di stampa hanno tentato oggi, fino in fondo, di trovare un’intesa con la Fieg per un accordo sulla proposta degli stessi editori di far slittare di due anni la trattativa per il rinnovo quadriennale del contratto.

Le proposte della Fieg sulla parte economica biennale, sul lavoro autonomo e sul recepimento della Legge 30 relativa alle flessibilità del mercato del lavoro, purtroppo non hanno consentito al Sindacato di trovare spazi di trattativa credibili. In particolare, sulla Legge 30 la Fieg si è dichiarata disponibile a discutere solo su quei pochi punti che la stessa legge demanda alla trattativa fra le parti. Per aspetti decisivi come il distacco, il trasferimento di rami di azienda o le cessioni, il lavoro in appalto, la Fieg ha escluso qualunque ipotesi di impegno meramente politico a contenere l’efficacia delle norme, preannunciando invece la piena applicabilità delle misure più pericolose per la professione giornalistica e l’autonomia della categoria.

Per il lavoro autonomo, la Fieg ha confermato di non ritenere il tema dei freelance e dei collaboratori un possibile oggetto di qualsivoglia trattativa futura. Gli editori hanno confermato di non essere controparte per regolare il lavoro autonomo e si sono limitati a confermare quanto è già scritto nel contratto per un esame del fenomeno di tipo statistico, respingendo quindi qualunque ipotesi di negoziato.

La Fnsi ritiene che un’intesa per un accordo biennale, una volta verificata l’attuale impossibilità di un contratto quadriennale per la distanza tra le due piattaforme, fosse possibile nel confronto di oggi e sia ancora raggiungibile se gli editori fossero disponibili a formulazioni avanzate e trasparenti. Il Sindacato dei giornalisti ha purtroppo dovuto verificare la rigidità della posizione della Fieg e quindi l’assenza di condizioni minime e credibili per un’intesa ragionevole.

Il Sindacato dei giornalisti deve inoltre registrare la totale assenza di un avanzamento delle posizioni di netta chiusura dell’associazione delle emittenti locali Aeranti-Corallo. Questa organizzazione, che oggi rappresenta aziende che occupano oltre mille giornalisti quasi tutti contrattualizzati, si ostina e respingere la piattaforma della Fnsi tendente a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle colleghe e dei colleghi uniformando, in particolare, il regime dell’orario di lavoro a quello degli altri giornalisti.

Il Sindacato non ha ancora ottenuto risposta dall’Aran alla richiesta di apertura delle trattative per il contratto dei giornalisti degli Uffici Stampa della Pubblica amministrazione. Una mancata risposta che contrasta con la recentissima sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma che ha sancito la legittimità contrattuale della Fnsi peraltro chiaramente prevista dalla Legge 150/2000. Nei prossimi giorni il Sindacato dei giornalisti formalizzerà nuovamente all’Aran la richiesta di fissare la data di inizio delle trattative.”

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Si riportano di seguito le modalità dello sciopero dei giornalisti:

i giornalisti dei quotidiani del mattino e dei quotidiani free press si asterranno dal lavoro nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 novembre per impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10;

i giornalisti dei quotidiani del pomeriggio si asterranno dal lavoro in modo da impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10 novembre;

i giornalisti delle agenzie di stampa, dei service, delle strutture sinergiche nazionali e locali, dei giornali telematici, dei siti web e dei portali internet si asterranno dal lavoro dalle ore 07.00 di martedì 8 alle ore 07.00 di giovedì 10 novembre;

i giornalisti free-lance, i collaboratori ed i corrispondenti e i giornalisti degli uffici stampa si asterranno dal lavoro per le intere giornate di martedì 8 e mercoledì 9 novembre;

i giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva pubblica e privata analogica e digitale, nazionale e locale, e dei canali tematici satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro a partire dalle ore 06.00 di mercoledì 9 sino alle ore 06.00 di venerdì 11 novembre;

i giornalisti dei periodici settimanali si asterranno dal lavoro in modo da impedire l’uscita del primo numero utile raggiungibile;

i giornalisti dei periodici mensili parteciperanno all’azione sindacale nei modi e nelle forme decisi dai Comitati di redazione d’intesa con le rispettive redazioni.
Non sono previste deroghe di alcun tipo.

Nel corso dello sciopero, nelle emittenti radiotelevisive nazionali, saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta previsti da eventuali accordi aziendali. Le Associazioni Regionali di Stampa potranno, in casi particolari, autorizzare le emittenti locali a trasmettere una finestra informativa, di non più di 5 minuti, nel corso della quale dovrà essere data lettura dei comunicati sindacali. Pertanto, non andrà in onda nessuna trasmissione o rubrica giornalistica, né andranno in onda trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come conduttori o protagonisti giornalisti, né avvenimenti sportivi con la cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei Cdr in tutte le redazioni al fine di predisporre notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità e interesse per l’utenza.
Per impedire recuperi di produttività i Comitati di redazione potranno proclamare, ove necessario, lo stato di agitazione ed il blocco degli straordinari nei giorni precedenti e successivi agli scioperi.

News "ufficiali" insieme ai blog: Yahoo! lancia le "notizie fai da te"


L’annuncio del portale Usa. Accanto ai big dell’informazione
i contributi da 10 milioni di blog e dagli archivi foto personali

News “ufficiali” insieme ai blog. Yahoo! lancia le notizie “fai da te”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Yahoo! ha cominciato a utilizzare, nel proprio portale dedicato all’informazione, il lavoro dei bloggers accanto alle notizie scritte dai giornalisti professionisti. E, ha aggiunto il motore di ricerca, questa distinzione tra le due fonti sarà pian piano livellata. I blog sono il fenomeno del momento, che ha preso piede anche in Italia: “diari online” gratuiti e di facile realizzazione, su cui ognuno può scrivere aggiungendo notizie, commenti, opinioni personali. La svolta del portale americano si inserisce nella polemica tra chi considera le fonti tradizionali come le uniche affidabili e chi invece, in nome della massima libertà di espressione, reclama dignità per quelle forme di “informazione dal basso”. I blog, appunto.

Attualmente, si legge nella home page di Yahoo!News, il servizio è in fase di testing, ed è stato implementato solamente all’interno del motore di ricerca delle notizie. Come funziona? Fatta una richiesta, si viene portati in una pagina in cui, accanto alle fonti ufficiali (sono 6500 tra agenzie di stampa, quotidiani e televisioni on line) compaiono anche blog, notizie, foto e link pubblicati nei siti personali messi su dai milioni di utenti della rete. Se, ad esempio, cerchiamo “Katrina hurricane”, la schermata principale indica le news provenienti dalle principali testate del mondo, ma sulla destra si apre una finestra (con la scritta Blogs beta) che mostra i link ai principali blog che trattano questo argomento.

Al momento il servizio è attivo solo nella versione internazionale (in inglese) del portale. “I media tradizionali non hanno il tempo e le risorse per coprire tutte le storie – ha spiegato Joff Redfern, direttore di Yahoo!Search – e con questa soluzione diamo certamente qualcosa in più”.

“Per adesso – ha aggiunto Redfern – teniamo ancora una linea di demarcazione tra i media tradizionali e i blog”. Se, tuttavia, si preme su “More Blog results…” si può accedere ai risultati di una ricerca completamente incentrata sui blog. Quelli monitorati sono oltre dieci milioni. E si può cercare anche tra le fotografie pubblicate dai vari utenti, in particolare sul sito Flickr, un’enorme archivio pubblico con oltre 42 milioni di immagini.

L’iniziativa di Yahoo! è di sicuro impatto perché, se quasi certamente finirà alimentare il fenomeno del “reporter diffuso”, al tempo stesso rischia di mettere in discussione il ruolo del giornalista professionista. Con i blog, infatti, l’utente dell’informazione esce dal ruolo del semplice ricevente e diventa attivo, diventa ‘editore di se stesso’.

Naturalmente, nelle reazioni ci si divide tra favorevoli e contrari. Per il critico dei media Jeff Jarvis, quella di Yahoo! è una decisione importante perché i principali portali Internet, che fino ad ora continuavano a considerare i blog come una fonte secondaria, e spesso poco attendibile, di notizie, si dovranno ricredere. Perplesso Robert Thompson, docente di “media studies” all’Università di Syracuse, nello stato di New York: “C’è una forte distinzione tra una notizia passata attraverso tutti gli stadi di un processo editoriale e un’altra, invece, inserita in rete da qualcuno che nemmeno li conosce”.

(11 ottobre 2005)

(Nella foto:Jerry Yang e David Filo, co-fondatori di Yahoo!)

Oggi sciopero dei giornalisti

È in corso dalle 7 di stamane lo sciopero nazionale dei giornalisti, indetto dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana). Lo sciopero, proclamato dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto, terminerà alle 7 di domenica 2 ottobre. I redattori dei quotidiani, agenzie di stampa, siti internet e uffici stampa si asterranno dal lavoro per 48 ore consecutive. Domani e dopodomani i quotidiani non saranno in edicola. Venerdì 7 e sabato 8 ottobre, invece, si fermeranno i giornalisti dell’emittenza televisiva pubblica e privata, nazionale e locale.

Il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Franco Siddi e il Segretario Generale Paolo Serventi Longhi, dopo avere informato il Presidente della Repubblica della decisione di proclamare nuovi scioperi dei giornalisti, hanno illustrato le ragioni della protesta in lettere inviate alle principali Istituzioni della Repubblica. I dirigenti della Fnsi hanno informato i Presidenti del Senato Marcello Pera, e della Camera Pierferdinando Casini, il Presidente della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il Presidente del Cnel Antonio Marzano. Il Sindacato dei Giornalisti ha inoltre informato della situazione i Segretari Generali delle Confederazioni sindacali dei lavoratori e i massimi dirigenti delle organizzazioni del settore della comunicazione.
La Fnsi ha anche chiesto di illustrare la situazione delle vertenze contrattuali a tutti i partiti e i movimenti politici ed ai gruppi parlamentari.”

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Roma, 29 settembre 2005

Il Presidente e il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi e Paolo Serventi Longhi, hanno inviato al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, la seguente lettera:

Signor Presidente,

“la Federazione Nazionale della Stampa, il Sindacato unitario dei giornalisti italiani, si è vista costretta a proclamare una serie di scioperi della categoria che, purtroppo, bloccheranno l’informazione nei prossimi mesi.
Siamo consapevoli della gravità della decisione assunta all’unanimità dagli organismi dirigenti del nostro sindacato, specialmente nell’attuale difficile e delicata fase della vita sociale, economica e politica del Paese.
Come Ella ha più volte avuto modo di osservare, l’informazione è un bene prezioso, la cui libertà è garantita costituzionalmente per l’insieme dei cittadini italiani e di conseguenza per le Istituzioni.
E’ quindi con rammarico che la Fnsi, rappresentativa dell’intera categoria dei giornalisti, ha deciso lo sciopero, costrettavi dalla posizione di netta chiusura assunta dalle organizzazioni imprenditoriali degli editori (Fieg), delle emittenti radiotelevisive private locali (Aeranti-Corallo) e dell’Agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego (Aran).
Le tre vertenze contrattuali sono aperte da molti mesi ed abbiamo dovuto constatare l’impossibilità di proseguire negoziati che potessero definire meglio un quadro contrattuale rispettoso della dignità della nostra professione, dell’indipendenza dei media, della qualità dell’informazione, nell’interesse di tutti i cittadini.
In particolare, il rinnovo contrattuale con la Fieg ha dovuto registrare una posizione degli editori assolutamente antitetica alla piattaforma del Sindacato dei giornalisti, che tende a rafforzare i diritti e le tutele dei giornalisti. La Fnsi ha individuato come asse strategico della propria azione quello di fornire condizioni minime di tutela normativa e di riconoscimento economico per le migliaia di giornalisti che hanno un rapporto di lavoro autonomo e precario, una situazione che riguarda ormai ben oltre il 50% della categoria. Il Sindacato ha anche chiesto norme che consentano di impedire un utilizzo eccessivamente flessibile del prodotto giornalistico esterno alle redazioni, condizione questa che riduce l’autonomia dell’informazione.
Signor Presidente, in considerazione dell’alta stima che il nostro Sindacato ha nei confronti Suoi e memori dei costanti richiami al diritto all’informazione ed all’indipendenza dei giornalisti che Ella ha rivolto alle Istituzioni e al Paese, abbiamo inteso informarLa della situazione venutasi a creare e ci dichiariamo disponibili ad illustrarLe personalmente, e più nel dettaglio, le ragioni della protesta dei giornalisti italiani”.

La risposta di Luca Sofri

Dopo relativamente poco tempo Luca Sofri mi ha risposto. Ecco cosa.

1) Com’è nata l’idea di aprire un blog? Lo so, questa domanda te l’avranno fatta centinaia di persone…

Già. Comunque. Ho letto dei primi software che permettevano di automatizzare
la gestione di un blog, e non sapevo ancora cosa fosse un blog. Così mi sono
informato e me ne sono fatto uno in HTML, più domestico ed elastico.

2) All’interno del tuo blog si trovano rimandi ad articoli e foto molto interessanti di avvenimenti in giro per il mondo, i tuoi coommenti ma anche racconti di esperienze tue personali come ad esempio i cd che hai acquistato… Ecco, come si conciliano questi due “tipi” d’informazione?

Si conciliano se si ha una concezione moderna e non paludata
dell’informazione. Se si pensa che accanto all’informazione didascalica e
nuda – essenziale e importante – esista anche quella che passa attraverso un
rapporto personale e riconoscibile con chi ti fornisce le informazioni. È un
atteggiamento che in Italia prima era presente solo nella scrittura di
alcuni sommi opinionisti, e che ultimamente si è diffusa di più grazie alle
contaminazioni con il giornalismo anglosassone e con la scrittura su
internet.
L’idea è che se anche racconti i fatti tuoi, questi possano avere un
interesse per qualcun altro, o servirti a raccontare meglio qualcosa che
riguarda tutti. E che l’intimità con il lettore renda più attendibili e
riconoscibili le cose che dici.
Naturalmente non sempre è così. A volte si scrive dei fatti propri, e
restano solo fatti propri e non gliene frega niente a nessuno. Io cerco di
starcio attento, ma penso anche che il blog è una cosa mia e gratuita,
quindi non devo risponderne a nessuno. Diverso è quando scrivi su un
giornale.

Immagino riceverai centinaia di e-mail di lettori. Di solito cosa ti chiedono o ti segnalano? E come definiresti un lettore-tipo?

Non c’è. Ricevo mail da lettori frequenti, con cui siamo praticamente amici,
come note occasionali da lettori di passaggio. Ricevo segnalazioni,
obiezioni, racconti, links. Ricevo di tutto.

4) Il blog è un modo di esporre le proprie idee innovativo e piuttosto nuovo. Qual è il suo futuro? Quali possibilità ha un giornalista non famoso, o anche un semplice cittadino, dopo aver aperto un blog, di essere letto, commentato, diventare insomma una voce autorevole?

Ne ha poche, secondo me: deve farsi venire un’idea originale ed essere bravo
a svilupparla. Altrimenti ormai l’offerta è così diffusa e ricca, che è
diventato difficilissimo farsi vedere, su un blog. Io e altri abbiamo avuto
la fortuna di cominciare quando ce n’erano ancora pochi pochi (io, poi, ho
avuto altre fortune pubblicitarie).

5) C’è un nuovo modo di lavorare del giornalista, che oltre a raccogliere le notizie e a scrivere l’articolo, le impagina, prepara le foto, lavora l’audio (cosa che sto sperimentando di persona). Dove stiamo andando? Verso una convergenza totale dei media? E i giornalisti di oggi sono attrezati per questo “salto”?

Tu no: attrezzati si scrive con due zeta.
Scherzo.
Comunque, sono attrezzati in pochi. Quando io ho cominciato a scrivere,
sette anni fa, avevo un vantaggio formidabile sul 99% dei giornalisti. Usavo
internet. Adesso quel vantaggio si è abbastanza estinto. Lo stesso avverrà
per il resto.

6) Secondo la tua opinione, come influiscono le nuove tecnologie sull’informazione? La impoversicono (vedi i cellulari di nuova generazione che offrono notizie via sms o mms sempre più stringate) o ne aiutano la diffusione, particolarmente verso fasce di “lettori” che di solito non acquisterebbero mai un giornale in edicola?

La seconda, credo. Ma non ho opinioni chiare e certe.
Ciao, L.