Un ottimo esempio di giornalismo all’italiana

Posto che è legittimo che ognuno, anche un direttore di un telegiornale nazionale, abbia le sue opinioni… come si può pensare che lo stesso direttore di un telegiornale nazionale, nel riportare una notizia, storpi i nomi delle persone di cui parla per sminuirne l’importanza e ridicolizzarle?

Segue video (da mostrare rigorosamente in tutte le scuole di giornalismo).

 

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Fox News? Sarà “error-free” (o almeno ci sperano!)

La lettera che segue, in inglese (ma facilmente comprensibile), è stata inviata dal direttore di Fox News a tutti i suoi dipendenti dopo ripetuti e gravi errori di grafiche, coperture video e sottopancia andati in onda. Mi ricorda alcuni episodi che ho vissuto in prima persona… perché a volte, probabilmente, una linea di tolleranza-zero sugli errori di distrazione non guasta.

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Un buon compleanno (?)

 

Oggi è il mio VENTOTTESIMO compleanno.

Qualche giorno fa ho scritto una (lunga) serie di riflessioni su questo periodo. Soprattutto su quest’ultimo periodo un po’ “sfortunato”, senza lavoro e senza prospettive future. Ho scritto di come ci si senta inutili nella società senza un lavoro, soprattutto quando invece lavoro e professionalità servono eccome. Ho scritto delle ultime esperienze in tema di colloqui di lavoro (non si finisce mai di stupirsi), di chi fa promesse che sa già di non poter mantenere e di chi, invece, vede il tuo tesserino da professionista e non ti dà il posto perché c’è una lunga fila di gente “molto meno qualificata” e che gli costerebbe gran lunga meno.

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Ciao Corrado

Oggi è scomparso Corrado Sannucci, giornalista di Repubblica che da tempo combatteva con una brutta malattia. Voglio ringraziare Corrado per quello che mi ha insegnato quando, diversi anni fa, condividevamo la stessa stanza in redazione. Io apprendista giornalista, e lui che si divertiva a raccontarmi aneddoti e a prendermi in giro per la mia competenza tecnologica da lui ritenuta “eccessiva”.

Osservarlo lavorare è stato per me di grande insegnamento: da come telefonava ai contatti, come da una notizia che reputavo insignificante riusciva a tirar fuori un grande pezzo, come preparava i suoi viaggi all’estero. Ancora ricordo quando mi chiese d’insegnargli a utilizzare un piccolo lettore Mp3 e a come gli insegnai a importare i cd, lui così esperto del mondo e così “imbranato” con la tecnologia.

Ciao Corrado!

Di seguito, il ricordo di Fabrizio Bocca su Repubblica di oggi.

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Perché oggi parteciperò alla manifestazione sulla libertà d’informazione

  • Perché nel nostro Paese c’è bisogno non di libertà d’informazione, ma di una maggiore qualità dell’informazione;
  • Perché non è più accettabile che – come minimo – cinque delle sette maggiori reti televisive nazionali siano controllate direttamente o indirettamente dal presidente del Consiglio e dal Governo;
  • Perché il principale telegiornale italiano, pagato da tutti gli italiani, non può continuare a nascondere notizie di fondamentale importanza per l’opinione pubblica;
  • Perché non è possibile che in uno dei Paesi che, nel passato, è stato simbolo di cultura e pensiero illuminato in tutto il mondo, la maggior parte delle persone si faccia un’opinione solo guardando quegli stessi telegiornali pilotati;
  • Perché sui disastri (molti dei quali annunciati) che accadono in Italia il Governo non può farsi bello, sempre grazie all’utilizzo spregiudicato delle televisioni, con la ricostruzione e l’aiuto alla popolazione, quando centinaia di morti possono essere evitate utilizzando le risorse economiche per la prevenzione e la messa in sicurezza delle abitazioni e del nostro territorio, sempre più martoriato dall’abusivismo;
  • Perché il giornalismo dev’essere, come accade in tutti gli altri paesi industrializzati, il cane da guardia del potere: deve poterlo ammonire, massacrare, fare a pezzettini, e non – al contrario, come accade da noi – essere il cane ammaestrato, corrotto, indifeso e assoggettato;
  • Perché certi giornalisti assoggettati e corrotti non meritano di portare con sé il tesserino che in tanti abbiamo sudato e con con il quale ogni giorno teniamo fede alla nostra promessa di raccontare in modo imparziale il mondo che ci circonda;
  • Perché nel nostro Paese X-Factor e Grandi Fratelli vari stanno rendendo imbecille la classe più giovane della popolazione, sempre più disinteressata al bene comune e alla cosa pubblica, e sempre più interessata solamente al proprio orticello;
  • Perché dobbiamo vergognarci, come italiani, a ogni uscita pubblica del nostro presidente del Consiglio;
  • Perché a un governo scandaloso che premia i malfattori e i ladri non c’è da nessuna parte alcuna forza credibile di opposizione, capace di prendere in mano la situazione e riformare la classe politica attuale;
  • Perché sto vivendo in prima persona, insieme a tanti altri ragazzi della mia età, una crisi economica e una carenza di occupazione in un mondo del lavoro in cui la bravura e il merito sembrano non contare affatto;
  • Perché con tutto quello che sta succedendo da qualche anno a questa parte è sempre meno difficile dirsi orgogliosi di essere italiani.

Il nuovo sito dell’Ansa

Tra i grandi siti internet d’informazione in Italia forse quello dell’Ansa è l’unico a non essere stato, almeno fino ad oggi, aggiornato da diverso tempo e adeguato al Web 2.0. È nato finalmente il nuovo sito della principale agenzia di stampa italiana. Da subito si nota una grafica migliorata e un’enorme quantità di notizie (anche se, ammettiamolo, all’inizio l’utente si trova un pochino spaesato).

Una grafica nuova ed originale – scrive l’Ansa – con titoli e notizie più in evidenza, nuove rubriche, molti canali, ossia vere e proprie mini-home page di settore, multimedialità sviluppata: queste alcune delle novità del nuovo ANSA.it, il sito internet della prima agenzia di stampa italiana, completamente rinnovato

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Esclusiva! Il Tg1 che vuole Berlusconi

Incredibile! L’inviato speciale dello Stivale Bucato all’interno delle teche Rai è riuscito a scovare il numero di prova del nuovo Tg1, che inizierà il primo gennaio 2010. Cameraman Daniele Capezzone, regista Sandro Bondi, in redazione Renato Brunetta, al trucco Silvio Berlusconi. In esclusiva per i nostri lettori siamo riusciti a rubare il Dvd e abbiamo pubblicato il cosiddetto “numero zero” su YouTube. La voce è ormai quella del padrone, la libertà di stampa è sparita, la colpa è sempre dell’opposizione (ma dov’è l’opposizione?), il conflitto d’interessi è sempre più vasto… questo è quello che ci aspetta se non riusciremo a cambiare le cose. Ma in realtà accendendo la tv forse nemmeno dovremo aspettare il 2010, perché un Tg1 così c’è l’abbiamo già! Guardare per credere!

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Giornalisti che uccidono la Professione

Oggi questa vignetta – simpaticissima, per carità – è tra le più guardate, apprezzate e discusse in rete. Rispetto, ovviamente, la satira e le opinioni altrui.

Ma non posso fare a meno di notare quanto, soprattutto negli ultimi tempi, i giornalisti “servi”, assoggettati, lecchini, baroni e mistificatori, insieme a una classe politica sempre più interessata a coprire magagne e verità, stiano nuocendo gravemente – è proprio il caso di dirlo – alla nostra bella professione.

Pensieri sconnessi dopo la visione de “Il Grande Sogno”

Dopo aver visto “Il Grande Sogno” di Michele Placido, film ambientato durante gli anni della contestazione studentesca del ’68, continuo a pormi – sempre più – diversi interrogativi sull’Italia di oggi.

 

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Uno spot del Governo sul sito di Repubblica???

Fotografato pochi minuti fa. Berlusconi e il suo Governo, che tanto hanno disprezzato “Repubblica” e i suoi giornalisti, e che hanno addirittura consigliato alle aziende di non pagare spazi pubblicitari sui media non allineati… utilizzano il sito di Repubblica – che però è il più visitato d’Italia – per una campagna a favore della lettura.

Viaggio dalla morte all’Italia. Un bellissimo articolo di Ezio Mauro

Su Repubblica di oggi il direttore Ezio Mauro ha pubblicato un reportage molto toccante sulla storia dei 78 immigrati partiti dalla Libia e morti, quasi tutti, durante la traversata in mare. Un reportage che fa riflettere su quanto queste tragedie siano vicine a noi, all’Italia dei lustrini, del Grande Fratello e delle love-story di chi ci governa.

PALERMO – Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell’ospedale “Cervello”. Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d’agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la televisione e il crocifisso, una di fronte all’altro.

È quel che vede Titti Tazrar da ieri mattina, quando apre gli occhi. Quando li chiude tutto balla ancora, ogni cosa gira intorno, il letto è una barca che si inclina e poi si piega sulle onde. Titti cerca la corda per reggersi, d’istinto, come ha fatto per 21 giorni e 21 notti, con la mano che da nera sembra diventata bianca per la desquamazione, una mano forata dalle flebo per ridare un po’ di vita a quel corpo divorato dalla mancanza d’acqua. La gente che ha saputo apre la porta e la guarda: è l’unica donna sopravvissuta – con altri quattro giovani uomini – sul gommone nero che è partito dalla Libia con un carico di 78 disperati eritrei ed etiopi, ha vagato in mare senza benzina per 21 giorni, ha scaricato nel Mediterraneo 73 cadaveri e ha sbarcato infine a Lampedusa cinque fantasmi stremati da un mese di morte, di sete, di fame e di terrore.

Quei cinque sono anche gli ultimi, modernissimi criminali italiani, prodotto inconsapevole della crudeltà ideologica che ha travolto la civiltà dei nostri padri e delle nostre madri, e oggi ci governa e si fa legge. I magistrati li hanno dovuti iscrivere, appena salvati, al registro degli indagati per il nuovo reato d’immigrazione clandestina, i sondaggi plaudono. Anche se poi la vergogna – una vergogna della democrazia – darà un calcio alla legge, e per Titti e gli altri arriverà l’asilo politico. Scampati alla morte e alla disumanità, potranno scoprire quell’Italia che cercavano, e incominciare a vivere.

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Arrivederci!

260 giorni di lavoro.
82 turni di notte.
Oltre 70 servizi.

È passato un anno dalla mia assunzione a Sky Tg24. Al momento il mio contratto è finito e sono in pausa, nella speranza di poter ricominciare quanto prima.

Un’esperienza, quella a Sky, che mi ha formato umanamente, culturalmente e professionalmente. Ho avuto modo di lavorare con colleghi di ottimo livello e di occuparmi a tempo pieno di storie importantissime, prima tra tutte quella del terremoto in Abruzzo, vicenda che ho vissuto in prima persona essendo in turno, la notte, in redazione.

Grazie a tutti i miei colleghi e ai miei compagni di viaggio, compagni di interminabili notti, di caffè, di mensa, di sala montaggio, di ticker, di Pod, di chiacchierate e soprattutto del servizio Active. Ci rivediamo presto, promesso!

Qui alcuni dei servizi che ho fatto.

Sesso e hacker alle origini di Facebook

 

Facebook – ora sotto accusa per la mancanza di privacy – è nato da tradimenti e particolari hot. A svelarlo è Ben Mezrich con il libro “The Accidental Billionaires”. Il mio servizio per la trasmissione “IO REPORTER” di Sky Tg24 di sabato 11 luglio 2009.

Sistemi operativi, Google sfida Microsoft e Apple

 

Il gigante del Web ha annunciato che entro la fine dell’anno metterà a disposizione degli utenti, in modo gratuito, un nuovo sistema operativo, chiamato Google Chrome Operating System. Il mio servizio per la trasmissione “IO REPORTER” di Sky Tg24 di sabato 11 luglio 2009.