“Come mai i fatti accadono sempre dove noi non siamo?”

Ieri alla Festa della Fiom a Bologna “Tutti in piedi, entra il lavoro!” mi ha colpito particolarmente l’intervento della giornalista del Tg1 Elisa Anzaldo. Che, con molta ironia, spiega che ultimamente le troupe del telegiornale dove lavora si trovano sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. Il video è un po’ lungo ma consiglio di vederlo fino in fondo.

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“Con preghiera di fare più giornalismo e meno ideologia”

È stato estremamente interessante per me, così “patito” di questa materia, leggere gli “insegnamenti e i richiami alla cura per la qualità con cui si devono realizzare i giornali” scritti da Arrigo Benedetti, storico fondatore e direttore dell’Europeo e dell’Espresso. Regole fondamentali per la nostra professione che sempre più vengono dimenticate, non vengono insegnate nelle scuole e sono considerate “roba da maniaci”. Ne trascrivo alcune dopo averle lette da Marco Pratellesi.

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Buon 2011 Italia

(dall’editoriale di ieri di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera)

UN DISPERATO QUALUNQUISMO

Non vanno bene le cose per l’Italia. Prima che ce lo dicano le statistiche – comunicandoci per esempio un dato lugubre: che nel 2010 il reddito pro capite degli italiani sarà in termini reali inferiore a quello del 2000 – ce lo dice una sensazione che ormai sta dentro ciascuno di noi e ogni giorno si rafforza.

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Il senso del silenzio

Due opinioni sullo sciopero di domani firmate Ezio Mauro e Fiorenza Sarzanini:

“Domani non usciranno i quotidiani, taceranno i notiziari televisivi e radiofonici per lo sciopero nazionale dei giornalisti contro la “legge bavaglio”. Può sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d’informazione, firmata da un Premier che invita i lettori a scioperare contro i quotidiani. In realtà è un gesto di responsabilità dei giornalisti italiani per denunciare il governo e richiamare l’attenzione di tutti i cittadini sulla gravità di una norma che colpisce insieme la tutela della legalità, il contrasto al crimine e la libera e trasparente circolazione delle notizie.

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Fox News? Sarà “error-free” (o almeno ci sperano!)

La lettera che segue, in inglese (ma facilmente comprensibile), è stata inviata dal direttore di Fox News a tutti i suoi dipendenti dopo ripetuti e gravi errori di grafiche, coperture video e sottopancia andati in onda. Mi ricorda alcuni episodi che ho vissuto in prima persona… perché a volte, probabilmente, una linea di tolleranza-zero sugli errori di distrazione non guasta.

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Ciao Corrado

Oggi è scomparso Corrado Sannucci, giornalista di Repubblica che da tempo combatteva con una brutta malattia. Voglio ringraziare Corrado per quello che mi ha insegnato quando, diversi anni fa, condividevamo la stessa stanza in redazione. Io apprendista giornalista, e lui che si divertiva a raccontarmi aneddoti e a prendermi in giro per la mia competenza tecnologica da lui ritenuta “eccessiva”.

Osservarlo lavorare è stato per me di grande insegnamento: da come telefonava ai contatti, come da una notizia che reputavo insignificante riusciva a tirar fuori un grande pezzo, come preparava i suoi viaggi all’estero. Ancora ricordo quando mi chiese d’insegnargli a utilizzare un piccolo lettore Mp3 e a come gli insegnai a importare i cd, lui così esperto del mondo e così “imbranato” con la tecnologia.

Ciao Corrado!

Di seguito, il ricordo di Fabrizio Bocca su Repubblica di oggi.

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Perché oggi parteciperò alla manifestazione sulla libertà d’informazione

  • Perché nel nostro Paese c’è bisogno non di libertà d’informazione, ma di una maggiore qualità dell’informazione;
  • Perché non è più accettabile che – come minimo – cinque delle sette maggiori reti televisive nazionali siano controllate direttamente o indirettamente dal presidente del Consiglio e dal Governo;
  • Perché il principale telegiornale italiano, pagato da tutti gli italiani, non può continuare a nascondere notizie di fondamentale importanza per l’opinione pubblica;
  • Perché non è possibile che in uno dei Paesi che, nel passato, è stato simbolo di cultura e pensiero illuminato in tutto il mondo, la maggior parte delle persone si faccia un’opinione solo guardando quegli stessi telegiornali pilotati;
  • Perché sui disastri (molti dei quali annunciati) che accadono in Italia il Governo non può farsi bello, sempre grazie all’utilizzo spregiudicato delle televisioni, con la ricostruzione e l’aiuto alla popolazione, quando centinaia di morti possono essere evitate utilizzando le risorse economiche per la prevenzione e la messa in sicurezza delle abitazioni e del nostro territorio, sempre più martoriato dall’abusivismo;
  • Perché il giornalismo dev’essere, come accade in tutti gli altri paesi industrializzati, il cane da guardia del potere: deve poterlo ammonire, massacrare, fare a pezzettini, e non – al contrario, come accade da noi – essere il cane ammaestrato, corrotto, indifeso e assoggettato;
  • Perché certi giornalisti assoggettati e corrotti non meritano di portare con sé il tesserino che in tanti abbiamo sudato e con con il quale ogni giorno teniamo fede alla nostra promessa di raccontare in modo imparziale il mondo che ci circonda;
  • Perché nel nostro Paese X-Factor e Grandi Fratelli vari stanno rendendo imbecille la classe più giovane della popolazione, sempre più disinteressata al bene comune e alla cosa pubblica, e sempre più interessata solamente al proprio orticello;
  • Perché dobbiamo vergognarci, come italiani, a ogni uscita pubblica del nostro presidente del Consiglio;
  • Perché a un governo scandaloso che premia i malfattori e i ladri non c’è da nessuna parte alcuna forza credibile di opposizione, capace di prendere in mano la situazione e riformare la classe politica attuale;
  • Perché sto vivendo in prima persona, insieme a tanti altri ragazzi della mia età, una crisi economica e una carenza di occupazione in un mondo del lavoro in cui la bravura e il merito sembrano non contare affatto;
  • Perché con tutto quello che sta succedendo da qualche anno a questa parte è sempre meno difficile dirsi orgogliosi di essere italiani.

Giornalisti che uccidono la Professione

Oggi questa vignetta – simpaticissima, per carità – è tra le più guardate, apprezzate e discusse in rete. Rispetto, ovviamente, la satira e le opinioni altrui.

Ma non posso fare a meno di notare quanto, soprattutto negli ultimi tempi, i giornalisti “servi”, assoggettati, lecchini, baroni e mistificatori, insieme a una classe politica sempre più interessata a coprire magagne e verità, stiano nuocendo gravemente – è proprio il caso di dirlo – alla nostra bella professione.

Contratto dei giornalisti, siglata l’intesa. Forse questa volta è davvero fatta

(da Repubblica.it)

 

ROMA – Intesa tra Fieg e Fnsi per il nuovo contratto dei giornalisti. E’ arrivata dopo una due giorni di trattativa non stop nella sede della Federazione degli editori. La prossima settimana l’ipotesi di intesa sarà sottoposta al consiglio nazionale Fnsi, giovedì alla commissione contratto e venerdì alla conferenza nazionale dei Cdr e dei fiduciari. Poi ci sarà il referendum della categoria.

I punti dell’accordo. Tra i capitoli più delicati della trattativa quello sugli scatti di anzianità: la maggiorazione sarà del 6% del minimo dello stipendio e maturerà per i primi tre aumenti periodici per ogni biennio, mentre per gli aumenti periodici successivi al terzo per ogni triennio di anzianità.

Per quanto riguarda la parte economica il valore del minimo tabellare è incrementato di 265 euro per il redattore ordinario (di cui 5 saranno devoluti al fondo di perequazione per i pensionati), che sarà corrisposto in una prima parte dal due aprile 2009 – pari a 140 euro compresa l’indennità di vacanza contrattuale – e nella seconda – pari a 125 euro – dal primo giugno 2010. La cifrà sarà di 335 euro per i redattori capo.

L’ipotesi di accordo introduce un capitolo sulla multimedialità che prevede un apposito programma editoriale che specifichi organizzazione del lavoro, modalità di integrazione tra le testate, utilizzo degli strumenti multimediali e preveda la formazione.

Oltre a quella del redattore esperto (dopo otto anni di anzianità) viene introdotta la figura di redattore senior, che può essere attribuita anche al redattore esperto con anzianità di servizio nella qualifica superiore ai cinque anni.

Quanto al trasferimento, il giornalista assunto per prestare servizio in un determinato comune non può essere trasferito in una sede che disti più di 40 km dal luogo di svolgimento della prestazione lavorativa e potrà considerare il trasferimento sul quale non concordi come causa di risoluzione del rapporto per fatto dell’editore.

Il distacco presso testate dello stesso gruppo non può durare più di 24 mesi, salvo diverso accordo tra le parti e può essere utilizzato per comprovate esigenze produttive, organizzative e sostitutive. Eventuale proroga deve avere il consenso del giornalista.

Il rapporto di lavoro con direttore, condirettore e vicedirettore “può essere risolto dall’azienda anche in assenza di giusta causa e di giustificato motivo”. L’indennizzo sale a 13 mensilità di retribuzione più l’indennità di preavviso che è di altri 12 mesi, per un totale di 25 mesi.

I contratti a termine non possono superare i 36 mesi e sono consentiti in fase di sviluppo di nuove iniziative, per sostituire giornalisti assenti, per fronteggiare situazioni imprevedibili che richiedano temporanee integrazioni degli organici. Per le figure apicali (direttore, condirettore e vicedirettore) non possono durare più di cinque anni. Se un giornalista, con il cumulo di più contratti a termine, ha superato i sei mesi di lavoro per lo stesso editore, può sottoscriverne un altro della durata massima di dodici mesi presso la direzione provinciale del lavoro.

Un Natale bello, e particolare

 

Per la prima volta nella vita, quest’anno la notte di Natale non la passerò a casa, in famiglia, ma starò in redazione a lavorare. E devo solo ringraziare il Cielo se ho questo lavoro bello e importante, in tempi così difficili. L’augurio a tutti gli amici e a tutti i lettori – ma è un augurio sincero, non di quelli distratti che si fanno in questi giorni – è quello di poter vivere un periodo natalizio sereno, con le persone a cui vogliamo bene. La serenità, prima di tutto.